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Ciascuno di noi è un messaggio che Dio manda al mondo (P. G. Vannucci OSM)

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE
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Il nuovo libro di Don Maurizio Roma: Pensieri in Parole - Omelie per l'anno A

Disponibile!
E' arrivato il nuovo attesissimo libro di Don Maurizio Roma:
Pensieri in Parole - Omelie per l'anno A.
Con le Letture del Lezionario.

Il libro, una preziosa fonte di illuminazione per entrare in profondità nel Mistero di Cristo, non ha marchio editoriale e si può richiedere direttamente all'autore:
Don Maurizio Roma
Via Montetrini 57 - 50065 Lubaco - Pontassieve (FI)
Tel. 3299384976

Domenica 28 aprile 2013: dal Vangelo secondo Giovanni (13,31-33a-34-35)

V Domenica di Pasqua - Anno C
"Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri”
Quando Giuda fu uscito dal cenacolo Gesù disse: “Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e anche Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.
Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri.

Omelie per l'anno C - Pensieri in parole - Don Maurizio Roma

"L'idea di conservare le omelie m'è nata fin dagli anni del seminario, dopo l'ordinazione diaconale, quando di tanto in tanto mi veniva chiesto di commentare le Sacre Letture della Messa nella parrocchia dove allora svolgevo servizio pastorale.
Da quel momento, senza neanche accorgermene, mi sono ritrovato ad aver memorizzato nel disco fisso del computer oltre 250 omelie e commenti vari, per ogni situazione e necessità... Un materiale che, in molti mi hanno detto, doveva esser messo a disposizione del maggior numero di persone possibile, perché utile alla riflessione e all'approfondimento della Parola del Signore.
Così, dopo "mille ritocchi" grazie a Dio, ecco i primi due volumi." (Don Maurizio Roma)

* Pensieri in Parole - omelie per l'anno C

Il libro non ha marchio editoriale, si richiede direttamente all'autore inviando un'offerta di 10,00 euro.
Per prenotazioni e acquisti scrivere o telefonare a: Maurizio Roma, Via Montetrini 57 - Loc. Lubaco - 50065 Pontassieve (FI).
Email: pieve.lubaco@gmail.com
Cell. 329.9384976

Dal Vangelo secondo Marco (6,30-34)

Domenica 22 luglio 2012.
XVI domenica del Tempo Ordinario - Anno B.

Dal Vangelo secondo Marco.
Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato.
Ed egli disse loro: «Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un pò». Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare.
Allora partirono sulla barca verso un luogo solitario, in disparte.
Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città cominciarono ad accorrere là a piedi e li precedettero.
Sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.


Penso siano molti i sacerdoti che in queste pagine rivedono se stessi e il loro ministero pastorale. Come penso siano molti anche quelli che in questo periodo estivo sentono il bisogno d’essere richiamati dal Signore in disparte, per riposarsi un po’. Il Vangelo di oggi, infatti, non nasconde le fatiche apostoliche dei discepoli; san Marco precisa che non avevano neanche il tempo di mangiare.

Dal Vangelo secondo Marco (6,1-6)

Domenica 8 luglio 2012.
XIV domenica del Tempo Ordinario - Anno B.

Dal Vangelo secondo Marco.
Partito quindi di là, andò nella sua patria e i discepoli lo seguirono.
Venuto il sabato, incominciò a insegnare nella sinagoga. Partito quindi di là, andò nella sua patria e i discepoli lo seguirono.
Venuto il sabato, incominciò a insegnare nella sinagoga.
E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicevano: «Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani?
Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?». E si scandalizzavano di lui.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua».
E non vi potè operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì.
E si meravigliava della loro incredulità. Gesù andava attorno per i villaggi, insegnando.


È davvero il caso di ripeterlo: nessuno è profeta in casa sua! Infatti, nell’epilogo di questa pagina evangelica vediamo Gesù percorrere le strade dei villaggi d’intorno, insegnando e predicando la via della salvezza. Pare proprio che a Nazareth non sia riuscito a far breccia nel cuore di molti.

Dal Vangelo secondo Luca (1,57-66.80)

Domenica 24 giugno 2012.
Natività di San Giovanni Battista.

Dal Vangelo secondo Luca.
Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse.
Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.


La celebrazione della natività di san Giovanni è sempre una grande festa per la Chiesa. Con essa ricordiamo l’avvento del Precursore del Cristo, l’ultimo profeta dell’Antico Testamento, il Battezzatore… è giusto quindi riservargli ogni onore e riconoscenza.

Dal Vangelo secondo Luca (24,35-48)

Domenica 22 aprile 2012.
III Domenica di Pasqua - Anno B.

Dal Vangelo secondo Luca.
Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».
Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma.
Ma egli disse: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore?
Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.
Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?».
Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi».
Allora aprì loro la mente all'intelligenza delle Scritture e disse: «Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme.
Di questo voi siete testimoni.

Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-31)

Domenica 15 aprile 2012.
II Domenica di Pasqua - Anno B.
Si celebra la Festa della Divina Misericordia.

Dal Vangelo secondo Giovanni.
La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».
Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
 Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi».
Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù.
Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».
Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!».

Dal Vangelo secondo Giovanni (20,1-9)

Domenica 8 aprile 2012.
Domenica di Pasqua : Risurrezione del Signore - Anno B.

Dal Vangelo secondo Giovanni.
Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!».
Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro.
Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra,
e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte.
Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.
Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti.


Dal Vangelo secondo Marco (14,1-72 -- 15,1-47)

Domenica 1 aprile 2012.
Domenica delle Palme (dell'ulivo benedetto) - Anno B.

Dal Vangelo secondo Marco.
Mancavano intanto due giorni alla Pasqua e agli Azzimi e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di impadronirsi di lui con inganno, per ucciderlo.
Dicevano infatti: «Non durante la festa, perché non succeda un tumulto di popolo».
Gesù si trovava a Betània nella casa di Simone il lebbroso. Mentre stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno di olio profumato di nardo genuino di gran valore; ruppe il vasetto di alabastro e versò l'unguento sul suo capo. Ci furono alcuni che si sdegnarono fra di loro: «Perché tutto questo spreco di olio profumato?
Si poteva benissimo vendere quest'olio a più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei.
Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché le date fastidio? Ella ha compiuto verso di me un'opera buona; i poveri infatti li avete sempre con voi e potete beneficarli quando volete, me invece non mi avete sempre. Essa ha fatto ciò ch'era in suo potere, ungendo in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità vi dico che dovunque, in tutto il mondo, sarà annunziato il vangelo, si racconterà pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto».
Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai sommi sacerdoti, per consegnare loro Gesù. Quelli all'udirlo si rallegrarono e promisero di dargli denaro. Ed egli cercava l'occasione opportuna per consegnarlo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (12,20-33)

Domenica 25 marzo 2012.
V Domenica di Quaresima - Anno (B).

Dal Vangelo secondo Giovanni .
In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!». La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.


Meditazione
I biblisti c’insegnano che il vangelo di Giovanni ha uno spessore teologico decisamente più elaborato rispetto a quello dei sinottici, per ragioni legate alla sua stesura finale che, come abbiamo già avuto modo dire, risente della riflessione e della preghiera di una comunità cristiana consolidata nella fede.

Dal Vangelo secondo Giovanni (3,14-21)

Domenica 18 marzo 2012.
IV Domenica di Quaresima - Anno (B).

Dal Vangelo secondo Giovanni .
E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.
Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è gia stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie.
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere.
Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio


Meditazione
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito…

Dal Vangelo secondo Giovanni (2,13-25)

Domenica 11 marzo 2012.
III Domenica di Quaresima - Anno (B).

Dal Vangelo secondo Giovanni .

Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco.
Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato».
I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora.
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?».
Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».
Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?».
Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

Dal Vangelo secondo Marco (9,2-10)

Domenica 4 marzo 2012.
II Domenica di Quaresima - Anno (B).

Dal Vangelo secondo Marco.
Dopo sei giorni, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche.
E apparve loro Elia con Mosè e discorrevano con Gesù.
Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!».
Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento.
Poi si formò una nube che li avvolse nell'ombra e uscì una voce dalla nube: «Questi è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!».
E subito guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risuscitato dai morti.
Ed essi tennero per sé la cosa, domandandosi però che cosa volesse dire risuscitare dai morti.


Già domenica passata avevamo accennato alla necessità di una nostra trasfigurazione, di cui la Quaresima è segno e anticipazione. Nel vangelo di oggi Gesù mostra a questi tre discepoli il cammino da seguire perché questa trasfigurazione sia possibile: è un’ascesa verso Dio, o meglio, con Dio.

Dal Vangelo secondo Marco (1,12-15)

Domenica 26 febbraio 2012.
I Domenica di Quaresima - Anno (B).

Dal Vangelo secondo Marco.
Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto
e vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».


La nuova traduzione che la CEI ha valuto per la Bibbia, in alcuni passi ha migliorato notevolmente il significato dei vocaboli, in altri un po’ meno; in questa pagina di Vangelo la resa in italiano è oltremodo accomodante: In quel tempo – leggiamo – lo spirito sospinse Gesù nel deserto. Più che “sospingere”, lo gettò con forza, lo scaraventò nel deserto; questa infatti è la prima accezione del verbo greco ἐκβάλλω (ekballo).
Pensare allo Spirito come un propulsore d'allontanamento, ad una forza che spinge Gesù in un luogo così ostile e vuoto di grazia, ci fa sicuramente arricciare il naso; ci scandalizza l’idea che Dio possa indurci (portaci dentro) alla battaglia con la tentazione.

Ad maiorem Dei gloriam

Pensieri semplici sulla parola - Omelie per l'anno B - Don M. Roma.
Questa inedita raccolta di omelie di Don Maurizio Roma è prenotabile presso la casa editrice romana Appunti di Viaggio  - tel. 06.47825030 - fax 06.20382124 - email: laparola@appuntidiviaggio.it - oppure ... a fine febbraio in libreria.
L'opera si propone come un umile ausilio per trarre ispirazione dalla Parola di Dio; un libro per tutti dunque, al quale, per l'impegno pastorale dell'opera, ben si addice il motto che Sant'Ignazio di Loyola volle per la Compagnia di Gesù: "AD MAIOREM DEI GLORIAM"!
L'autore, Don Maurizio Roma, è parroco della Parrocchia di Lubaco, nella Diocesi di Fiesole.

"L'idea di conservare le omelie m'è nata fin dagli anni del seminario, dopo l'ordinazione diaconale, quando di tanto in tanto mi veniva chiesto di commentare le Sacre Letture della Messa nella parrocchia dove allora svolgevo servizio pastorale. Da quel momento, senza neanche accorgermene, mi sono ritrovato ad aver memorizzato nel computer oltre 250 omelie e commenti vari, per ogni situazione e necessità... Un materiale che, in molti mi hanno detto, doveva esser messo a disposizione del maggior numero di persone possibile, perché utile alla riflessione e all'approfondimento della Parola del Signore.

Dal Vangelo secondo Marco (1,29-39)

Il Vangelo del giorno: domenica 5 febbraio 2012.
V domenica del Tempo Ordinario - Anno (B)
Sant'Agata, Vergine e martire.
E, usciti dalla sinagoga, si recarono subito in casa di Simone e di Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni.
La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei.
Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati.
Tutta la città era riunita davanti alla porta.
Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demoni; ma non permetteva ai demoni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava.
Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce
e, trovatolo, gli dissero: «Tutti ti cercano!».
Egli disse loro: «Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demoni.

Dal Vangelo secondo Marco (1,21-28)

Il Vangelo del giorno: domenica 29 gennaio 2012.
IV domenica del Tempo Ordinario - Anno (B)
San Costanzo di Perugia, Vescovo e martire.
In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci?
 Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

IV domenica del T.O – Anno (B)
Come avevamo accennato domenica scorsa, con Gesù si apre uno scenario decisamente diverso nella storia dell’umanità. La parola di Dio diventa un catechismo accessibile a tutti, un insegnamento chiaro e diretto, senza inutili sovrastrutture o zavorre, tipiche della tradizione normativa rabbinica.

Dal Vangelo secondo Marco (1,14-20)

Il Vangelo del giorno: domenica 22 gennaio 2012.
III domenica del Tempo Ordinario - Anno (B)
S. Vincenzo di Saragozza, Diacono e martire.
Meditazione di Don Maurizio Roma.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».
Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito, lasciate le reti, lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti. Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguirono.

III domenica del T.O – Anno (B)
L’inizio del ministero pubblico di Gesù segna praticamente la fine di quello del Battista. Dai vangeli sappiamo che per un breve periodo di tempo Gesù e Giovanni condividono la pratica del battesimo sulle rive del Giordano, nella regione della Giudea, ma la missione del precursore è oramai giunta a termine. Il Vangelo di oggi, infatti, si apre informandoci dell’arresto del Battista.

Dal Vangelo secondo Giovanni (1, 35-42)

Il Vangelo del giorno: domenica 15 gennaio 2012
II domenica del Tempo Ordinario - Anno (B)
San Mauro - Monaco a Subiaco
In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro, – dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete».
Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.


II domenica del T.O – Anno (B)
Dopo la festa del battesimo di Gesù al Giordano, comincia il ministero della sua predicazione. Per l’evangelista Giovanni la chiamata dei primi due discepoli si realizza con la collaborazione del Battezzatore, il quale – adesso lo vediamo bene –, è davvero colui che ha spianato la strada al Cristo, preparando i cuori di moltissime persone alla ricezione della Buona Novella; primi fra tutti quelli di Andrea e dell’altro futuro apostolo (secondo la tradizione lo stesso evangelista). Per questi, la parola del Maestro è stata contemporaneamente: lieto annuncio e vocazione; la più importante della loro vita.