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Ciascuno di noi è un messaggio che Dio manda al mondo (P. G. Vannucci OSM)

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE
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Chi è il Padre

Titolo originale: Chi è Dio Padre [di Yuri Leveratto]

Nel celebre “Dialogo con Trifone”, il filosofo Giustino, ancora non convertitosi a Cristo, risponde così alla richiesta di definire Dio: “Ciò che permane sempre identico a se stesso e che è la causa dell’essere di tutte le altre realtà, questo è Dio”. 

In seguito Giustino si è convertito a Cristo ed è diventato uno dei più acuti difensori della rivelazione divina in Gesù Cristo. 
Innanzitutto bisogna ricordare che Gesù Cristo ha rivelato che Dio, pur essendo unico è anche trino. Gesù Cristo ha rivelato la meravigliosa e splendente Trinità. 
Per Trinità si intende che Dio sia unico, e che unica sia la sua “sostanza”, ma che essa sia presente in tre persone, distinte tra di loro. Queste tre persone non sono tre aspetti della stessa Divinità, ma sono tutte e tre Dio. Queste tre persone sono: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. 
Secondo questa credenza pertanto, il Padre non è il Figlio; il Figlio non è lo Spirito Santo e lo Spirito Santo non è il Padre, ma tutti e tre sono allo stesso tempo, Dio. Vi sono molti versi biblici che indicano che i primi cristiani credevano nella Trinità. A tale proposito rimando al mio articolo dove li ho citati. (1) [link mancante anche nell'articolo originale].

Il Padre nel Catechismo della Chiesa Cattolica

Dal Catechismo della Chiesa Cattolica

II. «Padre!»

2779 Prima di fare nostro questo slancio iniziale della Preghiera del Signore, non è superfluo purificare umilmente il nostro cuore da certe false immagini di « questo mondo ». L'umiltà ci fa riconoscere: « Nessuno conosce il Padre, se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare » (Mt 11,27), cioè « ai piccoli » (Mt 11,25). La purificazione del cuore concerne le immagini paterne e materne, quali si sono configurate nella nostra storia personale e culturale, e che influiscono sulla nostra relazione con Dio. Dio, nostro Padre, trascende le categorie del mondo creato. Trasferire su di lui, o contro di lui, le nostre idee in questo campo, equivarrebbe a fabbricare idoli da adorare o da abbattere. Pregare il Padre è entrare nel suo mistero, quale egli è, e quale il Figlio ce lo ha rivelato:
« L'espressione Dio-Padre non era mai stata rivelata a nessuno. Quando lo stesso Mosè chiese a Dio chi fosse, si sentì rispondere un altro nome. A noi questo nome è stato rivelato nel Figlio: questo nome, infatti, implica il nuovo nome di Padre ».

2780 Possiamo invocare Dio come « Padre » perché ci è rivelato dal Figlio suo fatto uomo e perché il suo Spirito ce lo fa conoscere. Ciò che l'uomo non può concepire, né le potenze angeliche intravvedere, cioè la relazione personale del Figlio nei confronti del Padre, ecco che lo Spirito del Figlio lo comunica a noi, a noi che crediamo che Gesù è il Cristo e che siamo nati da Dio.

Che cosa significa "Credo in Dio Padre Onnipotente"?

Chi ci ha detto che Dio è Padre? 
Gesù ha rivelato che Dio è «Padre», non soltanto in quanto Creatore dell'universo e dell'uomo, ma, soprattutto, perché genera eternamente nel suo seno il Figlio, che è il suo Verbo, «irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza» (Eb 1,3).(Catechismo della Chiesa Cattolica, 240-243)
Possiamo invocare Dio come «Padre» perché ci è rivelato dal Figlio suo fatto uomo e perché il suo Spirito ce lo fa conoscere. Ciò che l'uomo non può concepire, né le potenze angeliche intravvedere, cioè la relazione personale del Figlio nei confronti del Padre (cfr. Gv 1, 1) ecco che lo Spirito del Figlio lo comunica a noi, a noi che crediamo che Gesù è il Cristo e che siamo nati da Dio (cfr. 1Gv 5,1).
(Catechismo della Chiesa Cattolica, 2780)

Contemplare il mistero
Quando recitiamo il Credo, noi professiamo di credere in Dio Padre onnipotente, nel suo Figlio Gesù Cristo che morì e risuscitò, nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita. Proclamiamo che la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica, è il Corpo di Cristo, animato dallo Spirito Santo. Ci rallegriamo della remissione dei peccati e della speranza della futura risurrezione. Queste verità, però, penetrano davvero in fondo al cuore, oppure restano sulle labbra? (È Gesù che passa, 129)

Il Padre Nostro

Dal Catechismo della Chiesa Cattolica

III. Padre «nostro»

2786 Padre « nostro » è riferito a Dio. L'aggettivo, per quel che ci riguarda, non esprime un possesso, ma una relazione con Dio totalmente nuova.

2787 Quando diciamo Padre « nostro » riconosciamo anzitutto che tutte le sue promesse d'amore annunziate dai profeti sono compiute nella Nuova ed eterna Alleanza nel suo Cristo: noi siamo diventati il « suo » popolo ed egli è ormai il « nostro » Dio. Questa nuova relazione è un'appartenenza reciproca donata gratuitamente: è con l'amore e la fedeltà che dobbiamo rispondere alla « grazia » e alla « verità » che ci sono date in Gesù Cristo.

2788 Poiché la Preghiera del Signore è quella del suo popolo negli « ultimi tempi », questo « nostro » esprime anche la nostra speranza nell'ultima promessa di Dio: nella nuova Gerusalemme egli dirà del vincitore: « Io sarò il suo Dio ed egli sarà mio figlio » (Ap 21,7).

2789 Pregando il Padre « nostro » ci rivolgiamo personalmente al Padre del Signore nostro Gesù Cristo. Non dividiamo la divinità, poiché il Padre ne è « la sorgente e l'origine », ma confessiamo in tal modo che il Figlio è eternamente generato da lui e che da lui procede lo Spirito Santo. Non confondiamo neppure le Persone, perché confessiamo che la nostra comunione è con il Padre e il Figlio suo, Gesù Cristo, nel loro unico Santo Spirito. La Santissima Trinità è consostanziale e indivisibile. Quando preghiamo il Padre, lo adoriamo e lo glorifichiamo con il Figlio e lo Spirito Santo.