“Lo spirito di verità vi guiderà verso tutta la verità. Non vi dirà cose sue…riprenderà quello che io ho insegnato, e ve lo farà capire meglio” (Gv 16, 13-15).
Nella Sacra Scrittura lo Spirito Santo è chiamato Spirito di Yahvé, Spirito di Dio, Spirito di Gesù Cristo, Spirito Santo. E’ stato scritto che lo Spirito Santo è la persona più misteriosa della Santissima Trinità, poiché come nell’uomo il suo spirito indica la sua intimità, così lo Spirito Santo esprime l’invisibilità di Dio, il suo profondo segreto e la sua incomprensibilità. Egli è ineffabile cioè il non-detto, l’indicibile per natura [1]. Nello Spirito Santo ci troviamo di fronte al mistero più profondo della vita trinitaria, allo stesso modo in cui scopriamo ciò che è più segreto nell’uomo quando conosciamo il suo spirito e la sua anima [2].
Lo “Sconosciuto”
E sicuramente questa è una delle ragioni per cui Hans Urs von Balthasar può dire che lo Spirito santo è “lo Sconosciuto che viene oltre al Verbo” ed i teologi orientali suggeriscono che piuttosto che parlare di lui è meglio invocarlo. Per avere una coerente intelligenza di questo mistero cioè è determinante acquisire l’atteggiamento dello stupore e della ricezione silenziosa [3].
Un’altra ragione per cui si parla dello Spirito Santo come di uno “sconosciuto”è legata al fatto che per molto tempo la teologia ma anche la chiesa docente lo hanno come dimenticato.
Sotto la tua protezione
cerchiamo rifugio,
santa Madre di Dio:
non disprezzare le suppliche
di noi che siamo nella prova,
ma liberaci da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta.

