Teologia e spiritualità monastica nei diari di Divo Barsotti. "Sull’orlo di un duplice abisso" è il primo studio sull’intero corpus dei diari pubblicati da don Divo Barsotti. Il libro rappresenta un’opportunità di approfondimento sistematico del tesoro prezioso che i diari racchiudono, o di scoperta per coloro che ancora non li conoscessero.
SULL'ORLO DI UN DUPLICE ABISSO di Stefano Albertazzi - Edizioni S. Paolo - pp. 454 (Brevi estratti)
pg 46 - Introduzione ai diari - (...) Sin dall'inizio Barsotti ha mostrato di privilegiare questo genere letterario (i diari) per la sua palese diffidenza nei confronti di certa teologia e più in generale del pensiero di carattere sistematico. Nel diario del 1994 afferma: "Scrivere un sistema sembra presunzione di chi voglia abbracciare tutta la realtà. Nel sistema la realtà è come congelata, non è più viva".
pg 46 - Introduzione ai diari - (...) Sin dall'inizio Barsotti ha mostrato di privilegiare questo genere letterario (i diari) per la sua palese diffidenza nei confronti di certa teologia e più in generale del pensiero di carattere sistematico. Nel diario del 1994 afferma: "Scrivere un sistema sembra presunzione di chi voglia abbracciare tutta la realtà. Nel sistema la realtà è come congelata, non è più viva".
pg 52 - Dalle note - (...) "tutti i miei scritti sono e vogliono essere uno scavo, un tentare continuamente il mistero".
pg 55 - Introduzione ai diari - (...) Egli continua la stesura dei diari pur sapendo che essi possono diventare per lui "un grave atto di accusa" e "una sentenza di severa condanna": la grandezza della vocazione che ha ricevuto da Dio diventa sempre più un'accusa alla sua povertà. Nel giudizio gli verrà domandato conto di ogni sua parola e ogni parola che non si sarà incarnata nella sua vita lo condannerà: nonostante il sentimento della propria indegnità gli rimane però la speranza che Cristo lo salvi, non solo con la sua Parola, ma ancor più con il suo silenzio, capace di "inghiottire" in sé tutte le parole dell'uomo.
pg 55 - Introduzione ai diari - (...) Egli continua la stesura dei diari pur sapendo che essi possono diventare per lui "un grave atto di accusa" e "una sentenza di severa condanna": la grandezza della vocazione che ha ricevuto da Dio diventa sempre più un'accusa alla sua povertà. Nel giudizio gli verrà domandato conto di ogni sua parola e ogni parola che non si sarà incarnata nella sua vita lo condannerà: nonostante il sentimento della propria indegnità gli rimane però la speranza che Cristo lo salvi, non solo con la sua Parola, ma ancor più con il suo silenzio, capace di "inghiottire" in sé tutte le parole dell'uomo.













