Ci troviamo a Parigi, nella Casa Madre delle Figlie della Carità: le Suore di San Vincenzo de' Paoli e di Santa Luisa de Marillac. Tra le novizie, ancora nascoste e sconosciute, c'è un'umile suora di nome Caterina Labouré, la quale avrà la grazia di vivere ciò che di più straordinario può accadere a una creatura sulla terra: l'apparizione della Santa Vergine.
“Caterina! La Santa Vergine ti attende” ... così un bambino ai piedi del suo letto la invitava ad alzarsi: erano le 23,30 del 18 Giugno 1830. Caterina seguì il bambino che, precedendola, diffondeva splendidi raggi di luce. Giunti nella cappella, udì prima come un fruscio di seta ...
“Ecco la Santa Vergine” disse la piccola guida, ma poiché Caterina esitava, il fanciullo le disse ancora con voce più forte: “Ecco la Santa Vergine!” - "Allora," - racconta suor Caterina - "ho fatto un balzo per avvicinarmi a Lei e mi sono messa in ginocchio sui gradini dell'altare, con le mani appoggiate sulle ginocchia di Maria. Il momento, che ho passato così, è stato il più dolce di tutta la mia vita. Mi sarebbe impossibile dire ciò che ho provato. La Santissima Vergine mi ha detto molte cose e anche come avrei dovuto comportarmi con il mio confessore.”
Caterina ricevette l'annuncio di una missione e la richiesta di fondare una Confraternita di Figlie di Maria. Quest'ultima sarà invece portata a compimento dal suo confessore Padre Aladel, circa 10 anni più tardi.


