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Ciascuno di noi è un messaggio che Dio manda al mondo (P. G. Vannucci OSM)

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE
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S. Efrem il Siro

Nisibis, 306 - Edessa, 9 giugno 373 (Ricorrenza 9 giugno)
Secondo la fonte piú attendibile, sant'Efrem morí il 9 giugno del 373, in una città che per lungo tempo fu la patria spirituale del cristianesimo di lingua siriaca, Edessa (l'attuale Urfa nel sud-est della Turchia, ad est dell'Eufrate.) Edessa era stata la sede di una dinastia locale di stirpe araba e, secondo la tradizione già nota a Eusebio all'inizio del IV secolo, uno dei suoi re, Abgar il Nero, era stato in corrispondenza con Gesù. Ai pellegrini, come la monaca spagnola Egeria alla fine del IV secolo, veniva mostrata la lettera che Gesù avrebbe mandato ad Abgar in risposta, dove egli avrebbe promesso di spedire, dopo la sua ascensione, uno dei suoi discepoli a guarire Abgar da una malattia e a predicare il Vangelo. La versione siriaca di questa storia menziona un ritratto di Gesù, dipinto da un emissario di Abgar, ed è questo che fondamentalmente sta dietro il famoso mandylion di Edessa, per la prima volta testimoniato nel VI secolo, trasportato poi a Costantinopoli nel 944.
Sebbene non manchino notizie sulla vita di Efrem in varie lingue, sono tutte tarde e piene di episodi semplicemente leggendari, come una visita in Egitto ed un incontro con san Basilio nel corso del quale a sant'Efrem sarebbe stata miracolosamente concessa la conoscenza del greco. Ma, sebbene storie come queste non riescano a reggere il rigore della critica storica, a volte possono essere indicative di relazioni piú profonde: così sant'Efrem e san Basilio hanno davvero molto in comune, e ciò emerge soprattutto nella loro comune battaglia contro l'arroganza intellettuale degli ariani, che dichiaravano che la natura di Cristo potesse essere pienamente definita.

Egli discese per sollevarci - S. Efrem il Siro

Tendete le vostre mani verso il ramo della Verità,
che i superbi non possono raggiungere.
Egli abbassò la sua maestà, discese per sollevarci.
In questo ramo di Verità si moltiplicano i figli della Verità.
Cresciuti, giunti a maturazione, portano frutti di paradiso.
Gesù, piega verso di noi il tuo amore,
lasciaci afferrare questo ramo che tese i suoi frutti agli ingrati.
Essi ne mangiarono e lo disprezzarono.
Il ramo si inclinò sino all'inferno:
prese Adamo, si rizzò, lo depose in paradiso.
Benedetto colui che si è chinato verso di noi.
Il ramo ha vinto i re, stende la sua ombra sul mondo intero.
Noi vogliamo essere crocifissi all'albero di cui mangiamo il frutto.
Venite, attacchiamoci all'albero che ci dona il pane di vita.
Benedetto colui che ci accoglie alla sua ombra!
Benedetto colui che ci corona con la sua grazia.

(Efrem il Siro, Dottore della Chiesa)
Fonte: http://ipadrideldeserto.blogspot.it

Sant'Efrem il Siro, Inno alla Trinità

Prendi come simboli il sole per il Padre, per il Figlio, la luce, e per lo Spirito Santo, il calore.
Sia benedetto colui che ti manda!
Pur essendo un solo essere, una trinità percepiamo in lui. Afferrare l’inesplicabile, chi può farlo?
Sia benedetto colui che ti manda!
Questo unico essere è molteplice: uno è formato di tre e tre formano uno solo, grande mistero e palese meraviglia!
Sia benedetto colui che ti manda!
Il sole è distinto dai suoi raggi pur essendogli unito; anche il suo raggio è pure sole.
Sia benedetto colui che ti manda!
Eppure nessuno parla di due soli, pur essendo il raggio quaggiù anch’esso sole.
Sia benedetto colui che ti manda!
Neanche diciamo che ci siano due Dei. Dio, è il nostro Signore, anch’Egli al di sopra del creato.
Sia benedetto colui che ti manda!
Chi può mostrare come e dove son uniti il raggio del sole e il suo calore, pur essendo liberi?
Sia benedetto colui che ti manda !