Il Santissimo Nome di Gesù
Nel suo nome si compiono prodigi (Marco 16, 17), si guariscono gli ammalati (Atti 3,6), si cacciano i demoni (Marco 9,38). L'invocazione del suo nome è fonte di salvezza, di remissione dei peccati e di vita eterna (Atti 4,12; 1 Giovanni 2,12; 1 Corinzi 6,11; Giovanni 3,18; 1 Giovanni 5,13). Il nome di Gesù è al di sopra di ogni altro nome. (Filippesi 2,9-11; Efesini 1,21; 1,4). Le parole più note sono quelle della Lettera ai Filippesi di San Paolo: «... umiliò se stesso facendosi obbediente sino alla morte e alla morte in croce. Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.». (Filippesi 2,8-11)
Nel suo nome si compiono prodigi (Marco 16, 17), si guariscono gli ammalati (Atti 3,6), si cacciano i demoni (Marco 9,38). L'invocazione del suo nome è fonte di salvezza, di remissione dei peccati e di vita eterna (Atti 4,12; 1 Giovanni 2,12; 1 Corinzi 6,11; Giovanni 3,18; 1 Giovanni 5,13). Il nome di Gesù è al di sopra di ogni altro nome. (Filippesi 2,9-11; Efesini 1,21; 1,4). Le parole più note sono quelle della Lettera ai Filippesi di San Paolo: «... umiliò se stesso facendosi obbediente sino alla morte e alla morte in croce. Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.». (Filippesi 2,8-11)
La venerazione del Santissimo Nome di Gesù
Ebbe inizio nei primi tempi della Chiesa, come mostrano i cristogrammi che decorano l'arte paleocristiana. Durante il Medioevo la devozione per il Nome di Gesù è ben presente in alcuni Dottori della Chiesa, fra cui Bernardo di Chiaravalle, e in san Francesco d'Assisi. Fu poi praticata in tutto il Senese, pochi decenni prima della predicazione di Bernardino da Siena, dai Gesuati (una fraternità laica dedita all'assistenza degli infermi, fondata nel 1360 dal senese beato Giovanni Colombini), i quali erano così detti per il loro frequente ripetere il nome di Gesù. Soltanto nel XIV secolo tale devozione acquisì rilevanza liturgica, dando origine a un vero e proprio culto, grazie all'impegno per la sua diffusione e il suo riconoscimento ufficiale profuso da san Bernardino da Siena e dai suoi seguaci, fra cui soprattutto i beati Alberto da Sarteáno e Bernardino da Feltre.
Ebbe inizio nei primi tempi della Chiesa, come mostrano i cristogrammi che decorano l'arte paleocristiana. Durante il Medioevo la devozione per il Nome di Gesù è ben presente in alcuni Dottori della Chiesa, fra cui Bernardo di Chiaravalle, e in san Francesco d'Assisi. Fu poi praticata in tutto il Senese, pochi decenni prima della predicazione di Bernardino da Siena, dai Gesuati (una fraternità laica dedita all'assistenza degli infermi, fondata nel 1360 dal senese beato Giovanni Colombini), i quali erano così detti per il loro frequente ripetere il nome di Gesù. Soltanto nel XIV secolo tale devozione acquisì rilevanza liturgica, dando origine a un vero e proprio culto, grazie all'impegno per la sua diffusione e il suo riconoscimento ufficiale profuso da san Bernardino da Siena e dai suoi seguaci, fra cui soprattutto i beati Alberto da Sarteáno e Bernardino da Feltre.
