<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614</id><updated>2012-02-23T14:17:55.322+01:00</updated><category term='S. Giovanni da Fiesole'/><category term='Divo Barsotti'/><category term='Beato G. Alberione'/><category term='S.S. Vergine Maria'/><category term='Pellegrinaggi 2011'/><category term='Andrea Gasparino'/><category term='S. Brigida di Svezia'/><category term='Meditazioni'/><category term='Maurizio Roma'/><category term='Indulgenza plenaria'/><category term='S. Efrem il Siro'/><category term='Litanie'/><category term='Santi chiesa d&apos;oriente'/><category term='Meditazioni P. 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Le apparizioni della Santa Vergine furono in totale sei, nel luogo dove fu poi eretto il Santuario, da cui il nome della "Madonna del Sasso", che sorge a 565 metri s.l.m. nel Comune di Pontassieve (Firenze), in prossimità del paese di Santa Brigida.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://orantidistrada.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>233</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-2139756952060639858</id><published>2012-02-23T14:05:00.000+01:00</published><updated>2012-02-23T14:05:33.563+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='S. Policarpo'/><title type='text'>23 febbraio San Policarpo</title><content type='html'>&lt;strong&gt;San Policarpo Vescovo e martire.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-9XyeBwMbdNc/T0Y5KRtFzVI/AAAAAAAAEZA/_PJr3UuyhkQ/s1600/Martirio-San-Policarpo.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="156" lda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-9XyeBwMbdNc/T0Y5KRtFzVI/AAAAAAAAEZA/_PJr3UuyhkQ/s200/Martirio-San-Policarpo.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Il glorioso Policarpo, che fu, secondo il suo discepolo sant'Ireneo di Lione, discepolo degli Apostoli e amico di coloro che avevano visto il Signore, nacque ad Efeso, durante il regno dell'imperatore Vespasiano. Prima di affrontare il martirio, i santi genitori affidarono il bambino ad una pia e nobile donna, Callista, che lo crebbe nel timore di Dio e nell'amore delle sante virtù. Mosso da compassione, il bambino eseguiva così fedelmente i precetti sull'elemosina ai poveri, al punto di prosciugare il patrimonio della madre adottiva. Tuttavia, dal momento che le riserve di denaro tornavano, miracolosamente, a riempirsi, Callista mutò il nome del bambino Pancrazio in Policarpo. Dal greco:&amp;nbsp;Policarpo: (&lt;em&gt;che dà molti frutti).&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Divenuto adulto, divenne discepolo di san Giovanni Teologo che annunciava il Vangelo in Asia insieme ai compagni san Bucolo e sant'Ignazio Teoforo. Facendo proprio ogni suo insegnamento e ponendo attenzione a tutto ciò che evocava la vita del Signore, san Policarpo condivise tutte le tribolazioni del discepolo Prediletto, sino all'esilio a Patmos. San Giovanni ordinò san Bucolo vescovo di Smirne, affiancandogli Policarpo come collaboratore e sostegno. Giunto a Smirne, Policarpo fu ordinato prete ed ebbe l'incarico della cura degli orfani; ma san Bucolo, vedendo prossima la morte, designò l'umile Policarpo suo successore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Divenuto, per volontà divina e del suo Padre spirituale, pastore della Chiesa di Smirne, Policarpo ebbe la condotta dei suoi Padri predecessori, ripetendo fedelmente i loro insegnamenti e quelli che avevano sentito pronunciare direttamente dalla bocca del Signore. Dal suo esilio di Patmos, san Giovanni fece sentire i suoi elogi per l'angelo della Chiesa di Smirne, incoraggiandolo a restare fedele sino alla morte, affinché potesse ricevere la corona della vita eterna. Ricolmo della Grazia divina, compì molti miracoli: spense con la sola preghiera un incendio che minacciava una città da sette giorni, fece cadere una pioggia benefica per mettere termine ad un periodo di siccità, liberò dei posseduti e guarì alcuni malati, permettendo così la conversione di molti pagani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando, all'inizio dell'episcopato di Policarpo, nel 101, sant'Ignazio fu condannato a morte e trasferito in catene a Roma per essere dato in pasto alle belve, nel viaggio che lo doveva portare alla capitale dell'impero, si fermò a Smirne per abbracciare, per l'ultima volta, il santo vescovo. Dopodiché, giunto a Troade, gli inviò una lettera per ringraziarlo dell'ospitalità ricevuta e per affidargli la cura della Chiesa antiochena. Nella lettera, sant'Ignazio trasmette a Policarpo alcuni divinamente ispirati insegnamenti sui doveri del Pastore: "Glorifica il Signore di avermi fatto degno di contemplare il tuo volto irreprensibile. Dimostra la tua dignità episcopale con una profonda sollecitudine nella carne e nello spirito. Preoccupati dell'unità, al di sopra della quale non esiste cosa più importante. Sopporta pazientemente tutti i fratelli, come il Signore sopporta te. Porta sulle tue spalle le infermità di tutti, come fa l'atleta esperto (…) Il tempo presente ti esige per tendere verso Dio, come il nocchiero attende il vento e l'uomo sbattuto dalla tempesta attende il porto." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In seguito, san Policarpo scrisse ai cristiani di Filippi per felicitarsi con loro di aver accolto Ignazio e gli altri martiri: "…le immagini della vera carità che avete meritevolmente scortato, essi che erano in quei ceppi degni dei santi che sono come dei diademi per coloro che sono stati prescelti da Dio". Li esorta a perseverare nella pazienza che avevano impressa in volto i martiri ed espone loro i principi della vita di una comunità cristiana animata dall'amore: "La fede è la madre di tutti; essa è la fonte della speranza e nasce dall'amore per Dio, per Cristo e per il prossimo. Colui che adempie a tali virtù, compie i comandamenti della Giustizia, poiché chi possiede la carità è lontano da ogni peccato." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diresse, come un Apostolo, la Chiesa per oltre cinquanta anni. Nel 154, già carico di anni, fece un viaggio a Roma per incontrarsi con il Papa Aniceto circa la questione della diversità della celebrazione della Pasqua in Asia e per difendere la vera fede contro gli attacchi delle eresie. Il risplendere della sua santità e dei suoi insegnamenti produssero la conversione di molte anime che si erano lasciate sedurre dagli eretici Valentino e Marcione. Al momento di lasciare Roma, il Papa gli cedette la presidenza della Sinassi eucaristica e, dopo essersi scambiati un santo bacio, si lasciarono in pace, nel mutuo rispetto delle differenze tra le chiese locali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco dopo il suo ritorno a Smirne, una violenta persecuzione, scatenata da Marco Aurelio, sconvolse tutte le chiese d'Asia. Fu in tale frangente che, al seguito di un gruppo di dodici martiri originari di Filadelfia, san Policarpo, all'età di ottantasei anni, trovò una gloriosa morte, nel giorno del Grande Sabato, similmente alla Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. Mentre i valorosi martiri di Cristo subivano ogni sorta di tormento, in vista di essere dati in pasto alle belve, il venerabile Policarpo conservava la naturale serenità, volendo restare in città per non abbondare il gregge spirituale. Ma, per le insistenze dei suoi compagni, che lo supplicavano di non esporsi prematuramente alla morte, si ritirò in una piccola proprietà non lontano dalla città, dove, notte e giorno, pregava per tutti gli uomini e per le Chiese del mondo intero. Tre giorni prima del suo arresto, essendo in preghiera, ebbe una visione, durante la quale il suo orecchio prese fuoco e fu consumato. Voltandosi verso i suoi compagni, annunciò tranquillamente che avrebbe dovuto dare la vita per Cristo tra le fiamme. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aveva appena trovato un nuovo rifugio, quando dei soldati, che avevano saputo del rifugio torturando uno schiavo, fecero irruzione nella dimora. Rifiutandosi di fuggire, il vescovo li accolse con un volto radioso e dolcissimo, li invitò a pranzare con lui, chiedendo loro soltanto un momento per pregare. Acconsentirono; per oltre due ore, l'anziano vescovo restò in piedi, ricolmo della Grazia divina, facendo memoria di tutti gli uomini, piccoli e grandi, che aveva conosciuto e ricordando la Chiesa sparsa sulla terra. Giunta l'ora di partire, i soldati, colti da profondo timore, e pentendosi di aver portato a termine questo incarico, lo fecero salire su di un asino per condurlo a Smirne. L'intendente della polizia, chiamato non a caso Erode, gli venne incontrò, facendolo salire sul suo carro per tentare di persuaderlo a sacrificare a Cesare. Avendo perso il suo tempo, lo gettò dalla vettura sulla strada. Ferito ad una gamba, l'anziano vescovo continuò il cammino a piedi. Quando entrò nello stadio pieno di una folla urlante e avida di sangue, una voce divina si fece udire dai soli cristiani. Diceva: "Coraggio Policarpo!" Il proconsole lo esortò a rinnegare Cristo, dicendo: "Abbi pietà della tua età" -e disse anche tutte le altre cose che sono soliti dire i persecutori in tali circostanze- "Giura sulla fortuna di Cesare e pronuncia queste parole: Abbasso gli atei!". Facendo scorrere lo sguardo sulla folla dei pagani che riempivano l'anfiteatro, Policarpo rispose, sospirando: "Certamente, abbasso gli atei!". Poiché gli si ingiungeva di maledire Cristo, rispose. "Sono ottantasei anni che Lo servo e non mi ha fatto alcun male. Come potrei bestemmiare il Re che mi ha salvato?" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il proconsole disse: "Se non muti opinione, ti lascerò alle belve". Policarpo rispose: "Chiamale, poiché è impossibile cambiare opinione per passare da una condizione migliore ad una peggiore; al contrario, è bene cambiare per passare dal male alla giustizia". - " Ti farò bruciare, se disprezzi il pericolo rappresentato dalle belve", disse il giudice. Policarpo, pieno di vigore e di gioia, rispose: "Mi minacci con un fuoco che brucia per un attimo e dopo si spenge; certamente, ignori il fuoco del giudizio e del supplizio eterno, riservato agli empi. Perché attendere ancora? Fai ciò che vuoi." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poiché l'araldo aveva annunciato, per tre volte, che Policarpo si era dichiarato cristiano, la folla insistette perché gli fosse lanciato contro un leone. Ma, dal momento che i combattimenti con le belve erano terminati, gridarono: "Bruciatelo vivo!" In un attimo, i pagani e i giudei ammassarono la legna e delle carte. Quando il rogo fu posto nel centro dello stadio, Policarpo si tolse i vestiti, con la stessa tranquillità con la quale celebrava il santo sacrificio, e volle togliersi anche le scarpe, azione che non compiva mai poiché i fedeli si gettavano a baciargli i piedi. Dato che l'intenzione era quella di inchiodarlo al rogo, disse: "Lasciatemi libero, Colui che mi dona la forza di sopportare il fuoco, mi darà anche il potere di restare immobile sul rogo." Deposto sulla legna come una vittima per l'olocausto, levò gli occhi al cielo e rese grazie a Dio, in un'ultima preghiera, per averlo ritenuto degno di partecipare, con tutti i santi martiri, al calice di Cristo, per la resurrezione e la vita eterna nell'incorruttibilità dello Spirito Santo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando ebbe pronunciato il suo amen, fu acceso il fuoco. Una grande fiamma si alzò, ma il fuoco assunse immediatamente la forma di una volta, come una vela gonfiata dal vento, che circondava il corpo del martire. Tenendosi al centro di essa, non come carne che brucia ma come un pane che cuoce o come oro e argento risplendenti nella fornace, sprigionando un profumo d'incenso o di altri preziosi aromi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Constatando che il corpo del martire restava incombusto, i pagani ordinarono al boia di finirlo con la spada. Il sangue allora sgorgò in tale abbondanza da spengere il rogo, lasciando così la folla stupefatta. (Lo sappiamo dal “&lt;b&gt;Martyrium Polycarpi&lt;/b&gt;”, scritto da un testimone oculare in quello stesso anno. È la prima opera cristiana dedicata unicamente al racconto del supplizio di un martire. E anzi è la prima a chiamare “martire” (testimone) chi muore per la fede).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I preziosi resti del martire furono inceneriti per opera dei giudei, ma i fedeli riuscirono a raccogliere alcune ossa che deposero in un luogo degno, dove si riunivano, ogni anno per celebrare, nella gioia, il giorno della sua nascita al cielo. Il glorioso martirio di san Policarpo sigillò, per un breve periodo, la persecuzione contro i cristiani.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Tratto da: www.orthodoxia.it/synaxarion (Vite dei Santi della Chiesa Ortodossa) &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.orthodoxia.it/synaxarion/02_23_policarpo.php" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Video: storia di S. Policarpo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Tratto dal canale youtube: &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/user/MrJHS2011" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;MrJHS2011 »»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/10_n0tfMTKY" width="438"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Dalla “Lettera della chiesa di Smirne sul martirio di S. Policarpo”:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;… levando gli occhi al cielo disse:&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Signore, Dio onnipotente, Padre del tuo diletto e benedetto Figlio Gesù Cristo, per mezzo del quale ti abbiamo conosciuto; Dio degli Angeli e delle Virtù, di ogni creatura e di tutta la stirpe dei giusti che vivono al tuo cospetto: io ti benedico perché mi hai stimato degno in questo giorno e in quest’ora di partecipare, con tutti i martiri, al calice del tuo Cristo, per la risurrezione dell’anima e del corpo nella vita eterna, nell’incorruttibilità per mezzo dello Spirito Santo. Possa io oggi essere accolto con essi al tuo cospetto quale sacrificio ricco e gradito, così come tu, Dio senza inganno e verace, lo hai preparato e me l’hai fatto vedere in anticipo e ora l’hai adempiuto. Per questo e per tutte le cose io ti lodo, ti benedico, ti glorifico insieme con l’eterno e celeste sacerdote Gesù Cristo, tuo diletto Figlio, per mezzo del quale a te e allo Spirito Santo sia gloria ora e nei secoli futuri. Amen”&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-2139756952060639858?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/2139756952060639858'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/2139756952060639858'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/02/23-febbraio-san-policarpo.html' title='23 febbraio San Policarpo'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-9XyeBwMbdNc/T0Y5KRtFzVI/AAAAAAAAEZA/_PJr3UuyhkQ/s72-c/Martirio-San-Policarpo.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-6673052208058011272</id><published>2012-02-22T14:15:00.001+01:00</published><updated>2012-02-23T12:22:08.417+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='S. Margherita da Cortona'/><title type='text'>22 febbraio Santa Margherita da Cortona</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Vita di Santa Margherita da Cortona. (1247-1297)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-BODYJU-jIIo/T0Tp3ocxiQI/AAAAAAAAEYw/zgv7Eu2iUFo/s1600/S.Margherita-da-Cortona.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-BODYJU-jIIo/T0Tp3ocxiQI/AAAAAAAAEYw/zgv7Eu2iUFo/s200/S.Margherita-da-Cortona.jpg" width="138" /&gt;&lt;/a&gt;"Ricorda, poverella..." &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Margherita nacque nel 1247 a Laviano, un piccolo borgo nel territorio del Comune di Perugia, oggi appartenente al Comune di Castiglion del Lago. Suo padre era un contadino che la tradizione ha identificato con Tancredi Bartolomeo: egli coltivava dei terreni affittati dal comune di Perugia che aveva allora il dominio di Laviano. Il nome del padre di Margherita compare due volte nella concessione di due distinti lotti di terreno: ciò fa presumere che la famiglia godesse di discreta posizione sociale.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Della madre non si conosce il nome nè si hanno altre notizie se non quella - determinante per la vita di Margherita - della morte avvenuta quando Margherita aveva solo otto anni. Il ricordo che ella conserverà sempre della madre sarà estremamente positivo, carico di dolcezza e di affetto: da lei ricevette la prima educazione che le impresse nell'animo gentilezza e generosità di cuore e i primi insegnamenti sulla preghiera, come riporta anche la Legenda : "Margherita aveva la consuetudine di disporre le sue preghiere a comune utilità come le aveva insegnato la mamma quando era ancora nel secolo" (VIII, 4). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la morte della madre e l'ingresso in casa della matrigna, dura e incapace di trasmetterle affetto, cominciò un periodo difficile per Margherita che, coincidendo con la complessa età dell'adolescenza, la porterà a crescere intristendo in una situazione di solitudine senza precisi punti di riferimento. La sua straordinaria bellezza e giovinezza fiorirono nonostante tali condizioni: Margherita era umanamente ricca, fatta per la vita, avrebbe preso per sé e restituito tutto l'amore del mondo intero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aveva sedici anni quando attirò l'attenzione di un giovane nobile e ricco al quale la tradizione ha dato il nome di Arsenio della famiglia Del Monte o, secondo alcuni studiosi, dei Pecora, proprietari di terre a Valiano, nella zona dei Palazzi. Attratta da un amore che le appariva promettente, ella accolse l'invito di Arsenio a trasferirsi nel suo castello di Montepulciano fuggendo da sola e di notte discendendo da Laviano verso il fondo acquitrinoso della Val di Chiana. A quei tempi la Val di Chiana non era ancora attraversata dal Canale Maestro iniziato da Antonio Ricasoli nel 1551, nè era stato colmato il tratto fra il Lago di Chiusi e quello di Montepulciano: Margherita rischiò quindi di rimanere impigliata fra i canneti o addirittura di affogare, essendosi la barca capovolta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo momento così importante viene fissato anche dalla Legenda in una rilettura a posteriori dell'episodio: "Ricorda, poverella, quando traversasti l'acqua da sola nella notte ... io mi ricordai di esserti padre misericordioso, ti protessi benevolmente e ti liberai dal pericolo" (I, 2). Le orme della misericordia di Dio erano già impresse e documentate sulla polvere dell'avventura che porterà Margherita a una nuova condizione di prestigio sociale, di gratificazione affettiva ma che lascerà sempre in lei uno spazio di inquietudine crescente e di delusione per il desiderato matrimonio con Arsenio, da lui promesso ma mai celebrato. "Nella città di Montepulciano incedeva adorna di tanti vestiti, con fermagli d'oro tra i capelli, a cavallo o a piedi, col viso dipinto, ostentando la ricchezza del suo uomo "(II, 14) ma "mentre veniva riverita dai nobili o dai popolani della città o della campagna, li rimproverava perchè sapendo della sua riprorevole condotta avrebbero dovuto toglierle il saluto e neppure rivolgerle la parola" (I, 11). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla convivenza con Arsenio, segnata tra l'altro dalla sofferenza per non essere accettata dalla famiglia di lui, nacque a Margherita un figlio, ma ciò non valse a regolarizzare la situazione. La maternità la aprì a una crescente compassione verso i poveri mentre affiorava sempre più alla sua coscienza la superficialità della vita che conduceva tra la residenza di città e quella di campagna, ai Palazzi: "Ricorda che quando il mondo ti piaceva ancora, io tuo maestro ti diedi tanta compassione materna verso i poveri e gli afflitti e suscitai in te tanto gusto di luoghi solitari e remoti che andavi dicendo nel tuo fervore: Come sarebbe dolce pregare qui, con quanta solennità e devozione si potrebbero cantare le lodi di Dio e fare penitenza salutare, tranquilli e sicuri!" (I, 10). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano trascorsi nove anni dalla sua fuga dalla casa paterna, quando Margherita si trovò a una nuova svolta della sua esistenza: Arsenio venne tragicamente ucciso durante una battuta di caccia nei boschi di Petrignano, a pochi chilometri dai Palazzi, dove ella lo stava aspettando. La tradizione posteriore ha arricchito le circostanze aggiungendo che Marherita fu condotta al bosco dal cane di Arsenio che tornò solo al castello e si aggrappò al suo vestito trascinandola nel luogo dove giaceva il corpo esanime. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'espulsione dal castello e dalla casa paterna alla quale fece ritorno furono gli eventi che succedettero alla morte di Arsenio: Margherita si trovò col suo bambino improvvisamente sola, costretta ad affrontare la vita, a maturare lei stessa una decisione su quello che doveva essere il suo futuro. Dopo essere stata respinta dal padre, condizionato nella sua debolezza dalla moglie, si recò verso la chiesetta delle sue preghiere di bambina e, sedutasi sotto un fico lì vicino, esplose in un pianto prolungato dove confluirono mille pensieri e sentimenti: dolore, smarrimento, rabbia per il rifiuto, ipotesi per il futuro ... aveva venticinque anni e avrebbe potuto rifarsi una vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quel momento tutti i germi di anelito verso Dio depositati nel cuore di Margherita che, come abbiamo visto, la conducevano verso i poveri e verso luoghi solitari, fiorirono in un misterioso incontro tra la sua libertà e la misericordia del Padre. E' questo l' "attimo" della conversione nel quale il cuore di Margherita si distacca da ogni progetto proprio per consegnarsi interamente a Dio che diventa il Signore assoluto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il momento della massima disperazione, che sembrava aver aperto una voragine nella sua esistenza, diventò invece il momento della più dolce speranza e la voragine si trasformò in un grembo che la rigenerò a nuova vita. Ora Margherita non si appoggia più su se stessa nè sul mondo, del quale aveva subito il fascino della gloria e della ricchezza: ha sperimentato quanto tutto questo possa dissolversi in un attimo. Solo l'amore di Dio non crolla e, appoggiandosi su di Lui, può ricominciare un cammino e ricostruire la sua esistenza: il "ritorno" sarà sorgente di nuove relazioni con Dio e con i fratelli, uno spostamento in avanti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Seduta e piangente sotto quel fico mi richiedesti come tuo maestro, padre, sposo e signore. Io che avevo creato la tua bellezza interiore e ora intendevo rinnovarla e l'amavo, ti illuminai e ti suggerii di recarti a Cortona per metterti sotto l'obbedienza dei miei Frati Minori. Tu allora, ripreso animo, volgesti il tuo cammino, senza indugio, fino a Cortona"(I, 3). Senza indugio, senza nessun'altra sicurezza che quell'invito -misterioso quanto reale - e nessun'altra "veste" che quella della misericordia, Margherita camminò verso Cortona con la fiducia dei poveri e l'umiltà del pubblicano, con ciò che Dio ha di più caro e di più intimo: il perdono, che le aprirà le porte della vita nuova. Dietro a questa immagine si può cogliere il vibrare dei sentimenti del Signore Gesù che per primo ci ha amati e si è messo pazientemente in cammino lungo la via del peccato per farla diventare via di salvezza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Donna nuova".&lt;br /&gt;Quando Margherita giunse a Cortona, nel 1272 circa, questo piccolo centro della Tuscia meridionale si apprestava a diventare, grazie all'influenza della famiglia Casali, una città-stato. E' un periodo di espansione economica e di crescita politica, anche se gli ostacoli per la riconquista di un proprio spazio di libertà non mancavano. Uno dei maggiori era costituito dai diritti feudali che il Vescovo e Conte di Arezzo, Guglielmo degli Ubertini, continuava a rivendicare su Cortona. Di qui le contese tra la città e il Vescovo alle quali si aggiungevano quelle interne tra i Ghibellini al potere e i Guelfi, da poco riammessi in città dopo l'assedio degli Aretini del 1258, in cerca di un rinnovato equilibrio dopo la battaglia di Monteaperti (1260). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Margherita trovò accoglienza da parte di Marinaria e Raniera della nobile famiglia Moscari che avevano il loro palazzo adiacente a Porta Berarda: qui le riservarono una celletta che le avrebbe garantito insieme al suo bambino una discreta solitudine all'interno del palazzo. Tramite le Moscari, Margherita si presentò ai frati del Convento di S. Francesco dove ebbe modo di conoscere quelli che sarebbero stati i suoi padri e consiglieri: fra Giovanni da Castiglion Fiorentino e fra Giunta Bevegnati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'amore e al perdono ricevuto Margherita non potè che rispondere che con un intenso desiderio di una vita centrata unicamente e concretamente su Cristo: chiese di essere ammessa al Terz'Ordine Francescano della Penitenza ma i frati "dubitavano della sua perseveranza, sia perchè troppo bella, sia perchè troppo giovane"(I, 3). Dovette attendere tre anni durante i quali ebbe inizio con grande serietà la sua impresa penitenziale: si immerse nelle opere di carità, nella preghiera - mediante la partecipazione all'Ufficio Divino e alle celebrazioni nella chiesa dei Frati Minori - e nelle pratiche di penitenza aumentando progressivamente l'austerità di vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per mantenere se stessa e il suo bambino assisteva le partorienti: "preparava cibi saporiti richiesti dal loro stato mentre per sè continuava il digiuno come se fosse quaresima"; con vero spirito evangelico però "non le incomodava con il farsi preparare cibi particolari per osservare il suo digiuno e astenersi mentre esse mangiavano carne: mangiava invece anch'essa, sia pure poco, di quello che veniva portato in tavola per tutti" e soprattutto "non si permetteva di giudicare coloro che mangiavano, bevevano e si divertivano"( II, 1). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'anno 1275 Margherita "già datasi a Cristo con pureza d'animo e fervido cuore, si inginocchiava davanti a fra Rainaldo Custode di Arezzo e a mani giunte, con molte lacrime, si offriva umilmente di sua spontanea volontà, anima e corpo, all' Ordine del Beato Francesco e vi fu accolta, avendo anche ottenuto dopo molte insistenze l'abito del Terz'ordine dello stesso Beato Francesco"(I, 1). Dopo la vestizione apparve una "donna nuova" come attesta la Legenda : si preoccupò di collocare il figlio presso un precettore ad Arezzo perchè avesse studi regolari e si trasferì in una cella vicino a casa Moscari dove con maggiore libertà potè dedicarsi al servizio dei poveri e alla preghiera. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo rapporto con il Signore Gesù cresceva in intensità e intimità: in esso Margherita trovava la sorgente del suo donarsi fino a non fare più calcolo di se stessa. Tale rapporto viene riportato nella Legenda attraverso una serie di colloqui ininterrotti e di dialoghi amorosi: se questi furono illuminazioni interiori o anche parole esteriori talora sensibili, oppure un procedimento letterario mediante il quale fr. Giunta ha voluto trasmetterci il cuore dell'esperienza margheritana, non cambia l'essenza di ciò che a noi interessa cogliere, ossia il cammino interiore di Margherita vissuto da vera figlia di S. Francesco e di S. Chiara nella conformità progressiva a Cristo povero e crocifisso, sommamente amato. Già il primo colloquio ci offre il tono della sua esperienza spirituale: "Una volta, mentre pregava devotamente davanti al Crocifisso ne udì la voce dirle: che vuoi poverella? Ed essa, illuminata dallo Spirito Santo, rispose immediatamente: Signore, mio Gesù, io non cerco, non voglio altra cosa che te!"(I,1). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sua nuova cella divenne punto di riferimento per i poveri: per essi Margherita si fece mendicante questuando per le vie della città. Ella "amava i poveri svisceratamente"(II, 3) e "dava via tutto come cosa loro"(III, 3): "Non voglio più trattenere per me nessuna cosa necessaria per mangiare e per vestire. Voglio morire di fame per saziare i poveri; voglio svestirmi per rivestire loro; voglio dare una tunica nuova a loro e io mi accontenterò dei loro stracci e resterò povera di ogni cosa, perchè essi ne abbiano in abbondanza" (VI, 18). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il servizio che rendeva alle partorienti le impediva di assistere come avrebbe desiderato alle Messe e alle prediche nella Chiesa di S. Francesco: si liberò da esso anche perchè si accorse che occorreva qualcosa di più stabile per aiutare efficacemente poveri, malati e feriti, particolarmente numerosi per le continue guerre tra Arezzo e Cortona. Incontrò una serie di persone animate dallo stesso spirito di penitenza e di carità che la seguiranno poi per tutta la vita. Tra queste una nobile signora, Diabella, che mise a disposizione la sua stessa casa e collaborò con Margherita dotandola di ogni bene "mobile e immobile per assicurare un aiuto più generoso ai poveri" (II, 2). Nacque così il primo nucleo dell'Ospedale S. Maria della Misericordia, tuttora esistente: per il suo sostegno fu fondata una Confraternita i cui Statuti furono approvati dal Vescovo di Arezzo nel 1286. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come riferisce la Legenda , la Casa di Misericordia fu l'opera del cuore di Margherita: ad essa si dedicò interamente e la considerò tutta a disposizione dei poveri. Per essi Margherita era sollievo e lume di gioia: il suo cuore traboccava di tenerezza, si apriva ad ogni disperazione, compativa ogni pena. Ella sentiva l'urgenza di nutrire gli affamati e curare i malati, ma ciò non le bastava: "Tutti costoro - dichiarò al suo confessore - oppressi e assediati dalle sofferenze, io vorrei liberare dalle pene per prenderle tutte addosso a me"(II, 5) e "se mi fosse permesso io darei ai poveri volentieri anche il mio cuore"(VIII, 1). I poveri, le scelte sempre più radicali di povertà, sono per Margherita, come già lo era stato per Francesco e Chiara, la persona stessa di Gesù, il Verbo di Dio contemplato e vissuto nell'umiltà e povertà della sua incarnazione e passione. Per tutta la vita Margherita non si distaccò mai nè dai poveri nè dalla povertà e a chi era preoccupato della sua eccessiva misura rispondeva: "Perchè non mi permettete di camminare per la via stretta e desiderata della povertà?"(IX, 30). Sembra di udire l'eco delle parole di Chiara quando, rispondendo a Papa Gregorio IX che "si studiava di persuaderla ad accettare qualche possedimento per la sua nascente comunità, ella disse: Santo Padre, a nessun patto e mai in eterno, desidero essere dispensata dalla sequela di Cristo". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Figlia!" &lt;br /&gt;Le esigenze della sequela porteranno Margherita ad obbedire a Cristo quando, guidandola in un passaggio del suo cammino le indicherà: "Poverella mia, Margherita, d'ora in poi non devi andare più in giro per Cortona a chiedere l'elemosina, ma senza cambiare itinerario va' diritta alla chiesa dei Frati a udire le Messe e ad ascoltare le prediche perchè è a loro che ti ho affidata: a loro ho comandato di avere cura particolare di te"(II, 5). E' lo stesso Signore Gesù il suo maestro interiore: "Io mi sono fatto tua guida nel cammino, ti ho pietosamente portato fuori dall'abisso profondissimo del mondo e delle tue miserie. A me si deve il principio della tua conversione" (II, 9). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rivelazione di questo amore fa da specchio a Margherita che cresce nella consapevolezza dei peccati commessi e soprattutto li sente dentro di sé come offese al Creatore, lacerazione non tanto di una legge quanto di un rapporto di amore. Tale coscienza la porterà a "deplorare continuamente i suoi peccati e a dichiararsi peggiore di tutti fino al punto di dire: Oh, che io non fossi mai nata, Signore, dal momento che ti ho offeso così tanto e non osservo i tuoi comandi. Ma il Signore la rimproverò duramente di questa frase"(IV, 17) perchè Egli non guarda la sua creatura secondo i nostri schemi: "Con la grazia - le dice Gesù - io ti ho fatta bellissima davanti a me nel cielo. Tu ti proclami spoglia di ogni virtù, io dico invece che ne sei adorna. Tu ti dichiari povera perchè credi di essere senza di me, io invece ti ho arricchita di me, tesoro infinito" (VII, 20); "ti ho chiamata a penitenza perchè fossi modello per i peccatori. Non voglio, però, che tu continui a scrutare i tuoi peccati: gettati piuttosto con essi tra le braccia della mia misericordia"(V, 15). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' forte in Margherita il bisogno di espiazione che si esprime in gesti talvolta clamorosi e in atti di penitenza sempre più rigorosi, nell'austerità del cibo, del vestire, del parlare, nel pianto continuo, nella ricerca di patimenti corporali. Tutto ciò potrebbe urtare la nostra sensibilità e farci sentire la Santa distante dal nostro itinerario quotidiano, inaccessible nel suo rigore. Certo, ella ha superato ciò che era richiesto a una terziaria del suo tempo, ma imitarla non significa ripetere i suoi gesti quanto cogliere lo spirito che li animava. Margherita è stata totale nella sua conversione e i suoi gesti sono quelli di una innamorata di Dio nella progressiva assunzione dell'amore con il quale Egli ha dato interamente se stesso. L'espiazione é per lei esigenza d'amore, è autentica perchè esprime una disposizione interna del cuore: non è un calcolo per riconquistare la salvezza o per "pagare a Dio il suo prezzo"(cfr. Sl 48). Non è in potere dell'uomo far sparire il peccato, ma poichè esso si identifica nella sua radice con la ribellione stessa dell'uomo contro Dio, l'espiazione e la penitenza lo dispongono - con la rinuncia a "guadagnare la propria vita" - ad accogliere il dono di Dio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La penitenza, quel non concedersi mai niente per sé, l' ha predisposta progressivamente a diventare spazio completamente dedito all'amore di Cristo: "Ma perchè Margherita - le dice Gesù - mi chiedi sempre di gustare le mie dolcezze e rifiuti di assaggiare le mie amarezze che ti predispongono ad esse?"(II, 8). "E poiché l'amarezza scompare solo con la dolcezza e il freddo vien meno solo con il calore, pur già afflitta da tante pene, si soffermava a meditare sulla Croce e a ripensare alle sofferenze del Redentore: perchè nell'amaro supplizio di Cristo ogni amarezza dello spirito si raddolciva"(II, 3). Si ripete in Margherita l'esperienza che aveva "segnato" Francesco: "Ciò che era amaro si tramutò in dolcezza di anima e di corpo" e Chiara: "Da quando ho conosciuto la grazia del mio Signore Gesù Cristo nessuna pena mi è stata molesta, nessuna penitenza amara". Per dirla con le parole della Legenda, è Cristo stesso che all'indispensabile per Margherita "aggiungerà la dolcezza della sua grazia"(III, 6). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo contesto si può leggere l'avversione che ella aveva per la sua bellezza tanto da indurla a deformare definitivamente il proprio volto se solo fra Giunta glielo avesse permesso. Le fu vietato anche di recarsi a Montepulciano dove avrebbe voluto mendicare di porta in porta col volto bendato come una cieca, trascinata per mano e derisa da una donna; ottenne invece di tornare a Laviano, suo paese natale, dove in giorno di Domenica chiese pubblicamente perdono durante la Messa nella chiesa parrocchiale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Desiderio di Margherita, dopo essersi sentita chiamare da Cristo col nome di "poverella", era quello di "venire adottata da Dio Padre come vera figlia e quindi essere a Lui unita inseparabilmente". A tale desiderio il Signore Gesù rispose invitandola a compiere una confessione generale per purificarsi interiormente; fatto ciò, Margherita "si accostò con devozione al sacramento del Corpo e del Sangue del Signore e dopo aver mangiato il Pane Vivo che dà la vita al mondo, udì il Signore chiamarla dolcemente: Figlia! Quella voce fu così dolce che Margherita si sentì quasi venir meno e morire per la grande gioia"(II, 6). E' l'inizio di una intimità che crescerà a dismisura: non solo verrà chiamata figlia, ma anche "sorella, amica, sposa" a indicare quanto il Signore Gesù si donava a lei e lei a Lui. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello di Margherita é però un amore che il Signore dovrà purificare costantemente dalla ricerca in lei ricorrente di gratificazioni: "Se tu avessi il perfetto amore non vorresti soltanto stare ad attingere alle mie consolazioni"(V, 46). Più volte Egli le fa capire come la sua presenza non è legata allo sperimentare dolcezza e gioia nella preghiera: "quando mi cerchi nelle lacrime e nell'aridità io sono con te" (VI, 2) e come anche nel suo cammino spirituale centri troppo l'attenzione su se stessa: "ma tu, Margherita, non ti preoccupi che di te"(VII, 29). Difatti talvolta si trovava a pensare dentro di sè: "Che cosa mi darà ora il Signore? Di queste riflessioni il Signore la rimproverò dicendo: Perché ti sforzi di misurare la Sapienza infinita? Tu non devi scrutare quello che faccio in nessuna sua parte"( IX, 38 ). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In missione &lt;br /&gt;Rimaniamo sconcertati di fronte a tanta familiarità e ci appare come un "privilegio". E in realtà lo fu: il rapporto tra Gesù e Margherita era "straordinario". Ma i privilegi che Dio concede non sono mai per la sola persona bensì per la missione che ella è chiamata a compiere in un preciso momento della storia, a contatto con persone e realtà concrete. Tanti sono i passi della Legenda che ci illustrano la missione di Margherita "costituita come luce di una nuova vita nel mondo al quale ti ho dato perchè imiti la tua penitenza e si salvi"(V, 45). Ella è "la via dei disperati, la voce della misericordia, lo specchio per i peccatori"(X, 3), "rivestita di grande splendore per venir data come esempio di così benevola chiamata e quindi come speranza per tutti di poter tornare al seno della divina misericordia"(VII, 3). Per questo il Signore, nel farle dono di partecipare ora della sua passione ora della visione della gloria, non manca di ricordarle che "queste grazie non ti sono concesse soltanto per te ma anche per gli altri miei figli i quali come te non ne sono degni. Però ne è degno quel Sangue che sgorga con tanta abbondanza dal mio corpo sulla Croce per la redenzione degli uomini ingrati" (VI, 27). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tale confidenza Gesù rivela a Margherita le profondità del suo Cuore, i suoi sentimenti, in due delle pagine più belle della Legenda: "Siano benedette tutte le pene che ho sopportato per l'anima tua e sia benedetta anche quella incarnazione. Benedette siano tutte le fatiche che ho sopportate e l'amore per il genere umano! Io oggi ho pochi figli buoni in confronto dei cattivi, ma se avessi al mondo anche un solo figlio benedirei tutte le pene che ho sofferto per lui"(V, 44). "Se vuoi conoscere me, la tua carità ardente deve sempre cominciare da me tuo Creatore. Poi ama intimamente tutte le creature senza escluderne nessuna: tu sai che io li ho creati e con le mie sofferenze li ho redenti. Perciò Margherita tu devi partecipare con la tua compassione al dolore di tutti e rallegrarti con tutti coloro che gioiscono" (IV, 19). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'accogliere quest'amore redentivo Margherita non può che ripercorrere la medesima via di sofferenza tracciata da Gesù: ma qual'era in realtà la pena più profonda per lei? Cos'era che feriva e segnava il suo cuore, il suo amore appassionato, il suo rapporto intimo con il Signore? E' ciò che la Legenda chiama il "timore" di Margherita, quella paura costante di perdere l'Amato, di offenderlo, di non goderne per sempre nell'eternità. Ella ha sempre bisogno di essere rasserenata, di trovare sicurezza e pace nel Signore, ma tale timore non sembra mai acquietarsi. Come a S. Paolo, Gesù non le toglie la "spina nella carne" ma progressivamente gliene rivela il senso e la portata salvifica: "Io sarò e non sarò con te; sarai rivestita di grazia ma avrai l'impressione di essere nuda, perchè non permetterò di venir conosciuto da te, in te. Voglio infatti che tu sii sempre nel timore per crescere nella mia grazia" (V, 33). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il timore di Margherita è il cesello di Dio nel suo cuore che lo forgia e lo dilata fino a renderlo cristallino, in una purificazione tale che Cristo stesso la chiamerà "martire mia": "il tuo martirio è il timore che hai di non perdermi e di non offendere me tuo Creatore" (X, 16). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'intenso desiderio che le bruciava in cuore e che il Signore stesso si preoccupava di alimentare, si espresse nella partecipazione alla Passione di Cristo, da lei sofferta interiormente ed esteriormente in termini altamente drammatici. Il colloquio con Cristo era nato proprio ai piedi del Crocifisso, durante le comunioni eucaristiche, memoria di quel Corpo dato e di quel Sangue versato per noi. Per giungere alla partecipazione alla Passione di Cristo, Margherita, sulla scia della spiritualità francescana - che apprendeva soprattutto dalle prediche dei Frati Minori - era "passata" dalla meditazione costante dei misteri della vita di Cristo nella carne: l' incarnazione, la vita a Nazareth, le sue fatiche quotidiane, la predicazione, fino alla sua morte e risurrezione. "Una volta fra Giunta chiese a Margherita quale fosse il modo della sua orazione. Ed ella rispose: Tornando a Gesù vedo lui neonato, i suoi piedi senza calzamenti andare nei suoi viaggi faticosi... medito l'incontro con la Samaritana... la pietà che aveva per i lebbrosi, i ciechi, il paralitico presso la piscina... grado, grado riferisco in ciascun episodio infinite lodi al Creatore" (VI, 6). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sua mente era "come confitta alla Croce di Gesù" e la meditazione della Passione del Signore riempiva le lunghe ore passate in contemplazione nella Chiesa di S. Francesco. Ciò le provocava un dolore "acuto e violento che piangeva e sospirava" (II, 1) continuamente e apertamente: le lacrime, "acqua profonda del cuore", sono una costante del suo cammino di fronte alle quali i Cortonesi si sentivano coinvolti fino alla commozione anche se taluni giudicavano quel pianto un'esibizione di vanagloria. Per questo Margherita si impose un totale silenzio, ma Cristo la invitò a "non tardare di tornare al pianto antico, a non aver paura delle mormorazioni. Non tardare di tornare alla Croce dove non solo ti restituirò i doni di prima ma te ne darò di maggiori. Non cessare di gridare la mia Passione... voglio però che di ciascun opera che mi son degnato di compiere tu dica che fui mosso dal mio amore per le anime" (V, 12-13). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' la missione di Margherita che "annuncia" all'esterno quanto prova all'interno nei confronti dell'Uomo dei dolori fino a che, in base al suo "andare spesso alla ferita del costato"(XI, 7) e al suo esercizio contemplativo, ottenne di "partecipare a quel dolore che la Madre aveva provato presso la Croce ". Ciò avvenne in quel celebre Venerdì Santo, descritto accuratamente nel capitolo più bello della Legenda, quando l'estasi della Passione durò per tutto il giorno. Un mattino, prima che spuntasse il sole, Margherita si recò, per invito del Signore, alla Chiesa dei Frati, per esservi "mentalmente crocifissa davanti alla Croce. Così avvenne: dall'ora di Terza, dopo la Messa Conventuale , fino al tramonto, restò assorta, in mezzo alla folla commossa, soffrendo visibilmente le singole pene, fino allo spasimo, anzi fino alla morte. All'ora Nona, in cui il Signore aveva esalato lo spirito, ella piegò il suo capo obliquamente sul petto, tanto che noi la credevamo morta, avendo pure perduto ogni sensibilità e movimento... Questo spettacolo così nuovo e compassionevole, commosse tanto i cittadini di Cortona, che interrotti i loro uffici e mestieri, uomini e donne, lasciati a casa i bambini nelle loro cune o giacigli, in quel giorno accorsero più volte all'Oratorio del nostro Convento e lo riempirono di pianti. Infatti la vedevano colpita da feroci dolori non come fosse presso la Croce ma quasi posta sopra la Croce " (V, 3). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Portatrice di pace" &lt;br /&gt;E Margherita fu tutta e sempre lì, ferma al vertice insanguinato della Redenzione col suo corpo ormai fuso coi dolori del Cristo. In questo trasporto totale che la "prese" ella rimase però profondamente radicata nella storia del suo tempo: condivise con i suoi cittadini le tribolazioni delle guerre, le stesse sofferenze derivatele dalle contese tra fazioni e rimase vicina alla storia personale della gente che ricorreva a lei per essere guarita dai mali fisici, morali e spirituali. Preoccupazione costante di Margherita fu il figlio che entrò a far parte dell'Ordine dei Frati Minori: la Legenda riporta una lettera a lui indirizzata dalla quale traspare il suo sentimento materno volto ora a guidare il figlio religioso nella sequela di Cristo (cfr. VIII, 17). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Margherita "figlia della pace e portatrice di pace"(VIII, 15) si adoperò costantemente, anche insieme a fra Giunta, per ristabilire la pace tra le fazioni della città e con il Vescovo Guglielmo degli Ubertini non esitando a mettere quest'ultimo di fronte alle sue responsabilità. Costituita dal Signore "voce nel deserto"(VIII, 13), ella svolse il suo ruolo profetico leggendo il momento difficile vissuto da Cortona come conseguenza di una latitanza da parte del clero secolare e regolare. Invitò i Cortonesi alla pace tra di loro come condizione per ottenere quella con gli altri e "mentre pregava per i suoi diletti concittadini il Signore le rispose che si sarebbe fatta pace fra loro e il Vescovo Guglielmo e presto si sarebbero accordati con lui" (IV, 4). Ciò avvenne nel 1277 concludendo un lungo periodo di tentativi del Vescovo e Conte d'Arezzo e dei suoi predecessori di impossessarsi di Cortona. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Margherita amava la sua città "nella quale - diceva - Dio mi ha voluto fare tanti doni" (VI, 15): ella trovò Cortona come campo di lavoro profondamente spirituale e a sua volta i Cortonesi trovarono in lei una benedizione. A lei, "posta come medicina che guarisce molte anime malate"(VIII, 19), ricorrevano per essere liberati dai loro mali, per essere illuminati nell'animo - non ultimi gli stessi Frati Minori - e "la gente si sentiva rinnovata nell'amore di Dio" (V, 9). Tale pienezza di dono fu credibile e rese Margherita cortonese: il rapporto fu ricco, di scambio profondo, segno potremmo dire del rapporto tra Margherita e il Signore Gesù. In forza di questa reciprocità, custodita con amore nel tempo, Margherita e Cortona sono due nomi inseparabili: vediamo ancora oggi Cortona come una città protesa verso di lei, che risplende là in alto sul colle, e nello stesso tempo protetta da lei, "difesa dalle sue sante preghiere" (IV, 6). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-HaS8gQBIPC0/T0TqNW1j5pI/AAAAAAAAEY4/xn77Vi_m6So/s1600/margherita-da-cortona.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" lda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-HaS8gQBIPC0/T0TqNW1j5pI/AAAAAAAAEY4/xn77Vi_m6So/s200/margherita-da-cortona.jpg" width="113" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;"Vera e perfetta letizia".&lt;br /&gt;Dopo tredici anni di permanenza nella cella vicina a casa Moscari, Margherita sentì il bisogno di salire più in alto, verso la Rocca , in una cella più aspra e solitaria adiacente alla chiesetta di S. Basilio, devastata dagli Aretini nel 1258 e che poi lei stessa si preoccuperà di restaurare nel 1290, pregandone il Vescovo di Arezzo Ildebrandino dei conti Guidi di Romena, succeduto a Guglielmo degli Ubertini nel 1289. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le tre celle abitate successivamente da Margherita ne simboleggiano il cammino che "sale" sempre più: gli ultimi nove anni (1288-1297) sono quelli del "naufragio" nell'Assoluto di Dio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1290 fra Giunta, che dopo la morte di fra Giovanni da Castiglion Fiorentino (1288 circa) era rimasto l'unica sua guida, fu trasferito a Siena e quindi Margherita dovette rinunciare alla sua assistenza spirituale. Gli altri Frati ebbero qualche difficoltà nel frequentarla e portarle la comunione per cui si affidò a un sacerdote, ser Badia Venturi, che a contatto con la sua santità passò da una vita disordinata a una di fervore. A Ser Badia, nominato nel 1290 Rettore della restaurata Chiesa di S. Basilio, dobbiamo le testimonianze dell'ultimo tempo consegnate a fra Giunta che accorse a Cortona prima della morte di Margherita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accanto a lei ritroviamo in questi anni anche la piccola comunità di figli e figlie spirituali che, seguendo il suo esempio, l'assistevano ora nelle sue necessità, rispettandone però la solitudine. Pur continuando infatti a rimanere in contatto con la sua gente, negli ultimi anni Margherita visse un maggiore isolamento intensificando la sua vita di preghiera e di unione con il Signore. Questi anni sono contrassegnati dall'acutizzarsi non solo delle sue sofferenze, ma anche dalle insidie del demonio che, apparendole in varie forme, le rinfacciava i suoi peccati passati, le sue penitenze o le insinuava il dubbio che i colloqui col Signore fossero solo frutto di illusione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'urto della tentazione d'altra parte aveva accompagnato fin dall'inizio il suo cammino: quanto avveniva in lei era sempre dolcezza e tormento insieme. Margherita però aveva imparato alla scuola del Signore come le due realtà potessero coesistere: "Più crescono in te i doni e più aumentano le pene"(IV, 12). Lui stesso le aveva insegnato come "la sua vita avesse lo scopo di ripercorrere le orme della sua"(XI, 4) e la invitava: "piangi perchè anch'io piansi; lavora perchè anch'io lavorai e mi stancai; sii umile perchè anch'io mi umiliai: amami perchè io ti ho amata"(XI, 10). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' il momento dell'intimità maggiore che prelude al suo pieno compimento: "Figlia, in te io prendo il mio riposo"(VI, 23), "io vivo in te e tu in me"(XI, 18); "Signore, tu sai bene che là dove tu sei, c'è vera e perfetta letizia"(XI,10). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Margherita visse gli ultimi anni nel desiderio intenso di ricongiungersi al Signore; il suo sguardo interiore si era spostato da se stessa per perdersi nel respiro infinito di Dio: suo figlio, i Frati, i Terziari, la gente che accorreva a lei ormai da ogni parte, le preoccupazioni della Chiesa, le vicende della sua città ... tutto era misteriosamente e realmente presente e raccolto in quel respiro che era diventato anche il suo. "Figlia, il tuo mangiare e bere, dormire e vegliare, tacere e parlare, tutta la tua vita, ora sono preghiera perchè tu hai un desiderio continuo di servirmi e timore di offendermi"(XI, 12). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 22 febbraio 1297, poco prima che sorgesse il sole, il volto di Margherita si illuminò di gioia e di bellezza; poi spirò mentre i presenti, tra i quali anche fra Giunta, avvertirono una misteriosa dolcezza e un soave profumo: ciò fu accolto come un segno dei tanti doni di grazia e di santità di cui Margherita era stata ricolma. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un invito per noi.&lt;br /&gt;"O Margherita, più vana delle vane, che ne sarà mai di te?"(I, 3). Così veniva scherzosamente rimproverata Margherita dalle sue amiche quando la vedevano adornarsi troppo. Ora anche noi possiamo dare una risposta a questa domanda dopo aver visto come un'esistenza può essere totalmente cambiata dall'accogliere l'irruzione dell'amore di Dio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al cammino umano e cristiano di Margherita, che pur conserva il suo carattere "straordinario", si può affiancare il passo di ciascuno di noi: ella ci prende per mano e con la sua vita, ormai in Dio e quindi ancora più vicina a noi, ci dona la certezza sperimentata di un Amore "più grande del nostro cuore"(1Gv 3, 20), che non si contenta di "rattoppare" la nostra veste, ma nell'accoglierci dopo il fallimento ci fa completamente nuovi, rivestiti di misericordia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In lei possiamo scrutare un poco anche il nostro volto perchè lo splendido frutto di creazione nuova, di umanità piena fiorita in lei, la potenza dello Spirito lo vuole portare a compimento anche in noi. Con la sua esperienza sconvolgente della misericordia di Dio, Margherita ci mostra come l'umile e gioioso pentimento è l'unica via, sia per il peccatore come per il "giusto", per conoscere fino a che punto noi siamo profondamente amati.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;(A cura delle Clarisse del Monastero di Lucca)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Tratto da: www.ofmtoscana.org &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.ofmtoscana.org/index.htm" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Video: storia di S. Margherita da Cortona&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Tratto dal canale youtube: &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/user/MrJHS2011" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;MrJHS2011 »»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/BSaSi-BP49Q" width="438"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Preghiera.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;O Dio, che non vuoi la morte del peccatore ma la sua conversione, come hai richiamato santa Margherita dalla via della perdizione a quella della salvezza, concedi anche a noi di liberarci dalle catene del peccato per dedicarci totalmente al tuo servizio.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-6673052208058011272?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/6673052208058011272'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/6673052208058011272'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/02/22-febbraio-santa-margherita-da-cortona.html' title='22 febbraio Santa Margherita da Cortona'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-BODYJU-jIIo/T0Tp3ocxiQI/AAAAAAAAEYw/zgv7Eu2iUFo/s72-c/S.Margherita-da-Cortona.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-2271243204777762944</id><published>2012-02-22T04:08:00.005+01:00</published><updated>2012-02-22T13:34:08.319+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cattedra di S. Pietro'/><title type='text'>22 febbraio Cattedra di San Pietro</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Cattedra di San Pietro.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-QzJGXLcQJK8/T0RahUs4XwI/AAAAAAAAEYk/RCu-Zj17HrA/s1600/Benedetto+XVI.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="140" lda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-QzJGXLcQJK8/T0RahUs4XwI/AAAAAAAAEYk/RCu-Zj17HrA/s200/Benedetto+XVI.JPG" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;La Liturgia latina celebra oggi la festa della Cattedra di San Pietro. Si tratta di una tradizione molto antica, attestata a Roma fin dal secolo IV, con la quale si rende grazie a Dio per la missione affidata all’apostolo Pietro e ai suoi successori.&lt;br /&gt;La &lt;strong&gt;&lt;em&gt;cattedra&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, letteralmente, è il seggio fisso del Vescovo, posto nella chiesa madre di una Diocesi, che per questo viene detta &lt;strong&gt;&lt;em&gt;cattedrale&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, ed è il simbolo dell’autorità del Vescovo e, in particolare, del suo magistero, cioè dell’insegnamento evangelico che egli, in quanto successore degli Apostoli, è chiamato a custodire e trasmettere alla Comunità cristiana. &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Quando il Vescovo prende possesso della Chiesa particolare che gli è stata affidata, egli, portando la mitra e il bastone pastorale, si siede sulla cattedra. Da quella sede guiderà, quale maestro e pastore, il cammino dei fedeli, nella fede, nella speranza e nella carità. Quale fu, dunque, la cattedra di san Pietro? Egli, scelto da Cristo come roccia su cui edificare la Chiesa (cfr Mt 16, 18), iniziò il suo ministero a Gerusalemme, dopo l’Ascensione del Signore e la Pentecoste. La prima sede della Chiesa fu il Cenacolo, ed è probabile che in quella sala, dove anche Maria, la Madre di Gesù, pregò insieme ai discepoli, un posto speciale fosse riservato a Simon Pietro. Successivamente, la sede di Pietro divenne Antiochia, città situata sul fiume Oronte, in Siria, oggi in Turchia, a quei tempi terza metropoli dell’impero romano dopo Roma e Alessandria d’Egitto. Di quella città, evangelizzata da Barnaba e Paolo, dove per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani (At 11, 26), dove quindi è nato il nome cristiani per noi, Pietro fu il primo vescovo, tanto che il Martirologio Romano, prima della riforma del calendario, prevedeva anche una specifica celebrazione della Cattedra di Pietro ad Antiochia. Da lì, la Provvidenza condusse Pietro a Roma. Quindi abbiamo il cammino da Gerusalemme, Chiesa nascente, ad Antiochia, primo centro della Chiesa raccolta dai pagani e ancora unita con la Chiesa proveniente dagli Ebrei. Poi Pietro si recò a Roma, centro dell’Impero, simbolo dell’Orbis – l’Urbs che esprime l’Orbis la terra – dove concluse con il martirio la sua corsa al servizio del Vangelo. Per questo la sede di Roma, che aveva ricevuto il maggior onore, raccolse anche l’onere affidato da Cristo a Pietro di essere al servizio di tutte le Chiese particolari per l’edificazione e l’unità dell’intero Popolo di Dio. La sede di Roma, dopo queste migrazioni di San Pietro, venne così riconosciuta come quella del successore di Pietro, e la “cattedra” del suo Vescovo rappresentò quella dell’Apostolo incaricato da Cristo di pascere tutto il suo gregge. Lo attestano i più antichi Padri della Chiesa, come ad esempio sant’Ireneo, Vescovo di Lione, ma che veniva dall’Asia Minore, il quale, nel suo trattato Contro le eresie, descrive la Chiesa di Roma come più grande e più antica, conosciuta da tutti; … fondata e costituita a Roma dai due gloriosissimi apostoli Pietro e Paolo; e aggiunge: &lt;em&gt;Con questa Chiesa, per la sua esimia superiorità, deve accordarsi la Chiesa universale, cioè i fedeli che sono ovunque&lt;/em&gt; (III, 3, 2-3). Tertulliano, poco più tardi, da parte sua, afferma: “Questa Chiesa di Roma, quanto è beata! Furono gli Apostoli stessi a versare a lei, col loro sangue, la dottrina tutta quanta” (La prescrizione degli eretici, 36). La cattedra del Vescovo di Roma rappresenta, pertanto, non solo il suo servizio alla comunità romana, ma la sua missione di guida dell’intero Popolo di Dio. Celebrare la Cattedra di Pietro, come facciamo oggi, significa, perciò, attribuire ad essa un forte significato spirituale e riconoscervi un segno privilegiato dell’amore di Dio, Pastore buono ed eterno, che vuole radunare l’intera sua Chiesa e guidarla sulla via della salvezza. Tra le tante testimonianze dei Padri, mi piace riportare quella di san Girolamo, tratta da una sua lettera scritta al Vescovo di Roma, particolarmente interessante perché fa esplicito riferimento proprio alla cattedra di Pietro, presentandola come sicuro approdo di verità e di pace. Così scrive Girolamo: &lt;em&gt;Ho deciso di consultare la cattedra di Pietro, dove si trova quella fede che la bocca di un Apostolo ha esaltato; vengo ora a chiedere un nutrimento per la mia anima lì, dove un tempo ricevetti il vestito di Cristo. Io non seguo altro primato se non quello di Cristo; per questo mi metto in comunione con la tua beatitudine, cioè con la cattedra di Pietro. So che su questa pietra è edificata la Chiesa &lt;/em&gt;(Le lettere I, 15, 1-2).&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle, nell’abside della Basilica di S. Pietro, come sapete, si trova il monumento alla Cattedra dell’Apostolo, opera matura del Bernini, realizzata in forma di grande trono bronzeo, sorretto dalle statue di quattro Dottori della Chiesa, due d’occidente, sant’Agostino e sant’Ambrogio, e due d’oriente, san Giovanni Crisostomo e sant’Atanasio. Vi invito a sostare di fronte a tale opera suggestiva, che oggi è possibile ammirare decorata da tante candele, e pregare in modo particolare per il ministero che Iddio mi ha affidato. Alzando lo sguardo alla vetrata di alabastro che si apre proprio sopra la Cattedra, invocate lo Spirito Santo, affinché sostenga sempre con la sua luce e la sua forza il mio quotidiano servizio a tutta la Chiesa. Di questo, come della vostra devota attenzione, vi ringrazio di cuore.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;(A cura di Nicoletta Nonna)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Tratto da: www.vivienna.it &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.vivienna.it/" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Video: Cattedra di San Pietro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Tratto dal canale youtube: &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/user/MrJHS2011" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;MrJHS2011 »»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/H8aiPkeJMsM" width="438"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Cattedra di San Pietro.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;em&gt;(Dai "Discorsi" di S. Leone Magno)&lt;/em&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;A tutti gli apostoli il Signore domanda che cosa gli uomini pensino di lui e tutti danno la stessa risposta fino a che essa continua ad essere l'espressione ambigua della comune ignoranza umana. Ma quando gli apostoli sono interpellati sulla loro opinione personale, allora il primo a professare la fede nel Signore è colui che è primo nella dignità apostolica. &lt;br /&gt;Egli dice: Tu sei il Cristo, il Figlio dei Dio vivente; e Gesù risponde: Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. Mt 16,16-17. Ciò significa: tu sei beato perché non ti sei lasciato ingannare da opinioni umane, ma sei stato istruito da un'ispirazione celeste. La mia identità non te l'ha rivelata la carne e il sangue, ma colui del quale io sono il Figlio unigenito. Gesù continua: E io ti dico: cioè come il Padre mio ti ha rivelato la mia divinità, così io ti manifesto la tua dignità. Tu sei Pietro. Ciò significa che se io sono la pietra inviolabile, la pietra angolare che ha fatto dei due un popolo solo, cfr. Ef 2,14.20 il fondamento che nessuno può sostituire, anche tu sei pietra, perché la mia forza ti rende saldo. Così la mia prerogativa personale è comunicata anche a te per partecipazione. E su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. Mt 16,18. Cioè su questa solida base voglio costruire il mio tempio eterno. La mia Chiesa, destinata a innalzarsi fino al cielo, dovrà poggiare sulla solidità di questa fede. &lt;br /&gt;Le porte degli inferi non possono impedire questa professione di fede, che sfugge anche ai legami della morte. Essa infatti è parola di vita, che solleva al cielo chi la proferisce e sprofonda nell'inferno chi la nega. E' per questo che a S. Pietro viene detto: A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nel cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli. Mt 16,19.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-2271243204777762944?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/2271243204777762944'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/2271243204777762944'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/02/22-febbraio-cattedra-di-san-pietro.html' title='22 febbraio Cattedra di San Pietro'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-QzJGXLcQJK8/T0RahUs4XwI/AAAAAAAAEYk/RCu-Zj17HrA/s72-c/Benedetto+XVI.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-1836406923670402992</id><published>2012-02-21T04:39:00.000+01:00</published><updated>2012-02-21T04:39:49.040+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Maurizio Roma'/><title type='text'>Mercoledì delle Ceneri</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-lSkv1N9AOvI/T0MRV3q5fhI/AAAAAAAAEWU/G8ix4I4r4YA/s1600/mercoled%C3%AC-delle-ceneri.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="176" lda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-lSkv1N9AOvI/T0MRV3q5fhI/AAAAAAAAEWU/G8ix4I4r4YA/s200/mercoled%C3%AC-delle-ceneri.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il giorno delle Ceneri segna la fine del carnevale e l’inizio alla Quaresima, ma cosa significa ricevere le Ceneri?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricevere le ceneri sulla testa equivale a riconoscere il male che è in noi, a esprimere dispiacere, a manifestare il pentimento. Ed è infatti l’atteggiamento “penitenziale” che deve contraddistinguere il cammino cristiano verso la Pasqua. Questo non vuol dire adempiere solo ad una pratica devozionistica, cioè una cosa che facciamo tanto per fare, perchè sono un cristiano e “devo farlo”… Al contrario, ci deve essere dentro di noi un deciso orientamento esistenziale, devo operare una “scelta fondamentale”, una scelta che viene dal cuore. Dio non ha bisogno delle nostre opere buone fatte per “dovere”, convertirsi significa trasformarsi interiormente, solo allora la preghiera, la penitenza e la carità saranno frutti autentici.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;hr style="border-bottom: #ffffff 1px dotted; border-top: #cccccc 2px dotted;" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Commento&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Questo è il giorno che dà inizio al nostro cammino verso la Pasqua, verso la luce della risurrezione di Gesù. La Chiesa ci insegna che la Quaresima è un viaggio dentro al nostro cuore, alla ricerca di quelle zone d’ombra dove è necessario portare un po’ di luce, un po’ di vangelo.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Una parola che in questo periodo sentiremo ripetere spesso è conversione. Nella lingua del Nuovo Testamento il termine è μετάνοια (metànoia) che, alla lettera, si traduce con: cambiare mente, cambiare modo di pensare.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Convertirsi, allora, è riflettere su dove stiamo andando, e decidere di percorrere in senso inverso la strada buia della morte, per tornare sulla via luminosa della vita.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Quindi, la cenere che c’è imposta sul capo è segno di quella morte che dobbiamo abbandonare per poter veramente celebrare la Pasqua del Signore risorto.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Il solo avvertimento severo: ricordati che sei polvere ed in polvere ritornerai…, a mio modestissimo avviso, sembra infatti esser privo di una parte finale, di una subordinata che completi la frase perché sia davvero comprensibile; cioè: …se non ti converti, se non abbracci fino in fondo la croce di Gesù.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;In questa prospettiva, il Mercoledì delle Ceneri, è davvero l'inizio di una trasformazione, che liturgicamente dura quaranta giorni, ma di fatto è un processo continuo. Vale a dire che, il nostro corpo, fatto di cenere, per poter godere pienamente della luce divina deve trasfigurarsi allo stesso modo del corpo di Gesù glorioso: una trasformazione faticosa, proprio come ogni vera conversione; generalmente non basta un giorno, ci vuole più "tempo".&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;La Chiesa dunque ha pensato alla Quaresima come a un tempo nel tempo, vale a dire, a uno spazio cronologico nel quale possiamo riflettere sulla gestione della nostra vita; per cosa e per chi la impieghiamo. Quindi la Quaresima è immagine della stessa vita, del tempo necessario per uscire dalle tenebre per venire alla luce: non bisogna sprecarne un solo attimo.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Dio, pur essendo fuori dal tempo, ha deciso comunque di farci il dono della sua presenza operante: sa agire e sa attendere, conosce i momenti della semina e della raccolta… Noi non li conosciamo. Pertanto, se la Quaresima s’interpone nel Tempo Ordinario, già questo dovrebbe farci pensare alla necessità di valorizzare diversamente la quotidianità. È nell’ordinario che si manifestano i veri cambiamenti, è nell’oggi che dimostriamo di essere o non essere in un cammino di conversione. Non esiste una vera Quaresima per chi non vede l’ora che finisca!&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Nelle parole del profeta Gioele, infatti, c’è un invito ad un reale cambiamento interiore, e non ad una mascherata ipocrita: «Laceratevi il cuore e non le vesti! Ritornate al Signore, vostro Dio […]. Chi sa che non cambi e si ravveda e lasci dietro a sé una benedizione?»&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Se per ricevere una grazia supplichiamo una conversione di propositi in Dio, è bene comprovargli la nostra disposizione a fare qualcosa di realmente straordinario: la benevolenza divina che desidero ricevere va anzitutto dimostrata agli altri…&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Nel vangelo, infatti, il Signore ci chiede di essere autentici, prima ancora di fare cose autentiche. Siamo sempre sotto lo sguardo di Dio, uno sguardo che penetra nel segreto del nostro cuore e riesce a vedere anche nell’oscurità più profonda. Può sembrare scontato saperlo, ricordarselo però non lo è affatto.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Dunque: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli». È una frase fortissima, perché all’autenticità sopra citata si aggiunge la virtù della giustizia: inutile fare cose giuste, se non siamo persone giuste.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Quello che Gesù chiede, e che noi possiamo dimostrare attraverso una Quaresima ben vissuta, è l’armonia tra ciò che siamo e ciò che diciamo di essere. Tutti i segni quaresimali: la cenere, l’astinenza, il digiuno, l’elemosina… vanno accolti come vera disponibilità al cambiamento, per restituire a noi stessi un’identità smarrita, e ridonare il nome proprio a tutte quelle cose che per egoismo battezziamo con altri titoli.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Dunque c’è bisogno di un “tempo”, per lavare con lacrime e cenere l’abito bianco della nostra rinascita in Cristo: quell’abito che ha perduto il suo candore a seguito della nostra ipocrisia, macchiato con la menzogna e con la tiepidezza spirituale. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Chiediamo al Signore che ci aiuti a vivere seriamente questo tempo di Quaresima, perché tutto sia davvero limpido, fuori e dentro di noi.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Sia lodato Gesù Cristo.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;(Don Maurizio Roma)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;www.pievedilubaco.blogspot.com &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.pievedilubaco.blogspot.com/" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-1836406923670402992?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/1836406923670402992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/1836406923670402992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/02/mercoledi-delle-ceneri.html' title='Mercoledì delle Ceneri'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-lSkv1N9AOvI/T0MRV3q5fhI/AAAAAAAAEWU/G8ix4I4r4YA/s72-c/mercoled%C3%AC-delle-ceneri.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-5096527165975222697</id><published>2012-02-21T03:48:00.006+01:00</published><updated>2012-02-21T04:13:58.548+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Coroncina Divina Misericordia'/><title type='text'>Coroncina della Divina Misericordia</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-XFOcPB-VCRQ/T0L7fCa9yUI/AAAAAAAAEWM/vNi4gZwTftw/s1600/Gesu'-confido-in-te.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" lda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-XFOcPB-VCRQ/T0L7fCa9yUI/AAAAAAAAEWM/vNi4gZwTftw/s200/Gesu'-confido-in-te.jpg" width="133" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Santa Faustina Kowalska, l'apostola della Divina Misericordia, appartiene oggi al gruppo dei santi della Chiesa più conosciuti. Attraverso lei il Signore manda al mondo il grande messaggio della misericordia Divina e mostra un esempio di perfezione cristiana basata sulla fiducia in Dio e sull'atteggiamento misericordioso verso il prossimo.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Nell'Antico Testamento mandai al Mio popolo i profeti con i fulmini. Oggi mando te a tutta l'umanità con la Mia misericordia.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Non voglio punire l'umanità sofferente, ma desidero guarirla e stringerla al Mio Cuore misericordioso&lt;/em&gt; (D. p. 522).&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Con la preghiera della Coroncina della Divina Misericordia noi offriamo al Padre Eterno tutta la Persona di Gesù, cioè la Sua divinità e tutta la Sua umanità che comprende corpo, sangue e anima. Offrendo al Padre Eterno il Figlio amatissimo, ci richiamiamo all'amore del Padre per il Figlio che soffre per noi.&lt;br /&gt;Le parole pronunciate da Gesù a Suor Faustina, dimostrano che il bene della comunità e di tutta l’umanità si trova al primo posto: &lt;em&gt;"Con la recita della Coroncina avvicini a Me il genere umano"&lt;/em&gt; (Quaderni…, II, 281) Alla recita della Coroncina Gesù ha legato la promessa generale: &lt;em&gt;"Per la recita di questa Coroncina Mi piace concedere tutto ciò che Mi chiederanno"&lt;/em&gt; (Quaderni…, V, 124 ) &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gesù ha così posto la condizione dell'efficacia di questa preghiera: &lt;em&gt;"Con la Coroncina otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla Mia Misericordia"&lt;/em&gt; (Quaderni…, VI, 93). In altre parole, il bene che chiediamo deve essere assolutamente conforme alla volontà di Dio.&lt;br /&gt;Gesù ha promesso chiaramente di concedere grazie eccezionalmente grandi a quelli che reciteranno la Coroncina.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;LA PROMESSA DI GESU'&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Per la recita di questa coroncina mi piace concedere tutto cio' che mi chiederanno.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;PROMESSE PARTICOLARI&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;1)&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;Chiunque reciterà la Coroncina alla Divina Misericordia otterrà tanta misericordia nell'ora della morte - cioè la grazia della conversione e la morte in stato di grazia - anche se si trattasse del peccatore più incallito e la recita una volta sola&lt;/em&gt;....(Quaderni…, II, 122)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;2)&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;Quando verrà recitata vicino agli agonizzanti, mi metterò fra il Padre e l'anima agonizzante non come giusto Giudice, ma come Salvatore misericordioso.Gesù ha promesso la grazia della conversione e della remissione dei peccati agli agonizzanti in conseguenza della recita della Coroncina da parte degli stessi agonizzanti o degli altri&lt;/em&gt; (Quaderni…, II, 204 - 205)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;3)&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;Tutte le anime che adoreranno la Mia Misericordia e reciteranno la Coroncina nell'ora della morte non avranno paura. La Mia Misericordia li proteggerà in quell'ultima lotta (Quaderni…, V, 124). &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poiché queste tre promesse sono molto grandi e riguardano il momento decisivo del nostro destino, Gesù rivolge proprio ai sacerdoti un appello affinché consiglino ai peccatori la recita della Coroncina alla Divina Misericordia come ultima tavola di salvezza. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;L’ora della Misericordia.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Nell’ottobre 1937 a Cracovia, in circostanze non meglio specificate da Suor Faustina, Gesù ha raccomandato di onorare l’ora della propria morte, che lui stesso ha chiamato &lt;em&gt;"Un’ora di grande misericordia per il mondo intero"&lt;/em&gt; (Q. IV pag. 440). &lt;em&gt;"In quell’ora&lt;/em&gt; – ha detto successivamente – &lt;em&gt;fu fatta grazia al mondo intero, la misericordia vinse la giustizia"&lt;/em&gt; (Q V, pag. 517).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Gesù ha insegnato a suor Faustina come celebrare l’ora della Misericordia e ha raccomandato di: &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;• invocare la misericordia di Dio per tutto il mondo, soprattutto per i peccatori;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;• meditare la Sua passione, soprattutto l’abbandono nel momento dell’agonia e, in quel caso, ha promesso la grazia della comprensione del suo valore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;• Consigliava in modo particolare: &lt;em&gt;"In quell’ora cerca di fare la Via Crucis, se i tuoi impegni lo permettono e se non puoi fare la Via crucis entra almeno per un momento in cappella ed onora il mio Cuore che nel SS.mo Sacramento è pieno di misericordia. E se non puoi andare in cappella, raccogliti in preghiera almeno per un breve momento là dove ti trovi"&lt;/em&gt; (Q V, pag. 517).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Gesù ha fatto notare tre condizioni necessarie perché le preghiere in quell’ora siano esaudite: &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;• la preghiera deve essere diretta a Gesù e dovrebbe aver luogo alle tre del pomeriggio;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;• deve riferirsi ai meriti della Sua dolorosa passione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;"In quell’ora&lt;/em&gt; – dice Gesù – &lt;em&gt;non rifiuterò nulla all’anima che Mi prega per la Mia Passione"&lt;/em&gt; (Q IV, pag. 440). Bisogna aggiungere ancora che l’intenzione della preghiera deve essere in accordo con la volontà di Dio e la preghiera deve essere fiduciosa, costante e unita alla pratica della carità attiva verso il prossimo, condizione di ogni forma del Culto della Divina Misericordia&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;COME SI PREGA LA CORONCINA DELLA DIVINA MISERICORDIA&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;Si usa la normale corona del Rosario e si può recitare in comune o individualmente.&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Am&lt;/em&gt;en.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si prega il:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Padre Nostro, l'Ave Maria e il&amp;nbsp;Credo&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sui grani del Padre Nostro si dice:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sui grani dell'Ave Maria si dice:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo i&lt;/em&gt;ntero.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla fine si dice tre volte:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si termina con l'invocazione:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;O Sangue e Acqua ,che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in Te! &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;LA SEQUENZA DELLA CORONCINA DELLA DIVINA MISERICORDIA&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Si&amp;nbsp;ricordi di meditare sempre la dolorosa passione di Gesù!&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="background-color: yellow;"&gt;Per facilitare la pratica&amp;nbsp;della Coroncina ho inserito nella colonna di destra l'audio di questa meravigliosa preghiera, che&amp;nbsp;consiglio di avviare a lettura ultimata&lt;/span&gt;.&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Segno di Croce&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1 volta: &lt;em&gt;Padre nostro&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1 volta: &lt;em&gt;Ave Maria&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1 volta: &lt;em&gt;Credo Apostolico&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;---&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1 volta: &lt;em&gt;Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;---&lt;/div&gt;10 volte di seguito: &lt;em&gt;Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1 volta:&lt;em&gt; Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;---&lt;/div&gt;10 volte di seguito: &lt;em&gt;Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1 volta: &lt;em&gt;Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;---&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;10 volte di seguito: &lt;em&gt;Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1 volta: &lt;em&gt;Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;---&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;10 volte di seguito: &lt;em&gt;Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1 volta: &lt;em&gt;Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;---&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;10 volte di seguito: &lt;em&gt;Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;---&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;3 volte di seguito: &lt;em&gt;Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero&lt;/em&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1 volta: &lt;em&gt;O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in Te! Amen&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Segno di Croce&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;PREGHIERA PER OTTENERE LA CONVERSIONE DI UN PECCATORE&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Invocare l' intercessione di Suor Faustina Kowalska e recitare con fede : &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;O sangue ed acqua che scaturisci dal cuore di Gesù, come sorgente di misericordia per noi, io confido in Te!&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gesù a Suor Faustina Kowalska: &lt;em&gt;"Quando, con fede e con cuore contrito, mi reciterai questa preghiera per qualche peccatore io gli darò la grazia della conversione"&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Gesù tocchera' il cuore della persona a Lui lontana e gli dara' la grazia della conversione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per ogni preghiera puoi chiedere la conversione di un peccatore specifico e &lt;u&gt;non dimenticare mai di chiedere l'intercessione di Suor Faustina Kowalska&lt;/u&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ogni giorno quando vedi persone che sono lontane dalla fede invoca l'intercessione di Suor Faustina e recita questa preghiera. Al resto penserà il Signore Gesù!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Tratto da: www.festadelladivinamisericordia.com &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.festadelladivinamisericordia.com/" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-5096527165975222697?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/5096527165975222697'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/5096527165975222697'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/02/coroncina-della-divina-misericordia.html' title='Coroncina della Divina Misericordia'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-XFOcPB-VCRQ/T0L7fCa9yUI/AAAAAAAAEWM/vNi4gZwTftw/s72-c/Gesu&apos;-confido-in-te.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-8214335228323915359</id><published>2012-02-21T02:15:00.001+01:00</published><updated>2012-02-22T03:50:39.090+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='S. Pier Damiani'/><title type='text'>21 febbraio San Pier Damiani</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-RQToxLLGpLI/T0LuzUrDKTI/AAAAAAAAEWE/VKkuvQbJye8/s1600/San-Pier-Damiani.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-RQToxLLGpLI/T0LuzUrDKTI/AAAAAAAAEWE/VKkuvQbJye8/s200/San-Pier-Damiani.jpg" width="114" yda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;San Pier Damiani,&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Dottore della Chiesa&amp;nbsp;(† 1072).&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Pier Damiani nacque a Ravenna tra la fine del 1006 o più probabilmente l’inizio del 1007. Se ne conosce con relativa precisione l’anno di nascita, fatto piuttosto raro per quei tempi, perché egli stesso riferisce in una delle sue numerose lettere di essere nato 5 anni dopo la morte dell’imperatore Ottone III. La sua famiglia era probabilmente, o era stata, di illustri origini, ma quando nacque Pietro non era di condizione agiata. Orfano di padre e ultimo di sette figli, venne tirato su dal fratello maggiore, Damiano, e ciò ne spiegherebbe l’appellativo di “Damiani”. Dopo aver studiato a Ravenna, Faenza e Padova e insegnato all’università di Parma, entrò nel monastero camaldolese di Fonte Avellana, che divenne il centro della sua attività riformatrice.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Ma la Chiesa, dilaniata internamente da discordie e scismi, conseguenza di quel grave malanno che prende il nome di simonia, compravendita di cariche ecclesiastiche, e dalla leggerezza con cui il clero risolveva il problema del celibato, aveva bisogno di uomini integri e preparati come il colto e austero Pier Damiani. Novello Girolamo, fu al fianco di sei papi come “commesso viaggiatore della pace” e in particolare collaborò con Ildebrando Aldobrandeschi di Soana, il grande riformatore divenuto Pp col nome di Gregorio VII (1073-1085). Dopo varie peregrinazioni nella diocesi di Milano, in Francia e in Germania, Pp Stefano IX (Federico di Lorena, 1957-1958) lo nominò cardinale e vescovo di Ostia, cioè uno dei sette Cardinali Lateranensi a più stretto contatto col Papa. Stando ai suoi scritti, Pier Damiani non accolse la nomina con favore: si sentiva portato alla vita eremitica, implicante solitudine, silenzio, penitenza, preghiera. Si trasferì per obbedienza a Roma, a stretto contatto col Papa e con la corte pontificia, dove rivestì un ruolo di primissimo piano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pier Damiani fu tra gli scrittori latini più fecondi ed eleganti del Medioevo.&lt;br /&gt;Lasciò un vasto corpus di scritti teologici di vario genere:&lt;br /&gt;• oltre settecento manoscritti contenenti le sue opere, segno della sua grande autorità e diffusione;&lt;br /&gt;• 180 lettere (alcune tanto ampie da essere dei veri e propri trattati, nonostante la forma epistolare);&lt;br /&gt;• varie opere liturgiche ed eucologiche;&lt;br /&gt;• sermoni da lui tenuti in varie occasioni;&lt;br /&gt;• agiografie, cioè vite di santi (tra cui spicca la Vita Romualdi).&lt;br /&gt;Già vecchio, fu chiamato da Ravenna, la sua città natale, per ricomporre il dissidio fomentato dai seguaci di un antipapa. La morte lo colse nel 1072 a Faenza, di ritorno dall’ultima missione di pace. Trovò dapprima sepoltura nella chiesa di Santa Maria foris portam (oggi conosciuta come Santa Maria Vecchia); in seguito le sue ossa furono traslate nella cattedrale di Faenza, dove sono conservate tutt’ora. Le ossa del volto e delle mani sono ricoperte da ricostruzioni d’argento, il resto dello scheletro è ricoperto di paramenti sacri. Venerato subito come santo, ebbe riconosciuto il suo culto ufficialmente il 1° ottobre 1828, da Pp Leone XII (Annibale Sermattei della Genga, 1823-1829), che lo proclamò anche Dottore della Chiesa per i suoi numerosi scritti di contenuto teologico&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;(A cura di Nicoletta Nonna)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Tratto da: www.vivienna.it &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.vivienna.it/" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Video: Storia di San Pier Damiani&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Tratto dal canale youtube: &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/user/MrJHS2011" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;MrJHS2011 »»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/4beslGya0gA" width="438"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Preghiera allo Spirito Santo&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«O Dio Spirito Santo, uguale al Padre e al Figlio nella sostanza e nell'eternità, tu che procedi in modo ineffabile dall'uno e dall'altro, degnati di scendere nel mio cuore e scaccia, tu meraviglioso portatore di luce, le tenebre della mia iniquità affinché, come il seno della Vergine col tuo afflato concepì il Verbo di Dio, così anch'io con l'ausilio della tua grazia possa portare sempre nella mia mente l'Autore della mia salvezza. Tu infatti, o Signore, sei la luce delle menti, la virtù dei cuori, la vita delle anime».&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(S. Pier Damiani, eremita camaldolese, Dottore della Chiesa)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Pubblicata da: Eremo di Minucciano&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-8214335228323915359?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/8214335228323915359'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/8214335228323915359'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/02/21-febbraio-san-pier-damiani.html' title='21 febbraio San Pier Damiani'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-RQToxLLGpLI/T0LuzUrDKTI/AAAAAAAAEWE/VKkuvQbJye8/s72-c/San-Pier-Damiani.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-3217381661247530153</id><published>2012-02-20T04:01:00.002+01:00</published><updated>2012-02-20T04:04:13.740+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carmine Maurizio'/><title type='text'>Confessioni di un prete</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Ricevo da Padre Carmine Maurizio.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-dDimkUcMYhs/T0G3U3j6wpI/AAAAAAAAEV4/dnE-QuguSA4/s1600/Padre-Carmine-Maurizio.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="177" src="http://1.bp.blogspot.com/-dDimkUcMYhs/T0G3U3j6wpI/AAAAAAAAEV4/dnE-QuguSA4/s200/Padre-Carmine-Maurizio.jpg" width="200" yda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;​Rileggo – lo faccio spesso – una lettera aperta ai sacerdoti di Enrico Medi, lo scienziato morto nel 1974 e per il quale è in corso la causa di beatificazione. Medi li esorta a sostare più tempo ai piedi dell’Altare, a interessarsi delle cose dello spirito, a lasciare ai laici le tante incombenze da cui vengono distratti inutilmente. Il professor Medi è stato uno di quegli uomini che riescono per davvero a fare riflettere un prete, perché innamorato di Gesù e, da uomo di scienza cristiano, alla continua ricerca della santità.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il prete sa di essere mistero a se stesso, abitato da una Presenza che immensamente lo supera e lo assimila. Se non fosse per quel pizzico di incoscienza che da sempre accompagna gli uomini, morirebbe. Di gioia, di dolore e di stupore. Credo che tante volte vada a ingolfarsi in mille cose belle, ma non proprio necessarie, per non rimanere schiacciato dal Mistero. Dio ha voluto scegliersi i preti non tra gli angeli, ma tra gli uomini: il dramma e la grandezza del sacerdozio sono da ricercare qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il prete – a qualcuno potrà sembrare strano – è l’uomo della pace perennemente inquieto. Chiamato a essere presente dappertutto, dappertutto si sente come se fosse fuori luogo. È amico di chi ha fame, e di chi ha troppo da mangiare. Celebra i divini Misteri con fede, e con disagio: mai, infatti, se ne ritiene degno. Davanti a lui, peccatore tra i peccatori, gli uomini si inginocchiano e implorano il perdono. Sosta in adorazione davanti al Tabernacolo, consuma la corona del Rosario, salmeggia con la Chiesa le preghiere antiche. Di tutti si sente servitore. A tutti sa di essere debitore. Vorrebbe girare il mondo per gridare che "Gesù è il Signore!" e desidera non allontanarsi dalla mamma che si va spegnendo in ospedale. Vorrebbe imitare i certosini e i francescani; essere allegro e buono come don Bosco e come san Filippo Neri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un peccato in cui cade spesso è quello dell’invidia. Oh, Gesù non ne terrà conto nel Giorno del Giudizio. È santa invidia. Invidia papa Wojtyla, Padre Pio, Massimiliano Kolbe, il Santo Curato d’Ars e don Puglisi. Invidia chi studia con impegno per meglio servire il prossimo e chi vi rinuncia per rimanere accanto ai reietti e agli immigrati.&lt;br /&gt;«Mi sono sempre chiesto come fate a vivere dopo aver detto Messa. Ogni giorno avete Dio fra le mani…», scrive lo scienziato Medi. Che bello! Quante volte, giunto a sera, contemplo incredulo le mie mani. Chissà che ne sarebbe stato se Gesù non le avesse fatte sue. Invece. Le mie mani, la mia voce, la mia vita capaci di costringere il Figlio di Dio a diventare Pane. Pane da mangiare. Pane da adorare. Pane nella Chiesa per ricordarci che tutti siamo figli, tutti siamo poveri, tutti siamo peccatori. Dio ci brama. Solo chi ama può capire. «Siete grandi! Siete creature immense! Le più potenti che possono esistere. Sacerdoti, vi scongiuriamo: siate santi! Se siete santi voi, noi siamo salvi. Se non siete santi voi, noi siamo perduti», continua, come in estasi, il servo di Dio Medi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È troppo. Troppa grazia è stata riversata nel cuore di un povero uomo per poterla contenere. Per non farla straripare. I preti, confusi e riconoscenti, abbassano umilmente il capo e supplicano i fratelli: «Aiutateci. Sosteneteci nella nostra – e vostra – vocazione. Usateci misericordia quando, senza volerlo, non apprezziamo appieno il dono ricevuto. La nostra è solo incapacità…». Permettere a Dio di riflettere la luce sfolgorante, in cui da sempre è avvolto, in un opaco frammento di terracotta non è facile. Per nessuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se lasciamo che Gesù occupi il trono della nostra vita e saremo – preti, laici, consacrati, religiosi – uniti e disponibili nell’aiutarci a portare e sopportare il peso, le gioie e le speranze della vita, ci salveremo tutti. Ed è ciò che Dio, più di ogni altra cosa, vuole.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Grazie Padre Carmine!&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-3217381661247530153?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/3217381661247530153'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/3217381661247530153'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/02/confessioni-di-un-prete.html' title='Confessioni di un prete'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-dDimkUcMYhs/T0G3U3j6wpI/AAAAAAAAEV4/dnE-QuguSA4/s72-c/Padre-Carmine-Maurizio.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-5694714985338590420</id><published>2012-02-20T04:01:00.001+01:00</published><updated>2012-02-20T04:01:34.081+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sacerdoti'/><title type='text'>Preghiera per il Sacerdote celebrante</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/--yF5fKV510Y/T0G3De1GeJI/AAAAAAAAEVw/ZjlFSPags_o/s1600/Sacerdosalterchristus.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/--yF5fKV510Y/T0G3De1GeJI/AAAAAAAAEVw/ZjlFSPags_o/s200/Sacerdosalterchristus.jpg" width="183" yda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricolma, Signor mio Gesù Cristo, ricolma tutti i Tuoi sacerdoti del Tuo amore; rivéstili della Tua giustizia, in particolare colui che è qui presente all’altare, e che Ti prega per noi, perché Tu perdoni al Tuo popolo, e non permetta che si perda la Tua eredità. Che egli sia santo, perché Tu, di cui egli è ministro, sei santo; che per la purezza della sua vita sia degno dei tuoi santi Altari, e che vi si possa accostare con tutta l’innocenza che è dovuta a dei Misteri così sacri. Io Ti offro, o mio Dio, questo Sacrificio assieme a lui, e tutti i sacrifici che Ti ha offerto in passato e che offrirà per l’avvenire, in comunione con quel profondo rispetto con il quale, o Sommo Sacerdote, Ti sei offerto in Sacrificio al Tuo Eterno Padre sulla croce e Ti sacrificherai sull’Altare sino alla Tua ultima venuta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Amen.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-5694714985338590420?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/5694714985338590420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/5694714985338590420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/02/preghiera-per-il-sacerdote-celebrante.html' title='Preghiera per il Sacerdote celebrante'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/--yF5fKV510Y/T0G3De1GeJI/AAAAAAAAEVw/ZjlFSPags_o/s72-c/Sacerdosalterchristus.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-3946335710668439837</id><published>2012-02-17T22:42:00.004+01:00</published><updated>2012-02-22T04:20:21.409+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='S. Giovanni da Fiesole'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beato Angelico'/><title type='text'>18 febbraio S. Giovanni da Fiesole detto il Beato Angelico</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;San Giovanni da Fiesole, &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Sacerdote († 1455).&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-wA5uaxIu1E8/Tz7FBwD8mWI/AAAAAAAAEUI/k0ORQM-hJzM/s1600/Beato-Angelico.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-wA5uaxIu1E8/Tz7FBwD8mWI/AAAAAAAAEUI/k0ORQM-hJzM/s200/Beato-Angelico.jpg" width="135" yda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giovanni da Fiesole, al secolo Guido di Pietro Trosini, nasce a Vicchio (FI) nel 1395 circa. Scarse sono le notizie pervenuteci sulla sua famiglia: sappiamo che il padre, di nome Pietro, era figlio di un certo Gino, mentre il fratello Benedetto, di poco più piccolo, lo aveva imitato nella scelta di farsi frate. La sua educazione artistica si svolse nella Firenze di Lorenzo Monaco e Gherardo Starnina; dal primo riprende sia l’uso di colori accesi e innaturali, sia l’uso di una luce fortissima che annulla le ombre e partecipa al misticismo delle scene sacre, tutti temi che ritroviamo nella sua produzione miniaturistica e nelle sue prime tavole. Nel 1418 realizzò una pala d’altare per la cappella Gherardini in Santo Stefano a Firenze (perduta). &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando sentì la vocazione, insieme al fratello Benedetto, si presentò al convento domenicano di Fiesole. Ordinato sacerdote assunse il nome di Fra Giovanni da Fiesole. L’azione di santo e di artista del giovane si svolse mirabilmente nel clima di alta perfezione spirituale e intellettuale trovato nel chiostro. Le sante austerità, gli studi profondi, la perenne elevazione dell’anima a Dio, affinarono il suo spirito e gli aprirono orizzonti sconfinati. Così preparato, da buon Frate Predicatore, poté anch’egli dare agli altri il frutto della propria contemplazione e dar vita, col suo magico pennello, al più sacro dei poemi, narrando ai fratelli la divina storia della nostra salvezza. I suoi Crocifissi, le sue Madonne, i suoi Santi sono una predica che risuona nei secoli. Michelangelo ebbe a dire del Beato, ammirando l’Annunciazione e l’Incoronazione in San Domenico di Fiesole: “Io credo che questo Frate vada in Cielo a considerare quei volti beati e poi li venga a dipingere qua in terra”. Anima di una semplicità evangelica, seppe vivere col cuore in cielo, pur consacrandosi ad un intenso lavoro. Sue sono molte pale d’altare a Fiesole (1425-1438) e le celle, i corridoi, l’aula capitolare e i chiostri del Convento di San Marco a Firenze (1439-1445). Recatosi a Roma, su invito di Pp Eugenio IV (Gabriele Condulmer, 1431-1447), dipinse nella Basilica di San Pietro e nei Palazzi Vaticani, e dal 1445 al 1449, per Pp Niccolò V (Tommaso Parentucelli, 1447-1455), la sua cappella privata e lo studio in Vaticano. Il Papa gli offrì la Sede Vescovile di Firenze, che energicamente rifiutò, persuadendo il Pontefice a nominare il confratello Antonino. Fu da Dio chiamato al premio eterno il 18 febbraio 1455 a Roma, nel convento di Santa Maria sopra Minerva, dove il suo corpo è ancora conservato nella attigua Basilica Domenicana. Figura singolare quella di Giovanni da Fiesole, tanto nella storia dell’arte che in quella della Chiesa. La diffusa fama di santità che lo distinse già in vita tanto da valergli gli appellativi di Angelicus e di Beatus – quasi egli dipingesse per ispirazione divina – è stata riconosciuta ufficialmente solo nel 1982, quando il Servo di Dio Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) ne ha sancito la memoria al termine dell’unico processo canonico basato non su scritti spirituali o teologici, ma su un catalogo di 135 dipinti. Del resto ad intuire che l’arte di Fra Angelico non poteva esser compresa se non alla luce della sua fede fu già il Vasari, suo primo biografo, che nelle “Vite” scrive: “Frate Giovanni Angelico da Fiesole, il quale fu al secolo chiamato Guido, essendo non meno stato eccellentissimo pittore e miniatore che ottimo religioso, merita per l’una e l’altra cagione, che di lui sia fatta honoratissima memoria”. Inoltre, nella chiesa domenicana di Santa Maria sopra la Minerva in Roma, il 18 febbraio 1984, lo stesso Papa, nel corso dell’omelia, disse: “Con tutta la sua vita cantò la gloria di Dio, che egli portava come un tesoro nel profondo del suo cuore ed esprimeva nelle opere d’arte. Fra Angelico è rimasto nella memoria della Chiesa e nella storia della cultura come uno straordinario religioso-artista. Figlio spirituale di san Domenico, col pennello espresse la sua “summa” dei misteri divini, come Tommaso d’Aquino la enunciò col linguaggio teologico. Nelle sue opere i colori e le forme “si prostrano verso il tempio santo di Dio” (Sal 138, 2), e proclamano un particolare rendimento di grazie al suo nome”. E concluse l’omelia, dicendo : “… accogliendo le domande fatte dall’Ordine domenicano, da molti vescovi e da vari artisti, proclamo il Beato Angelico patrono presso Dio degli artisti, specialmente dei pittori. A gloria di Dio. Amen”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;(A cura di Nicoletta Nonna)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Tratto da: www.vivienna.it &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.vivienna.it/" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Video: Storia di S. Giovanni da Fiesole, detto il Beato Angelico&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Tratto dal canale youtube: &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/user/MrJHS2011" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;MrJHS2011 »»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/WhbVusptquI" width="438"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Preghiera dell'artista al Beato Angelico&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(Mons. Ennio Francia)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;O beato padre Angelico, che dal cielo segui gli artisti di tutto il mondo, ti preghiamo perché intercedi presso il Padre affinché ogni artista cresca in santità di vita, attento ai segni dei tempi e al proprio ingegno creativo.&lt;br /&gt;Ti preghiamo di intervenire perché i pastori della Chiesa, illuminati dallo Spirito Santo, annuncino il Vangelo e siano veri testimoni, così che le arti tornino al servizio del culto, della catechesi, della cultura e della carità.&lt;br /&gt;Concedi inoltre ai governanti di popoli e nazioni di operare per la giustizia e la pace, donando bellezze e bene alla città dell’uomo.&lt;br /&gt;Che tutti vivano, o beato Angelico, nelle comunità cristiane con lo spirito del pellegrino, libero da fragilità e dagli effimeri risvolti della carne.&lt;br /&gt;Ti preghiamo per gli artisti, perché sappiano crescere nella Chiesa insieme a Cristo e camminare incontro a lui con fede, speranza e carità, esprimendo la sua divina misericordia nelle forme dell’arte e in attesa del gusto di incontrarlo nel cielo.&lt;br /&gt;Per tua intercessione, sappiano gli artisti di ogni arte e cultura contemplare, nel mistero di Cristo incarnato e redentore, il modello per testimoniare il Vangelo e rappresentarlo nelle opere, dopo aver riscoperto in se stessi l’intima presenza di Dio.&lt;br /&gt;Intercedi perché ogni artista impari a ringraziare il Signore per tutti i doni di grazie e imitare il tuo mistico raccoglimento, così da impegnarsi con coraggio e chiarezza al ministero e al servizio delle arti.&lt;br /&gt;Intercedi anche per gli artisti defunti, perché nello splendore della gloria di Dio, di cui tu già godi, essi vengano ricompensati di quanto di sacro, durante la vita terrena, hanno fatto pregustare con le loro opere.&lt;br /&gt;Ti chiediamo, infine, di aiutarci a illuminare la nostra mente e di riscaldare il nostro cuore per mantenere lo stupore della nostra fedeltà a Cristo e realizzarlo ogni giorno nella Chiesa, secondo le indicazioni del papa e dei vescovi.&lt;br /&gt;Sostienici nello sperimentare i tratti della verità, della bellezza e della bontà del Signore nel nostro pellegrinaggio artistico di quaggiù e contemplare il fascino dell’appartenenza al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo nella casa di lassù. Amen.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;(Da “Il grande libro delle preghiere ai Santi”, a cura di Centro Studi MAMRE)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;(Post segnalato su Technorati cod. &lt;/em&gt;A7PAAMHXQWYV)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-3946335710668439837?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/3946335710668439837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/3946335710668439837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/02/18-febbraio-s-giovanni-da-fiesole-detto.html' title='18 febbraio S. Giovanni da Fiesole detto il Beato Angelico'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-wA5uaxIu1E8/Tz7FBwD8mWI/AAAAAAAAEUI/k0ORQM-hJzM/s72-c/Beato-Angelico.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-7632221158089744211</id><published>2012-02-17T13:14:00.016+01:00</published><updated>2012-02-21T02:00:17.802+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sette Santi Fonatori'/><title type='text'>Sette Santi Fondatori dei Servi di Maria</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Breve storia dei Sette Santi Fondatori dell'Ordine dei&amp;nbsp;"Servi di Maria" che nel Medioevo diedero origine in Firenze alla gloriosa Famiglia Servitana.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-mY-ewUN1s4g/Tz5EMcafXwI/AAAAAAAAET4/V4L_gYn4NPQ/s1600/Maria-appare-ai-sette-santi.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="140" src="http://3.bp.blogspot.com/-mY-ewUN1s4g/Tz5EMcafXwI/AAAAAAAAET4/V4L_gYn4NPQ/s200/Maria-appare-ai-sette-santi.jpg" width="200" yda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fu il 15 Agosto 1233, quando sette giovani uomini, illustri fiorentini che facevano parte di una Compagnia di Laudesi, (poeti-attori tipici della Regione umbro-toscana del tardo Medioevo), fecero una sconvolgente esperienza.&lt;br /&gt;Erano i nobili: Bonfiglioli Monaldi, Manetto dell’Antella, Buonagiunta Manetti, Amadio degli Amidei, Uguccione degli Uguccioni, Sostegno dei Sostegni e Alessandro Falconieri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I sette erano soliti raccogliersi dinanzi ad un’immagine dipinta su una parete lungo la strada, per esprimere in laudi il loro amore alla Madonna, allo stesso modo in cui i giullari del tempo cantavano alla donna amata la loro stupita ammirazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quel giorno l’immagine di Maria si animò apparendo loro vestita a lutto, addolorata per l’odio fratricida che divideva Firenze fin&amp;nbsp;dal 1215, quando i Fiorentini si divisero un due opposte fazioni: Guelfi e Ghibellini, che non perdevano occasione per scontrarsi anche in modo cruento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I sette giovani, desiderosi di portare un pò di pace, costituirono quindi la "Compagnia di Maria Addolorata", ritirandosi nella solitudine del Monte Senario, poco sopra Fiesole, per dedicarsi alla contemplazione, alla&amp;nbsp;preghiera e alla penitenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;«Come già amicizia li univa e avevano gioia l'uno dell'altro nelle cose di Dio e nelle cose umane, così furono ispirati ad abbandonare tutto per fare vita insieme ... ed aver ancor più gioia nell'aiutarsi l'un l'altro con buoni gesti e parole». &lt;br /&gt;Maria avrebbe detto loro: "Prendete quest'abito di duolo e portatelo in memoria dei miei dolori. Ricevete la regola di sant'Agostino. Continuate ad essermi fedeli servi coll'esercizio delle virtù; propagate ovunque la devozione ai miei dolori ed otterrete un giorno questa palma di vita sempiterna". (Tratto dalla più antica storia dell'Ordine)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Tra il Monte Senario e l’Annunziata&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-NhQg93hj0PE/Tz5EVtF0-6I/AAAAAAAAEUA/U533m8NeYns/s1600/Monte-Senario.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="108" src="http://2.bp.blogspot.com/-NhQg93hj0PE/Tz5EVtF0-6I/AAAAAAAAEUA/U533m8NeYns/s200/Monte-Senario.jpg" width="200" yda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un giorno, mentre scendevano in Città per un intervento pacificatore, un ragazzetto si rivolse alla mamma esclamando: "Ecco, arrivano i servi di Maria!" Il nome&amp;nbsp;si addiceva&amp;nbsp;talmente che rimase tale. Del resto, la scelta di venerare Maria era ormai definitiva e, abbandonate le ricche vesti e il corto pugnale, avevano fatto voto solenne di dedicare tutta la loro vita ad onorare la Beata Vergine.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sovente, prima di varcare le porte cittadine, scendendo dal monte Senario, passavano dinanzi ad una Cappellina dedicata all’Annunciazione, in Contrada Cafaggio, poiché si era sparsa la voce che la scena dell’Annunciazione fosse stata dipinta da un Angelo, mentre l’ignaro pittore si era assopito. Eco di questa accresciuta devozione all’Annunziata fu la trasformazione della Cappellina in un più ampio Santuario, mèta di folle di Pellegrini, che divenne in seguito stabile dimora dei nobili Sette Santi Fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da qui essi irraggiarono la loro devozione alla Madonna dell’Annunciazione, proclamata Patrona di Firenze, anche se la spiritualità mariana dell’Ordine dei Servi venera da sempre la Vergine Addolorata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La data del 25 Marzo, festa dell’Annunziata, era stata scelta del resto a Firenze fin dal secolo X come inizio del Calendario civile e tale uso perdurò fino al 1749, quando gli anni si datavano con l’aggiunta della fede: "…ab Incarnatione Domini".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricordati nominativamente dal "Martirologio Romano", i Santi Sette Fondatori hanno, il 17 Febbraio, una festa "collettiva" dal 1888, anno in cui furono canonizzati da Papa Leone XIII.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;(Bianca Maria Veneziani)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Tratto da: www.stpauls.it &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.stpauls.it/madre06/0602md/0602md14.htm" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Video: Storia dei Sette Santi Fondatori dei Servi di Maria&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Tratto dal canale youtube: &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/user/MrJHS2011" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;MrJHS2011 »»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/WY2msPOODXU" width="438"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Preghiera&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;A voi veniamo, nostri Padri antichi, come figli, discepoli, amici, per apprendere da voi, immagini vive di Cristo, come si ami Dio sopra ogni cosa e per i fratelli si spenda la vita; come il perdono vinca l’offesa &lt;/em&gt;&lt;em&gt;e con il bene si ricambi il male; come al bisognoso si tenda la mano, dell’afflitto si lenisca la pena, il cuore si apra all’amico; come insieme ricostruisca la casa, e nella dimora paterna si viva, un cuor solo e un’anima sola. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Ci accompagni, Padri nostri, il vostro esempio di comunione fraterna e di servizio a Santa Maria, e ci sostenga la vostra intercessione e la materna protezione di Nostra Signora, oggi e in ogni tempo della nostra vita. Amen.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Alcuni estratti dalla costituzione dell'ordine dei Servi Della Beata Vergine Maria&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"L'Ordine dei Servi di Maria è una comunità di uomini riuniti nel nome del Signore, che si impegnano a testimoniare il Vangelo in comunione fraterna e ad essere al servizio di Dio e dell'uomo, ispirandosi costantemente a Maria, Madre e Serva del Signore." &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;(Costituzioni OSM, art. 1)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Nelle nostre comunità, richiamandoci alla Chiesa dei tempi apostolici e alla Regola di sant'Agostino, viviamo concordi e unanimi nella preghiera, nell'ascolto della Parola di Dio, nello spezzare il Pane eucaristico e il pane guadagnato con il nostro lavoro, in vigile attesa del Signore che viene.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Uniti dalla carità e sostenuti dalla vicendevole stima, mettiamo in comune beni, aspirazioni, attività e prendiamo fraternamente le nostre decisioni, a norma del Diritto comune e proprio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Secondo l'ispirazione mendicante del nostro Ordine, viviamo i calori evangelici della provvisorietà, della insicurezza e della disponibilità ad andare dove urge il nostro servizio." &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;(Costituzioni OSM, art. 3)&lt;/i&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fratelli degli uomini, camminiamo insieme con loro per raggiungere una più intensa comunione d'amore. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;(Costituzioni OSM, art. 7)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-7632221158089744211?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/7632221158089744211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/7632221158089744211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/02/sette-santi-fondatori-dei-servi-di.html' title='Sette Santi Fondatori dei Servi di Maria'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-mY-ewUN1s4g/Tz5EMcafXwI/AAAAAAAAET4/V4L_gYn4NPQ/s72-c/Maria-appare-ai-sette-santi.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-2862390783575568405</id><published>2012-02-17T02:25:00.002+01:00</published><updated>2012-02-17T02:35:13.931+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vangelo di Marco'/><title type='text'>Dal Vangelo secondo Marco (2,1-12)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Domenica 19 febbraio&amp;nbsp;2012.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Vangelo e commento della VII domenica del Tempo Ordinario - Anno (B).&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Dal Vangelo secondo Marco.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-IIjvdSAPkpU/Tz2r8MP5CAI/AAAAAAAAETw/ZEFAt82vQYU/s1600/Marco-2,1-12.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-IIjvdSAPkpU/Tz2r8MP5CAI/AAAAAAAAETw/ZEFAt82vQYU/s200/Marco-2,1-12.jpg" width="141" yda="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;Ed entrò di nuovo a Cafarnao dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta, ed egli annunziava loro la parola. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov'egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati». &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Seduti là erano alcuni scribi che pensavano in cuor loro: &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;«Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?». &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Ma Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate così nei vostri cuori? &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, ti ordino - disse al paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa tua». &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!»&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;hr style="border-bottom: #ffffff 1px dotted; border-top: #cccccc 2px dotted;" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Commento&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il brano evangelico odierno si inserisce nella parte del Vangelo di Marco, caratterizzata dalle controversie in Galilea (Mc 2,1-3,6). Notiamo che l’evangelista ci presenta anche controverse ambientate in Gerusalemme (cf. Mc 11,27-12,34). Esse sono dispute con i farisei; esprimono le loro resistenze nei riguardi di Gesù, ma allo stesso tempo svelano l’identità di Gesù. Ogni controversia infatti si conclude con una rivelazione che Gesù fa di se stesso. Si potrebbe dire che Marco nel descrivercele miri a far risaltare chi è Gesù. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel racconto del miracolo del paralitico la disputa nasce dal potere divino che Gesù si attribuisce di perdonare i peccati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le quattro persone che gli portano il paralitico, scoperchiando addirittura il tetto della casa costruita secondo lo stile palestinese con frascume e fango, mostrano di avere fede nel suo potere taumaturgico di guarigione. Essi si aspettano il miracolo fisico. L’iniziale atteggiamento di Gesù delude la loro attesa. Egli non opera subito il miracolo fisico. Riconosce la loro fede, e dice al paralitico: “Figliolo ti sono rimessi i tuoi peccati”. L’asserzione di Gesù è sorprendente, sconvolgente; stupisce tutti: infatti soltanto Dio può rimettere i peccati. Gli scribi l’intendono come usurpazione di una prerogativa di Dio. Nel loro cuore considerano Gesù un bestemmiatore. Gesù li smaschera interiormente; legge dentro di loro; conosce subito quello che pensano tra sé e mette a nudo il loro orgoglio. Per dimostrare che ha il potere divino di rimettere i peccati opera il miracolo della guarigione del paralitico. Questa cosi diventa segno esterno, prova della potestà divina di Gesù di rimettere i peccati. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel brano evangelico odierno Gesù si rivela come medico dei malati e dei peccatori. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Riflessione&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La controversia degli avversari di Gesù è seria; concerne lo stesso concetto di Dio, la sua esclusiva potestà di rimettere i peccati. In realtà, la disputa riguarda la stessa salvaguardia di Dio. Gli scribi vogliono difendere proprio la divinità di Dio. All’affermazione di Gesù “Figliolo ti sono rimessi i tuoi peccati” oppongono Dio nella sua divinità. A essi Gesù risponde con il miracolo, presentando Dio nella sua “umanità divina”. La loro concezione religiosa è capovolta. Gesù è Dio che ha assunto la natura umana: in Lui Dio è venuto nel mondo, è entrato nella storia dell’uomo per condividerla interamente e salvarla.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gesù, affermando il suo potere divino di rimettere i peccati, proclama l’amore misericordioso, salvifico di Dio. Egli salva tutto l’uomo, nel suo corpo e nella sua anima. Ma allo stesso tempo vuole farci comprendere che la malattia più grave non è la fisica, ma quella che si annida nel cuore dell’uomo e lo sconvolge profondamente: è il peccato. E proprio dal cuore che nasce ogni cosa cattiva (Mc 7,21-23). Se non si cambia l’uomo dal di dentro, se non si parte dal cuore, non si può cambiare veramente la società. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gesù oggi ci invita a superare la tentazione di rivolgerci a Lui per ottenere solamente la guarigione del corpo. Abbiamo bisogno primariamente di rivolgerci a Lui per essere liberati dal peccato che è dentro di noi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non siamo paralitici fisicamente. Ma dentro il nostro cuore si può insinuare una paralisi spirituale che ci chiude all’amore di Gesù e ci impedisce di camminare verso la santità alla quale tutti siamo chiamati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche oggi vogliamo sottolineare che il Signore ci ha donato un sacramento per la nostra guarigione:il sacramento della confessione o della riconciliazione. In esso ci si sveglia il volto di Dio che ci conosce intimamente, che ci si fa vicino con tenerissimo amore e ci perdona. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Preghiera&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dio della libertà e della pace, che nel perdono dei peccati ci doni il segno della creazione nuova, fa che tutta la nostra vita, riconciliata nel tuo amore diventi lode e annunzio della tua misericordia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per Cristo nostro Signore. Amen.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Tratto da: S. Maria Odigitria dei siciliani in Roma&lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.odigitria.it/" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-2862390783575568405?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/2862390783575568405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/2862390783575568405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/02/dal-vangelo-secondo-marco-21-12.html' title='Dal Vangelo secondo Marco (2,1-12)'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-IIjvdSAPkpU/Tz2r8MP5CAI/AAAAAAAAETw/ZEFAt82vQYU/s72-c/Marco-2,1-12.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-5925592884242235002</id><published>2012-02-15T01:31:00.011+01:00</published><updated>2012-02-15T15:56:01.760+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Video S. Teresa D&apos;Avila'/><title type='text'>Nada te turbe</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Il testo poetico di S. Teresa di Gesù (d'Avila), interpretato da Mina - Musica di Marco Frisina.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE PAROLE DI S. TERESA:&lt;br /&gt;"Nada te turbe, nada te espante, todo se pasa, Dios no se muda.&lt;br /&gt;La paciencia todo lo alcanza.&lt;br /&gt;Quien a Dios tiene nada le falta, solo Dios basta".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TRADOTTO LIBERAMENTE:&lt;br /&gt;"Nulla ti turbi, nulla ti rattristi, tutto passa, solo Dio non muta.&lt;br /&gt;La pazienza tutto conquista.&lt;br /&gt;Se hai Dio nel cuore nulla ti manca, solo Dio basta".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/djwIe4u4npk" width="438"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE PAROLE DEL CANTO:&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Nada te turbe,&lt;br /&gt;nada te espante,&lt;br /&gt;quien à Dios tiene,&lt;br /&gt;nada le falta,&lt;br /&gt;solo Dios basta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Todo se pasa,&lt;br /&gt;Dios no se muda,&lt;br /&gt;la paciencia,&lt;br /&gt;todo lo alcanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #999999;"&gt;SOLO CORO:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #999999;"&gt;Todo se pasa,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #999999;"&gt;todo&amp;nbsp;se muda&lt;/span&gt;,&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #999999;"&gt;la paciencia,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #999999;"&gt;todo lo alcanza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nada te turbe,&lt;br /&gt;nada te espante,&lt;br /&gt;quien à Dios tiene,&lt;br /&gt;nada le falta,&lt;br /&gt;solo Dios basta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nada te turbe,&lt;br /&gt;nada te espante,&lt;br /&gt;quien a Dios tiene,&lt;br /&gt;Dios basta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nada te turbe,&lt;br /&gt;nada te espante,&lt;br /&gt;solo Dios,&lt;br /&gt;solo Dios basta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-5925592884242235002?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/5925592884242235002'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/5925592884242235002'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/02/nada-te-turbe.html' title='Nada te turbe'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/djwIe4u4npk/default.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-7891693374388627173</id><published>2012-02-12T17:57:00.011+01:00</published><updated>2012-02-14T02:02:51.368+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='S. Faustina  Kowalska'/><title type='text'>Diario della Divina Misericordia di S. Faustina Kowalska</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-K10qvUQT6P4/TzfvGnApF9I/AAAAAAAAETc/ZhEfhWvsnkM/s1600/S.-Faustina-Kowalska.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" sda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-K10qvUQT6P4/TzfvGnApF9I/AAAAAAAAETc/ZhEfhWvsnkM/s200/S.-Faustina-Kowalska.jpg" width="127" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La lettura del Diario della Divina Misericordia rivela tutta la profondità della vita spirituale di S. Faustina Kowalska e del grado di unione della sua anima con Dio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ella si sforzò e lottò continuamente sulla via della perfezione cristiana, poiché il Signore le concedette grandi grazie: il dono della contemplazione e di una profonda conoscenza del mistero della misericordia di Dio, il dono della profezia e della lettura delle anime, il raro dono delle nozze mistiche, come pure visioni, apparizioni, stimmate nascoste ...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.scribd.com/fullscreen/81360079?access_key=key-24vyb2yvo15mi3teznhs" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;Download diario della Divina Misericordia in formato PDF (1,72 MB)&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Brevi estratti dal Diario di S. Faustina Kowalska.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;«Né le grazie, né le rivelazioni, né le estasi, né alcun altro dono a lei elargito la rendono perfetta, ma l'unione intima della mia anima con Dio. (...) La mia santità e perfezione consiste in una stretta unione della mia volontà con la volontà di Dio.»&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;«...Ma scrivilo per molte anime, che talvolta si affliggono perché non posseggono beni materiali coi quali praticare le opere di Misericordia. La Misericordia spirituale però ha un merito molto maggiore e per essa non occorre avere né l’autorizzazione né il granaio, essa è accessibile a qualsiasi anima. Se un’anima non pratica la Misericordia in qualunque modo, non otterrà la Mia Misericordia nel giorno del giudizio. Oh, se le anime sapessero accumulare per sé tesori eterni, non verrebbero giudicate, prevenendo il Mio giudizio con la Misericordia!»&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Il Signore mi disse:«Sappi, figlia Mia, che il tuo quotidiano silenzioso martirio nella totale sottomissione alla Mia volontà, conduce molte anime in Paradiso, e quando ti sembra che la sofferenza oltrepassi le tue forze, guarda le Mie Piaghe, e t'innalzerai al di sopra del disprezzo e dei giudizi degli uomini. La meditazione sulla Mia Passione ti aiuta a sollevarti al di sopra di tutto.»&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;«...ad un tratto vidi la Madonna che mi disse... tu devi parlare al mondo della Sua grande misericordia e preparare il mondo alla Sua seconda venuta. Egli verrà non come Salvatore misericordioso ma come Giudice Giusto. Oh quel giorno sarà tremendo! E' stato stabilito il giorno della giustizia, il giorno dell'ira di Dio davanti al quale tremano gli angeli.»&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;«Tutte le anime che adoreranno la Mia misericordia e ne diffonderanno il culto, queste anime nell'ora della morte non avranno paura, la Mia misericordia le proteggerà in quell'ultima lotta.»&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-7891693374388627173?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/7891693374388627173'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/7891693374388627173'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/02/diario-della-divina-misericordia-di-s.html' title='Diario della Divina Misericordia di S. Faustina Kowalska'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-K10qvUQT6P4/TzfvGnApF9I/AAAAAAAAETc/ZhEfhWvsnkM/s72-c/S.-Faustina-Kowalska.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-5574641210856359129</id><published>2012-02-11T23:49:00.040+01:00</published><updated>2012-02-23T00:14:20.680+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Rosario'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Litanie'/><title type='text'>Litanie della Divina Misericordia</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-rkSi531Y9CM/Tzbuc5AuYSI/AAAAAAAAETU/l5IAFIvYCgc/s1600/Divina-Misericordia.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" sda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-rkSi531Y9CM/Tzbuc5AuYSI/AAAAAAAAETU/l5IAFIvYCgc/s200/Divina-Misericordia.jpg" width="106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;Oggi vi propongo le Litanie della Divina Misericordia, che infondono&amp;nbsp;realmente grande serenità, fiducia nella Divina Misericordia.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ricordo ancora che, seppur facoltative e generalmente legate alla devozione popolare dei vari luoghi, solitamente si usa aggiungere alcune di queste preghiere al S. Rosario: il Credo (o Simbolo degli Apostoli), l'Invocazione a Maria, &lt;strong&gt;le Litanie&lt;/strong&gt;, l'Eterno Riposo, l'Angelo di Dio, ecc. &lt;br /&gt;Le Litanie si pregano a due cori: chi ha condotto il Rosario enuncia la parte a sinistra e tutti gli altri rispondono via via con le parole della seconda parte; naturalmente se si prega da soli si enuncia l'una e l'altra parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Abbandonatevi al miracolo, a questa meraviglia ..&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;• Litanie della Divina Misericordia&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;table border="1" style="width: 438px;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="”top”" width="318"&gt;Signore, pietà&lt;br /&gt;Cristo, pietà&lt;br /&gt;Signore, pietà&lt;br /&gt;Cristo, ascoltaci, &lt;br /&gt;Cristo, esaudiscici&lt;br /&gt;Padre del cielo che sei Dio&lt;br /&gt;Figlio Redentore del mondo&lt;br /&gt;Spirito Santo Paraclito&lt;br /&gt;Santa Trinità, unico Dio&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, che scaturisci dal seno del Padre &lt;br /&gt;Misericordia di Dio, massimo attributo della divinità&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, mistero inconcepibile&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, sorgente che scaturisce dal mistero della Santissima Trinità&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, che nessuna mente umana né angelica può comprendere&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, da cui scaturisce ogni vita e felicità&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, al di sopra dei cieli&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, sorgente di miracoli e di eventi eccezionali&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, che abbracci tutto l’universo&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, venuta nel mondo nella persona del Verbo Incarnato&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, che sei sgorgata dalla ferita aperta nel Cuore di Gesù&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, rinchiusa nel Cuore di Gesù per noi e specialmente per i peccatori&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, imperscrutabile nell’istituzione della Santa Eucaristia&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, nell’istituzione della santa Chiesa&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, nel sacramento del santo battesimo&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, nella nostra giustificazione per mezzo di Gesù Cristo&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, che ci accompagni per tutta la vita&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, che ci abbracci specialmente nell’ora della morte&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, che ci doni la vita immortale&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, che ci segui in ogni momento della vita&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, che ci difendi dal fuoco dell‘inferno&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, che converti i peccatori induriti&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, meraviglia per gli angeli&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, insondabile in tutti i misteri di Dio&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, che ci sollevi da ogni miseria&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, sorgente della nostra gioia &lt;br /&gt;Misericordia di Dio, che ci hai chiamati dal nulla all’esistenza&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, che abbracci tutte le opere delle Tue mani&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, che coroni tutto ciò che esiste ed esisterà&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, in cui tutti siamo immersi&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, dolce sollievo dei cuori affranti&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, unica speranza delle anime disperate&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, riposo dei cuori e serenità in mezzo alla paura&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, delizia ed estasi delle anime sante&lt;br /&gt;Misericordia di Dio, che infondi speranza contro ogni speranza&lt;br /&gt;Agnello di Dio che togli i peccati del mondo&lt;br /&gt;Agnello di Dio che togli i peccati del mondo&lt;br /&gt;Agnello di Dio che togli i peccati del mondo&lt;br /&gt;Prega per noi, santa Madre di Dio&lt;/td&gt;&lt;td valign="”top”" width="120"&gt;Signore, pietà&lt;br /&gt;Cristo, pietà&lt;br /&gt;Signore, pietà&lt;br /&gt;Cristo, ascoltaci&lt;br /&gt;Cristo, esaudiscici&lt;br /&gt;abbi pietà di noi &lt;br /&gt;abbi pietà di noi&lt;br /&gt;abbi pietà di noi&lt;br /&gt;abbi pietà di noi&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;confidiamo in te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;perdonaci, Signore&lt;br /&gt;ascoltaci, Signore&lt;br /&gt;abbi pietà di noi&lt;br /&gt;e saremo resi degni delle promesse di Cristo&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;table border="1" style="width: 438px;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="”top”"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Preghiamo:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;O Dio Eterno, la cui Misericordia è infinita ed il tesoro della compassione è inesauribile, guarda benigno a noi e moltiplica su di noi la Tua Misericordia, in modo che nei momenti difficili non disperiamo né ci perdiamo d’animo, ma con grande fiducia ci sottomettiamo alla Tua santa volontà, che è amore e la stessa Misericordia. Amen&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;&lt;a href="http://orantidistrada.blogspot.com/2011/12/pregare-col-s-rosario-audio-mp3.html"&gt;&lt;em&gt;Il S. Rosario audio ...»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;&lt;a href="http://orantidistrada.blogspot.com/2011/11/come-si-prega-il-rosario-certosino.html"&gt;&lt;em&gt;Come si prega il Rosario Certosino ...»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;&lt;a href="http://orantidistrada.blogspot.com/2011/06/la-meravigliosa-potenza-del-s-rosario.html"&gt;&lt;em&gt;La meravigliosa potenza del S. Rosario ...»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;&lt;a href="http://orantidistrada.blogspot.com/2011/06/le-promesse-della-madonna-ai-devoti-del.html"&gt;&lt;em&gt;Le promesse della Madonna ai devoti del S. Rosario ...»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;&lt;a href="http://orantidistrada.blogspot.com/2011/06/genesi-storia-e-memoria-liturgica-del-s.html"&gt;&lt;em&gt;Genesi, storia e memoria liturgica del S. Rosario ...»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;&lt;a href="http://orantidistrada.blogspot.com/2011/06/indulgenza-plenaria.html"&gt;&lt;em&gt;Le Indulgenze plenarie e quella connessa al S. Rosario ...»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-5574641210856359129?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/5574641210856359129'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/5574641210856359129'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/02/litanie-della-divina-misericordia.html' title='Litanie della Divina Misericordia'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-rkSi531Y9CM/Tzbuc5AuYSI/AAAAAAAAETU/l5IAFIvYCgc/s72-c/Divina-Misericordia.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-7171220112675315252</id><published>2012-02-11T01:07:00.005+01:00</published><updated>2012-02-14T03:13:08.507+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Maurizio Roma'/><title type='text'>Ad maiorem Dei gloriam</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Pensieri semplici sulla parola - Omelie per l'anno B - Don M. Roma.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-upB-0CMcMC8/TybPy8eFkxI/AAAAAAAAD24/4Oh7qOBMLEs/s1600/Omelie-anno-B.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" sda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-upB-0CMcMC8/TybPy8eFkxI/AAAAAAAAD24/4Oh7qOBMLEs/s200/Omelie-anno-B.jpg" width="126" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Questa inedita raccolta di omelie di Don Maurizio Roma è prenotabile presso la casa editrice romana &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Appunti di Viaggio&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&amp;nbsp; - tel. 06.47825030 - fax 06.20382124 - email: &lt;a href="mailto:laparola@appuntidiviaggio.it"&gt;&lt;em&gt;laparola@appuntidiviaggio.it&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; - oppure ... a fine febbraio in libreria.&lt;br /&gt;L'opera si propone come un umile ausilio per trarre ispirazione dalla Parola di Dio; un libro per tutti dunque, al quale, per l'impegno pastorale dell'opera, ben si addice il motto che Sant'Ignazio di Loyola volle per la Compagnia di Gesù: "AD MAIOREM DEI GLORIAM"!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'autore, Don Maurizio Roma, è parroco della Parrocchia di Lubaco, nella Diocesi di Fiesole.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;"L'idea di conservare le omelie m'è nata fin dagli anni del seminario, dopo l'ordinazione diaconale, quando di tanto in tanto mi veniva chiesto di commentare le Sacre Letture della Messa nella parrocchia dove allora svolgevo servizio pastorale. Da quel momento, senza neanche accorgermene, mi sono ritrovato ad aver memorizzato nel computer oltre 250 omelie e commenti vari, per ogni situazione e necessità... Un materiale che, in molti mi hanno detto, doveva esser messo a disposizione del maggior numero di persone possibile, perché utile alla riflessione e all'approfondimento della Parola del Signore.&lt;br /&gt;Così, dopo "mille ritocchi" grazie a Dio, questo primo volume (il primo dei tre) sarà presto reperibile nelle principali librerie del territorio nazionale, come anche attraverso altri canali che&lt;/em&gt; &lt;em&gt;segnalerò sul sito e sul blog &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.pievedilubaco.blogspot.com/" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;www.pievedilubaco.blogspot.com&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;nelle prossime settimane.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Auguro a tutti una buona lettura, e mi raccomando... spargete la voce!"&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ad maiorem Dei gloriam!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Don Maurizio Roma&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il piano dell'opera prevede il commento a tutte le domeniche e le solennità dell'anno liturgico corrente, secondo il rito romano, ed è così composto:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;4 domeniche di Avvento&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Natale del Signore (Messa della notte e del giorno)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Domenica fra l’ottava - Santa Famiglia di Nazaret&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1 gennaio – Maria Santissima Madre di Dio &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;IIa domenica dopo Natale &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;6 gennaio – Epifania del Signore Gesù Cristo&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Domenica dopo l’Epifania - Battesimo di Gesù&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;33 domeniche del Tempo Ordinario&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;5 domeniche di Quaresima&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sacro Triduo (veglia)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;6 domeniche del Tempo di Pasqua &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;+&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ascensione&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pentecoste&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Santissima Trinità&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Santissimo Corpo e Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sacratissimo Cuore di Gesù &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;19 marzo - san Giuseppe sposo di Maria &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;25 marzo - Annunciazione del Signore &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;24 giugno - Natività di San Giovanni Battista &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;29 giugno - Santi Pietro e Paolo &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;15 agosto - Assunzione della B.V.M. (per la vigilia e il giorno)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1 novembre - Tutti i Santi &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;8 dicembre - Immacolata Concezione di Maria&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-7171220112675315252?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/7171220112675315252'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/7171220112675315252'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/01/ad-maiorem-dei-gloriam.html' title='Ad maiorem Dei gloriam'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-upB-0CMcMC8/TybPy8eFkxI/AAAAAAAAD24/4Oh7qOBMLEs/s72-c/Omelie-anno-B.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-3700039759809627714</id><published>2012-02-11T00:50:00.001+01:00</published><updated>2012-02-11T01:15:35.546+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='S. Faustina  Kowalska'/><title type='text'>S. Faustina Kowalska e gli Angeli</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-PE2__jICHuI/TzWtIVQrQFI/AAAAAAAAENU/g5AmjfX1yg0/s1600/Ges%C3%B9-S-Faustina-Kowalska.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="198" sda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-PE2__jICHuI/TzWtIVQrQFI/AAAAAAAAENU/g5AmjfX1yg0/s200/Ges%C3%B9-S-Faustina-Kowalska.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Faustina era una semplice suora della congregazione religiosa &lt;em&gt;Beata Vergine Maria della Misericordia&lt;/em&gt;, nata il 25 agosto del 1905 nel paesino Glogow (distretto Swinica, Polonia) e morta trentatreenne il 5 ottobre del 1938 a Cracovia,che ebbe, sebbene di scarsa educazione scolastica, un grande carisma mistico. Ancora da arcivescovo di Cracovia, Papa Giovanni Paolo II, di venerata memoria, aprì il processo di beatificazione, cercando di farsene promotore. Come mai? Perché questa suora è da inserire nella linea dei grandi mistici. &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Per molti anni fu lo stesso Cristo ad essere la sua guida, la nominò ambasciatrice della misericordia divina, chiedendole di far dipingere un quadro che lo raffigurasse come Re della Misericordia. Nella vita di questa mistica, anche gli angeli, in numerose occasioni, erano una realtà percettibile e visibile, come si evince da molteplici annotazioni nel diario della giovane&amp;nbsp;polacca, che incominciò a scrivere su incarico del suo confessore, il teologo e pio sacerdote beato Sopocko defunto nel 1975 ad 86 anni. L’originale testo polacco venne pubblicato solo nel 1981. Quando Helen Kowalska – il suo nome prima del suo ingresso nell’ordine religioso - ebbe ricevuto la prima comunione, iniziò a sviluppare uno zelo per la preghiera molto evidente. La madre preoccupata sorprese la bambina diverse volte mentre pregava durante la notte, inginocchiata per terra. La madre volle mettere fine a queste “eccentricità” e rimproverò Helen duramente: ”Perderai la testa con tutte queste preghiere!” La risposta della bambina fu: “Ma no, mamma! Credo che il mio angelo custode mi svegli per pregare!”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’angelo custode le apparve in seguito più volte, dopo che Faustina, il 1° agosto del 1924, la sera prima della festa della Madonna degli angeli, ebbe trovato accoglienza a Varsavia nel monastero delle suore della Misericordia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La sua consorella Giustiana, racconta il seguente avvenimento inerente la sua convivenza con la mistica, nel monastero di Wilna: “Quando eravamo entrambe a Wilna, Suor Faustina lavorava nel giardino ed io in cucina. Ero da sola e sovraccarica. Spesso mi trovavo ancora davanti a montagne di piatti da lavare quando era già giunto il momento dello spegnimento delle luci. Allora Suor Faustina mi venne ad aiutare, nonostante fosse di scarsa salute e completamente spossata. Il suo amore per il prossimo era così grande che m’aiutò volentieri. Ricordo che una volta fui mandata dalla madre priora in città e Suor Faustina mi doveva sostituire in cucina. Quanto ero sorpresa quando, al mio ritorno, la vidi seduta tranquillamente su una panchina: tutto il lavoro era fatto. ‘Sorella Faustina’, le dissi, ‘com’è stato possibile? Chi ti ha aiutato?’ Allora mi rispose con un sorriso delicato: ‘Gli angeli mi hanno aiutato, altrimenti non ce l’avrei fatta!‘ La sua biografa M. Minowska annota rispetto a questo episodio: “Dato che Suor Faustina aveva abili mani ed era molto intelligente, è possibile che la risposta, che diede allora a Suor Giustiana, sia stata data per scherzo”. Ma sappiamo, da altre fonti che ebbe uno stretto rapporto con il suo angelo custode, che le apparve spesso in maniera visibile. Nella sua infanzia, queste apparizioni le sembravano una cosa molto comune. Il 19 ottobre del 1935 annota nel suo diario: “Partenza da Wilna per Cracovia per gli esercizi spirituali di otto giorni. Già al mattino presto vidi il mio angelo custode che mi accompagnò durante tutto il viaggio. Sparì davanti al portone del monastero di Varsavia. Quando salimmo sul treno per Cracovia, lo rividi di nuovo a mio fianco. Era assorto in Dio. Ma io lo guardai. Non appena varcammo la soglia del monastero, non lo vidi più.’ Nel tempo, questa presenza soccorevole diventò, man mano, ancor più necessaria ed evidente. Sicuramente non è sbagliato indicare un meraviglioso quadro di Murillo, nel quale gli angeli si danno da fare con pentole e tegami in una cucina, mentre il frate cuoco è assorto in estasi. Perché a Santa Faustina non può essere capitato un evento simile? Nella sua affermazione, Faustina è pienamente convinta che ‘senza l’aiuto degli angeli non ce l’avrebbe fatta’. Possiamo benissimo immaginarci in che modo ha chiamato gli angeli in suo aiuto ...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Già all’inizio della sua vita religiosa, Santa Faustina fu sollecitata in modo mistico a prendersi cura di alcune determinate anime nel purgatorio. Al riguardo annotò nel suo diario : “Un giorno chiesi al Signore, per chi altro dovevo pregare. Mi rispose: ‘Te lo farò sapere la prossima settimana.’ Vidi il mio angelo custode che mi ordinò di seguirlo. All’improvviso mi trovai in un luogo scuro e racchiuso da fiamme. Nelle fiamme, anime sofferenti pregavano ininterrottamente senza effetto per se stesse. Solo noi le possiamo aiutare. Le fiamme che le bruciano non mi facevano effetto. Il mio angelo custode non mi abbandonò neanche per un solo passo. Chiesi alle anime: ‘Che cosa vi provoca la peggiore tortura?’ Mi risposero unanime: ‘La nostra più grande tortura è la nostra fame di Dio!’… Io volli continuare a parlare con loro, ma il mio angelo custode mi fece segno di allontanarmi e lasciammo la dolorosa prigione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il 20 ottobre del 1936, Faustina annotò nel suo diario: “Oggi ho visitato in compagnia di un angelo, l’inferno. È un luogo di grandi torture e di immense estensioni. Di tutte le sofferenze che ho visto, la perdita di Dio è la più terribile… Sarei morta al vedere questi martirizzati, se l’onnipotenza divina non mi avesse sollevata. &lt;strong&gt;Il peccatore deve sapere che dovrà soffrire a seconda dei suoi peccati e per l’eternità. Lo scrivo su ordine di Dio perché nessuno possa scusarsi dicendo che mai nessuno è stato in quel posto e che nessuno sa di che cosa si tratta. Io, suor Faustina, sono stata, su mansione di Dio, nell’abisso dell’inferno per testimoniare che esiste….Ho visto che l’inferno è popolato da anime che qui (sulla terra) non hanno creduto nella sua esistenza. Da quel giorno prego ancora più fervorosamente per i peccatori.&lt;/strong&gt;”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se Santa Faustina ebbe rapporti familiari con gli angeli, allora non stupisce il fatto, che d’altra parte venisse anche importunata dagli angeli decaduti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giovedì Santo del 1934, Gesù disse in una visione a Faustina: “Vorrei che tu ti sacrificassi interamente per i peccatori, specialmente per coloro che hanno perso ogni speranza nella misericordia divina.” Con il consenso del suo confessore, si prese subito l’impegno tramite il seguente atto rituale: “Al cospetto del cielo e della terra, al cospetto di tutti i cori angelici e delle forze celesti, davanti alla Vergine Immacolata, Madre di Dio, dichiaro oggi all’unico e triplice Dio, che mi consacro, unita a Gesù Cristo, il Redentore delle anime, per mia libera volontà, alla conversione dei peccatori, soprattutto di coloro che hanno perso la speranza della misericordia divina. Questa consacrazione consiste nell’assumermi, in totale contemplazione di Dio, tutte le torture, paure e sofferenze che vivono i peccatori, e nel somministrare loro tutte le consolazioni che ricevo dalla mia unione con Dio. Detto con una parola: sacrifico per loro tutte le mie Messe, tutte le comunioni, tutti i miei esercizi di penitenza e tutte le mie umiliazioni come anche tutte le mie preghiere. Non temo i colpi della giustizia divina, perché sono unita a Gesù. O mio Dio, vorrei espiare per i peccatori che mancano di fiducia nella tua misericordia. Spero, contro tutte le speranze, nella tua infinita misericordia, mio Signore e Dio. Restituendomi in tal modo, non conto sulle mie proprie forze, bensì sulla forza dei meriti di Gesù Cristo. &lt;strong&gt;Ogni giorno della mia vita voglio ripetere in preghiera questa consacrazione, che mi ha insegnato Gesù stesso: “O sangue e acqua, rovesciati dal cuore di Gesù come fonte di misericordia, confido in voi!”&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le conseguenze di questo sacrificio volontario per i peccatori non tardarono, perché da questo giorno, il diavolo irruppe visibilmente nella vita di Santa Faustina. Con attacchi maldestri o veri e propri assedi, la perseguitò insistentemente con il suo odio. Quattro mesi dopo il suo atto di offerta sacrificale per i peccatori, Santa Faustina annotò il 9 agosto del 1934 nel suo diario: “Contemplazione notturna di giovedì. Offrì questa sacra ora, dalle undici alla mezzanotte, ai peccatori ostinati, che non sperano più nella misericordia divina….Gesù mi fece capire quanto è preziosa per lui la preghiera penitente… Dopo l’ora sacra, nel corridoio, già a metà strada verso la mia cella, venni circondata da una orda di giganteschi cani neri che si impennarono e abbaiarono come se mi volessero fare a pezzi. Mi resi conto che non si trattava di cani ma di demoni. Uno esclamò furibondo: Ti faremo a pezzi perché stanotte ci hai strappate di mano molte anime! Io risposi: Fatemi a pezzi, se Dio lo vuole, me lo merito. Sono solo una povera peccatrice, ma Dio è santo, giusto e infinitamente misericordioso! Con queste parole i demoni esclamarono: Fuggite, fuggite, non è sola, l’Onnipotente è con lei! E sparirono in un vortice di polvere sulla strada. Io entrai serena nella mia cella e, cantando il Te Deum, venerai l’Infinita Misericordia.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Seguirono attacchi aperti, nascosti e perfidi. Santa Faustina annota nel suo diario al riguardo: “Stasera, mentre stavo scrivendo sulla misericordia divina e le sue opere di bene sulle anime, satana cadde all’improvviso nella mia cella, in folle collera. Ebbi paura, ma feci subito un grande segno della croce con il mio crocifisso. Allora il mostro sparì.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In un’altra occasione scrisse Santa Faustina: “satana disse che mi odiava. - Mille anime mi fanno meno torto di te, quando tu parli della grande misericordia dell’Onnipotente, per colpa tua, i peccatori prendono di nuovo fiducia e tornano da Dio; perdo terreno e più parli della misericordia, più mi perseguiti. Compresi, quanto satana odiava la Misericordia Divina.” &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una volta, nel 1935 dopo una Messa solenne, con l’intronizzazione del quadro di Cristo come Re della Misericordia nel luogo santo di Osta Brama, una schiera di demoni sbarrò a Suor Faustina la strada di ritorno al monastero. La minacciarono con terribili torture e urlarono: ”Ci ha strappato ciò che da anni è stata di nostra proprietà!” Quando Suor Faustina vide il terribile odio dei demoni, chiamò subito il suo angelo custode in aiuto. Subito esso si trovò davanti a lei, raggiante e ben visibile, e le disse: “Non temere, sposa del mio Signore! Senza il suo consenso non ti possono fare del male!” I demoni sparirono, ma l’angelo custode accompagnò Suor Faustina a casa, in veste visibile. Lei lo descrive così: “I suoi occhi erano calmi e modesti. Sulla sua fronte brillava una fiamma. O mio Gesù, sono pronta a faticare per tutta la mia vita e a soffrire per quel momento, in cui vedrò la tua magnificenza e la salvezza delle anime.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Venerdì, il 13 novembre del 1936, Suor Faustina annotò nel suo diario: “Vidi un angelo, messaggero della furia divina. Le sue mani erano cariche di lampi per la punizione del mondo e soprattutto di una città di cui non devo fare il nome. Ho supplicato l’angelo di aspettare un po’, finché il mondo facesse penitenza. Ma la mia preghiera fu vana di fronte alla furia celeste. All’improvviso vidi la Santissima Trinità. Il potere della sua maestà mi invase completamente e non osai più ripetere la mia preghiera. Nello stesso momento, la mia anima sentì la grazia di Gesù, che vive in me, e lo supplicai, con parole che mi sono stampate nell’anima, di avere pietà per il mondo. Mentre pregavo così, vidi impotenza dell’angelo per la rabbia ad eseguire la giusta punizione. Nella mia vita non ho mai pregato con tanto ardore. Queste parole mi vennero ispirate: &lt;strong&gt;”Padre eterno, ti offro il corpo e il sangue, l’anima e la divinità del tuo amatissimo Figlio, nostro Signore Gesù Cristo, per i nostri peccati e quelli di tutto il mondo. Per la sua dolorosa passione, abbi compassione di noi!”&lt;/strong&gt;. La somiglianza di questa preghiera con quella che l’angelo insegnò ai tre piccoli pastorelli a Fatima, è evidente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Santa Faustina, ammalatasi di tubercolosi, venne ricoverata a dicembre del 1937 in un sanatorio a Pradnik, vicino a Cracovia. Una settimana dopo il suo ricovero, il 16 dicembre del 1937, scrisse nel suo diario: “Il mio angelo custode mi ha chiesto di pregare per una determinata anima. Allo stesso momento mi informò che un uomo stava morendo. È strano come Gesù (attraverso il mio angelo custode) mi fa sapere, che qualcuno ha bisogno della mia preghiera. Questo succede soprattutto nel caso di moribondi, e adesso molto più sovente di prima”. Suor Faustina svolse, su incarico del suo angelo custode, un apostolato di preghiera molto efficace. Ogni giorno, la malata poté ricevere nel sanatorio, per la sua grande consolazione, la Santa Comunione. Quando un giorno sembrava impossibile poterla ricevere, intervenne un angelo. Lei stessa descrive l’evento così: “Una sera venne l’infermiera e mi disse: ’Domani voi non potrete comunicare, siete troppo stanca, dopo vedremo… Ascoltando queste parole sentì un dolore molto forte, però le risposi serenamente: `Va bene, infermiera!’ Provai a riaddormentarmi. Il giorno successivo feci la mia contemplazione e mi preparai alla comunione che sapevo di non ricevere. Ma quando il mio amore e desiderio avevano raggiunto il picco, vidi all’improvviso, vicino al mio letto, un serafino che mi porse l’ostia, dicendo: ‘Ricevi il re degli angeli!’ Dopo la comunione, il mio spirito cadde in estasi per amore e ammirazione. Questo si ripeté per tredici giorni. Ma la sera non ero mai sicura se il giorno successivo avessi potuto ricevere la comunione. Confidai unicamente in Dio. Quando un giorno, proprio prima della comunione, ebbi un piccolo dubbio, vidi all’improvviso il serafino con l’ostia davanti a me. Chiesi al Signore Gesù e in seguito, siccome non ottenni nessuna risposta, chiesi al serafino: ‘Potrei confessarmi?’ Egli rispose: ‘Nessuno spirito celeste ha il potere delle confessioni.’ E subito mi trovai con l’ostia sulle labbra.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Suora Alfreda, un’infermiera, che si stava prendendo cura di S. Faustina, fece protocollare quanto segue: “Una volta lo stato di Suor Faustina era particolarmente grave. In seguito si ammalò il sacerdote. Per questo motivo, per molti giorni, non poteva essere celebrata la messa nella cappella del sanatorio. Quando dissi a Suor Faustina (con la sua grande fame per l’unione con Dio nella Santa Eucaristia), quanto mi dispiaceva per lei (che non poteva ricevere la Santa Comunione), mi rispose, sorridendo: Ho ricevuto il Signore già stamattina.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando Santa Faustina il 5 ottobre del 1938, all’età di Gesù, finì la sua vita di penitenza e sacrificio al servizio della divina misericordia, non era stata unicamente colmata dalle molteplici grazie e visioni del suo Divino Sposo, ma anche dal rapporto intimo con i Santi Angeli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;(Don Marcello Stanzione)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Tratto da: Pontifex Roma &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.pontifex.roma.it/" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-3700039759809627714?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/3700039759809627714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/3700039759809627714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/02/s-faustina-kowalska-e-gli-angeli.html' title='S. Faustina Kowalska e gli Angeli'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-PE2__jICHuI/TzWtIVQrQFI/AAAAAAAAENU/g5AmjfX1yg0/s72-c/Ges%C3%B9-S-Faustina-Kowalska.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-1742208195074237615</id><published>2012-02-10T23:23:00.001+01:00</published><updated>2012-02-11T00:11:35.777+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='S. Faustina  Kowalska'/><title type='text'>Preghiera di S. Faustina Kowalska per i peccatori</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-X48-GVcc-LU/TzWkA7lqHzI/AAAAAAAAENM/x0glEoSPSEA/s1600/Ges%C3%B9-confido-in-te.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" sda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-X48-GVcc-LU/TzWkA7lqHzI/AAAAAAAAENM/x0glEoSPSEA/s200/Ges%C3%B9-confido-in-te.jpg" width="133" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Gesù disse a suor Faustina Kowalska: “La preghiera per la conversione dei peccatori mi è la più gradita. L’esaudisco sempre.” &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Gesù, verità eterna e nostra vita, come un mendicante imploro la tua Misericordia per i peccatori. &lt;br /&gt;Cuore dolcissimo del mio Signore pieno di compassione e di misericordia, io ti supplico per essi. &lt;br /&gt;O Cuore, sorgente di Misericordia da cui scaturiscono sull’intera umanità raggi di grazie incomparabili, chiedo da te luce per coloro che sono nel peccato. &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Gesù, ricorda l’amara tua passione e non permettere che vadano perdute anime riscattate a così caro prezzo col tuo sangue. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;O Gesù, quando medito il grande valore del tuo sangue, io mi rallegro di una simile grandezza perché, sebbene il peccato sia un abisso di ingratitudine e di cattiveria, tuttavia il prezzo che ne fu pagato è infinitamente più grande del peccato. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Un’immensa gioia si accende nel mio cuore ammirando questa tua inconcepibile bontà. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;O Gesù mio, desidero condurre ai tuoi piedi tutti i peccatori affinchè glorifichino la tua Misericordia, che è infinita. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Amen.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-1742208195074237615?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/1742208195074237615'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/1742208195074237615'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/02/preghiera-di-s-faustina-kowalska-per-i.html' title='Preghiera di S. Faustina Kowalska per i peccatori'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-X48-GVcc-LU/TzWkA7lqHzI/AAAAAAAAENM/x0glEoSPSEA/s72-c/Ges%C3%B9-confido-in-te.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-9057480593492188241</id><published>2012-02-10T18:30:00.012+01:00</published><updated>2012-02-10T19:22:30.516+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vangelo di Marco'/><title type='text'>Dal Vangelo secondo Marco (1,40-45)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Domenica 12 febbraio&amp;nbsp;2012.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Vangelo e commento della VI domenica del Tempo Ordinario - Anno (B).&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Dal Vangelo secondo Marco.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ZZNC3goDj68/TzVSvr-C_eI/AAAAAAAAEM8/vZ-W2Fk9YPA/s1600/Ges%C3%B9-guarisce-lebbroso.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;img border="0" height="200" sda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-ZZNC3goDj68/TzVSvr-C_eI/AAAAAAAAEM8/vZ-W2Fk9YPA/s200/Ges%C3%B9-guarisce-lebbroso.jpg" width="168" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;Allora venne a lui un lebbroso: lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi guarirmi!». &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, guarisci!». &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Subito la lebbra scomparve ed egli guarì. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;E, ammonendolo severamente, lo rimandò e gli disse: &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;«Guarda di non dir niente a nessuno, ma và, presentati al sacerdote, e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha ordinato, a testimonianza per loro». &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;Ma quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;Parola del Signore.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr style="border-bottom: #ffffff 1px dotted; border-top: #cccccc 2px dotted;" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Commento&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il brano del Vangelo propostoci dalla Liturgia odierna ci presenta la situazione drammatica di un lebbroso alla quale fa riscontro la profonda compassione di Gesù, il suo amore salvifico. La lebbra era una malattia che emarginava chi ne era infetto. Il lebbroso era considerato impuro, trattato come un morto. Nel libro di Giobbe si legge che la lebbra è “la primogenita della morte” (Gb 18,13). Il libro del Levitico dedica due capitoli (13 e 14) a questa malattia e alle purificazioni alle quali erano obbligati i lebbrosi. La lebbra era vista come segno esterno, come conseguenza del peccato. Soltanto Dio può guarire da essa. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il lebbroso presentatoci dall’evangelista Marco riconosce, tramite la sua supplica, la potenza divina di Gesù. Egli è sicuro che basta la sua volontà per essere guarito. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciò che colpisce nel comportamento di Gesù è anzitutto la sua commozione. Il verbo greco esprime le sofferenze sino alle viscere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il gesto risanatore di Gesù è costituito dall’imposizione della mano e dal contatto. La distensione della mano nell’Antico Testamento è un gesto di Dio e di Mosè quando compie prodigi. La parola risanatrice di Gesù: “Io lo voglio, guarisci” mostra la sua potenza divina. Il contatto fisico con il lebbroso indica non solamente la potenza salvifica che emana da Gesù, ma anche il suo amore: egli tocca chi è intoccabile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’atteggiamento di Gesù nella guarigione appare contraddittorio. Egli da una parte proibisce al lebbroso di parlare del miracolo, dall’altra gli ordina di presentarsi al sacerdote e di offrire un sacrificio per la purificazione dalla lebbra. Tale atteggiamento si inquadra nel tema del “segreto messianico”. Gesù vuole evitare false o ambigue interpretazioni sulla sua identità, sul significato della sua missione, sul regno di Dio che annuncia. La sua messianicità non è di ordine politico. Per l’evangelista Marco la comprensione vera, completa dell’identità di Gesù si dà nella sua morte in croce, nella sua risurrezione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma se Gesù vuole che il silenzio circondi il miracolo della guarigione del lebbroso, desidera che diventi palese il suo significato. L’uomo guarito deve inserirsi nella comunità. All’evangelista interessa mostrare che Gesù è in accordo con la legge.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il segreto imposto da Gesù non viene rispettato. Il lebbroso promulga l’esperienza di liberazione che ha vissuto. Egli diventa il primo missionario.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Riflessione&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il miracolo del lebbroso che mostra la potenza divina di guarigione di Gesù ci riguarda e ci interpella. Noi non siamo ammalati di lebbra fisica; ma siamo lebbrosi spirituali, bisognosi cioè di essere guariti da quel male più profondo e più radicale di tutti che è il peccato. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La cultura odierna tenta di dirci che è sbagliato riconoscersi peccatori, crearsi dei complessi di colpa. Si ritiene che non dobbiamo andare da Gesù, ma che semmai occorre rivolgersi allo psicanalista ed esprimere a lui le nostre angosce. Si constata sempre più la perdita del senso del peccato. Non vogliamo per nulla svalutare la funzione della psicanalisi seria, la quale può aiutare a risolvere squilibri psicologici che turbano l’uomo del nostro tempo. Dobbiamo invece riscoprire l’autentico senso della coscienza del peccato e della richiesta del perdono. Nella nostra società, nella quale si giudica dall’immagine esterna e si è preoccupati di quello che pensano gli altri di noi, siamo invitati a metterci sinceramente davanti a Dio per scoprire quello che Egli pensa di noi. Davanti a Lui saremo nella verità quando riconosceremo che tutti abbiamo bisogno della sua guarigione. Il superbo che pretende di potere prescindere dal giudizio di Dio inganna se stesso. Dobbiamo pregare con il salmista: &lt;em&gt;"Il mio peccato io lo riconosco… Quello che è male ai tuoi occhi io lo ho fatto" (Sal 51,5s).&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gesù ci ha dato un sacramento per il perdono dei nostri peccati: il sacramento della confessione o della riconciliazione. Il perdono di Gesù ricrea l’uomo, lo rende nuovo, forte nei riguardi delle tentazioni, gli ridona dignità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Preghiera&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Risanaci o Padre, dal peccato che ci divide e dalle discriminazioni che ci avviliscono; aiutaci a scorgere anche nel volto del lebbroso l’immagine del Cristo sanguinante sulla croce, per collaborare all’opera della redenzione e narrare ai fratelli la tua misericordia. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per Cristo nostro Signore. Amen.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Tratto da: Confraternita di San Giovanni Battista de' Genovesi &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.confraternita-sgbg.it/index.html" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-9057480593492188241?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/9057480593492188241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/9057480593492188241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/02/dal-vangelo-secondo-marco-140-45.html' title='Dal Vangelo secondo Marco (1,40-45)'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-ZZNC3goDj68/TzVSvr-C_eI/AAAAAAAAEM8/vZ-W2Fk9YPA/s72-c/Ges%C3%B9-guarisce-lebbroso.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-4439985434552844663</id><published>2012-02-04T15:27:00.008+01:00</published><updated>2012-02-10T18:17:26.213+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vangelo di Marco'/><title type='text'>Dal Vangelo secondo Marco (1,29-39)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Il Vangelo del giorno: domenica&amp;nbsp;5 febbraio&amp;nbsp;2012. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;V domenica del Tempo Ordinario - Anno (B)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sant'Agata, Vergine e martire.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-EMIZcNyL3rA/Ty1AUbQbWrI/AAAAAAAAD70/AF-yozuMxh8/s1600/Vangelo-Marco-1,29-39.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" sda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-EMIZcNyL3rA/Ty1AUbQbWrI/AAAAAAAAD70/AF-yozuMxh8/s200/Vangelo-Marco-1,29-39.jpg" width="167" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;E, usciti dalla sinagoga, si recarono subito in casa di Simone e di Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tutta la città era riunita davanti alla porta. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;e, trovatolo, gli dissero: «Tutti ti cercano!». &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Egli disse loro: «Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;hr style="border-bottom: #ffffff 1px dotted; border-top: #cccccc 2px dotted;" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Meditazione di Don Maurizio Roma.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;V domenica del T.O – Anno (B)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il ministero del Signore Gesù ha avuto momenti di grande intensità, con ritmi di lavoro più che sostenuti. Da questa pagina di vangelo infatti si ha la sensazione di una grande fatica, di un impegno senza soste; non fa in tempo a guarire o a consolare una persona, che subito, si trova circondato da una folla di bisognosi, ognuno dei quali ha le sue urgenze ed esigenze di soluzione. Dunque un Signore che guarisce, consola, guida, istruisce… il maggior numero di persone possibile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo suo zelo ministeriale, contrariamente a quel che si può credere, non proviene dall’onnipotenza della sua natura divina, ma da una fonte inesauribile, alla quale ogni essere umano può e deve attingere: la preghiera.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cosa vuol dire pregare? Non è una domanda banale, perché le risposte sono tante, quante le modalità di relazione tra gli esseri umani e il divino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anni addietro posi questa domanda a un anziano sacerdote, il quale mi rispose: «Pregare vuol dire: elevare il cuore e la mente a Dio». Non ho trovato per il momento una risposta più esauriente di questa. Infatti, quando la nostra curiosità intellettuale è arricchita dall’affetto, dall’amore, dal desiderio di divenire parte stessa dell’oggetto desiderato, in quel momento stiamo davvero pregando.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La preghiera è una realtà che investe tutti i sensi della persona, ed è paragonabile all’innamoramento. La brama d’incontrare la persona amata ci fa svegliare all’alba, e ogni incontro con essa è un’occasione per scoprire qualcosa d’inaspettato, di non saputo; studiamo ogni dettaglio del suo volto, del suo modo di parlare e dei suoi modi di fare: vogliamo sapere tutto della persona amata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non ci sono luoghi esclusivi per quest’incontro (la preghiera), però ci sono luoghi e momenti che la favoriscono, nei quali il tempo sembra fermarsi. Ragione per cui, la ricerca di questi spazi è di grande importanza perché la nostra relazione con Dio possa crescere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I miracoli che uscivano dalle mani del Cristo, le guarigioni, le folle guidate dalla potenza della sua voce, le tappe lunghissime di cammino per raggiungere i villaggi più lontani…, prima ancora di archiviarli come prodigi di un Dio, è giusto specificare che sono di un Dio-uomo-innamorato, che mette all’ordine del giorno anzitutto la preghiera: la relazione d’amore col Padre.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quindi, se Gesù dice ai suoi: &lt;em&gt;qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio&lt;/em&gt;, e per almeno due motivi: anzitutto perché crede nella forza di una preghiera fatta con amore, e poi per indicare che se questa è rivolta al Padre attraverso il Figlio, tutto è davvero possibile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non esistono formule matematiche che lo dimostrano, o contratti a prestazione che possiamo far sottoscrivere a Dio perché realizzi puntualmente quanto gli chiediamo. La differenza non la fa Dio con la sua libertà, ma la facciamo noi col nostro amore altalenante, con una tiepida preghiera, o la meschina pretesa d’essere esauditi per qualcosa che riteniamo sia il “bene”; ma in realtà è esclusivamente il “nostro bene”. Vogliamo continuare a chiederci perché Dio non ci ascolta? Forse Lui dovrebbe farci firmare un contratto di fedeltà al Vangelo!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se considerassimo il valore che ha la preghiera per Gesù, capiremmo quanto di più dovrebbe averlo per noi, che non siamo Dio!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La scelta dei dodici apostoli è stata fatta dopo una notte intera di preghiera, la predicazione del Vangelo è sempre stata sostenuta dalla preghiera, per non dire la scelta di salire sulla croce... Tutto è stato possibile a Cristo per il suo desiderio d’essere costantemente unito al Padre attraverso la preghiera. È talmente evidente che in seguito i suoi apostoli, e molti altri dopo di loro, faranno gli stessi miracoli di Gesù, ed affronteranno col suo solito coraggio la morte in testimonianza del Vangelo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quel che allora oggi forse scarseggia non è la preghiera della Chiesa, ma la convinzione di molti cristiani dell’efficacia della preghiera; se manca questa fiducia alla fine diminuisce anche il desiderio di pregare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’intelligenza c’è data anche per sostenere e alimentare questa preziosa virtù. Infatti, con la ragionevolezza dell’esperienze passate, proprie e altrui, alimentiamo la fede in Dio e nei suoi interventi provvidenziali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In merito, san Paolo, nella seconda lettura scrive ai corinzi che il suo più grande desiderio corrisponde (non a caso) al suo più grande impegno: guai a me se non annunciassi il vangelo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per l’Apostolo proclamare ovunque il messaggio di Cristo non è solo un dovere morale ma è una questione vitale: guai a me se non respirassi…&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come mai san Paolo avverte tanta responsabilità nell’annuncio? Cosa si aspetta in cambio da questo Vangelo? Nulla! La possibilità di proclamarlo è già una ricompensa. La Parola di Dio, la possibilità d’essergli intimo, è il dono più prezioso che Paolo può chiedere, perché è la ragione del suo ministero e della sua vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non annunciare agli altri il Vangelo è come presentarsi al mondo senza un volto, senza braccia, senza gambe, senza voce… se non proclamassimo quello che Dio è per la nostra vita, significherebbe essere già morti, non essere più in vita (quella di Dio). La proclamazione del Vangelo e la preghiera sono legate tra loro, si nutrono l’uno dell’altra; se deperisce una, patisce anche l’altra, e l’uomo che le ospita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A proposito di sofferenza, le parole della prima lettura che abbiamo ascoltato ci giungono dalla bocca di Giobbe, un uomo nel quale ognuno si rispecchia nei momenti difficili della vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sebbene in questo personaggio letterario non sia mai mancata la preghiera e la testimonianza della fede in Dio, nel brano che abbiamo letto lo vediamo chiaramente in preda a un sentimento che nel cristiano non avrebbe ragione di esistere: la disperazione. In Giobbe è plausibile, nel cristiano assolutamente no. Nell’autore di questo libro manca una prospettiva di senso per il male e il dolore, perché sono realtà che troveranno un orizzonte di risposta solo in Cristo Gesù; nella sua morte e risurrezione. In Lui, finalmente, l’afflizione, il dolore, la persecuzione, la morte, non sono più forze misteriose che si abbattono come punizioni divine sulla vita degli esseri umani; ma sono chiodi infissi sul legno della sua croce, piantati nella sua carne… Non abbiamo più niente da temere, non abbiamo più ragione di disperarci, perché tutto il male possibile e immaginabile si è già scaricato addosso a Cristo; e questi ha vinto. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La preghiera fatta con intelligenza e fede non ci faccia quindi mai dubitare di una salvezza già conquistata, della quale ci è chiesto di essere testimoni coerenti, ogni giorno della nostra vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sia lodato Gesù Cristo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;(Don Maurizio Roma)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;www.pievedilubaco.blogspot.com &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.pievedilubaco.blogspot.com/" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-4439985434552844663?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/4439985434552844663'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/4439985434552844663'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/02/dal-vangelo-secondo-marco-129-39.html' title='Dal Vangelo secondo Marco (1,29-39)'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-EMIZcNyL3rA/Ty1AUbQbWrI/AAAAAAAAD70/AF-yozuMxh8/s72-c/Vangelo-Marco-1,29-39.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-4343912770427528717</id><published>2012-02-02T15:33:00.000+01:00</published><updated>2012-02-02T15:33:48.046+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Messaggi da Medjugorje 2012'/><title type='text'>Messaggio della Madonna di Medjugorje del 2 febbraio 2012</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: center;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-krxC571sAPM/TwXvdt2iCII/AAAAAAAADnU/lk44cJU4YEE/s1600/Madonna-Medjugorje-Podbrdo.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="149" rea="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-krxC571sAPM/TwXvdt2iCII/AAAAAAAADnU/lk44cJU4YEE/s320/Madonna-Medjugorje-Podbrdo.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;La Regina della Pace&lt;br /&gt;("Gospa" in croato) &lt;br /&gt;sul colle delle apparizioni, il Podbrdo&lt;br /&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;*&amp;nbsp;&amp;nbsp;*&amp;nbsp;&amp;nbsp;*&amp;nbsp; *&amp;nbsp; *&amp;nbsp; * &amp;nbsp;*&amp;nbsp; *&amp;nbsp; * &amp;nbsp;*&amp;nbsp; * &amp;nbsp;*&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img border="0" kca="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-qvbnmOD3x5M/To-IZ8A-CYI/AAAAAAAAC94/rBb5BvoUT7M/s1600/Mirjana+Dragicevic+copia.png" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;Ultimo messaggio della Madonna di Medjugorje&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;del 2 febbraio 2012 a Mirjana Dragicevic&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;img src="https://lh6.googleusercontent.com/_z9Oxn4yyscI/TW7DFJkTHiI/AAAAAAAAB4k/Z8dxYgOuDAU/s800/ITALY.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Cari figli, da così tanto tempo io sono con voi e già da così tanto tempo vi sto mostrando la presenza di Dio ed il suo sconfinato amore, che desidero tutti voi conosciate. Ma voi, figli miei? Voi siete ancora sordi e ciechi; mentre guardate il mondo attorno a voi non volete vedere dove sta andando senza mio Figlio. State rinunciando a Lui, ma Egli è la fonte di tutte le grazie. Mi ascoltate mentre vi parlo, ma i vostri cuori sono chiusi e non mi sentite. Non state pregando lo Spirito Santo affinché vi illumini. Figli miei, la superbia sta regnando. Io vi indico l’umiltà. Figli miei, ricordate: solo un’anima umile brilla di purezza e di bellezza, perché ha conosciuto l’amore di Dio. Solo un’anima umile diviene un paradiso, perché in essa c’è mio Figlio. Vi ringrazio. Di nuovo vi prego: pregate per coloro che mio Figlio ha scelto, cioè i vostri pastori.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="https://lh6.googleusercontent.com/_z9Oxn4yyscI/TW7DWnSZgHI/AAAAAAAAB4o/glLikJNE3_Q/s800/UK.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="d"&gt;Dear children, for so long I am with you for so long and already I'm showing the presence of God and His boundless love, I want all of you know. But you, my children? You are still deaf and blind, while watching the world around you do not want to see where he's going without my Son.&amp;nbsp;Are you giving to Him, but He is the source of all graces. I listen as I speak, but your hearts are closed and I heard. You are not praying to the Holy Spirit to enlighten you. My sons, pride is ruling. I am pointing you humility. My children, remember: only the humble soul shines with purity and beauty, because he knew God's love Only the humble soul becomes a paradise, because it is my Son. Thank you. Again I ask you to pray for those who chose my son, that your pastors.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-4343912770427528717?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/4343912770427528717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/4343912770427528717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/02/messaggio-della-madonna-di-medjugorje.html' title='Messaggio della Madonna di Medjugorje del 2 febbraio 2012'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-krxC571sAPM/TwXvdt2iCII/AAAAAAAADnU/lk44cJU4YEE/s72-c/Madonna-Medjugorje-Podbrdo.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-2937793435694192869</id><published>2012-02-02T00:05:00.093+01:00</published><updated>2012-02-02T12:13:05.291+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='S. Bernadette Soubirous'/><title type='text'>Le apparizioni della Madonna di Lourdes</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-BeSb4IdaYnU/Tyn7gVH1OdI/AAAAAAAAD3Q/PTyhzRqxQ6c/s1600/Madonna-di-Lourdes.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" sda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-BeSb4IdaYnU/Tyn7gVH1OdI/AAAAAAAAD3Q/PTyhzRqxQ6c/s200/Madonna-di-Lourdes.jpg" width="192" /&gt;&lt;/a&gt;Ricorrerà a breve l'anniversario della prima apparizione di Lourdes, avvenuta l'11 febbraio 1858.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ne ripropongo qui sinteticamente gli avvenimenti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La prima apparizione avvenne giovedì 11 febbraio 1858.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Vergine apparve a Bernadette Soubirous, allora quattordicenne, che con la sorella Toinette e l'amica Jeanne era andata a raccogliere legna nei pressi del torrente Gave, appena fuori dal villaggio di Lourdes, ai piedi del roccione chiamato Massabielle. &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(Negli anni successivi il corso del torrente è stato deviato in modo da lasciare uno spiazzo davanti alla Grotta, che all'epoca delle Apparizioni non esisteva, come non esistevano gli argini artificiali del Gave che vediamo ai giorni nostri).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una sorta di colpo di vento le fece alzare la testa, sì che nella piccola grotta della parete rocciosa vide - parole sue - "una Signora vestita di bianco; indossava un abito bianco, un velo bianco, una cintura azzurra e una rosa gialla su ogni piede". Bernadette e la Signora recitarono il Rosario, poi la visione scomparve.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bernadette sentì il desiderio di tornare alla grotta, così il giorno 14 vide di nuovo la Signora e le gettò dell'acqua benedetta; la Signora sorrise e insieme recitarono di nuovo il Rosario.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fu nella terza Apparizione, il 18 febbraio 1858, che la Signora parlò per la prima volta. Alla domanda di scrivere su un foglio chi fosse, ripose a Bernadette "Non ti prometto di renderti felice in questo mondo ma nell'altro" e le chiese di tornare ancora per quindici giorni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fu di nuovo silenzio durante la quarta Apparizione, il 19 febbraio, quando Bernardette andò alla grotta con una candela accesa avuta dalla madrina Bernarde Castérot che l'accompagnava.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(La devozione di portare candele alla Grotta ha raggiunto oggi livelli enormi, tanto che la grande quantità di candele offerte nella buona stagione viene in parte accantonata e fatta ardere durante l'inverno, quando i pellegrini sono meno numerosi, rompendo la pesante bruma con uno strano bagliore che dona al luogo un fascino particolare.)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fu silenzio anche il 20 ed il 21 febbraio, e per Bernadette cominciarono le difficoltà: il commissario Jacomet la interrogò a fondo, convinto che la ragazzina fosse una mentitrice e lei rispose riferendosi alla visione con il termine "Aquerò", che nel dialetto locale significa semplicemente "quella cosa".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-5wzE7hOai-Q/TypvRk-hJBI/AAAAAAAAD3w/Lrka3Aq3XBQ/s1600/Bernadette-alla-grotta.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" sda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-5wzE7hOai-Q/TypvRk-hJBI/AAAAAAAAD3w/Lrka3Aq3XBQ/s200/Bernadette-alla-grotta.jpg" width="148" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Il giorno 23 la Signora insegnò a Bernadette una preghiera che lei reciterà ogni giorno, e il giorno successivo invitò alla penitenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fu il 25 febbraio (nona apparizione) che si cominciò ad accennare alla sorgente dell'acqua; Bernadette venne invitata a bere l'acqua trovata in una piccola buca fattale scavare ai piedi della roccia e a lavarsi il viso, un uso mantenuto dai pellegrini sino ai giorni nostri.&lt;br /&gt;Si ripetettero gli stessi gesti il 27 e il 28 febbraio, davanti ad una crescente folla valutata a oltre mille persone e vi furono anche nuovi interrogatori per Bernadette, anche con minaccia di prigione. Fu in quei giorni che alcuni scalpellini andarono a scavare là dove Bernadette prendeva l'acqua e da quel momento questa prese a scorrere abbondante e limpida.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il 1° marzo avvenne il primo miracolo: una giovane donna incinta, Catherine Latapie, con una mano paralizzata immerse la mano nell’acqua della sorgente e guarì all’improvviso. Il giorno successivo la Signora chiese che ci si recasse in quel luogo in processione e vi si costruisse una cappella.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Parroco Peyramale era naturalmente diffidente e non solo chiese di sapere chi fosse la Signora, ma pretendeva anche una prova: che fiorisse il roseto posto ai piedi della grotta. Nei due giorni successivi (3 e 4 marzo) la folla che accompagnò Bernadette crebbe enormemente e il Parroco tornò a insistere sul roseto, che pretendeva di veder fiorire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bernadette tornò alla grotta dopo quindici giorni e infine le sue insistenze per sapere il nome della Signora furono esaudite: "Que soy era Immaculada Councepciou" - "Io sono l'Immacolata Concezione". Era il 25 marzo 1858.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'espressione è in dialetto guascone - unico linguaggio conosciuto da Bernadette - che potrebbe essere semplicisticamente definito un incrocio fra il francoprovenzale e il catalano. La frase si pronuncia "che sòi èra Immaculàda Concecpsiòn", con finale nasale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma la giovane non sapeva che cosa significasse "Immacolata Concezione" e corse a chiederlo al Parroco, il quale restò esterrefatto perché quelle parole indicavano un dogma appena proclamato dal Papa Pio IX; la ragazzina del piccolo villaggio nei Pirenei non poteva saperne nulla. Sicché anche il reverendo Peyramale cominciò a pensare ...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il dogma dell'Immacolata Concezione è stato proclamato l'8 dicembre 1854 dal papa Pio IX con la Bolla "Ineffabilis Deus", poco più di tre anni prima delle Apparizioni di Lourdes.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Durante la penultima Apparizione, il 7 aprile, ci fu un nuovo miracolo; la fiamma della candela di Bernadette le lambì lungamente la mano, senza però bruciarla. Stavolta fu il medico Douzous, presente all'episodio, a credere al soprannaturale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bernadette vide la Madonna anche il 16 luglio, pur se costretta a restare sull'altra sponda del Gave, per via che la grotta era stata chiusa da una cancellata; dopo l'incontro dirà: "Non l'ho mai vista così bella".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Già dal 28 luglio il Vescovo di Tarbes Mons. Bertrand Sévère Laurence costituì una Commissione d'indagine e il 18 gennaio 1862 in nome della Chiesa riconobbe le Apparizioni come autentiche.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-GM-dyyrVOZk/TypvcNvpPFI/AAAAAAAAD34/fv5_DDgVPKU/s1600/S.-Bernadette-Soubirous.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" sda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-GM-dyyrVOZk/TypvcNvpPFI/AAAAAAAAD34/fv5_DDgVPKU/s200/S.-Bernadette-Soubirous.jpg" width="125" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Bernadette Soubirous nacque il 7 gennaio 1844 da una modesta famiglia di mugnai. Il Mulino di Boly, sua casa natale (così chiamata dal nome di un vecchio proprietario), si trovava sulle rive del torrente Lapaca, ora sotto la via della Grotta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sempre cagionevole di salute, sofferente di asma, il suo stato venne minato anche durante l'epidemia di colera sopravvenuta quando aveva undici anni. Per un periodo la bambina venne affidata alla madrina per via delle difficoltà dei suoi, costretti a lasciare il mulino, il padre per fare il bracciante, la madre la lavandaia. La famiglia si ritrovò a vivere in una stanzetta di sedici metri quadrati al c.d. Cachot e il padre venne anche arrestato perché accusato di furto.&lt;br /&gt;Dopo le Apparizioni Bernardette pensò alla vita religiosa nella contemplazione; già conosceva il Carmelo di Bagnères, dalle sue parti, volendo dedicarsi ad una vita di preghiera, digiuno, disciplina, mortificazione. Ma la sua salute era un ostacolo come pure la sua povertà perché le veniva richiesta una dote. Fu poi orientata verso la cura dei malati ed ebbe modo di rendersi conto che le Suore della Carità di Nevers sarebbero state discrete nei suoi riguardi, in contrasto con altre, che la sollecitavano da ogni parte per la sua eccezionale esperienza. Convincente fu una conversazione (era il 27 settembre 1863) con Monsignor Forcade, vescovo di Nevers. Quest'ultimo appoggiò la domanda di Bernadette nei confronti della Madre Superiora Joséphine Imbert.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prima di partire per Saint-Gildard, casa madre delle suore, nel luglio 1866, il Vescovo Laurence la trattenne per l'inaugurazione della Cripta e per la prima processione ufficiale alla Grotta richiesta da Nostra Signora. Bernadette prese poi l'abito di postulante il 29 luglio 1866.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-yZ3hh6V3VT4/TypvmZYnQfI/AAAAAAAAD4A/ROS3C4X4yBc/s1600/Bernadette-incorrotta.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" sda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-yZ3hh6V3VT4/TypvmZYnQfI/AAAAAAAAD4A/ROS3C4X4yBc/s200/Bernadette-incorrotta.jpg" width="133" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Il suo stato di salute non le concesse mai requie, afflitta da nuovi mali pronunciò i voti perpetui quando era già grave e morì il 16 aprile 1879. Dapprima fu sepolta nel sotterraneo dell'Oratorio San Giuseppe, ma fu riesumata tre volte, l'ultima il 18 aprile 1925, per via della causa di beatificazione aperta sin dal 1907.&amp;nbsp; Il suo corpo fu trovato incorrotto ed è ora conservato in una urna di vetro nel Cappella del convento Saint-Gildard a Nevers.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Papa Pio XI ha proclamato Santa Bernadette nel giorno dell'Immacolata Concezione (8 dicembre) del 1933. La sua memoria è fissata al 16 aprile.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-2937793435694192869?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/2937793435694192869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/2937793435694192869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/02/le-apparizioni-della-madonna-di-lourdes.html' title='Le apparizioni della Madonna di Lourdes'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-BeSb4IdaYnU/Tyn7gVH1OdI/AAAAAAAAD3Q/PTyhzRqxQ6c/s72-c/Madonna-di-Lourdes.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-17368308777670829</id><published>2012-01-28T00:43:00.040+01:00</published><updated>2012-01-29T01:56:31.910+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vangelo di Marco'/><title type='text'>Dal Vangelo secondo Marco (1,21-28)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Il Vangelo del giorno: domenica 29 gennaio 2012. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;IV domenica del Tempo Ordinario - Anno (B)&lt;br /&gt;San Costanzo di Perugia, Vescovo e martire.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-YvIz7LKJAN0/TyNhL15BekI/AAAAAAAAD0M/AgoAsnIH1B0/s1600/Ges%25C3%25B9-scaccia-spirito.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="134" src="http://2.bp.blogspot.com/-YvIz7LKJAN0/TyNhL15BekI/AAAAAAAAD0M/AgoAsnIH1B0/s200/Ges%25C3%25B9-scaccia-spirito.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. &lt;br /&gt;Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? &lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;em&gt;Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». &lt;/em&gt;&lt;em&gt;La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;hr style="border-bottom: #ffffff 1px dotted; border-top: #cccccc 2px dotted;" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Meditazione di Don Maurizio Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IV domenica del T.O – Anno (B)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come avevamo accennato domenica scorsa, con Gesù si apre uno scenario decisamente diverso nella storia dell’umanità. La parola di Dio diventa un catechismo accessibile a tutti, un insegnamento chiaro e diretto, senza inutili sovrastrutture o zavorre, tipiche della tradizione normativa rabbinica.&lt;br /&gt;Dal vangelo di oggi, infatti, vediamo che l’efficacia della parola del Cristo è nel tipo di linguaggio da lui utilizzato: quello dell’amore. Ma oltre a questo, chi parla questa lingua, crede realmente in quel che dice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna ammettere che lo stupore di quanti lo ascoltano non avrebbe senso se l’amore fosse prassi comune nelle relazioni tra persone, ma dal momento che non è, inevitabilmente, quel linguaggio che gli esseri umani imparano spontaneamente col venire al mondo è anche quello che, vivendo nel mondo, più in fretta dimenticano, per rimpiazzarlo con altri linguaggi: quello del diritto, del dovere, della legge, del “si può” e non “si può…”&lt;br /&gt;A dire il vero, il modo in cui Gesù comunica, include e mantiene ogni altra forma di comunicazione; la differenza è che le lega tra loro con l’amore. Il problema nasce quando l’uomo le separa, le distingue per farne uso a seconda della circostanza e delle persone che incontra.&lt;br /&gt;È bene quindi rammentarlo: l’amore è l’unica vera lingua, tutte le altre sono declinazioni, da utilizzare sempre con saggezza e prudenza. Pensiamo cosa sarebbe la giustizia o il diritto se li svuotassimo dell’amore: si deformerebbero in egoismo e condanna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’autorità con cui Gesù insegna e ordina, genera tanto entusiasmo e stupore proprio perché è impregnata di quel linguaggio che l’uomo sa di conoscere, ma è come un ricordo lontano; ne ha dimenticato la sintassi e la grammatica.&lt;br /&gt;Quindi, l’Unigenito del Padre è Parola incarnata anche per questo motivo: per rieducare l’umanità a comunicare attraverso l’unica lingua che la fa essere veramente una cosa sola, che ci rende tutti uguali: tra di noi e agli occhi di Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo questo lungo (ma necessario) preambolo, diventa chiaro come il male non può coesistere pacificamente in persone abitate dall’amore. La frase pronunciata dall’uomo posseduto dallo spirito impuro manifesta esattamente questa verità: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!»&lt;br /&gt;Quel, sei venuto a rovinarci, è un preoccupante indicatore di come l’amore possa perdere il suo potere adesivo e coesivo dei doni di Dio nella vita delle persone che si allontanano dal bene. Non c’è da stupirsi quindi se in questo pover’uomo, lo spirito impuro grida, straziandolo: la Parola d’amore purifica, lavando la sua parte ferita e sporca; come se Cristo gli avesse gettato addosso dell’alcool.&lt;br /&gt;L’amore guarisce, a volte accarezzando il malato, altre, scuotendolo forte. In questo caso era necessaria un’azione energica, sia perché il male era radicato davvero in profondità, sia per manifestare chiaramente ai presenti l’autorità divina incarnata da Gesù, contro cui il maligno non può nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’attenta preghiera di queste letture dovrebbe quindi portarci a considerare il nostro “male” come una realtà esistente e da estirpare. Le sofferenze affondano qui le loro radici, e qui si nutrono, moltiplicandosi poi attraverso i peccati commessi. Non è un problema da sottovalutare.&lt;br /&gt;Tutti – immagino – sospettando di avere una grave malattia correremmo dal medico per una consulenza. Nessuno di noi si sognerebbe di perdere una sola parola di quello che lo specialista ci direbbe riguardo al decorso del male e alla terapia da seguire per ottenere una completa guarigione. Lo stesso comportamento dovremmo averlo per le patologie dell’anima, ma non sempre le avvertiamo con la stessa preoccupazione: l’assenza di un dolore interiore e di una non piena avvertenza delle conseguenze, fanno del peccato la malattia più diffusa in assoluto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consigliare di confessarsi spesso e dare ascolto alle indicazioni di bravo un direttore spirituale non vuol essere un ammonimento da prete d’altri tempi; perché se c’è una cosa che non passa mai di moda è proprio il male, in ogni sua forma.&lt;br /&gt;Nutrirsi di bene, cominciando proprio con il re-imparare il linguaggio dell’amore, ci aiuterebbe quindi a distinguere senza alcun dubbio, cosa nella vita è buono, da cosa è cattivo. Lo ribadisco: non sottovalutiamo il male, perché l’abbiccì dell’ovvio, tanto semplice quando siamo bambini, inspiegabilmente si complica nella crescita, quando con l’assennatezza della maturità e con linguaggi diversi dall’amore stabiliamo che: male potrebbe anche essere bene, e viceversa…! Quindi, se Cristo ci chiede di essere come i piccoli ci sarà un motivo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La semplicità dei piccoli non è solo sinonimo di ingenuità. Dio ha sempre chiesto ai suoi profeti di proclamare la sua parola di vita con chiarezza, utilizzando all’occorrenza anche delle immagini: oracoli, parabole, similitudini, esempi, per far meglio comprendere il valore del contenuto; come se mostrassimo un disegno a un bambino, o gli raccontassimo una fiaba per dargli un insegnamento basilare.&lt;br /&gt;Allora, se sottolineo il valore e l’utilità di consultare spesso un medico delle anime, non è per ricordare qualcosa di scontato, ma di abitualmente disatteso, con grande pericolo per la nostra vita spirituale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo promemoria coinvolge ovviamente anche i medici, nel loro dovere vocazionale.&lt;br /&gt;La prima lettura, tratta dal libro del Deuteronomio manifesta tutta la disperazione del popolo d’Israele nel dover gestire sul proprio territorio le continue scorribande assiro-babilonesi, che anno dopo anno si facevano sempre più minacciose e invasive. Gli oracoli dei profeti erano di vitale importanza per sapere cosa Dio volesse dal suo popolo: quali diplomazie, strategie, e linguaggi utilizzare per non essere schiacciati dagli oppressori.&lt;br /&gt;Non ci deve quindi scandalizzare se nella prima lettura leggiamo: …il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire. Sarebbe morto comunque: lui e tutti quelli che avrebbero dato credito alla sua falsa profezia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da una sentenza così severa comprendiamo l’importanza che deve avere la meditazione quotidiana della parola di Dio da parte dei suoi ministri, senza la quale rischierebbero di far dire al Signore parole che il Signore non ha mai pronunciato; esponendo così la vita propria e quella altrui al male, che non lascia mai scampo agli ignoranti del bene, a coloro che colpevolmente hanno disimparato la lingua dell’amore che: salva, redime, consola, rimprovera, risana… e aiuta a capire quand’è il momento di tacere.&lt;br /&gt;Sia lodato Gesù Cristo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;(Don Maurizio Roma)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;www.pievedilubaco.blogspot.com &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.pievedilubaco.blogspot.com/" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-17368308777670829?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/17368308777670829'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/17368308777670829'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/01/dal-vangelo-secondo-marco-121-28.html' title='Dal Vangelo secondo Marco (1,21-28)'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-YvIz7LKJAN0/TyNhL15BekI/AAAAAAAAD0M/AgoAsnIH1B0/s72-c/Ges%25C3%25B9-scaccia-spirito.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-8509000656273718469</id><published>2012-01-26T17:51:00.005+01:00</published><updated>2012-02-03T12:59:47.831+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunità dei Figli di Dio'/><title type='text'>La Comunità dei Figli di Dio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/--y7mVB8rx64/TyGFYAg7VTI/AAAAAAAADz8/fIcTbJIcGyg/s1600/Giovanni-Paolo-II-+Comunit%25C3%25A0-dei-Figli-di-Dio.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="125" sda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/--y7mVB8rx64/TyGFYAg7VTI/AAAAAAAADz8/fIcTbJIcGyg/s200/Giovanni-Paolo-II-+Comunit%25C3%25A0-dei-Figli-di-Dio.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;La Comunità fondata da Don Divo Barsotti, presente in Italia e all'estero, è costituita da sacerdoti e laici che, in famiglia o in piccole case di vita comune, vivono in unione con Dio una presenza cristiana nel mondo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Comunità dei Figli di Dio è una famiglia religiosa che vuole offrire la possibilità di vivere come veri figli della Chiesa e di realizzare quello che la Chiesa stessa realizza: l'universalità della sua missione. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vuole cioè realizzare l'unità fra tutti gli uomini, non escludendo nessuno, ma accettando tutte le anime di buona volontà senza fare difficoltà di condizione, di età, di stato di vita. La Comunità non vuole creare un élite in seno alla Chiesa, ma vuol far vivere veramente, nella Chiesa, la sua cattolicità. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E vuole vivere nel mondo il mistero dell'adozione filiale basandosi su quelli che da sempre sono nella Chiesa i fondamenti della spiritualità monastica: preghiera, ascolto della Parola di Dio, contemplazione, vita liturgica e sacramentale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I membri della Comunità non si ritirano negli eremi, ma vivono da monaci nel mondo, in mezzo agli uomini e nelle strutture sociali. Lavorano negli uffici, nelle scuole, nelle fabbriche, nelle case; sono uomini e donne, sono giovani e anziani, sono sposati e sono non sposati: uniti in un'unica famiglia mediante una consacrazione grazie alla quale si donano e si consegnano al Verbo di Dio, alla Vergine Madre e alla Chiesa. Vogliono che ogni attività umana sia consacrata al Signore: sono al servizio di Dio per essere ovunque testimoni di Cristo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Comunità non ha opere particolari: in qualunque stato sociale e dovunque si trovino i suoi membri, la loro vita vuole essere una testimonianza di Cristo, pura trasparenza di Dio. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Comunità è nata nel 1946, sotto la direzione del padre Barsotti, che indicò immediatamente un preciso programma di vita: una vita vissuta interamente nella Divina Presenza e fondata soprattutto sulla preghiera; si richiedeva una preparazione anche culturale (era raccomandata almeno un'ora settimanale di studio); e poi una giornata al mese di ritiro e un incontro di gruppo ogni settimana. Il Padre impostava la vita della Comunità sulla lettura e sulla meditazione della Sacra Scrittura, sull'esercizio delle virtù teologali, sottolineando il primato dei valori contemplativi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Venivano così esposti subito i capisaldi della spiritualità: semplicità e libertà interiore, adesione alle varie realtà della vita, impegno totale, carità fraterna, rapporto di intimità con Dio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo monachesimo interiorizzato era una vera e propria novità: i valori della vita contemplativa non erano più un'esclusiva degli eremiti ritirati nelle clausure, perché le parole della Scrittura "occorre pregare sempre" sono rivolte a tutti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pian piano la Comunità andò crescendo, il piccolo seme sta ora diventando un grande albero che vuol essere piantato nel cuore del mondo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche la struttura della Comunità si andò delineando sempre più chiaramente, costituendosi come famiglia comprendente vari stati di vita: &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;• &lt;b&gt;laici &lt;/b&gt;che vivono nel mondo, sposati o non sposati, e sacerdoti che, dopo un periodo di preparazione, si consacrano a Dio nella Comunità (primo ramo); &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;• &lt;b&gt;sposi &lt;/b&gt;che intendono impegnarsi a vivere il Vangelo nella famiglia, e fanno i voti di povertà, castità coniugale e obbedienza (secondo ramo); &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;• &lt;b&gt;laici &lt;/b&gt;non sposati che, vivendo nel mondo, intendono vivere la propria donazione a Dio professando i voti religiosi di povertà, castità e obbedienza (terzo ramo); &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;• &lt;b&gt;vita religiosa &lt;/b&gt;nelle Case di vita comune, con fratelli e sorelle che lasciano tutto per vivere la vita tipicamente monastica, basata sulla preghiera, sul silenzio, sul lavoro, sullo studio. È il quarto ramo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non vogliamo le opere, ma il servizio ai fratelli, l'umile testimonianza di una carità semplice, pratica, fraterna e sentiamo la necessità di affermare che la carità non può avere un contenuto religioso se un'anima non s'impegna prima a fare di sé un'offerta al Padre celeste. Così tutta la Comunità si consuma nell'atto onde Cristo muore sulla croce. Non dobbiamo fare, ma essere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Approfondimenti:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il Padre fondatore della Comunità dei Figli di Dio &lt;/em&gt;&lt;a href="http://orantidistrada.blogspot.com/2012/01/il-padre-fondatore-della-comunita-dei.html"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Sito&amp;nbsp;della Comunità dei Figli di Dio &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.figlididio.it/" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-8509000656273718469?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/8509000656273718469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/8509000656273718469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/01/la-comunita-dei-figli-di-dio_26.html' title='La Comunità dei Figli di Dio'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/--y7mVB8rx64/TyGFYAg7VTI/AAAAAAAADz8/fIcTbJIcGyg/s72-c/Giovanni-Paolo-II-+Comunit%25C3%25A0-dei-Figli-di-Dio.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-2291655278013081535</id><published>2012-01-26T17:37:00.006+01:00</published><updated>2012-01-30T14:06:45.224+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunità dei Figli di Dio'/><title type='text'>Il Padre fondatore della Comunità dei Figli di Dio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-llsCdljsc9Q/TyaV1YlPE2I/AAAAAAAAD08/cL2P_tPnhh4/s1600/Don-Divo-sacerdote.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-llsCdljsc9Q/TyaV1YlPE2I/AAAAAAAAD08/cL2P_tPnhh4/s1600/Don-Divo-sacerdote.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Divo Barsotti è nato a Palaia (PI) nel 1914.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pochi anni dopo l'ordinazione sacerdotale per interessamento di Giorgio La Pira si è trasferito a Firenze, dove ha iniziato la sua attività di predicatore e di scrittore. Oggi è unanimemente riconosciuto come mistico e come uno degli scrittori di spiritualità più importanti del secolo. La sua produzione letteraria è notevolissima: più di 150 libri, molti dei quali tradotti in lingue straniere, tra cui il russo e il giapponese, più centinaia di articoli presso quotidiani e riviste di spiritualità. &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Ha scritto commenti alla Sacra Scrittura, studi su vite di santi, opere di spiritualità, Diari e poesie. Tra i sui testi di più importanti: Il Mistero cristiano nell'anno liturgico; Il Signore è uno; Meditazioni sull'Esodo; La teologia spirituale di San Giovanni della Croce; La legge è l'amore; Cristianesimo russo; La religione di Giacomo Leopardi; La fuga immobile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ha fondato la "Comunità dei figli di Dio", famiglia religiosa di monaci formata da laici consacrati che vivono nel mondo e religiosi che vivono in case di vita comune; in tutto circa duemila persone. La Comunità è presente in Italia e nel mondo (Africa, Australia, Sri Lanka, Colombia) e si impegna a vivere la radicalità battesimale con i mezzi che sono propri della grande tradizione monastica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vicino per anni alla sensibilità del cristianesimo orientale, Divo Barsotti ha fatto conoscere in Italia le figure dei santi russi Sergio, Serafino, Silvano. Nel 1972 è stato chiamato a predicare gli Esercizi spirituali in Vaticano al Papa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ha insegnato teologia presso la Facoltà teologica di Firenze e ha vinto diversi premi letterari come scrittore religioso. Ha predicato in tutti i continenti e ultimamente è stato inserito tra le dieci personalità religiose più eminenti del '900, in Storia della spiritualità italiana, curato da P. Zovatto (Edizioni Città Nuova).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Don Divo si è spento seranamente il 15 febbraio 2006 nella sua stanza a Casa San Sergio, il piccolo eremo che dal 1955, a Settignano (sulle colline di Firenze), accoglie la Comunità dei figli di Dio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Approfondimenti:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La Comunità dei Figli di Dio&lt;/em&gt; &lt;a href="http://orantidistrada.blogspot.com/2012/01/la-comunita-dei-figli-di-dio_26.html"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Sito&amp;nbsp;della Comunità dei Figli di Dio &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.figlididio.it/" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-2291655278013081535?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/2291655278013081535'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/2291655278013081535'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/01/il-padre-fondatore-della-comunita-dei.html' title='Il Padre fondatore della Comunità dei Figli di Dio'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-llsCdljsc9Q/TyaV1YlPE2I/AAAAAAAAD08/cL2P_tPnhh4/s72-c/Don-Divo-sacerdote.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-4318968220052277939</id><published>2012-01-26T17:12:00.004+01:00</published><updated>2012-01-26T17:19:40.883+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa Otodossa'/><title type='text'>San Teodoro di Studion</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-zdpdl0ViyYE/TyF9Eho-LBI/AAAAAAAADzk/W8YZUqD8zS8/s1600/Teodoro-studita.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-zdpdl0ViyYE/TyF9Eho-LBI/AAAAAAAADzk/W8YZUqD8zS8/s320/Teodoro-studita.jpg" width="98" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;San Teodoro di Studion, Padre della Chiesa, brillò soprattutto per la sua scelta di andare controcorrente in un'epoca che vedeva una Chiesa in aperta crisi, asservita alla mentalità del mondo. Vogliamo rendere così un tributo ad un Padre che seppe essere un profeta e che accettò di buon animo anche incomprensioni e persecuzioni&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;San Teodoro nacque a Costantinopoli intorno all'anno 758. Sin dalla gioventù si batté in difesa delle icone, minacciate dalla politica religiosa imperiale, marcatamente iconoclasta. Nel 794 succedette al proprio zio Platone alla guida del monastero di Sakkoudion in Bitinia. Poco tempo dopo tuttavia fu esiliato a Tessalonica per aver scomunicato l'imperatore Costantino VI che aveva divorziato senza giusta ragione dalla moglie Maria per sposare Teodota.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo la morte dell'imperatore, nel 797, fu richiamato in patria con tutti gli onori, lasciò Saccudium che era stata saccheggiata dagli Arabi e si trasferì nel monastero di Studion in Costantinopoli, che riformò profondamente: clausura, povertà, disciplina, studio, preghiera e lavoro manuale sono i punti fondamentali della sua regola.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel 809 fu di nuovo bandito a causa del suo rifiuto di ricevere la comunione dal patriarca Niceforo, il quale aveva reintegrato il sacerdote Giuseppe nonostante quest'ultimo avesse officiato le nozze tra Costantino e Teodota.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel 811 fu richiamato dall'esilio da Michele I di Bisanzio, sul quale aveva molta influenza, e fu di nuovo bandito nonché sottoposto alla flagellazione nel 814 a causa della sua strenua opposizione all'editto dell'Imperatore Leone V il quale proibiva nuovamente la venerazione delle immagini sacre. Fu liberato nel 821 dall'Imperatore Michele II, che si rivelò comunque troppo indulgente nei confronti degli iconoclasti, cosa che spinse Teodoro ad allontanarsi volontariamente da Costantinopoli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da allora visse peregrinando per vari monasteri in Bitinia, dove, in quello di Calkite, morì nell'anno 826, il giorno 11 di Novembre, che è quindi anche il giorno in cui la Chiesa festeggia la sua nascita al cielo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Tratto da: orthodoxia.it/theodoros &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.orthodoxia.it/theodoros" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-4318968220052277939?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/4318968220052277939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/4318968220052277939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/01/san-teodoro-di-studion.html' title='San Teodoro di Studion'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-zdpdl0ViyYE/TyF9Eho-LBI/AAAAAAAADzk/W8YZUqD8zS8/s72-c/Teodoro-studita.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-3148574467623084215</id><published>2012-01-26T16:24:00.005+01:00</published><updated>2012-02-02T17:37:29.046+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa Otodossa'/><title type='text'>La paternità spirituale nei Padri del Deserto e nella Tradizione bizantina.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-pV37Wlrs06g/TybO6lAGwyI/AAAAAAAAD2w/vQELI31WzoY/s1600/Logo-Theodoos.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-pV37Wlrs06g/TybO6lAGwyI/AAAAAAAAD2w/vQELI31WzoY/s1600/Logo-Theodoos.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;P. Ambroise Fontrier&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;La paternità spirituale nei Padri del Deserto e nella Tradizione bizantina. (Scelta di testi)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Considera gli anni delle generazioni che furono…&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Chiedi a tuo padre, ai tuoi anziani e te lo diranno (Deut. 32, 7)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per prima cosa, è necessario chiarire che per il cristiano ortodosso esiste un solo ed unico Maestro Spirituale che altro non è se non lo Spirito Santo, il Consolatore, lo Spirito di Verità, che il mondo non può ricevere in quanto resta a lui invisibile ed inconoscibile. &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia, a voi, diceva il Signore ai suoi Apostoli e, per mezzo loro a tutti coloro che crederanno in Lui, voi lo conoscerete poiché dimorerà con voi e sarà in voi… Vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho insegnato… Vi condurrà alla verità… poiché non parlerà da se stesso, ma riferirà tutto ciò che ha udito e vi annuncerà le cose a venire…&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Senza lo Spirito Santo, nessuno può ricevere l’illuminazione spirituale, nessuno può contemplare i misteri, nessuno può ricevere la grazia deificante, niente potrà essere mutato e trasformato, nessuno può insegnare, nessuno può essere Padre Spirituale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Signore ha tracciato la via regale della perfezione: “Se vuoi essere perfetto, vai e vendi i tuoi beni, distribuiscili ai poveri e avrai un tesoro nei cieli. Poi vieni e seguimi.” I Padri del Deserto, questa schiera di uomini amanti di Dio, hanno recepito l’appello del Signore, lasciando il mondo per cercare la perfezione, la purificazione e l’unione con Dio, nei “deserti e nelle montagne, nelle caverne e negli antri della terra.” Essi hanno interpretato letteralmente i comandamenti divini, li hanno vissuti e meditati notte e giorno. Per dimostrare quanto fosse dura e difficile la lotta, i Padri usavano questo detto: “Dai il tuo sangue e riceverai lo Spirito”. Perciò sono divenuti Maestri e Padri Spirituali, alimentando la stirpe dei Pneumatofori, degli autentici pastori, poiché hanno raggiunto la semplicità del cuore posseduta dai bambini ricordata nei Vangeli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Beati i cuori puri… e tutti coloro che, ininterrottamente, nelle profondità dell’animo, meditano il Nome glorioso del Signore Gesù, scrivono i Padri teofori Callisto ed Ignazio. Essi possono vedere la luce dell’intelletto… e percorrere in Dio ciò che resta della loro via mondana, camminando nella luce, in quanto sono divenuti figli della Luce, come dice Gesù, datore della Luce: “Finché avrete la Luce, credete nella Luce per divenire figli della Luce”. Ed inoltre: “Io sono la Luce del mondo, colui che mi segue non camminerà nelle tenebre, ma possederà la Luce della vita.” Ebbene, anche David grida a Dio la stessa cosa: “Nella tua Luce vedremo la Luce”. Così il divino Paolo: “Dio ha detto che la Luce brilla in seno alle tenebre, Lui ha fatto risplendere il suo chiarore nei vostri cuori”. Per mezzo di essa (la Luce), come per una lampada inestinguibile e sempre splendente, i credenti sono guidati per raggiungere le cose che sono al di là dei sensi; e ancora attraverso tale Luce la porta celeste si apre a coloro che sono puri di cuore, la via sublime che li rende uguali agli angeli. Allora, sorge da loro, come dal disco solare, il dono di esaminare, di discernere, di vedere, di prevedere e simili altri doni; in breve, a loro sono manifestati e rivelati i misteri indicibili. Sono talmente ripieni di spirito, di forza soprannaturale e divina che, polvere divenuta sottile, si alzano e volano nello spazio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Attraverso tale potenza illuminatrice nello Spirito Santo, sebbene siano ancora in una condizione carnale, alcuni Padri, simili ad incorporei ed immateriali, hanno guadato i fiumi, i mari ed hanno camminato sulle acque a piedi asciutti, hanno percorso in un baleno lunghe ed interminabili distanze, hanno compiuto prodigi sia in terra che in cielo, sul sole, sul mare, nel deserto, nelle città, in ogni luogo e paese, tra le belve e i rettili, nella creazione tutta e in ogni elemento… E, alla morte, i corpi venerabili portano il carattere dell’incorruttibilità che manifesta la grazia dimorante in loro… e dopo la Risurrezione universale saranno elevati, per la potenza illuminatrice dello Spirito, nel cielo ad incontrare il Signore, come dice l’iniziato alle cose indicibili, il divino Paolo, e saranno sempre con Lui. Allo stesso modo, David canta: “Signore, nella Luce del tuo Volto cammineremo e nel tuo Nome gioiremo per tutto il giorno”, ovvero per l’eternità… A ciò, risponde la voce maestosa di Isaia: “Ma coloro che confidano nel Signore acquistano nuove forze, si alzano in volo…”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Il Padre Spirituale, dice san Basilio il Grande, è colui che non vive più nella carne, ma guidato dallo Spirito di Dio, divenendo figlio di Dio, ad immagine del Figlio di Dio. Un simile uomo può essere chiamato spirituale”. Non basta, per essere un Padre spirituale avere un carisma dello Spirito, ma avere la grazia in abbondanza, come Eliseo la chiede a Elia suo Maestro: “Che ottenga, te ne prego, una doppia razione del tuo spirito”. Bisogna aver sanato e padroneggiato le proprie passioni, prima di illuminare gli altri. In una parola, bisogna avere ereditato, prima di distribuire. Bisogna essere l’uomo spirituale di cui parla l’apostolo Paolo. Se infatti l’uomo carnale, che non comprende affatto le cose dello spirito, commette, ad esempio, l’ingiustizia, l’uomo psichico non la commette, ma non desidera certo subirla; al contrario, l’uomo spirituale, l’uomo perfetto, imitatore di Cristo, non solo non commette alcuna ingiustizia ma la subisce rendendo grazie al Signore, senza cercare alcuna vendetta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se interroghiamo i Padri del deserto su come deve essere il padre spirituale, essi, al pari di Abba Poemen, risponderanno: “Colui che istruisce un altro deve essere perfettamente santo e privo di passioni. Non bisogna assolutamente costruire la dimora del vicino lasciando in rovina la propria. Colui che è maestro e non realizza niente di ciò che insegna, è simile ad un pozzo che disseta e lava ciò che lo circonda pur essendo colmo di ogni genere di impurità”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Abba Iperechio diceva che colui che insegna per mezzo delle opere e non con le sole parole, è il vero sapiente. Un altro padre paragona colui che insegna a parole a un albero che ha soltanto foglie e nessun frutto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;San Nilo l’Asceta dice che “quelli che hanno un carico di anime devono possedere una perfetta conoscenza, allo scopo di dirigere con prudenza coloro che gli sono stati affidati. Devono insegnare sapientemente ogni aspetto della lotta e non contentarsi di indicare, con un gesto della mano, i segni della vittoria, ma di dirigere, passo passo, il combattimento contro l’avversario. Difatti, il combattimento spirituale è assai più arduo di quello che coinvolge il corpo. In un caso, sono i corpi ad affondare, ma essi possono rialzarsi senza alcuna pena. Nell’altro sono le anime a cadere, che rischiano di ricadere nuovamente anche qualora si siano rialzate…”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;San Nilo afferma che colui che è ancora immerso nelle passioni non può essere una guida spirituale. Illustra il suo insegnamento interpretando spiritualmente la Sacra Scrittura e prendendo come esempio il Re David che voleva costruire il tempio di Dio. “Se colui che ancora combatte contro le passioni ed ha le mani insanguinate, vuole edificare il Tempio di Dio assieme a delle anime razionali, udrà queste parole: “Non sarai tu ad innalzare un tempio per me poiché sei un uomo di sangue…” Dunque bisogna essere in pace e pacificati per costruire un tempio a Dio… Ecco perché Mosè pone la tenda fuori dal campo, stando ad indicare, con tale gesto, che il Maestro spirituale deve trovarsi lontano dai rumori della guerra, lontano dagli eserciti macchiati di sangue, un luogo dove risieda la pace.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;San Barsanufio il Grande applicò rigorosamente la regola di san Nilo e visse recluso, murato in una cella, all’esterno del monastero presso Gaza, in Palestina. Fu il padre spirituale non solo dei monaci del monastero ma anche di una moltitudine di cristiani. Non incontrava mai nessuno e comunicava tramite messaggi scritti e per la mediazione dell’abate. “Fu nella sua cella che raccolse e gustò il dolcissimo miele dell’esichia”, dice san Nicodemo l’Athonita. Si impose una penitenza così rigorosa che trovava consolazione soltanto nelle lacrime… Poteva dimenticarsi di mangiare, di bere, di vestirsi poiché il suo nutrimento, la sua bevanda, la sua veste erano il Santo Spirito… Dopo aver purificato il cuore da tutte le passioni, fu ritenuto degno di divenire il tempio e l’abitazione del Santo Spirito… Oltre all’umiltà, gli fu concessa la più grande tra le virtù, il discernimento… Al discernimento si aggiunse il dono di vedere e scrutare le ragioni misteriose e spirituali degli esseri sensibili ed intellegibili. Poi ricevette il dono di conoscere le cose lontane come se fossero presenti, il dono di profezia, il dono di leggere nei cuori, di conoscere i pensieri… Da tenero padre che era, non cessava di pregare, notte e giorno, Dio perché rendesse i suoi fratelli dei teofori. Queste sono le sue parole: “Prima che voi me lo chiediate, per la fiamma ardente che brucia in me per Cristo che ha detto “Ama il prossimo come te stesso”, per le bruciature dello Spirito Santo, non cesso mai di pregare Dio, giorno e notte, di rendervi tutti teofori, d’inviare in voi e di farvi dimorare lo Spirito Santo… Sono divenuto per voi un Padre che si adopera per mobilizzare i suoi figli per il Re…”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;San Barsanufio è il modello del Padre spirituale, la cui ambizione è di fare dei suoi figli dei portatori di Dio. Nell’amore del prossimo, giunge al livello di un Paolo, di un Mosè. “Credimi fratello, scrive in una lettera, sono pronto a chiedere al mio Maestro, che gioisce delle richieste dei suoi servi, di introdurmi nel suo regno con i miei figli, altrimenti, di cancellarmi dal suo libro”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’arte, il modo di insegnare del Padre spirituale è sempre vivo, semplice, come una parabola del Vangelo. Spesso gli esempi sono tratti dalla Sacra Scrittura, al pari del seguente, in cui Dio dice a Ezechiele: “Tu, figlio dell’uomo, prendi un mattone, ponitelo innanzi, disegna su di esso una città: ‹Gerusalemme›”. Ciò significa che il Maestro spirituale deve fare del suo discepolo, che è sulla terra, un Tempio Santo. “Poni attenzione, dice san Nilo, alle parole “ponitelo innanzi”, poiché i progressi del discepolo saranno rapidi se quest’ultimo è costantemente sotto gli occhi del suo maestro. Il continuo spettacolo dei buoni esempi imprimerà delle simili immagini nelle più aride ed indurite anime…” Ed ancora un esempio che trae origine dalla Sacra Scrittura: Giuda ha tradito quando si è sottratto agli sguardi del suo Maestro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco un altro modo, quello di un Padre del deserto, per riportare sulla retta via uno dei suoi figli venuto a consultarlo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“- Vengo a trovarti, Padre, dice, per dirti che vado a citare in giudizio un vicino che mi fa molti torti…&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Fai come meglio credi, risponde l’Anziano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Allora ci vado di gran lena.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Vai. Ma prima, preghiamo un po’-. L’Anziano si mise in preghiera e recitò il PadreNostro. Giunto alle parole: rimetti i nostri debiti come anche noi li rimettiamo…, l’Anziano disse: “non rimettere i nostri debiti come anche noi non li rimettiamo ai nostri debitori”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Padre, ti sbagli, non è così.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Ma, disse l’Anziano, non è questo ciò che tu hai deciso di fare?”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E il cristiano ripartì istruito, placato, con lo sguardo interiore fisso sul proprio peccato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Maestro Spirituale è indispensabile, dice Cassiano il Romano, per colui che vuole praticare l’arte spirituale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se per le arti e le scienze umane dobbiamo ricevere delle lezioni, istruirci, per quanto tali cose siano alla portata delle nostre mani, dei nostri occhi, delle nostre orecchie, se quindi abbiamo bisogno di un maestro capace che ci diriga, non è forse una follia voler apprendere l’arte spirituale senza un Maestro, essendo essa l’arte più difficile, un’arte nascosta, invisibile, che soltanto chi ha il cuore purificato può apprendere? Fallire in tale arte non è una semplice sconfitta, ma perdizione dell’anima e morte eterna.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Non è possibile apprendere da soli la scienza delle virtù, insegna ancora un altro padre, san Gregorio il Sinaita, nonostante alcuni abbiano usato l’esperienza come maestra. Colui che agisce in questo modo e non cerca il consiglio di coloro che hanno progredito è un presuntuoso. Se il Figlio non compie niente che non compia anche il Padre, se lo Spirito Santo non parla da se stesso, qual è dunque l’uomo che può pretendere di essere salito sul più alto gradino della virtù senza essere iniziato? Folle temerarietà! Se crede di possedere la virtù, si inganna. Affidatevi a coloro che conoscono i dolori della virtù della prassi, vale a dire il digiuno sino alla fame, la continenza, le veglie prolungate, le prosternazioni faticose, lo stare in piedi ed immobili, la preghiera incessante, il silenzio benedetto e soprattutto la pazienza… La Scrittura, a tal proposito, dice: “Mangerai i dolori delle tue virtù” ed ancora “Il Regno dei cieli appartiene a coloro che lo forzano”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nonostante fosse vissuto da asceta nella pratica di tutte le virtù, qualcosa preoccupava ancora san Gregorio il Sinaita: di trovare un uomo spirituale che potesse condurlo là dove non era giunto con le sue sole forze, poiché sentiva, nel profondo del suo cuore, un vuoto da colmare, quello che gli anziani, da lui incontrati, non gli avevano ancora insegnato. “Dio esaudì la sua richiesta, dandogli la guida cercata. Rivelò ad Arsenio, anacoreta, l’esistenza di Gregorio e il suo desiderio. Arsenio, guidato dal Santo Spirito, si recò da Gregorio, che lo ricevette con gioia. Dopo i saluti consoni ai monaci, l’anziano Arsenio cominciò a parlare come se leggesse da un libro divino. Parlò della sorveglianza sull’intelletto, della purificazione, dell’attenzione, della preghiera intellettiva, del modo in cui l’intelletto si purifica con la pratica dei comandamenti e come diviene Luce.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi, rivolgendosi a Gregorio, gli chiese:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;-Dunque, figlio mio, qual è il tuo percorso?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il divino Gregorio gli raccontò tutto quello che aveva compiuto sin dall’inizio, la sua separazione dal mondo, l’amore per la solitudine, i combattimenti che aveva intrapreso…&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il divino Arsenio che conosceva perfettamente la Via che conduce l’uomo al culmine della virtù, sorrise, dicendogli:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- “Tutto quello che mi hai narrato, figlio mio, è chiamata Prassi dai Padri teofori e non Teoria-Contemplazione”. Udendo tali parole, Gregorio cadde ai piedi dell’anziano e lo supplicò, nel Nome del Signore, di insegnargli la preghiera intellettiva, l’esichia e il controllo sull’intelletto. Arsenio colse l’occasione e, senza perdere altro tempo, cominciò ad iniziare il nuovo discepolo e a rivelargli tutto quello che aveva ricevuto dalla grazia divina.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nell’Ortodossia, non è la regola a fare il monaco, ma il Maestro spirituale. Abbiamo conosciuto dei monaci che hanno lasciato il loro monastero per andare a vivere presso un Padre spirituale e cercarne un altro alla morte di quest’ultimo. San Gregorio ha formato dei discepoli degni del regno dei Cieli. Egli, infatti, ha reso noto al mondo san Massimo il Cavsocaliba, che fino a quel momento errava nei deserti athoniti, facendosi passare per un folle. Un maestro spirituale non rivelato da un altro, non caldeggiato, diremmo, da un altro maestro conosciuto e sperimentato, è un falso maestro da cui bisogna prendere le distanze. Cristo si appella al Padre e il Padre lo manifesta al mondo. Al momento del battesimo di Giovanni ci sono due testimonianze: quella del Padre e quella dello Spirito. Lo Spirito non parla da se stesso, ma dice ciò che ha udito presso il Padre. Abbiamo sentito spesso, presso gli anacoreti, la domanda: Di chi sei discepolo? Essi se la pongono al primo incontro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ritorniamo a san Gregorio e al suo discepolo Callisto che divenne, in seguito, patriarca di Costantinopoli, e penetriamo, grazie a lui, nell’intimità del rapporto con il suo maestro, per mezzo del racconto che segue:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“ – Lo interrogavo semplicemente, e senza curiosità, appena lo vedevo uscire dalla cella, col volto radioso… E mi diceva:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“L’anima che si lega a Dio, che è stata ferita dal suo amore, che è salita al di sopra della creazione tutta, che vive ad un livello superiore delle cose visibili, che è completamente soggiogata dal desiderio di Dio, non può del tutto nascondersi. Difatti, il Signore ha annunciato queste cose, dicendo: “Il Padre che vede nel segreto ti manifesterà innanzi a tutti”. E ancora: “…così brilli la vostra luce davanti agli uomini, perché, vedendo le vostre buone opere, glorifichino il Padre che è nei cieli”. Poiché il cuore danza dalla gioia, l’intelletto si scuote di letizia, il volto è radioso, secondo il sapiente che ha detto: “Il cuore gioioso fa splendere il volto”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Io gli chiedevo ancora: Padre divino, insegnami, per amore della verità, cosa sia l’anima e come venga considerata dai santi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Accogliendo la mia richiesta, con una tranquillità che le era connaturale, mi rispose:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Mio caro figlio spirituale, non cercare ciò che si trova al di sopra della tua capacità e non vagliare ciò che più profondo di te. Di fronte alla questione importante che mi hai posta, sei ancora un bambino, vale a dire imperfetto. Non puoi digerire un nutrimento solido, comprendere delle cose che sono al di sopra delle tue capacità. Il nutrimento degli adulti non è adatto ai lattanti che possono cibarsi di cose liquide.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Caddi ai suoi piedi, abbracciandoli fortemente e lo supplicai, con insistenza, di darmi ancora delle spiegazioni. Acconsentendo alla mia preghiera mi disse brevemente:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Se non vedi la risurrezione della tua anima, non puoi apprendere cosa sia esattamente l’anima spiritualizzata. Ancora lo pregai, con rispetto, e lui mi rispose:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Rivelami, Padre, se sei giunto al culmine di tale ascensione, ovvero, se hai compreso cosa sia l’anima spiritualizzata. Con molta umiltà, mi rispose:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Sì.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Per amore del Signore, ribattei, insegnami questo per il bene della mia anima. Fu così che questa anima divina e venerabile soddisfece il mio desiderio, dandomi tale insegnamento:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Quando l’anima ha impiegata tutta la volontà a combattere ogni passione per mezzo della pratica delle virtù, con la ragione e il discernimento, le riduce progressivamente e le sottomette. Dopo averle sottomesse, coltiva le virtù naturali che la istruiscono e la guidano alle cose che sono al di sopra della natura, facendola salire su di una scala spirituale. Allorché l’intelletto, per la grazia di Cristo, raggiunge la dimensione spirituale, viene illuminato dalla Luce del Santo Spirito. Si spande luminosamente nella contemplazione, si eleva al di sopra di se stesso, secondo la misura della grazia che Dio gli ha concesso e vede con maggiore purezza e chiarezza la natura degli esseri, secondo l’ordine e la relazione che le sono propri e non come speculano i filosofi che percepiscono soltanto l’ombra delle cose e che non cercano di seguire, come dovrebbero, l’operazione della natura. Poiché come insegna la divina Scrittura “… si sono smarriti nel loro vano ragionamento e il cuore, privo di intelligenza, si è colmato di tenebre”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’anima che ha ricevuto la caparra della grazia del Santo Spirito, per mezzo delle ripetute contemplazioni, abbandona, a poco a poco, ciò che si trova in basso e sale verso l’alto, verso ciò che è divino, come dice Paolo ai Filippesi, “Dimenticando ciò che è dietro di me e slanciandomi verso ciò che si trova innanzi a me, corro verso la meta finale…” L’anima così illuminata dal Santo Spirito, scintilla. Si è elevata sulle cime della contemplazione… Unita allo Sposo celeste per mezzo di un eros immortale, il Cristo, conversa con Dio che la ricolma abbondantemente e la orna riccamente…”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Quando troviamo tali maestri, dice Nilo l’Asceta, i discepoli devono rinunciare a se stessi e alla propria volontà, al punto da non differenziarsi da un corpo inanimato, di essere come la materia plasmabile nelle mani dell’artista…Poiché in tale modo il Maestro fa progredire i discepoli, che non lo contraddicono mai, nella virtù”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Non ti illudere credendo di saperti guidare da solo nelle cose spirituali, consiglia Abba Poemen. Sottomettiti ad un anziano e lasciati guidare in tutto”. Un altro Padre del deserto, introducendo un novizio gli diceva: “Fratello, fai come il cammello. Caricati delle tue imperfezioni e lasciati guidare da un Padre spirituale sulla via che egli conosce più di te”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Se vogliamo criticare le soluzioni che utilizza il maestro, non ci sarà alcun progresso, poiché ciò che al discepolo può sembrare privo di importanza e persino insensato, dice ancora san Nilo, in verità è cosa buona. Colui che è un artista e chi non lo è, giudicano differentemente l’opera d’arte. Il primo ha come regola la conoscenza, l’altro la somiglianza”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si narra che Abba Giovanni il Colobo, prima di divenire asceta, visse per molti anni sotto la direzione di un Anziano, nella Tebaide. In principio, il Maestro, volendo metterlo alla prova, lo fece camminare, in un giorno, per dodici ore, dalla loro capanna sino ad un luogo arido. Là, l’Anziano prese il suo bastone, lo piantò in terra e ordinò al discepolo di andare ad innaffiarlo tutti i giorni, portando, in un secchio, l’acqua dalla capanna. Il buon discepolo operò con zelo quanto era stato stabilito dal maestro. Tre anni dopo, il legno secco riprese vita e produsse delle noci. L’Anziano le raccolse e la Domenica seguente le portò in Chiesa. Dopo l’ufficio furono distribuite agli eremiti, dicendo loro: “Venite fratelli, gustate i frutti dell’obbedienza”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Abba Iperechio diceva che l’obbedienza è il gioiello più prezioso per un monaco. Quello che lo possiede sarà esaudito da Dio ed entrerà in rapporto con il Crocifisso che si è fatto obbediente sino alla morte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Marco l’Asceta, fedele alla tradizione dei Padri, insegna ugualmente: “Vivere soli è pericoloso, seguendo le proprie fantasie, senza testimoni ma è ugualmente insidioso vivere assieme ad uomini privi di esperienza nei combattimenti spirituali. Le macchinazioni del Maligno sono molteplici e ben dissimulate, le trappole del nemico sono di vario genere e disseminate ovunque. Per questo, possibilmente, bisogna impegnarsi a vivere con degli uomini saggi e virtuosi oppure frequentarli ripetutamente. Quando non possediamo la lampada della vera conoscenza, per non aver ancora raggiunta la maturità spirituale, essendo sempre bambini, bisogna seguire colui che possiede la lampada, per non camminare nelle tenebre e non esporsi ai pericoli degli uragani e delle gelate, correndo il rischio di cadere nelle fauci delle belve spirituali che abitano le tenebre e che divorano coloro che procedono senza la lampada spirituale che è la Parola di Dio…”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A proposito di tale frequentazione di uomini santi e sapienti, ci vengono alla mente molte storie del Deserto. Un Anziano diceva che colui che entra in un profumeria, anche se non acquista alcunché, ne esce impregnato da un buon odore. La stessa cosa avviene a colui che frequenta dei santi, poiché di impregna del profumo delle loro virtù.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Tre anziani, si narra nella vita di sant’Antonio, avevano la consuetudine di recarsi, una volta all’anno, al monte dell’Abba Antonio per ricevere gli insegnamenti del grande santo. Una volta, due di loro posero alcune domande sull’ascesi dell’anima e del corpo, per fornire al santo l’occasione di riversare la sapienza divina che sortiva dalle sue labbra. Il terzo ascoltava in silenzio e non poneva domande. Il santo gli disse:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- In tutti gli anni che mi hai reso visita, non hai ancora posto una domanda. Non vuoi imparare niente?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Mi basta guardarti, Abba. - Ciò mi insegna molto, rispose con rispetto l’anziano”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da ciò che abbiamo scritto sin qui, apprendiamo che non esiste altra via certa se non quella di confessare ogni pensiero ai Padri che hanno il dono del discernimento, di ricevere da loro soli la condotta nella virtù, di non affidarsi mai al proprio giudizio… Poiché confessarsi a qualcuno che non possiede il discernimento, che non ha esperienza, mette a rischio di perdizione ambedue le anime. Abba Poemen consiglia di non affidare la propria confessione a chi risulta sconosciuto alla nostra coscienza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Abba Cassiano e i suoi discepoli resero visita ad Abba Mosè (un vecchio brigante divenuto uno dei più grandi santi del deserto) e lo interrogarono sulla confessione dei pensieri. Mosè rispose loro: “ È buona cosa, figli miei, non nascondere i propri pensieri ai Padri e confessarli francamente e sinceramente. Non bisogna ascoltare il proprio giudizio, ma sottomettersi, senza esclusione alcuna, a quello dei Padri. Non bisogna confessare a chiunque i segreti del cuore, ma a degli anziani divenuti spirituali, che sanno discernere, che hanno la stima di molti e non soltanto i capelli bianchi. Molti sono coloro che si fissano sulle cose esteriori e rivelano i loro pensieri; al posto della guarigione trovano la disperazione, a causa dell’inesperienza di chi li ascolta”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;San Massimo il Cavsocaliba – l’uomo ardente delle capanne – è stato vittima di un confessore inesperto a cui aveva rivelato le sue visioni e l’incontro con la Deipara sulla cima del Monte Athos: per questo, fu considerato un folle, un uomo smarrito. Ma fu una grazia per san Massimo, che si servì dell’epiteto “smarrito” per salvarsi dalle lodi degli uomini, dicendo a tutti quelli che lo avvicinavano: “Allontanatevi da me, sono un uomo smarrito”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“I Padri esperti, insegna Cassiano il Romano, non si muovono per loro volontà, ma sono mossi da Dio e dalle Scritture ispirate. Che sia necessario interrogare coloro che sono progrediti nella virtù, è scritto in molti passi della Santa Scrittura, come nella Vita di san Samuele, che, ancora bambino, fu consacrato dalla madre a Dio e fu degno di conversare con il Signore e che tuttavia non si affidò a propri pensieri, andando a consultare il Padre spirituale Eli, apprendendo così che avrebbe dovuto rispondere a Dio. Nonostante Dio, con la Sua chiamata, lo avesse reso degno di Lui, volle che fosse sottomesso al padre spirituale, affinché vivesse nell’umiltà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allo stesso modo, Cristo che scelse e chiamò Paolo, avrebbe potuto aprirgli subitamente gli occhi, mostrandogli la via della perfezione; tuttavia lo inviò da Anania, orinandogli di imparare da quest’ultimo la via della verità e dicendogli: “Alzati, torna in città e là ti sarà detto cosa devi fare”. Tali esempi ci insegnano a lasciarsi guidare da coloro che sono perfetti… “Salii, dice Paolo, a Gerusalemme per incontrare Pietro e Giacomo, per esporre loro il Vangelo che predico, con il timore di correre o di aver corso invano”, nonostante la grazia del Santo Spirito fosse con lui nella potenza dei miracoli compiuti. Chi può essere talmente orgoglioso e presuntuoso da reggersi unicamente sul proprio giudizio, quando il vaso di elezione confessa che è necessario il parere degli apostoli? Dunque è chiaro che – i fatti lo dimostrano – il Signore non rivela la via della perfezione se non a quelli che sono guidati dai Padri spirituali. Perciò Dio, per bocca del profeta, dice: “Interroga tuo padre e te lo insegnerà, interroga i tuoi anziani e te lo diranno…”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Similmente all’apostolo, il padre spirituale conosce i dolori del parto, gli attacchi dei demoni scatenati contro di lui, poiché i demoni si vendicano sul padre spirituale, dice Nilo l’Asceta, e vanno a turbarlo di giorno e di notte, suscitando, a suo danno, le calunnie, le difficoltà, i pericoli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Talvolta, accade, dice Giovanni il Carpato, che il maestro si esponga al disonore, subisca delle prove per il bene dei discepoli. “Siamo privi d’onore e disprezzati, voi siete gloriosi e forti in Cristo”, scrive Paolo ai Corinti. San Simeone il Nuovo Teologo fu attaccato dai suoi monaci animati dal diavolo. Il patriarca di allora lo condannò all’esilio, ma tornò sui suoi passi grazie alla richiesta e alle preghiere del santo e si limitò a disperdere i calunniatori. Ma, da buon pastore che era, non potendo tollerare il monastero deserto, si mise a cercarli, inviando loro ciò che era indispensabile a sopravvivere. In seguito, andò da ciascuno di loro, chiedendo perdono come se li avesse offesi e dopo qualche tempo riuscì a farli tornare al monastero.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Ricevi e ascolta con pietà le istruzioni divine e spirituali dei Padri. Le cose spirituali sono inaccessibili a coloro che sono privi di esperienza, dice san Macario. La comunicazione del Santo Spirito è data all’anima santa e fedele… I tesori celesti dello Spirito sono resi manifesti a colui che ha acquisito l’esperienza. Quello che non è stato iniziato non può comprendere assolutamente niente”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Dunque ascolta con pietà ciò che ti è rivelato su tali cose fino al momento in cui sarai ritenuto degno di riceverle. Allora vedrai, con gli occhi sperimentati dell'anima, a quali beni e a quali misteri le anime dei cristiani possono, sin qui, comunicare…”, ci insegnano i santi Callisto ed Ignazio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;(Da: Callinique l'Esicaste, Paris, Fraternitè Orthodoxe Saint Gregoire Palamas)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Tratto da: orthodoxia.it/theodoros &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.orthodoxia.it/theodoros" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-3148574467623084215?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/3148574467623084215'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/3148574467623084215'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/01/la-paternita-spirituale-nei-padri-del.html' title='La paternità spirituale nei Padri del Deserto e nella Tradizione bizantina.'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-pV37Wlrs06g/TybO6lAGwyI/AAAAAAAAD2w/vQELI31WzoY/s72-c/Logo-Theodoos.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-6491889106025772733</id><published>2012-01-26T15:45:00.008+01:00</published><updated>2012-01-30T18:10:17.669+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa Otodossa'/><title type='text'>La Spiritualità Cristiana Ortodossa</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-pV37Wlrs06g/TybO6lAGwyI/AAAAAAAAD2w/vQELI31WzoY/s1600/Logo-Theodoos.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-pV37Wlrs06g/TybO6lAGwyI/AAAAAAAAD2w/vQELI31WzoY/s1600/Logo-Theodoos.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Vescovo Silvano (Livi)&lt;br /&gt;Introduzione alla Spiritualità Cristiana Ortodossa.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Non è facile parlare di una "Spiritualità Ortodossa", almeno nel senso che gli Occidentali sono ormai abituati a dare alla parola "Spiritualità", in quanto la Chiesa degli Apostoli e dei Padri Teofori (portatori di Dio), in una prospettiva un tempo comune all’ Oriente come all'Occidente, non distinguevano la cosiddetta "spiritualità" dagli altri aspetti della vita del Cristiano, individualmente preso, e della Chiesa nella sua Cattolicità.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ogni realtà, infatti, se vuol essere affrontata ecclesialmente, deve essere messa in una prospettiva spirituale. Nell'Ortodossia, nei Padri, la cosiddetta spiritualità è indissolubilmente unita al dogma, alla teologia, alla liturgia, nonché alla morale ed al Diritto canonico. In una parola: alla Vita della Chiesa come Corpo Mistico di Cristo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Racconta uno scrittore ortodosso prima cattolico-romano, che quando nel suo Monastero Benedettino stava per divenire sacerdote accadde questo episodio che riprendo testualmente dalle sue parole:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Poco prima della mia ordinazione sacerdotale, il Padre Abate mi consigliò di leggere qualche buon libro sul sacerdozio. Gli risposi che mi sarebbe piaciuto leggere qualche trattato dei Padri su tale argomento. Egli replicò vivamente: "Ma mio giovane fratello, non pensarci nemmeno! Sarai ordinato fra tre settimane: ti è necessario qualcosa di serio sul sacerdozio. I Padri avrai sempre il tempo di leggerli più tardi, come complemento". Così mi fu concessa una piccola opera del XIX secolo, altrettanto sentimentale nelle sue effusioni che raziocinante nella sua teologia. Mi sono spesso imbattuto in analoghi atteggiamenti. Un altro superiore monastico al quale ho parlato dei Padri mi rispose: "Si, certo ci sono cose belle nei Padri; ma vi manca la teologia e la mistica. Non vi fu vera teologia nella Chiesa prima di S. Tommaso. E se in Oriente vi sono stati dei grandi asceti, non vi furono mistici. Il misticismo, nella Chiesa, comincia con S. Bernardo e non è giunto a maturità che con S. Giovanni della Croce nel XVI secolo."&lt;br /&gt;(Archimandrita Placide (Deseille) - Tappe di un Pellegrinaggio in "La Pietra" n.0/1995)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' evidente che sia il comportamento dell'Abate che l'affermazione dell'altro Superiore monastico cattolico-romano sono espressione di una mentalità che tende a separare la Mistica, terreno troppo alto per la spiritualità ordinaria dei comuni cristiani, sia dalla teologia che dagli altri aspetti della vita della Chiesa, primi fra tutti la Liturgia e il culto divino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure se noi domandassimo ad un antico Padre dove più che in ogni altro luogo della vita della Chiesa noi possiamo trovare la "Vita Spirituale" della Chiesa stessa è alla Liturgia che egli ci rimanderebbe, continua dossologia, continua lode, continua supplica ed intercessione ma soprattutto continua epiclesi, "invocazione" del Santo Spirito perché compia con la sua forza ciò che noi con la nostra debolezza siamo incapaci di fare: la trasmutazione della realtà creata in realtà partecipe del divino, di Dio il Padre,il Figlio ed il Santo Spirito.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo atteggiamento della Chiesa Ortodossa e dei suoi Padri si è rivelato chiaramente nel corso della cosiddetta "controversia palamitica" o "controversia esicasta". Di questo dovremo parlare un po' più diffusamente perché attualmente molti fanno, in occidente, l'equazione spiritualità ortodossa=preghiera esicasta, oppure ortodossia=esicasmo. Ora se questo ha un aspetto di verità non è vero in senso assoluto e deriva da un fraintendimento. Un libro che ha avuto il grande merito di far conoscere in occidente il mondo dell'anima ortodossa è però lo stesso libro che ha generato il fraintendimento. Quando i Racconti di un pellegrino russo furono tradotti nelle lingue occidentali e fece scoprire all'Occidente ormai del tutto raziocinante ed arido l'esistenza della preghiera interiore, ossia la cosiddetta "preghiera del cuore" gli occidentali furono subito tentati di vedere in essa una specie di yoga cristiano, e nell'Ortodossia la forma orientale del Cristianesimo. La contrapposizione si spostò da ortodossia/eterodossia a oriente/occidente. Mentre noi sappiamo bene che per secoli è esistita una Ortodossia Occidentale senza che Sant'Ambrogio o Sant' Ilario di Poitiers abbiano mai pensato di sentirsi "orientali". Questo non per negare che la parte orientale della Chiesa abbia un suo "stile" peculiare ed una sua peculiare ricchezza ma perché tutto questo nulla sarebbe se essa avesse perso l'Ortodossia della Fede che è il suo tesoro più prezioso. Esistono delle Chiese Orientali che sono "eterodosse" ed una Ortodossia Occidentale sta rinascendo pur tra tanti travagli e difficoltà, e per Ortodossia Occidentale non intendo solo, né principalmente come taluni fanno, "di rito Occidentale". Questo libro che mostra come attraverso la sua esperienza, anche un semplice contadino può arrivare alla vetta più alta della preghiera e dell'unione con Dio venne intellettualizzato. Niente di più fuorviante. La "preghiera di Gesù" praticata dal Pellegrino Russo è una preghiera estremamente semplice e povera, è quella che in occidente si chiama "giaculatoria" e consiste nella ripetizione del "Kyrie eleison", spesso ampliato nell'espressione "Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore" o altra espressione consimile. Spesso alla Domenica o nel tempo Pasquale si sostituisce con l'espressione "O risorto dai morti, salvaci!", e talvolta si alterna con invocazioni rivolte alla Deipara o ai Santi. Viene pronunciata con le labbra a mezza voce finché, con la lunga e costante pratica, non si interiorizza e la ripetizione vocale diviene superflua. Legata al respiro essa fa sì che tutto l'essere umano, corpo ed anima, preghi. Presuppone inoltre che l'uomo faccia silenzio dentro di se , unificando il pensiero sulle parole della preghiera (di qui il nome di "preghiera monologica", ossia "di una sola parola" ma anche "di un solo pensiero") e soprattutto che alla preghiera si accompagni lo sforzo ascetico che tende alla purificazione dalle passioni, specie dell'egoismo e del primato dell'esteriore, della sensualità, dell'edonismo. Così tutte le facoltà umane tendono a riunirsi in quell'armonia in cui si trovavano nell'uomo edenico, prima del peccato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' però necessario sapere alcune cose.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1 – La "preghiera del cuore" non è certamente l'unica forma di preghiera personale presente nella Chiesa Ortodossa. E nemmeno la più alta che è invece la Divina Liturgia dove si celebra l'Eucaristia del Signore e ci si nutre del Suo Corpo vivificante e del suo Sangue prezioso. Poi il ciclo della ufficiatura quotidiana, la lettura del salterio e tutte le altre forme di preghiera. Tutte queste forme hanno lo stesso fine. Quello che rende "singolare" la preghiera del cuore è che, per la sua semplicità, è adatta a ogni uomo. Per questa ragione, nel mondo ortodosso, talora è chiamata semplicemente "la preghiera".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;2 – Alcuni si sono santificati quasi esclusivamente con "la preghiera", altri la hanno pressoché ignorata. Basti pensare alla spiritualità sacramentaria di San Giovanni di Cronstadt tutta centrata sull'Eucaristia . Questo non deve preoccupare perché l'Ortodosso sa che sia la preghiera comunitaria e quella personale, che la preghiera monologica e quella liturgica non sono tra di loro opposte, sono invece complementari, sussidiarie e talvolta possono benissimo convivere anche contemporaneamente. Spesso nel mondo ortodosso capita di vedere cristiani o monaci nelle chiese inchinarsi, farsi il segno della Croce e recitare sotto voce la preghiera mentre tra le dita scorre una specie di rosario che è chiamato in greco "komvoskini" in russo "tciotki". E questo anche durante lo svolgimento dei sacri offici.Questo deriva dal fatto che la preghiera ortodossa non è discorsiva ma contemplativa, risiede nel cuore (inteso non come sentimento ma come centro dell'essere) non nell'intelletto. E' la stessa cosa che accade quando lo sguardo si posa su un'icona nel momento della celebrazione. Non c'è distrazione perché, mentre gli occhi contemplano l'icona, il cuore è totalmente coinvolto nell'azione sacra che si sta celebrando. Allo stesso modo esistono varie situazioni per la preghiera. Si può pregare camminando, lavorando, ma si può anche isolarsi, in silenzio tranquillo "esichia", come fanno i monaci detti appunto "esicasti" facendo partecipare tutto il corpo alla preghiera con una posizione raccolta oppure con delle inclinazioni del corpo (metanie) più o meno profonde, e dei segni della croce. L'importante è che la meta a cui si tende è il far sì che lo Spirito che s'impossessi dell'orante. "Non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me". La vita di San Serafino di Sarov ha un episodio magnifico quello dell'"acquisizione della Grazia dello Spirito santo" che trasfigura il Santo ed il suo discepolo Motovilov sulla bianca neve della Russia, in una luce sovrumana: la Luce increata delle energie divine di cui parlava San Gregorio Palamas.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;3 – E' necessario distinguere "la preghiera" nella sua essenza da tutte le particolari pratiche "fisiche" ed esercizi vari che la possono accompagnare e – se praticati correttamente – facilitare. Non bisogna però dimenticare che fine della preghiera nella sua essenza non è nient'altro che l'unione con Dio, la "deificazione". "Dio si è fatto uomo perché l'uomo possa diventar dio" dicono ininterrottamente i Padri. A questo tende "la preghiera" come tutta la vita Cristiana. Chi confonde l'anima della preghiera con gli esercizi di respirazione o di concentrazione trasformandola in yoga cristiano assume, già lo accennavamo, una posizione totalmente fuorviante. E queste posizione, in epoca di new-age – sono, purtroppo, molto comuni. La preghiera senza la partecipazione integrale alla pienezza della vita della Chiesa Ortodossa, non è nulla. La preghiera senza la vita sacramentale, non è nulla. La preghiera senza la guida di un padre spirituale ortodosso può addirittura essere pericolosa, sia sul piano psicologico, che sul piano fisiologico, ma soprattutto sul piano spirituale, specie se si dà soverchia importanza alle pratiche fisiche.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dicevamo che ciò che conta nella Preghiera, come in tutta la vita Cristiana è la tendenza alla "deificazione" che provocò una grande controversia all'epoca di San Gregorio Palamas prima monaco Athonita poi Arcivescovo di Tessalonica. Non possiamo qui soffermarci troppo sulla teologia Palamita, che esulerebbe dai limiti di una introduzione ma, come abbiamo anticipato all'inizio, dobbiamo evidenziare che, indipendentemente dal fatto che Gregorio Palamas fu il grande difensore dei monaci esicasti , egli ha avuto il merito di mettere a fuoco una dottrina, che per gli Ortodossi è ben più di un semplice facoltativo theologumenon, che ha mostrato che è possibile fin da questa vita terrena l'unione con Dio e la conoscenza di Dio, distinguendo, sulla linea dei Santi Padri che lo avevano preceduto, l'Essenza divina dalle sue Energie increate. Dio,infatti, è inconoscibile nella sua Essenza ma è conoscibile e partecipabile nelle sue Energie increate dette anche Attributi (Bellezza, Sapienza, Amore, Bontà, Misericordia…. ecc.). Detto in parole semplici la dottrina Palamita non condanna l'uomo alla realtà Creata ove la salvezza risiederebbe, come per il Tomismo, in un "organismo sovrannaturale" – la "grazia creata" – che si sovrappone alla natura umana come un surplus, ma nella reale soprannaturalità dell'uomo, creato a immagine e somiglianza divina, e capace di partecipare alle energie increate - "Grazia increata "- divenendo egli stesso "dio per grazia".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo è il cuore stesso della vita della Chiesa, il fine a cui tutta la creazione, insieme all'uomo, tende come nei gemiti del parto, per usare l'espressione Paolina, finché Dio sarà "tutto in tutti" nella pienezza escatologica anticipata nella Resurrezione di Cristo e celebrata fin d'ora nella partecipazione ai tutti immacolati Misteri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tratto da: orthodoxia.it/theodoros &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.orthodoxia.it/theodoros" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-6491889106025772733?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/6491889106025772733'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/6491889106025772733'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/01/introduzione-alla-spiritualita.html' title='La Spiritualità Cristiana Ortodossa'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-pV37Wlrs06g/TybO6lAGwyI/AAAAAAAAD2w/vQELI31WzoY/s72-c/Logo-Theodoos.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-6456376485476099536</id><published>2012-01-25T14:16:00.007+01:00</published><updated>2012-01-25T15:06:29.828+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Messaggi da Medjugorje 2012'/><title type='text'>Messaggio della Madonna di Medjugorje del 25 gennaio 2012</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: center;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-krxC571sAPM/TwXvdt2iCII/AAAAAAAADnU/lk44cJU4YEE/s1600/Madonna-Medjugorje-Podbrdo.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="149" rea="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-krxC571sAPM/TwXvdt2iCII/AAAAAAAADnU/lk44cJU4YEE/s320/Madonna-Medjugorje-Podbrdo.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;La Regina della Pace&lt;br /&gt;("Gospa" in croato) &lt;br /&gt;sul colle delle apparizioni, il Podbrdo&lt;br /&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;*&amp;nbsp;&amp;nbsp;*&amp;nbsp;&amp;nbsp;*&amp;nbsp; *&amp;nbsp; *&amp;nbsp; * &amp;nbsp;*&amp;nbsp; *&amp;nbsp; * &amp;nbsp;*&amp;nbsp; * &amp;nbsp;*&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img border="0" kca="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-zICnfc6Gtj4/To-IekaJtGI/AAAAAAAAC98/X3x4olO6EQg/s1600/Marija+Pavlovic+copia.png" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;Ultimo messaggio della Madonna di Medjugorje&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;del 25 gennaio 2012 a Marija Pavlovic&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;img src="https://lh6.googleusercontent.com/_z9Oxn4yyscI/TW7DFJkTHiI/AAAAAAAAB4k/Z8dxYgOuDAU/s800/ITALY.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Cari figli, anche oggi vi porto tra le mie braccia il mio figlio Gesù affinché Lui vi dia la Sua pace. Pregate figlioli e testimoniate perché in ogni cuore prevalga non la pace umana ma la pace divina che nessuno può distruggere. Questa è quella pace del cuore che Dio dà a coloro che ama. Attraverso il battesimo tutti voi siete chiamati e amati in modo particolare, perciò testimoniate e pregate per essere le mie mani tese in questo mondo che anela a Dio e alla pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="https://lh6.googleusercontent.com/_z9Oxn4yyscI/TW7DWnSZgHI/AAAAAAAAB4o/glLikJNE3_Q/s800/UK.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="d"&gt;Dear children! Also today, in my arms I am carrying my Son Jesus to you, for Him to give you His peace. Pray, little children, and witness so that in every heart, not human but God's peace may prevail, which no one can destroy. It is that peace in the heart which God gives to those whom He loves. By your baptism you are all, in a special way called and loved, therefore witness and pray that you may be my extended hands to this world which yearns for God and peace. Thank you for having responded to my call.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-6456376485476099536?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/6456376485476099536'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/6456376485476099536'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/01/messaggio-della-madonna-di-medjugorje.html' title='Messaggio della Madonna di Medjugorje del 25 gennaio 2012'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-krxC571sAPM/TwXvdt2iCII/AAAAAAAADnU/lk44cJU4YEE/s72-c/Madonna-Medjugorje-Podbrdo.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-734444326565908891</id><published>2012-01-20T00:33:00.003+01:00</published><updated>2012-01-20T00:46:55.020+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='S. Vincenzo di Sarazozza'/><title type='text'>San Vincenzo di Saragozza Martire</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-av53i6aEMEc/TximEJxjSlI/AAAAAAAADxE/HUj6PwcofVw/s1600/San-Vincenzo-di-Saragozza.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" nfa="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-av53i6aEMEc/TximEJxjSlI/AAAAAAAADxE/HUj6PwcofVw/s200/San-Vincenzo-di-Saragozza.jpg" width="65" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;San Vincenzo è senza dubbio fra i martiri maggiormente conosciuti e venerati nel mondo cattolico e il suo culto, sin dai tempi più remoti, si è tramandato in molti paesi e non solo della Spagna sua patria. A tal proposito Sant'Agostino scriveva: "Qual è oggi la contrada, qual è la provincia dove si estendono l'impero romano e il nome di Cristo che non celebri con gioia l'anniversario del martirio di San Vincenzo"? Sant’Agostino, dal 410 al 413 ogni 22 Gennaio pronunciava, dalla basilica Restituta di Cartagine, discorsi in onore del diacono martire Vincenzo. Il Santo si festeggia ancora il 22 Gennaio in diverse località dell’Europa, dell’Africa e perfino delle lontane Americhe. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In Italia 91 tra parrocchie e chiese venerano il suo nome; sin dal Trecento è protettore della città di Vicenza che, secondo una vecchia leggenda, ne porta il nome.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La fama di santità di Vincenzo fu grande fin da quando era in vita a tal punto che tre città spagnole si mostrarono da sempre piamente rivali nel rivendicare il titolo di sua patria: Valencia, Saragozza e Huesca; secondo la tradizione più attendibile egli nacque a Huesca, alle propaggini dei Pirenei.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di nobile famiglia, figlio del console Eutichio e della matrona Enola, Vincenzo ebbe un'educazione pari al suo stato: destinato alle lettere, venne ben presto affidato dal padre a Valerio, vescovo di Saragozza, perché provvedesse alla sua formazione spirituale. Vincenzo corrispose pienamente agli insegnamenti del suo maestro e crebbe nella pietà e nella virtù tanto che il vescovo lo nominò arcidiacono considerandolo suo braccio destro; conquistò tanta fiducia in Valerio che gli affidò anche il compito di predicare in sua vece.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intanto Diocleziano scatenava la persecuzione contro i cristiani. Gli editti dell'imperatore non lasciavano dubbi: dovevano essere distrutti gli edifici, i libri e gli arredi cristiani; i cristiani che ricoprivano cariche pubbliche sarebbero stati esautorati e sottoposti a torture; tutti i sudditi dell'impero prima di compiere una qualsiasi azione pubblica dovevano offrire sacrifici agli dei.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questo clima terribile il vescovo Valerio e l'arcidiacono Vincenzo non si sottrassero ai loro doveri e continuarono a testimoniare la loro fede. Così quando Daciano, il prefetto della provincia spagnola nella quale vivevano, ordinò il loro arresto Valerio e Vincenzo non fecero nulla per sfuggire al persecutore. Condotti a Valencia, dove Daciano teneva il tribunale, furono fustigati e torturati. Ma il crudele prefetto tentò invano di piegare la loro volontà e fiaccare i loro corpi anzi si meravigliò, quando vennero portati al suo cospetto, di trovarli ancora in buone condizioni fisiche. Daciano si adirò con le guardie, accusate di essere state troppo tenere con i due cristiani, poi cercò di adoperare le armi della persuasione. Queste furono le parole di Vincenzo anche a nome di Valerio: "La nostra fede è una sola. Gesù è il vero Dio: noi siamo suoi servi e testimoni. Nulla noi temiamo nel nome di Gesù Cristo e vi stancherete prima voi a tormentarci che noi a soffrire. Non credere di piegarci né con la promessa di onori né con la minaccia di morte, perché dalla morte che tu ci avrai dato saremo condotti alla vita".&lt;br /&gt;Daciano mandò il vescovo in esilio e riversò la sua ira su Vincenzo. Il primo supplizio a lui riservato fu quello del cavalletto: uno strumento di tortura terribile che slogava tutte le ossa del corpo. Vincenzo rimaneva con gli occhi al cielo in preghiera, come se il supplizio non lo riguardasse. Daciano, pensando che la tortura fosse troppo lieve, comandava di arpionare il corpo con uncini di ferro. II Santo conservava lo stesso atteggiamento. Anzi cosi parlava rivolgendosi al carnefice: "Tu mi fai proprio un servizio da amico perché ho sempre desiderato suggellare con il sangue la mia fede in Cristo. Vi è un altro in me che soffre, ma che tu non potrai mai piegare. Questo che ti affatichi a distruggere con le torture è un debole vaso di argilla che deve ad ogni modo spezzarsi. Non riuscirai mai a lacerare quello che resta dentro e che domani sarà il tuo giudice".&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-vwj67JqfzcE/Tximl4M0BMI/AAAAAAAADxM/DcMVsgbZVrI/s1600/S-Vincenzo-martire.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" nfa="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-vwj67JqfzcE/Tximl4M0BMI/AAAAAAAADxM/DcMVsgbZVrI/s320/S-Vincenzo-martire.jpg" width="212" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;II prefetto, con gli occhi fuori dall'orbita per la rabbia, ordinava le ultime atrocità: la graticola e le lamine infuocate. Vincenzo continuava a sopportare le torture impassibile. Daciano allora decideva di sospendere quel genere di torture. Vincenzo veniva portato in una oscura prigione e disteso sopra cocci di vasi rotti perché gli si rinnovassero le piaghe e i dolori.&lt;br /&gt;A quel punto avveniva il miracolo: le catene si spezzavano e i cocci si trasformavano in fiori, mentre uno splendore di luce celestiale illuminava la cupa prigione. Gli angeli scendevano dal cielo per consolare Vincenzo e prepararlo a godere del Paradiso. II carceriere del Santo si convertiva.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Daciano si apprestava all'ultimo tentativo: convincere Vincenzo non più con le torture ma con favori. Lo faceva trasferire su un morbido letto e gli concedeva di ricevere i suoi amici cercando invano di piegarlo con le lusinghe.&lt;br /&gt;Reso forte dalla fede in Cristo, Vincenzo moriva il 22 gennaio del 304 e veniva portato in cielo da un coro di angeli festanti.La leggenda racconta che dopo la morte Daciano ordinò che il corpo del Martire venisse gettato in un campo deserto e dato in pasto alle fiere. Dio però intervenne mandando un corvo a vegliare le spoglie del Santo e a difenderle.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Successivamente il prefetto ordinò che il cadavere fosse rinchiuso in un sacco e gettato in mare, legandovi un grosso sasso in modo da trascinarlo in fretta al fondo. Ma il sasso galleggiò e la brezza trasportò le sacre spoglie verso una spiaggia dove furono raccolte in seguito ad una doppia apparizione, ad un cristiano e ad una vedova: lo stesso Santo indicava il luogo dove giaceva il suo corpo e in quel luogo accorrevano i fedeli per dargli onorata sepoltura. Intanto, con l'avvento dell'imperatore Costantino che si era convertito al cristianesimo, a Valencia veniva eretta una basilica in onore di San Vincenzo e sotto l'altare principale venivano composte le sue reliquie. Tuttavia, in seguito all'invasione dei Mori, i cristiani di Valencia trafugavano il corpo del Martire per metterlo al sicuro in Portogallo, in una chiesetta fatta appositamente costruire in località del promontorio oggi detto Capo San Vincenzo. Finita la guerra contro i Mori, le sante spoglie furono imbarcate in una nave che fece rotta verso Lisbona. Narra la leggenda che durante il viaggio alcuni corvi si posarono sulla prua e sulla poppa di tale nave quasi a voler significare la loro rinnovata protezione al Santo martire che già un giorno avevano salvato dalle fiere. Giunto in città, il corpo venne deposto nella chiesa di San Giusto e Santa Rufina e dopo qualche tempo, esattamente il 15 Settembre del 1173, trasportato solennemente in cattedrale. In ricordo vennero coniate delle monete d'oro con l'immagine di Vincenzo su di una nave in compagnia di due corvi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Numerosi e straordinari miracoli si operavano ovunque e si operano tuttora all'invocazione del santo nome benedetto dal cielo. Gregorio di Tours narra di come gli abitanti di Saragozza vennero salvati dall'assedio posto da Childeberto re dei Franchi grazie all'intercessione di San Vincenzo la cui tunica custodivano e veneravano. Fatta la pace lo stesso Childeberto portava a Parigi un'altra reliquia che si venerava a Saragozza: una stola del Santo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Protettore in particolare degli orfani, delle vedove e dei poveri, San Vincenzo porta un nome che, da Vincens, vuole essere per noi un simbolo e un augurio di vittoria. Vincenzo è il vincente, colui che vince il male, qualunque esso sia, ed è accanto a noi tutte le volte che con fiducia illimitata gli chiediamo di aiutarci a vivere secondo la legge di Dio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Tratto da: Monastero San Vincenzo - Monaci Benedettini Silvestrini &lt;/em&gt;&lt;a href="http://sanvincenzo.silvestrini.org/index.html" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-734444326565908891?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/734444326565908891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/734444326565908891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/01/san-vincenzo-di-saragozza-martire.html' title='San Vincenzo di Saragozza Martire'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-av53i6aEMEc/TximEJxjSlI/AAAAAAAADxE/HUj6PwcofVw/s72-c/San-Vincenzo-di-Saragozza.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-3265553375736589348</id><published>2012-01-19T23:13:00.010+01:00</published><updated>2012-01-19T23:50:07.103+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vangelo di Marco'/><title type='text'>Dal Vangelo secondo Marco (1,14-20)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Il Vangelo del giorno: domenica 22 gennaio 2012. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;III domenica del Tempo Ordinario - Anno (B)&lt;br /&gt;S. Vincenzo di Saragozza, Diacono e martire.&lt;br /&gt;Meditazione di Don Maurizio Roma.&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-miHD_lcN0bc/TxiVYpjiWLI/AAAAAAAADw8/bI0kBf0NPIQ/s1600/Apostoli-chiamata.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;em&gt;&lt;img border="0" height="143" nfa="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-miHD_lcN0bc/TxiVYpjiWLI/AAAAAAAADw8/bI0kBf0NPIQ/s200/Apostoli-chiamata.jpg" width="200" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini». &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;E subito, lasciate le reti, lo seguirono. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguirono.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;hr style="border-bottom: #ffffff 1px dotted; border-top: #cccccc 2px dotted;" /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dio vi benedica!&lt;br /&gt;Vi lascio alla meditazione di Don Maurizio Roma.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;III domenica del T.O – Anno (B)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’inizio del ministero pubblico di Gesù segna praticamente la fine di quello del Battista. Dai vangeli sappiamo che per un breve periodo di tempo Gesù e Giovanni condividono la pratica del battesimo sulle rive del Giordano, nella regione della Giudea, ma la missione del precursore è orami giunta a termine. Il Vangelo di oggi, infatti, si apre informandoci dell’arresto del Battista.&lt;br /&gt;Gesù quindi si ritira in Galilea, dov’è cresciuto, e dove – almeno secondo l’evangelista Marco – comincia la sua opera di evangelizzazione e di chiamata.&lt;br /&gt;Riguardo quest’ultimo aspetto, non possiamo ignorare che a differenza di altri maestri d’Israele, Gesù sceglie direttamente i suoi seguaci reclutandoli senza particolari preavvisi, nei loro impegni quotidiani, nelle mansioni di ogni giorno.&lt;br /&gt;Secondo san Marco, la vocazione di Pietro e Andrea non avviene sulle rive del Giordano, con la collaborazione del Battista: «Ecco l’agnello di Dio!», bensì nei pressi del lago di Tiberiade.&lt;br /&gt;A parte questo dettaglio, quel che c’interessa è notare che, con Gesù, si apre una nuova prospettiva di relazione tra l’uomo e Dio: nessuna scuola, nessuna sinagoga d’appoggio per l’insegnamento delle Scritture, nessuna raccomandazione da parte di qualche giudeo influente… Il fascino che esercita e il modo assolutamente inedito di proporre la via di Dio, fanno di Gesù un rabbi senza precedenti e senza concorrenti; ha le idee chiare sul suo ministero di salvezza. Lo vediamo chiaramente anche per il fatto che i suoi discepoli divengono (in un certo senso) tutti apostoli: inviati ad annunciare la stessa grazia che hanno ricevuto. Con ciò non significa che tutti avranno la stessa missione dei dodici, ma fuori da ogni dubbio, tutti saranno interpellati dall’imperativo evangelico: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura».&lt;br /&gt;Dunque per Gesù non ci sono persone chiamate a seguire che non siano anche chiamate a guidare; senza confusione di ruoli, questo dovrebbe essere un concetto chiaro ad ogni cristiano, in qualunque stato di vita si trovi.&lt;br /&gt;La vocazione battesimale è già indice di un apostolato comune per coloro che la ricevono. Inoltre, la grazia sacramentale infonde ciò che di solito scarseggia nella natura, vale a dire, il coraggio dell’annuncio.&lt;br /&gt;È davvero curioso infatti notare che, a tal scopo, il Signore chiami dei pescatori, e non degli agricoltori o un’altra categoria di persone. Chiama dei pescatori di pesci per farne pescatori di uomini. Tralasciando per il momento la figura del pastore che in seguito sarà simbolicamente assunta dai dodici e dai loro successori, è importante, per adesso, soffermarci sulle caratteristiche proprie del pescatore. Questi, a differenza dell’agricoltore, se vuole mangiare deve andare a là dove i pesci si trovano. Le sue prede non sbucano dal terreno a seconda della stagione: non sono ortaggi! Il pescatore deve cercare il pesce, e per catturarlo deve studiarne i movimenti e i nascondigli: l’habitat.&lt;br /&gt;È evidente allora – anche se non possiamo farne una regola assoluta – che il discepolo di Cristo deve nutrire nel cuore il desiderio di pescare altri discepoli, nel solito modo in cui lui stesso è stato pescato da Cristo: Lui ci ha cercati e ci ha catturati.&lt;br /&gt;L’abbandono spontaneo delle reti e degli affetti manifesta inoltre la grande attesa che albergava nel cuore dei primi discepoli, come se in loro, il desiderio di essere portati via da quei legami, tanto buoni quanto limitati e limitanti, fosse chissà da quanto tempo sospirato, almeno inconsciamente. Aspettavano qualcuno che li liberasse; che allargasse gli orizzonti di quel lago, proponendogli la vastità di un mare, una nuova pésca, e magari anche un modo nuovo di essere pescatori.&lt;br /&gt;Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini… oserei specificare: voi sarete la “mia” rete. Il Vangelo che proclamiamo non è solo il mezzo per la cattura delle “prede”, bensì è il fine stesso del nostro apostolato. Per questo motivo non dovremmo mai perdere di vista che siamo solo delle “reti” che, raccolgono per portare, tutto nelle mani dell’unico Pescatore veramente in grado di pescare.&lt;br /&gt;Per questo motivo vogliamo far nostre le parole del Salmo responsoriale di oggi:&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Fammi conoscere, Signore, le tue vie,&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;insegnami i tuoi sentieri.&lt;br /&gt;Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;perché sei tu il Dio della mia salvezza.&lt;/i&gt;Se non chiediamo costantemente di conoscere quel che Dio vuole da noi, si rischia di non valorizzare suoi doni, a partire proprio dalla vocazione al discepolato e all’apostolato.&lt;br /&gt;In merito a questo dono, abbiamo un esempio molto istruttivo che c’è proposto direttamente dal libro di Giona.&lt;br /&gt;Sappiamo che le intenzioni del profeta non erano quelle di portare la salvezza agli abitanti di Ninive. Se è per indolenza o chiara opposizione alla volontà di Dio non possiamo stabilirlo con certezza. Ad ogni modo, è chiaro che l’Altissimo – se non trova di meglio – si serve anche dell’ostinazione umana per realizzare quanto desidera, ottenendo in questo caso un doppio effetto benefico: la conversione del profeta riottoso e quella dei destinatari della sua predicazione.&lt;br /&gt;Ovviamente, l’episodio della prima lettura è un caso limite, se risparmiassimo a Dio questa “fatica” tutto sarebbe davvero più semplice; qualcuno dovrà pur andare a catturare questi pesci lontani, no?&lt;br /&gt;Il discepolo degno di questo nome, quindi, non può sottrarsi alla fatica dell’apostolato senza correre il rischio di compromettere, sia la vocazione, sia un’autentica crescita umana e spirituale. Abbiamo forse abbandonato le reti del mondo per andare a ingarbugliarci in quelle di un’idea sbagliata di discepolato del Cristo? Ci è data anche questa possibilità...&lt;br /&gt;La nostra preghiera quotidiana dunque, sia pure perché il Signore mandi operai nella sua mèsse, ma non tralasci mai la preziosa richiesta che, una volta chiamati, svolgano con zelo e convinzione il loro dovere di discepoli e di apostoli.&lt;br /&gt;Sia lodato Gesù Cristo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;(Don Maurizio Roma)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;www.pievedilubaco.blogspot.com &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.pievedilubaco.blogspot.com/" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-3265553375736589348?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/3265553375736589348'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/3265553375736589348'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/01/dal-vangelo-secondo-marco-114-20.html' title='Dal Vangelo secondo Marco (1,14-20)'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-miHD_lcN0bc/TxiVYpjiWLI/AAAAAAAADw8/bI0kBf0NPIQ/s72-c/Apostoli-chiamata.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-628751985102138926</id><published>2012-01-19T21:57:00.000+01:00</published><updated>2012-01-19T21:57:06.608+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Madonna'/><title type='text'>Ave Maria di Guillaume Bouzignac</title><content type='html'>&lt;iframe width="438" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/iL09fOlewOU" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-628751985102138926?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/628751985102138926'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/628751985102138926'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/01/ave-maria-di-guillaume-bouzignac.html' title='Ave Maria di Guillaume Bouzignac'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/iL09fOlewOU/default.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-2460930711831692659</id><published>2012-01-18T00:44:00.014+01:00</published><updated>2012-01-18T03:06:49.955+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luciano Micheli'/><title type='text'>La leggenda del monaco Epifanio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-44M4NG-DkJ0/TxYlbPjBwRI/AAAAAAAADws/RAKq4wpeUPQ/s1600/Cristo-MonteSant%2527Angelo.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="173" kba="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-44M4NG-DkJ0/TxYlbPjBwRI/AAAAAAAADws/RAKq4wpeUPQ/s200/Cristo-MonteSant%2527Angelo.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sotto la dominazione normanna, all'inizio del secondo millennio, viveva in Sicilia un monaco di nome Epifanio. Faceva parte di quel movimento italo-greco, originato dalla fuga di monaci orientali dai monasteri di Siria, di Egitto e di Grecia, a causa delie invasioni persiane e arabe prima e della persecurione iconoclasta più tardi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forse solo per talento naturale, o forse perché educato al culto delle immagini e all'uso dei segni, Epifanio era quasi giunto alla maturità coltivando un desiderio. Voleva dipingere una tavola, con un grande Cristo, che esprimesse di lui tutto: la divinità e l'umanità, il mistero e la sua manifestazione. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;A volte il santo monaco si esaltava a fantasticare come sarebbe stata la sua tavola: ne vedeva i colorì, immaginava i lineamenti del volto di Cristo, maestosi, da Pantocratore, ma anche dolci, da amico. Altre volte, invece, cadeva in profondi scoramenti, perché giudicava presuntuoso quel sogno e perché pensava che mai avrebbe potuto trovare un modello per il Cristo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma il Cristo continuava a delincarsi, a disfarsi e a ricompotsi dentro il suo animo. Spesso lo dipingeva con la fantasia e poi si inginocchiava a pregarlo e passava così lunghe ore nella cella, sperando che Cristo stesso gli ispirasse qualcosa e, ingenuamente, gli prometteva che lui, il monaco Epifanio, avrebbe fatto accorrere attorno a quella tavola tanti uomini e donne e bambini e che si sarebbero convertiti all'osservanza dei suoi precetti, all'amore per il prossimo e alla fedeltà verso la santa Chiesa. Purché lui, il Cristo, gli facesse la grazia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un giorno il monaco Epifanio venne chiamato dal vecchio superiore, il quale lo accolse con benevolenza, si interessò alla salute della sua anima e del suo corpo e poi gli disse: «Figliolo, ascoltami bene, perché ora ti parlo a nome di Dio, come padre e responsabile del tuo cammino di perfezione. Io so che tu sei già avanti nell'ascesa verso il santo monte del Signore. So anche che nascondi nel segreto del tuo animo un grande disegno. Il nostro Signore Gesù ama manifestarsi agli uomini attraverso vie misteriose, usando tanti mezzi, e poteri, e segni. Ma sui cammini di Dio sono sempre gli uomini a portare l'Annuncio, perché fu lui un giorno a dire: andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Io sarò con voi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo diceva a uomini, che avevano ciascuno un volto, una voce, un cuore diversi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ebbene, dopo aver tanto meditato, e pregato e chiesto illuminazione, sono giunto a un discernimento, che io ritengo conforme ai piani di Dio e utile alla tua anima.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poiché tu hai il dono dell'arte, questa è la tua voce e il Signore vuole che tu percorra il cammino, annunciando la salvezza con le immagini che riuscirai a dipingere. Lo farai con la grazia di Dio. che io invocherò ogni giorno. Va dunque in pace e compi questa missione».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo aver pronunciato tali parole, il vecchio fece inginocchiare Epifanio, gli impose le mani in segno di benedizione è lo salutò con il segno della pace.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cominciò dunque Epifanio il lungo pellegrinaggio, del quale non conosceva la meta, ma bensì lo scopo: doveva trovare un modello per dipingere il Cristo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Senza portare nulla con sé, fedele al comando evangelico, si mise in viaggio verso Nord, vivendo di carità e fermandosi in tutti i villaggi e le città, facendo di tanto in tanto anche piccoli lavori manuali e mescolandosi alla gente nei mercati, nelle piazze, attorno ai castelli, nei campi e nelle feste, ovunque potesse trovare il possibile volto di Cristo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Passarono così giorni, mesi, anni, senza che Epifanìo riuscisse a trovare quello che cercava. Qualche volta gli era sembrato di scoprire il modello e aveva iniziato a dipingere. Ma poi si era fermato e aveva distrutto la tavola coperta dai primi segni, o già dai primi colori. Si accorgeva che mancava sempre qualcosa al modello: o era troppo umano, o troppo angelico, o femmineo o rude o banale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Attraversò momenti di scoraggiamelo durante i quali avrebbe senza dubbio rinunciato al progetto, se il ricordo delle parole del superiore — che del resto Epifanio aveva accolto come parola di Dio — non lo avesse sostenuto e spronato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un giorno Epifanio riflettè sul fatto che spesso gli accadeva di scorgere in un volto qualcosa, magari solo un particolare che corrispondeva al modello immaginato. Ma tutto il resto non era adatto a completare il dipinto. Fu questa, per il monaco, una grande illuminazione. Ecco come avrebbe potuto condurre a termine l'impresa: cercando in tanti volti diversi le parti che avrebbero composto il suo Cristo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da quel giorno mutò il modo di guardare la gente, perché andava cercando soltanto i particolari del modello.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando avvenne tale cambiamento si trovava all'incirca nella campagna attorno a Roma e decise di continuare il viaggio verso Nord, sempre fermandosi in tutti i luoghi dove fosse stato possibile incontrare uomini e donne di ogni specie.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A poco a poco Epifanio riprese coraggio e cominciò a tracciare i primi segni sulla tavola.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Incontrò la gioia in una fanciulla che cantava, chissà? forse pensando all'innamorato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Incontrò la forza in un contadino che trasportava pesanti sacchi di grano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scoprì la solennità nel volto di un vescovo che celebrava il pontificale, circondato da preti, da monaci e da umili fedeli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ritrasse la malinconia dagli occhi rassegnati di una povera prostituta. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Contemplò il segno della presenza di Dio sulla faccia implorante di un mendicante.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La bontà gli si rivelò nell'atteggiamento di un prete che assisteva un ammalato; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;la sofferenza dagli occhi di questi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi scopri la severità in un monaco che predicava la penitenza; e la giustizia in un saggio principe ornato dai sudditi. Una donna che allattava la creatura gli ispirò la tenerezza; un ladro inseguito dalle guardie la paura.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lesse nel pianto di una madre che accompagnava il figlio alla sepoltura, un dolore immenso, vicino alla disperazione. Mentre l'allegria sprigionava dal canto di un giullare e la misericordia dalla mano benedicente di un vecchio confessore. Epifanio raccolse tanti altri particolari del modello; li mescolava, li sovrapponeva, li completava l'uno con l'altro e infine li traduceva in segni e colori, cercando in ognuno anche la forma esteriore degli occhi, della fronte, dei capelli, del collo, delle mani. Il Cristo andava prendendo sempre più consistenza, ma il monaco non ne era ancora contento. Gli sembrava che mancasse qualcosa, nonostante i lunghi anni trascorsi a cercare, a dipingere, magari solo un breve tratto di pennello, per aspettare poi ancora giorni e giorni e riprendere improvvisamente, in seguito a un fortunato incontro. Che cosa mancava al suo Cristo?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Aveva intanto raggiunto la valle del Po e un giorno stava riposandosi, seduto ai margini di un prato, quando sentì il suono di un campanello che gli annunciava, come era prescritto, l'avvicinarsi di un lebbroso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sentì un brivido attraversargli tutto il corpo, ma non si mosse, sia perché era molto stanco e sia perché non gli sembrava caritatevole fuggire davanti a un fratello sventurato, tanto più che il lebbroso sapeva che non avrebbe potuto superare la distanza prescritta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Infatti il lebbroso si fermò appena lo vide e gli parlò: «Non avresti un pezzo di pane, anche duro, giacché non mangio da diversi giorni, fratello?».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Aveva il volto coperto dalle bende e da un velo e la sua voce si diffondeva come se giungesse da un luogo invisibile. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Certo che te lo posso dare un pezzo di pane, fratello mio. Te Io lascerò qui accanto, perché tu lo possa raccogliere. Ma dimmi, chi sei tu, che mi sembri parlare con una voce nobile e dolce? ».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;« Che importa dirti il mio nome. Vedo che hai dipinto un'immagine di Cristo. Dovresti sapere, fratello, che lui ha detto di essere in ciascuno di noi che soffriamo. Dunque questo io sono: il Cristo che tu dipingi».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Epifanio fu turbato dalle parole del lebbroso e, dopo aver deposto il pezzo di pane, raccolse la bisaccia, la tavola e il bordone, salutò lo sconosciuto e riprese il cammino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poco lontano si fermò e diede alcuni tocchi di pennello sulla tavola dipinta. Ecco che cosa mancava a quel volto: il mistero del Cristo velato anche dopo la sua manifestazione. La tavola era, così, completata e il monaco cercava un luogo dove fermarsi per sempre, lui e il suo Cristo, giacché era diventato ormai molto vecchio e doveva prepararsi a morire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Trovò un prato in mezzo a un bosco; depose la tavola sotto una grande quercia, nel cui tronco si era formata una specie di grotta naturale. Quando il tempo era bello stava nel prato a pregare e a meditare; quando pioveva o il vento lo flagellava, si nascondeva dentro la quercia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma la gente del villaggio vicino si accorse dell'arrivo di quel monaco che aveva portato una grande tavola con il Cristo raffigurato e cominciarono a venire uomini, donne e bambini a offrire doni al santo monaco e a pregare davanti al Cristo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I romei aumentarono sempre più, finché divennero una discreta folla. Passarono altri anni e il Signore concedeva ancora lunga vita al vecchio Epifanio. La devozione al Cristo era tanto aumentata che gli uomini avevano costruito attorno al dipinto una chiesa e poi alcuni di loro avevano voluto rimanere sempre col monaco e farsi essi stessi monaci e allora costruirono anche un monastero. Un giorno Epifanio chiamò i fratelli e raccontò loro la storia del suo Cristo e così concluse: « Poiché io ho conservato di ciascuno dei miei modelli il nome e il luogo dove li ho incontrati, vi domando la grazia di andarli a cercare, quelli che ancora troverete vivi e di portarli qui affinchè vedano come il Signore si sia servito di loro per dare agli uomini la grazia ». I monaci andarono e con gran fatica e dopo lungo cercare, tornarono portando quegli uomini e quelle donne che avevano trovato ancor vivi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando furono tutti davanti al Cristo, ciascuno cominciò a riconoscersi nell'immagine e prima ne furono contenti, ma poi cominciarono a litigare, perché ognuno sosteneva che il Cristo fosse solo la copia di se stesso. La gente che aveva costruito il santuario, invece, fu presa da molta delusione, perché diceva: ma allora quello non è il volto di Gesù Cristo, bensì di questi uomini e donne, che ora sono vecchi e brutti e anche cattivi: infatti litigano tra loro e non si amano come comanda il Vangelo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La chiesa di pietra e di calce risuonava di grida, di imprecazioni, mentre di solito non si sentivano che le preghiere dei fedeli e i canti dei monaci.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il vecchio Epifanio allora si alzò lentamente dal centro del coro dove si trovava e appoggiato ritto al bordone, appena si fece un gran silenzio, cominciò a parlare: « Figlioli miei, sono venuti qui oggi a venerare il volto di Cristo, coloro che hanno contribuito a dipingerlo: donne, uomini, vescovi, preti, monaci, prìncipi, ladri e prostitute. Ma nessuno di voi è uguale al Cristo. È Cristo che è simile a tutti voi, allo stesso modo che un giorno decise di farsi uomo, senza cessare di essere Dio e come ogni volta che si fa cibo consacrando il pane formato da tanti chicchi di grano. Questo volto di Cristo non sarebbe mai stato compiuto, se un giorno non avessi incontrato un santo romeo dal volto velato, che ora non è in mezzo a voi. Egli mi disse: "io sono il Cristo". Quel giorno il mio Cristo fu compiuto, perché mi fu ispirato il mistero che nessuno di voi mi avrebbe potuto rivelare. Il mistero è questo: non cercate mai nel Cristo il volto di un solo uomo, ma cercate in ogni uomo il volto di Cristo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E ora andate e annunciate il Mistero, perché tutti gli uomini possano scoprire il Volto».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da quel giorno si incontrano sempre, in qualche parte del mondo, uomini e donne che svelano il mistero del santo monaco Epifanio.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Tratto da: Muniat Intrantes Crux Domino Famulantes &lt;/em&gt;&lt;a href="http://muniatintrantes.blogspot.com/" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-2460930711831692659?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/2460930711831692659'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/2460930711831692659'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/01/la-leggenda-del-monaco-epifanio.html' title='La leggenda del monaco Epifanio'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-44M4NG-DkJ0/TxYlbPjBwRI/AAAAAAAADws/RAKq4wpeUPQ/s72-c/Cristo-MonteSant%2527Angelo.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-5904614933613474483</id><published>2012-01-18T00:17:00.010+01:00</published><updated>2012-01-18T03:03:02.281+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carmine Maurizio'/><title type='text'>La porta stretta</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-h5MYyJWDq5I/TxYoISmjYfI/AAAAAAAADw0/km1rYObFP-Y/s1600/Porta-stretta.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" kba="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-h5MYyJWDq5I/TxYoISmjYfI/AAAAAAAADw0/km1rYObFP-Y/s200/Porta-stretta.jpg" width="133" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Intorno alla stazione principale di una grande città, si dava appuntamento, ogni giorno ed ogni notte, una folla di "relitti umani": barboni, ladruncoli e giovani drogati! Di tutti i tipi, e di tutti i colori...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si vedeva bene, che erano infelici e disperati. Barbe lunghe, occhi cisposi, mani tremanti, stracci, sporcizia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Più che di soldi, avevano tutti bisogno di un po’ di consolazione, e di coraggio per vivere. Ma queste cose, oggi, non le sa dare quasi più nessuno!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Colpiva, tra tutti, un giovane, sporco, e con i capelli lunghi e trascurati, che si aggirava, in mezzo agli altri poveri "naufraghi" della città, come se avesse una sua personale "zattera" di salvezza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando le cose gli sembravano proprio andare male, nei momenti di solitudine e di angoscia più nera, il giovane estraeva dalla sua tasca un bigliettino, unto e stropicciato, e lo leggeva… Poi, lo ripiegava accuratamente, e lo rimetteva in tasca! Qualche volta, lo baciava: se lo appoggiava al cuore, o alla fronte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La lettura del bigliettino faceva effetto subito. Il giovane sembrava "riconfortato", raddrizzava le spalle, riprendeva coraggio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che cosa c'era scritto, su quel misterioso biglietto? Sei piccole parole, soltanto: "La porta piccola è sempre aperta!" Tutto qui...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Era un biglietto, che gli aveva mandato suo padre!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Significava che era stato perdonato e, in qualunque momento, avrebbe potuto tornare a casa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E una notte, lo fece! Trovò la porta piccola, del giardino di casa, aperta. Salì le scale, in silenzio, e si infilò nel suo letto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il mattino dopo, quando si svegliò, accanto al letto, c'era suo padre... In silenzio, si abbracciarono!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;"Il biglietto misterioso spiega che c'è sempre una piccola porta aperta, per l'uomo...&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Può essere la porta del Confessionale, quella della Chiesa, o del pentimento!&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;E là, sempre, un Padre che attende...&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Un Padre, che ha già perdonato, e che aspetta di ricominciare tutto, daccapo!"&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;(Ricevuto da Padre Carmine Maurizio)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-5904614933613474483?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/5904614933613474483'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/5904614933613474483'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/01/la-porta-stretta.html' title='La porta stretta'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-h5MYyJWDq5I/TxYoISmjYfI/AAAAAAAADw0/km1rYObFP-Y/s72-c/Porta-stretta.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-2349260143723583292</id><published>2012-01-16T00:23:00.007+01:00</published><updated>2012-01-16T00:49:39.384+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Divo Barsotti'/><title type='text'>Il monachesimo della Comunità dei Figli di Dio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-9nbSrdVFvy8/TxNfJ02SCMI/AAAAAAAADvY/0bEM1A-7aNM/s1600/Cristo-pantocratore.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Il nostro monachesimo interiorizzato.&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-9nbSrdVFvy8/TxNfJ02SCMI/AAAAAAAADvY/0bEM1A-7aNM/s1600/Cristo-pantocratore.jpg" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-9nbSrdVFvy8/TxNfJ02SCMI/AAAAAAAADvY/0bEM1A-7aNM/s200/Cristo-pantocratore.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'invocazione del nome di Gesù.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L’espressione latina fuga mundi ha indicato per secoli una delle caratteristiche essenziali ai primi monaci e padri del deserto che, per appagare la loro fame e sete di contemplazione, letteralmente fuggivano dalle città, considerate focolai di inquinamento e vizi nocivi per i loro ideali. Essere monaco era quindi quasi un sinonimo di “essere fuori”, fuori dalla città, dalla quotidianità civile, dal chiasso, dal mondo. Attualmente il carisma monastico sembra espandersi al di fuori delle mura dei monasteri e influenza la vita spirituale di molte persone.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;“Verrà un’epoca in cui i monaci giungeranno alla loro salvezza vivendo in mezzo alla gente” (Silvano del Monte Athos).&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi gli scritti dei Padri, sia orientali che occidentali, il significato profondo della liturgia, la lectio divina, la ricchezza della spiritualità dell’Oriente cristiano, sono oggetto di riscoperta da parte di molti laici impegnati in un cammino di fede.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’approfondimento della spiritualità orientale attraverso la lettura di autori ortodossi, la pratica della iconografia e della preghiera del cuore, dicono la realtà di un tema nuovo: il monachesimo interiorizzato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche in ambito cattolico alcuni autori spirituali hanno parlato di monachesimo interiorizzato intendendo con questo termine una forma di vita contemplativa accessibile a tutti, indipendentemente dal proprio stato di vita. Il monachesimo interiorizzato è, prima di tutto, un atteggiamento interiore che permette di vedere la vita come manifestazione del sacro in tutte le sue forme.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La C.F.D. ha come carisma specifico quello di vivere una vita cristiana all’insegna di un monachesimo interiorizzato aperto a tutti, teso al riconoscimento del primato di Dio, volto all’accoglienza di chiunque si senta chiamato a tendere alla pienezza della carità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il monaco, scrive il Padre, è l’uomo che vive radicalmente questa ricerca del fine ultimo che è Dio, il vero monaco non è che il perfetto cristiano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma in cosa il monachesimo vissuto e proposto dalla CFD si differenzia dal monachesimo tradizionale?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un primo aspetto consiste nella riscoperta di una “spiritualità monastica e contemplativa dei primi secoli, vissuta anche allora nel mondo, cioè in tutti gli stati di vita ed in tutte le condizioni da uomini e donne. L’universalità di questa vocazione monastica è favorita dall’interiorizzazione dello spirito monastico, non legato alle cose esteriori, ma alla rivelazione di una Presenza che dobbiamo dare con la nostra vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco allora emergere l’altro aspetto che fa della C.F.D. il più importante degli esempi di un monachesimo interiorizzato presente nella Chiesa latina, secondo F. Comandini. Per Divo Barsotti “il monachesimo interiorizzato è essenzialmente vita nello Spirito nell’esercizio delle virtù teologali. S’impone che la vita nello Spirito sia vissuta da tutti: tutti dovranno vivere la stessa esperienza di Dio, perché tutti hanno ricevuto lo Spirito Santo nel Battesimo… Il più umile e sconosciuto dei cristiani da solo può salvare il mondo con la dedizione di sé e la docilità allo Spirito divino, cioè con il proprio monachesimo interiorizzato” (F.Comandini).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo “stato” monastico dei membri della Comunità non è legato ad aspetti giuridici, quanto all’impegno personale, carismatico, di affermare e rendere testimonianza del primato di Dio, concretamente, nel primato della preghiera. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Pregare incessantemente”, insiste S. Paolo, perché la preghiera è la sorgente della nostra vita spirituale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La vita di preghiera, la sua densità, la sua profondità, il suo ritmo, danno la misura della nostra vita spirituale e ci rivelano a noi stessi. La vera preghiera sorge in uno spirito raccolto e silenzioso dove “l’essere è misteriosamente visitato… L’essenziale dello stato di preghiera è ascoltare la presenza di Cristo.” (Evdokimov).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le troppe parole dissipano; i lunghi discorsi non giovano al senso della Presenza; gli spirituali si contentavano di pronunziare il nome di Gesù, ma in questo nome contemplavano il Regno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A noi lo Statuto raccomanda “vivamente” l’invocazione al nome di Gesù (art. 21) e “la Preghiera di Gesù” è considerata, insieme col Mattutino di Resurrezione e con l’Acathistos, preghiera specifica della Comunità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“La Preghiera di Gesù libera i suoi spazi e vi attira Gesù con l’invocazione incessante: «Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore». Questa preghiera del pubblicano evangelico, contiene tutto il messaggio biblico: la Signoria di Gesù, la Sua filiazione divina, dunque la confessione della Trinità, l’abisso della caduta che invoca l’abisso della misericordia divina.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa preghiera risuona incessantemente dal fondo dell’anima; Gesù attratto nel cuore, è la liturgia interiorizzata e il Regno nell’anima pacificata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Nome riempie l’uomo come suo tempio, lo trasfigura in luogo della presenza divina” (Evdokimov).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Signore Gesù Cristo Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore… Il ricordo di Dio t’invade, ti penetra, diventa la tua occupazione, diventa qualche cosa da cui non sai liberarti. Egli riempie tutta la tua giornata, ogni tuo pensiero, ogni tuo affetto: Dio è qui. Se tu vivi in questa comunione lo Spirito Santo t’invade, ti crea, ti trasforma” (D. Barsotti).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il cuore prega! E si apre ad accogliere la salvezza nel riconoscimento del proprio peccato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto il Cristianesimo “si fonda principalmente sulla rovina che il peccato ha compiuto e sulla necessità di una misericordia divina che redima e salvi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se questo è vero per tutta l’umanità, è vero per ciascuno di noi. Se non avessimo il sentimento del nostro peccato, non saremmo cristiani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certo quando saremo in Paradiso il peccato non sarà più; ma possiamo noi dire di esserci già trasformati nel Cristo? Siamo ancora in cammino. Chi si contenta di sé non è cristiano, chi si contenta della propria impotenza, della propria povertà, non ha bisogno di Gesù. Gesù è il redentore, è colui che ci salva.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco uno degli elementi essenziali della spiritualità monastica. Il monaco non è santo, ma è colui che cerca Dio, è colui che invoca la misericordia, che implora la salvezza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;(Divo Barsotti)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bibliografia:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Marcello Brunini, La preghiera del cuore, CFD&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;F. Comandini, Come Monaci nel Mondo, Ed. Il Leone verde, pagg. 94-100&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Evdokimov, La novità dello spirito, Ed. Ancora, pag. 90&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;A cura del Comitato Cultura della Comunità dei Figli di Dio &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.figlididio.it/" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-2349260143723583292?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/2349260143723583292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/2349260143723583292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/01/il-monachesimo-della-comunita-dei-figli.html' title='Il monachesimo della Comunità dei Figli di Dio'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-9nbSrdVFvy8/TxNfJ02SCMI/AAAAAAAADvY/0bEM1A-7aNM/s72-c/Cristo-pantocratore.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-6471420570484505764</id><published>2012-01-15T23:58:00.002+01:00</published><updated>2012-01-16T00:26:04.525+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Divo Barsotti'/><title type='text'>Il Mistero Cristiano nell'anno liturgico</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-S17YuQyESzU/TxNZ9VLXf1I/AAAAAAAADvQ/FR5y52SPMu4/s1600/Divo-Barsotti-il-mistero-cristiano.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" kba="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-S17YuQyESzU/TxNZ9VLXf1I/AAAAAAAADvQ/FR5y52SPMu4/s200/Divo-Barsotti-il-mistero-cristiano.jpg" width="128" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;Immersi nel Mistero &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’espressione che il Padre (Divo Barsotti, ndr) usa continuamente nei primi capitoli è: “immersi nel Mistero”; è un’espressione molto forte di cui dobbiamo intendere il senso, perché dobbiamo percepire questa nostra immersione che si realizza soprattutto nella Liturgia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’espressione “immersi nel Mistero” innanzitutto ci fa comprendere che nella liturgia non si tratta di accogliere in noi la realtà di Dio, ma di essere accolti in essa. In una omelia del 17.12.1961 il padre, citando Claudel, dice: «in questa vita presente non sei tu che accogli Dio, che accogli la sua pace, è la pace di Dio che ti accoglie, e tu affondi in questa pace». &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;La prima iniziazione alla liturgia è dunque l’esperienza di essere accolti nel Mistero e di esserne sommersi. Ciò può costituire una vera rivoluzione nel nostro modo di pregare, ma è precisamente ciò che ci è chiesto se vogliamo diventare uomini liturgici, cioè far diventare la nostra vita stessa una liturgia. Non solo: sarà la stessa Liturgia, specialmente il Sacrificio Eucaristico, a formarci, perché nella liturgia è Cristo stesso che è presente e agisce realmente nella sua Chiesa e in ciascuno di noi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Citiamo alcuni passi del primo capitolo: &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(p.22): «È certo che «il mistero» è una verità nascosta, un segreto nascosto in Dio e rivelato ai suoi santi, ma principalmente è una realizzazione, è il compimento, la realizzazione segreta di un piano di Dio. Il mistero prima di essere una realtà astratta è dunque una realtà concreta». &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(p. 23): «L’unità del Mistero più che esser raggiunta dalla mente deve esser vissuta, più che essere oggetto della teologia, è oggetto della liturgia. È nella liturgia che il Cristianesimo è un solo, grande, divino Mistero, perché l’Unità del Mistero divino (…) è in un atto che è insieme dell’uomo e di Dio».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non tanti misteri dunque, ma diversi aspetti di un unico Mistero di salvezza che è Cristo stesso e che è presente nella sua Chiesa attraverso l’atto liturgico che celebra la Pasqua, l’atto verso cui converge tutta la vita reale del cristiano che è sacramentale e liturgica. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(p.23). «Che cos’è il culto cristiano se non precisamente il realizzarsi eterno di questo Mistero unico, immenso, che fa ed è l’unità di tutte le cose?» &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(p. 24) «In ogni giorno dell’anno la Chiesa annuncia nella S. Messa la Morte e la Risurrezione di Gesù - e la vita della Chiesa non è che la continuazione di quella Morte, non è che la presenza di questa Risurrezione»&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel secondo capitolo il padre si sofferma a lungo a parlare del fatto che nel Mistero di Cristo occorre tenere insieme due aspetti: se è vero che Dio si dona e si rivela, è altrettanto vero che egli rimane l’Incomunicabile, rimane l’Immenso. Siamo qui al cuore del paradosso cristiano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’incarnazione rivela dunque Dio nella sua incomprensibilità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In nota a pag. 28 - a conclusione del secondo capitolo - il padre riporta tra gli altri una bella espressione di uno dei suoi autori preferiti, Henri De Lubac. “Il mistero rimane sempre parzialmente segreto, sempre ‘misterioso’ in se stesso. Un mistero che non fosse rivelato o rivelabile sarebbe un puro inconoscibile, ma di contro un mistero che fosse svelato totalmente non meriterebbe più questo nome” (Corpus mysticum 65,n.138, Paris, 1949).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Mistero rimane dunque “tutto intero incomprensibile, eppure svelato, incomunicabile eppure offerto come dono d’amore, inaccessibile eppure posseduto dall’uomo e divenuto sua medesima vita” (p.28).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo aver fatto qualche accenno nei primi due capitoli, il padre si sofferma a lungo a parlare dell’iniziazione al Mistero a cui dedica l’intero terzo capitolo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come il termine mistero, anche il termine iniziazione - che è strettamente collegato al primo - è stato riscoperto in questo ultimo secolo. L’iniziazione cristiana si riferisce alla tappe indispensabili per entrare nella comunità ecclesiale e nel suo culto in spirito e verità. Iniziazione significa ingresso in una vita nuova: la vita dell’uomo nuovo, in seno alla Chiesa. Come ogni vita, anche qui c’è un progresso a tappe che sono i sacramenti dell’iniziazione (battesimo, confermazione ed Eucaristia). L’antica tradizione della Chiesa ha vissuto questa iniziazione ai tre sacramenti proprio come iniziazione unitaria: essi venivano conferiti in un’unica celebrazione, anche ai bambini. In oriente è così ancora oggi. Nel terzo capitolo del libro, il padre ci parla giustamente di una iniziazione al Mistero, agganciandosi alla visione unitaria della chiesa orientale, che per motivi storici e pastorali si è perduta nella chiesa latina.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Innanzitutto il padre ribadisce che l’intervento di Dio nella storia umana ha il suo termine, il suo compimento in Gesù Cristo:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(p.29) «è in Lui che si compie il Mistero di Dio. Dio tutto in Lui si rivela (Eb 1,1) e tutto in Lui si comunica (Rm 8,32). Nulla ora gli uomini hanno più da aspettare: tute le promesse di Dio hanno avuto in Lui il loro adempimento (2Cor 1,20)».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dio si comunica quindi tutto nel Cristo, ma:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(p.30) «appunto si comunica e si rivela attraverso il Mistero perché l’uomo non può accogliere il dono di Dio nella sua immensità. La partecipazione dell’uomo al mistero di Dio è tale che esige dall’uomo una iniziazione progressiva, un progresso senza fine».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dio dunque si fa conoscere agli iniziati e si rivela loro progressivamente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(p.31). «Pur essendo l’unica vera vita del mondo Egli si comunica liberamente e in segreto e solo a chi in umiltà si dispone a riceverla». È un’affermazione forte che va meditata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La vita del cristiano è allora una iniziazione progressiva al Mistero: questa iniziazione importa una «illuminazione divina che dal battesimo cresce sempre più fino quasi nei santi, ai bagliori della visione beatifica, pur rimanendo quaggiù una luce che splende nelle tenebre (Gv 1,5); e in quanto il Mistero è Dono di Dio, importa un amore che dalla prima infusione di grazia cresce sempre fino a trasformarci in Dio stesso, a identificarci con Lui» (p.31).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non è l’uomo a forzare il Mistero di Dio, ma è Dio che, comunicandosi all’uomo, «opera nello stesso tempo Egli stesso sia l’assimilazione dell’uomo a Dio nella vita (osservanza dei comandamenti in cui si identifica l’amore) sia questa conoscenza interiore di Dio medesimo nel progresso della fede» (p.32).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In un altro bellissimo passo il padre afferma:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«La santità dell’uomo è soltanto la partecipazione al mistero divino. Null’altro. Il Mistero è presente in quanto esige e opera la sua rivelazione e la sua partecipazione. La santità dell’uomo non è dunque qualcosa che lo renda indipendente da Cristo, una sua perfezione che possa aver valore e sussistere senza di Lui - è invece il Mistero reso presente nell’uomo. Ogni giustizia dell’uomo è annullata, distrutta. Non c’è che Cristo: la sua morte e la sua risurrezione» (p.33).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siamo qui nel cuore del pensiero del padre, un cuore che tante volte abbiamo sentito pulsare ascoltando la sua predicazione, insistente fino alla fine nel ribadire e nel difendere questa verità basilare della fede cristiana. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nell’ultima parte del terzo capitolo, il padre giunge quindi a parlare dell’Eucaristia, il punto d’arrivo di tutto il pensiero esposto fin qui. Ed esordisce così:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Il Mistero è la Messa. Così si rende possibile la partecipazione al Mistero di Dio: il Mistero di Cristo diviene il Mistero della Chiesa, il Mistero di Dio diviene il mistero di tuta l’umanità nella Messa (…). La Messa non è una preghiera ma un atto – fractio panis -, un atto che è insieme atto di Dio e atto dell’uomo: l’Atto di Dio che diviene l’atto dell’uomo. Senza la partecipazione al Mistero e perciò senza la Messa non c’è l’uomo e non c’è neppure Dio» (p.33).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il peccato dell’uomo non può più renderlo lontano dalla salvezza, purché l’uomo creda in Dio e accolga il suo dono d’amore. «Il vero peccato dell’uomo, l’unico, è rimasto quello di negarsi al suo amore, quello di escludersi a Cristo - e l’unica legge della sua vita è affondare nel Cristo, affondare nel Mistero, perdersi come nel buio per il mondo che è profano al Mistero, nell’immensità della Luce» (p.34). E conclude: «Unica realtà è Cristo, unica vita (...). Non c’è più il peccato dell’uomo né una sua santità: c’è soltanto, sussiste solo il Mistero di un’eterna Misericordia: la rivelazione di Dio nel Cristo, il dono di Dio nel suo figlio Unigenito»1 (p.33).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;A cura del Comitato Cultura della Comunità dei Figli di Dio &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.figlididio.it/" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-6471420570484505764?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/6471420570484505764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/6471420570484505764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/01/il-mistero-cristiano-nellanno-liturgico.html' title='Il Mistero Cristiano nell&apos;anno liturgico'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-S17YuQyESzU/TxNZ9VLXf1I/AAAAAAAADvQ/FR5y52SPMu4/s72-c/Divo-Barsotti-il-mistero-cristiano.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-4089445616119073020</id><published>2012-01-14T00:43:00.002+01:00</published><updated>2012-01-15T14:31:31.220+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Silvio Dissegna'/><title type='text'>Silvio Dissegna: una corona di preghiera</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-5tRGr_01jXk/TxLU5Qwc5tI/AAAAAAAADu4/tPoxDDdJFBc/s1600/Silvio+Dissegna.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" kba="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-5tRGr_01jXk/TxLU5Qwc5tI/AAAAAAAADu4/tPoxDDdJFBc/s200/Silvio+Dissegna.jpg" width="166" /&gt;&lt;/a&gt;La sua storia è presto raccontata, tanto è breve e tanto è luminosa, come un raggio di sole.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nato a Moncalieri (Torino) il 1° luglio 1967, Silvio Dissegna vive la sua fanciullezza cristiana nella sua bella casa, con i suoi genitori e il fratello minore Carlo, a Poirino, nell’ondulata pianura di Torino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dal giorno della sua Prima Comunione, il 7 settembre 1975, ricevuta per un piccolo privilegio, nella cappellina di famiglia, dedicata a San Pio X, Silvio vive un intenso rapporto con Gesù nella preghiera personale, nella partecipazione alla Messa con la Comunione ogni settimana, con la fedeltà ai suoi piccoli doveri di ragazzo, con una bontà dolce e splendente verso tutti.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A undici anni, nella primavera del 1978, si ammala. Il bollettino medico non lascia speranza: cancro alle ossa. Ma lui non si dispera, né si arrende. Vive la sua lunga e dolorosa Via Crucis in unione con Gesù, carico della croce e crocifisso, alimentato dalla Comunione eucaristica quotidiana, in continua offerta del suo dolore e della sua vita a Dio Padre, per la salvezza del mondo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nelle interminabili ore del dolore, di giorno e di notte, prega senza stancarsi mai, con il Rosario tra le mani, invocando l’intercessione di Maria Santissima, per sé, per i suoi cari, per il mondo intero.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Preparato da questo lungo Rosario a Maria, Silvio Dissegna va incontro a Gesù, amico e Signore, il 24 settembre 1979.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La sua fama di santità dilaga in molti Paesi del mondo. Anche L’Osservatore Romano ha illustrato più volte la sua vita singolare, una vera meraviglia di Dio nel nostro tempo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dal 9 novembre 2001, è in corso presso la Congregazione delle Cause dei Santi a Roma, la sua causa di canonizzazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Luce nella notte&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chi durante la notte, nei mesi della malattia di Silvio, fosse passato presso la sua casa, avrebbe notato la luce accesa alla finestra della sua stanzetta: era Silvio che quasi ininterrottamente nelle notti insonni sgranava la sua corona, un’Ave Maria dopo l’altra, come in una veglia prolungata sul mondo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Incredibile ma vero, non voleva alcuno dei suoi cari vicino, nonostante il dolore atroce, perché diceva: «Io devo pregare e soffrire per guadagnare il Paradiso». «Gesù vuole da me molte sofferenze e preghiere». «Io ho molte cose da dire a Gesù e alla Madonna».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questi giorni, ho potuto avere tra le mani il suo Rosario per alcuni minuti: un’emozione fortissima a far scorrere tra le mie mani quella corona di cinque colori diversi, il Rosario di Silvio, il Rosario missionario, con ogni decina per ciascun continente della terra, un vero abbraccio di preghiera per tutti gli uomini, per tutti i popoli, affinché per l’intercessione di Maria Santissima, abbiano tutti a trovare Gesù, unico Salvatore dell’umanità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non ho conosciuto di persona Silvio, anche se avevo sentito parlare di lui e del suo Calvario, quando era ancora in vita, ma con il suo Rosario tra le mani, me lo sono visto davanti: diafano, sempre più trasparente per la croce pesante che portava, reso un’Ostia, lui, del Sacrificio di Gesù che adora Dio ed espia per i peccati di molti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Piccolo, umile, dolente, eppure sereno e forte, capace di guardare in faccia il dolore e di vincerlo in nome e con la forza del Cristo Crocifisso, che vince il mondo. Pare di vederlo, ancor oggi questo angelo adorante davanti a Dio, credente nel suo eterno amore per noi, vigilante sul mondo in agonia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un mondo, allora, come purtroppo ancor oggi, carico di peccati e di angoscia, «sfrenato nella carne e folle nello spirito», come lo definì Papa Paolo VI (25 novembre 1970). E lui, Silvio, con il suo Rosario che prega nella notte e intercede per tutti, con la sua corona tra le mani: nella lode e nell’adorazione: «Ave Maria... benedetto il frutto del tuo seno, Gesù», e nella supplica: «Prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A ogni decina il suo momento di silenzio, con la meditazione del Mistero, con il suo sguardo limpido e penetrante, cui era dato di contemplare, già su questa terra, Gesù nella sua venuta, nella sua offerta, nella sua gloria.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quindi il Padre nostro, le Ave, il Gloria, lentamente, dolcemente, ripetendo: «Gesù, io credo che tu mi vuoi bene... Gesù, io soffro come quando Tu portavi la croce ed eri picchiato... ecco un’altra tappa della mia salita al Calvario, ma poi verrà la crocifissione... Oh, io sarò felice soltanto quando sarò in Paradiso».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E ancora con il cuore aperto al mondo intero, con la dimensione del Cuore di Gesù: «Gesù, mi offro per la Chiesa e per i sacerdoti... Gesù, io mi offro per la conversione degli uomini a Te... Gesù, mi offro per i missionari e per le missioni, perché tutti gli uomini siano fratelli».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;A che serve la vita?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lucido, consapevole, mai ingannato né illuso, nella sua condizione, capace, per la fede, per la presenza di Gesù in lui, ricevuto ogni giorno nell’Eucaristia, di guardare la morte in faccia e di vincerla, nella certezza di andare incontro a Dio, appassionatamente amato e atteso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ha soltanto tra le mani il Rosario, eppure non sembra un piccolo conquistatore che va avanti nel mondo e apre la via a Gesù a chissà quanti fratelli? Chi può mai dire quante anime, lui così piccolo, ha condotto a Dio con il suo Rosario?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Roberto Ardigò, un illustre filosofo, ma senza Dio e negatore di Dio, a 92 anni si tagliò la gola, gridando: «A che serve la vita?». Silvio Dissegna a 12 anni appena, ma 12 anni colmi di verità e di amore, rosariante nei suoi giorni brevi, sa dire a tutti noi a cosa serve la vita: a conoscere, amare e servire Dio in questa vita e a goderlo nell’altra, in Paradiso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È tutto, è la verità, è la religione assoluta, che evidenzia questa piccola vita vissuta come un Rosario vivo, nel gaudio della sua fanciullezza, nel dolore della malattia, nella gloria dell’incontro con Dio, sempre unita a Gesù. È l’offerta di sé con Gesù immolato. È il Paradiso che si apre sulla terra. È la via da seguire, l’unica perché altra e diversa non c’è.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho riconsegnato, con un bacio sul piccolo Crocifisso, il Rosario di Silvio ai suoi genitori, Ottavio e Gabriella. Ma credo di aver sentito la voce di Silvio, autorevole come l’innocenza, che quasi comanda davanti a Dio e agli uomini: «Ora, continua tu, con il tuo Rosario. Salva la tua anima e migliaia di anime con il tuo Rosario. Và: io ti accompagno».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;(Paolo Risso)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Tratto da: www.donbosco-torino.it (...) Silvio Dissegna &lt;a href="http://www.donbosco-torino.it/ita/Kairos/Santi_di_oggi/2002-2003/8-Silvio_Dissegna.html" target="_blank"&gt;»»»&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Ha offerto la sua vita anche per te e&amp;nbsp;per me ...&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-4089445616119073020?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/4089445616119073020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/4089445616119073020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/01/silvio-dissegna-una-corona-di-preghiera.html' title='Silvio Dissegna: una corona di preghiera'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-5tRGr_01jXk/TxLU5Qwc5tI/AAAAAAAADu4/tPoxDDdJFBc/s72-c/Silvio+Dissegna.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-207780800892525813</id><published>2012-01-13T23:28:00.011+01:00</published><updated>2012-01-19T23:45:39.622+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vangelo di Giovanni'/><title type='text'>Dal Vangelo secondo Giovanni (1, 35-42)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Il Vangelo del giorno:&amp;nbsp;domenica&amp;nbsp;15&amp;nbsp;gennaio 2012.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;II domenica del Tempo Ordinario - Anno (B).&lt;br /&gt;San Mauro - Monaco a Subiaco.&lt;br /&gt;Meditazione di Don Maurizio Roma.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-rWyU9onBR4w/TxCxIg4-LmI/AAAAAAAADoY/bJSIU2Gvtms/s1600/Vangelo-Giovanni-1%252C+35-42.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="152" kba="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-rWyU9onBR4w/TxCxIg4-LmI/AAAAAAAADoY/bJSIU2Gvtms/s200/Vangelo-Giovanni-1%252C+35-42.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro, – dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete».&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;hr style="border-bottom: #ffffff 1px dotted; border-top: #cccccc 2px dotted;" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vi affido a Dio, con la profonda meditazione di Don Maurizio Roma.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;II domenica del T.O – Anno (B)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo la festa del battesimo di Gesù al Giordano, comincia il ministero della sua predicazione. Per l’evangelista Giovanni la chiamata dei primi due discepoli si realizza con la collaborazione del Battezzatore, il quale – adesso lo vediamo bene –, è davvero colui che ha spianato la strada al Cristo, preparando i cuori di moltissime persone alla ricezione della Buona Novella; primi fra tutti quelli di Andrea e dell’altro futuro apostolo (secondo la tradizione lo stesso evangelista). Per questi, la parola del Maestro è stata contemporaneamente: lieto annuncio e vocazione; la più importante della loro vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il sano contagio della chiamata divina diffonde rapidamente il suo fascino: l’esperienza dei due primi discepoli è troppo sconvolgente perché sia “trattenuta”, e non sia immediatamente condivisa con qualcuno. Infatti Andrea, trasmette subito l’entusiasmo dell’incontro a suo fratello Simone; il più prossimo secondo gli affetti. Di seguito vediamo che la vocazione alla sequela del Cristo – almeno per l’evangelista Giovanni – è comunicata sempre per conoscenza diretta: Filippo è della stessa città di Andrea e Simone; poi Natanaele, riceve l’annuncio attraverso Filippo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vocazioni per conoscenza. Questa parola nella Bibbia è di una pregnanza incredibile, perché esprime l’intimità tra coniugi, tra persone che si amano. Non dovrebbe allora destare meraviglia se le cose più belle sono divulgate prima di tutto per amore di chi abbiamo accanto: amici, parenti, conoscenti; i destinatari a noi più vicini, che talvolta, potrebbero essere, paradossalmente, anche i più lontani dal credere alle nostre parole, e ad accettare un nostro cambiamento di vita e di abitudini.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allora, a cosa si deve questo successo inaspettato dei primi discepoli del Cristo? Lo si deve proprio a Cristo. Al fatto che Gesù è con loro, è nel loro entusiasmo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con questo non s’intende dichiarare che, se oggi assistiamo a un certo calo di vocazioni, il motivo è da attribuire all’assenza di Dio nella vita dei successori degli apostoli. Tutt’altro, la presenza operante di Gesù non manca nel cuore dei ministri del Vangelo, come non mancano i loro instancabili inviti alla sequela di Cristo; può essere però, che manchino i presupposti ad accoglierli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non di rado i legami di sangue sono più solidi dell’acciaio: tanto nel bene quanto nel male. Tradotto significa che, non di rado, una vocazione di speciale consacrazione può conoscere in un nucleo familiare plauso e ostilità con sorprendente naturalezza; quel che fino al giorno prima era un più che consolidato e sacrosanto emblema di famiglia, con incredibile rapidità, il giorno dopo, diviene un’onta, una disgrazia che separa i genitori dai figli. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. D'ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera. (Lc 12,51-53)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutti desideriamo una vocazione di speciale consacrazione, perché tutti desideriamo avere un ruolo speciale nel progetto di Dio. Quando però questa chiamata finalmente si manifesta, sperimentiamo tutta la difficoltà nel rispondervi, e come ho già detto, a volte le persone più vicine diventano improvvisamente le più lontane, le meno adatte ad aiutarci a trovare il coraggio per una risposta positiva.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa verità dovrebbe suggerirci un’intenzione di preghiera quasi mai formulata nelle assemblee domenicali delle nostre parrocchie: pregare per le vocazioni è normale abitudine, molto meno, è chiedere la luce necessaria per riconoscerle e incentivarle. Quanti di noi pregano il Signore perché susciti sacerdoti, religiosi, suore e laici santi affinché aiutino i nostri figli (e non quelli degli altri) a consacrarsi totalmente a Lui? &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Naturalmente, la vocazione è di Dio! Ma chi deve confermarla in colui che è stato chiamato? Non solo il sacerdote o la suora, ma anche i parenti più stretti hanno responsabilità enormi in merito alla promozione di una chiamata di speciale consacrazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un esempio particolarmente bello ed esemplificativo ci è dato dalla prima lettura. Il giovane (futuro profeta) Samuele “sente” nel cuore una voce che non lo fa risposare; così insistente da perderci il sonno. Pensando fosse quella del suo maestro Eli, lo sveglia per ben tre volte, chiedendogli che cosa volesse da lui nel cuore della notte. L’insegnamento di questa storia è davvero stupendo, e nonostante le forzature narrative del genere letterario, ci rivelano quanto sia importante avere accanto la persona giusta quando il Signore pone il suo sguardo d’amore su di noi. Il maestro Eli, dapprima suggerisce a Samuele di non farci caso… ma poi per conoscenza, comprende che la voce udita dal ragazzo non è frutto della sua immaginazione; troppo bella e troppo insistente per non ricondurla a un Innamorato, a chi non lascia dormire chi ama fintanto non cede al suo corteggiamento, finché non ha un sì definitivo alla sua proposta d’amore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dobbiamo ammetterlo, anche oggi abbiamo bisogno di persone come Eli; per queste dobbiamo pregare, perché è rarissimo trovarle, e quando capita non sempre siamo in grado di riconoscerle, perdendo in tal modo una doppia occasione: d’incontrare una persona totalmente a servizio di Dio, e grazie ad essa, di poter fare un po’ di chiarezza nella nostra vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia – purtroppo –, non mancano i pessimi consiglieri. Pensiamo a quante volte ci sentiamo dire più o meno direttamente: Nessuno ti sta chiamando, torna a dormire!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche Eli per tre volte nel buio di una notte lo ripeté a Samuele. Ma un certo tipo di mondo è duemila anni che lo grida alle nostre orecchie, nonostante la solare chiarezza della Pasqua di Cristo: Tornate a dormire! Nessuno vi chiama; dormite, che è meglio…&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per destarci da quest’incubo in cui siamo piombati è necessaria la prontezza e l’entusiasmo del giovane Samuele, e di molti altri, che come lui non si sono lasciti vincere dal torpore della non conoscenza; preferendo la scioccante verità di un amore che gli desta all’improvviso, come una doccia gelata. Un amore che rende consapevoli di essere chiamati a cose grandi e audaci: all’annuncio della luce divina nell’oscurità del peccato e dell’indifferenza. Questo significa essere discepoli di Cristo e apostoli del suo Vangelo; ed è questo che dobbiamo essere.&lt;/div&gt;Sia lodato Gesù Cristo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;(Don Maurizio Roma)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;www.pievedilubaco.blogspot.com &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.pievedilubaco.blogspot.com/" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-207780800892525813?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/207780800892525813'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/207780800892525813'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/01/dal-vangelo-secondo-giovanni-1-35-42.html' title='Dal Vangelo secondo Giovanni (1, 35-42)'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-rWyU9onBR4w/TxCxIg4-LmI/AAAAAAAADoY/bJSIU2Gvtms/s72-c/Vangelo-Giovanni-1%252C+35-42.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-3528124183682498998</id><published>2012-01-12T00:05:00.001+01:00</published><updated>2012-01-12T00:05:57.238+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Matias Augé'/><title type='text'>Dieci tentazioni frequenti</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-_dcJaFAkU4s/Tw4UkeQtgFI/AAAAAAAADoQ/p2bsRGk2q-Y/s1600/S-Messa.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" kba="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-_dcJaFAkU4s/Tw4UkeQtgFI/AAAAAAAADoQ/p2bsRGk2q-Y/s200/S-Messa.jpg" width="191" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una delle cause del senso di malessere e di povertà che in alcuni ambienti ha prodotto la liturgia rinnovata, nonostante il suo evidente arricchimento eucologico, biblico ed anche espressivo, si deve ad una mentalità pratica ed efficientistica che induce molti sacerdoti presidenti della celebrazione: &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1) - a scegliere sistematicamente la prima indicazione del libro liturgico, il primo testo proposto oppure quello più breve o che sembra richiedere meno impegno; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;2) - a eliminare alcuni segni che la normativa liturgica lascia facoltativi (come l’incenso e l’acqua benedetta); &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;3) - a far scomparire alcuni elementi per i quali si raccomanda soltanto la sobrietà affinché non sia oscurato il segno principale (fiori, vesti, luci, ornamenti); &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;4) - a ridurre i silenzi ad una pausa insignificante o semplicemente sopprimerli; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;5) - a non valutare sufficientemente la qualità del canto e la loro attinenza con le diverse parti della celebrazione; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;6) - a confondere la partecipazione attiva con la recita corale di formule trascurandone il contenuto e la dovuta interiorizzazione; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;7) - a introdurre testi e segni di propria iniziativa pensando di poter in questo modo coinvolgere maggiormente i partecipanti; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;8) - a usare la lingua del popolo senza curarsi della corretta dizione; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;9) - a dimenticare che i riti devono risultare evocativi di ciò che Dio ha fatto per la nostra salvezza e ancora oggi opera nella celebrazione; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;10) - a trascurare la formazione liturgica propria e quella dei fedeli di cui hanno cura. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Queste ricadute di stile celebrativo dimostrano che i principi ispiratori della riforma liturgica non hanno sviluppato ancora tutta la loro potenzialità. I tempi di assimilazione di una riforma di queste dimensioni sono tempi lunghi. D’altra parte, però, bisogna pur dire che la riforma liturgica compiuta dopo il Vaticano II è certamente perfettibile. Essa è stata attuata in un decennio di fermenti e ricerche suscitati dal Vaticano II e, pur nella sostanziale fedeltà alla tradizione, è nel bene e nel male, come ogni altra riforma, frutto del suo tempo. Non bisogna chiudersi a possibili nuovi ritocchi in base all’esperienza dei quattro decenni che ci separano dalla pubblicazione dei principali libri liturgici rinnovati, purché ciò sia fatto in conformità ai principi della Costituzione Sacrosanctum Concilium e in un clima di comunione ecclesiale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;M. A.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Tratto da il blog di P. Matias Augé &lt;/em&gt;&lt;a href="http://liturgia-opus-trinitatis.over-blog.it/article-dieci-tentazioni-frequenti-96654213.html" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-3528124183682498998?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/3528124183682498998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/3528124183682498998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/01/dieci-tentazioni-frequenti.html' title='Dieci tentazioni frequenti'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-_dcJaFAkU4s/Tw4UkeQtgFI/AAAAAAAADoQ/p2bsRGk2q-Y/s72-c/S-Messa.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-6147165889829957543</id><published>2012-01-08T00:41:00.011+01:00</published><updated>2012-01-19T23:52:33.325+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vangelo di Marco'/><title type='text'>Dal Vangelo secondo Marco (1,7-11)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Il Vangelo del giorno:&amp;nbsp;domenica&amp;nbsp;8&amp;nbsp;gennaio 2012.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Battesimo&amp;nbsp;del Signore Gesù Cristo&amp;nbsp;- Festa.&lt;br /&gt;I domenica del Tempo Ordinario - Anno (B)&lt;br /&gt;Meditazione di Padre Ermes Ronchi.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-E7QuZCm_T10/Twj2_jPe4PI/AAAAAAAADoA/iHtg80PQp2s/s1600/Battesimo-del-Signore.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" rea="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-E7QuZCm_T10/Twj2_jPe4PI/AAAAAAAADoA/iHtg80PQp2s/s200/Battesimo-del-Signore.jpg" width="170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;E predicava: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. &lt;br /&gt;Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo». &lt;br /&gt;In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. &lt;br /&gt;E, uscendo dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba. &lt;br /&gt;E si sentì una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto».&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;hr style="border-bottom: #ffffff 1px dotted; border-top: #cccccc 2px dotted;" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Immersi in Dio, amati per sempre.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Battesimo del Signore. Il racconto del Giordano ci riporta alla genesi, quando la Bibbia prende avvio con una immagine d'acqua: in principio... lo spirito di Dio aleggiava sulle acque (Gen 1,2) come un grande uccello in cova su di un mare gonfio di vita inespressa. L'origine del creato è scritta sull'acqua. Allo stesso modo anche la vita di ognuno di noi ha inizio nelle acque di un grembo materno. Essere immersi di nuovo nell'acqua è come esserlo nell'origine, il battesimo parla di nascita, come fa la voce dal cielo che scende su Gesù: tu sei mio Figlio. Voce che è anche per me; voce in cui brucia il cuore ardente del cristianesimo: io sono figlio; il mio nome è: amato per sempre. Io ho una sorgente nel cielo, che si prende cura di me come nessun altro al mondo. E nasco della specie di Dio, perché Dio genera figli secondo la propria specie. In te ho posto il mio compiacimento. Una parola inusuale, la cui radice porta una dichiarazione d'amore gioioso verso ciascuno: «mio compiacimento» significa: tu mi piaci! Una definizione della grazia di Dio: prima che tu faccia qualsiasi cosa, come sei, per quello sei, tu mi dai gioia. Prima che io risponda, prima che io sia buono o no, senz'altro motivo che la gratuità di Dio, perché la grazia è grazia e non calcolo o merito o guadagno, la Voce ripete ad ognuno: io ti amo. Come un segno di speranza si stende sull'umanità questo cielo aperto, aperto per sempre, e non chiuso come una cappa minacciosa e pesante. Aperto come si aprono le braccia all'amico, all'amato, al povero: c'è comunicazione tra terra e cielo. Da questo cielo aperto e non più muto viene come colomba lo Spirito, cioè la vita stessa di Dio. Si posa su di te, ti avvolge, entra dentro, a poco a poco ti modella, ti trasforma pensieri, affetti, speranze secondo la legge dolce, esigente, rasserenante del vero amore. Battesimo significa etimologicamente: immersione. Il battezzato è uno immerso in Dio. Adesso, in questo momento immerso; in ogni momento, in ogni giorno immerso in Dio, come nel mio ambiente vitale, dentro una sorgente che non viene meno, dentro un grembo che nutre, fa crescere, riscalda e protegge. E fa nascere. Io nella sua vita e Lui nella mia vita. Come donna gravida di una vita nuova, io vivo due vite, la mia e quella di Dio. Sono uno e due al tempo stesso. Ormai indissolubile da me è Dio, io non più separato da Lui. Nel Battesimo è il movimento del Natale che si ripete: Dio scende ancora, entra in me, nasce in me perché io nasca in Dio; perché nasca nuovo e diverso, con in me il respiro del cielo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;(E.Ronchi)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Ricevuto da Padre Carmine Maurizio&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-6147165889829957543?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/6147165889829957543'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/6147165889829957543'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/01/dal-vangelo-secondo-marco-17-11.html' title='Dal Vangelo secondo Marco (1,7-11)'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-E7QuZCm_T10/Twj2_jPe4PI/AAAAAAAADoA/iHtg80PQp2s/s72-c/Battesimo-del-Signore.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-5345213078062677694</id><published>2012-01-05T23:47:00.029+01:00</published><updated>2012-01-13T23:38:02.508+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='S. L. M. Grignon di Montfort'/><title type='text'>S. Luigi Maria Grignon di Monfort: Il Segreto di Maria</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Il Segreto di Maria -&amp;nbsp;Le condizioni&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;1. Ecco un segreto&lt;/strong&gt;, o anima predestinata, che l'Altissimo mi ha rivelato e che io non ho potuto trovare in alcun libro, né vecchio, né nuovo. Io te lo confido nel nome dello Spirito Santo, a patto: &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ZyZyS3zhZ5A/TwY34_lATWI/AAAAAAAADn4/kyhesxoQ9sc/s1600/St-+Louis-Grignion-de-Montfort.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" rea="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-ZyZyS3zhZ5A/TwY34_lATWI/AAAAAAAADn4/kyhesxoQ9sc/s200/St-+Louis-Grignion-de-Montfort.jpg" width="156" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;a) di non rivelarlo&lt;/strong&gt; a nessuno se non a quelle persone che ne siano meritevoli per le loro orazioni, le loro elemosine, le loro mortificazioni, le loro persecuzioni pazientemente sofferte, il loro distacco da ogni cosa ed il loro zelo per la salvezza delle anime;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;b) di servirtene&lt;/strong&gt; per diventare tutta santa e celeste, poiché questo segreto non diviene grande se non a misura di come un'anima lo adopera. Guardati quindi dal rimanere con le braccia conserte, senza far nulla; il mio segreto si cambierebbe in veleno e sarebbe la tua condanna;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;c) di ringraziare&lt;/strong&gt; Dio, tutti i giorni della tua vita, per la grazia che ti ha concesso di rivelarti un segreto che non meritavi affatto di conoscere e del quale capirai meglio il pregio e l'eccellenza (sulle prime però imperfettamente, a causa della moltitudine e della gravità dei tuoi peccati e del segreto amore a te stessa) di mano in mano che te ne servirai nelle azioni ordinarie della vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;La preparazione per riceverlo&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;2.&lt;/strong&gt; Prima però di appagare il tuo desiderio ardente e naturale di conoscere la verità, recita devotamente in ginocchio l'Ave Maris Stella e il Veni Creator, per chiedere a Dio la grazia d'intendere e gustare questo mistero divino. A causa del poco tempo che io ho di scrivere, e tu di leggere, dirò tutto in breve.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prima parte&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;L'UFFICIO DI MARIA NELLA NOSTRA SANTIFICAZIONE&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Necessità di santificarsi per mezzo di Maria&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Bisogna farsi santi: Dio lo vuole&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;3.&lt;/strong&gt; O anima, immagine vivente di Dio e riscattata dal Sangue prezioso di Gesù Cristo, il tuo Signore vuole che tu diventi santa come Lui in questa vita, e gloriosa come Lui nell'altra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'acquisto della santità di Dio è la tua sicura vocazione; a questo devono dunque mirare tutti i tuoi pensieri, tutte le tue parole, tutte le tue azioni, tutte le tue pene, e tutti i movimenti della tua vita, altrimenti tu resisti a Dio, non facendo ciò per cui ti ha creata e ti conserva.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oh, quale opera stupenda! La polvere cambiata in luce, la sozzura in purezza, il peccato in santità, la creatura nel Creatore e l'uomo in Dio!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oh, opera stupenda! Lo ripeto, ma opera difficile in se stessa ed impossibile con le sole forze della natura. Dio solo, con la sua grazia, ed una grazia copiosa e straordinaria, può venirne a capo; la creazione stessa dell'universo non è un capolavoro così grande come questo!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Per santificarsi, bisogna praticare la virtù&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;4.&lt;/strong&gt; Come farai tu, anima predestinata? Di quali mezzi ti servirai per salire dove Dio ti chiama? I mezzi di salvezza e di santità sono noti a tutti sono scritti nel Vangelo, sono spiegati dai maestri della vita spirituale, sono praticati dai Santi e necessari a quanti vogliono salvarsi e giungere alla perfezione; essi sono l'umiltà del cuore, la preghiera continua, la mortificazione universale, l'abbandono alla divina Provvidenza, la conformità alla volontà del Signore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Per praticare la virtù, è necessaria la grazia di Dio&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;5.&lt;/strong&gt; Per servirsi di tutti questi mezzi di salvezza e di santità, la grazia del soccorso di Dio è assolutamente necessaria, e questa grazia è concessa a tutti più o meno grande: nessuno ne dubita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dico più o meno grande, poiché il Signore, benché d'infinita bontà, non concede a tutti nella stessa misura ed intensità la sua grazia, sebbene a ciascuno ne dia a sufficienza. Ora, l'anima fedele con una grazia grande fa una grande azione, e, con una grazia debole, ne fa una piccola; quindi il valore e l'eccellenza delle nostre azioni sono in proporzione del valore e dell'eccellenza della grazia concessa da Dio e corrisposta dall'anima. Questi principi sono incontestabili.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Per trovare la grazia di Dio, bisogna trovare Maria&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;6.&lt;/strong&gt; Tutto dunque si riduce a trovare un mezzo facile per ottenere da Dio la grazia necessaria per diventare santo: proprio questo mezzo voglio indicarti e dico che per trovare la grazia di Dio, bisogna trovare Maria.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Perché Maria ci e' necessaria&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Perché Maria sola ha trovato grazia davanti a Dio&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;7. 1 -&lt;/strong&gt; Solo Maria ha trovato grazia davanti a Dio, per sé e per ogni uomo in particolare; i Patriarchi e i Profeti, i Santi tutti dell'Antico Patto non poterono trovare questa grazia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Perché Maria sola è la Madre della grazia&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;8. 2 -&lt;/strong&gt; Perché Maria ha dato l'essere e la vita all'Autore di ogni grazia, e perciò è chiamata Madre della Grazia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Perché Maria sola possiede, dopo Gesù, la pienezza della grazia&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;9. 3 -&lt;/strong&gt; L'Eterno Padre, dal quale ogni dono perfetto ed ogni grazia discendono a noi come dalla sua sorgente essenziale, nel darle suo Figlio, le ha dato insieme tutte le sue grazie; di modo che, come dice San Bernardo, la volontà di Dio le è stata data in Lui e con Lui.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Perché Maria sola è la tesoriera di tutte le grazie di Gesù&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;10. 4 -&lt;/strong&gt; Dio l'ha scelta per tesoriera, economa e dispensatrice di tutte le grazie; di modo che tutte le sue grazie e tutti i suoi doni passano per le mani di Lei, e, secondo il potere ricevutone, Ella dà, come dice San Bernardino, a chi vuole, come vuole, quando vuole e nella misura che vuole, le grazie dell'Eterno Padre, le virtù di Gesù Cristo e i doni dello Spirito Santo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Perché per avere Dio per Padre, bisogna avere per Madre Maria&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;11. 5 - &lt;/strong&gt;Come nell'ordine della natura, è necessario che un figlio abbia un padre ed una madre, così nell'ordine della grazia è necessario che un vero figlio della Chiesa abbia Dio per padre e Maria per madre; di modo che, se egli si gloriasse di avere Dio per padre e non avesse la tenerezza di un vero figlio verso Maria, sarebbe un impostore, che avrebbe solo il demonio per padre.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Perché i membri di Gesù devono essere formati dalla Madre di Gesù&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;12. 6 -&lt;/strong&gt; Avendo Maria formato il Capo dei predestinati, che è Gesù Cristo, tocca pure a Lei di formare le membra di questo Capo, che sono i veri cristiani; nessuna madre, infatti, forma il capo senza le membra, o le membra senza il capo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chi dunque aspira ad essere membro di Gesù Cristo, pieno di grazia e di verità, deve essere formato in Maria, attraverso la grazia di Gesù Cristo, che risiede in Lei pienamente, per venire comunicata pienamente ai veri membri di Gesù Cristo e ai veri suoi figli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Perché per Maria lo Spirito Santo produce i predestinati&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;13. 7 -&lt;/strong&gt; Lo Spirito Santo ha sposato Maria e prodotto in Lei, per mezzo di Lei e da Lei Gesù Cristo, questo capolavoro, il Verbo Incarnato; e siccome non l'ha mai ripudiata, così continua ogni giorno a produrre in Lei e per mezzo di Lei, in modo misterioso, ma reale, i predestinati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Perché Maria è l'incaricata di nutrire le anime e di farle crescere in Dio&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;14. 8 -&lt;/strong&gt; Maria ha ricevuto da Dio un particolare dominio sulle anime per nutrirle e farle crescere in Dio. Sant'Agostino giunge a dire che in questo mondo i predestinati sono tutti chiusi nel seno di Maria, e che non vengono alla luce se non quando questa buona Madre li partorisce alla vita eterna: quindi, come il bambino trae tutto il cibo dalla mamma, che lo proporziona alla sua debolezza, così i predestinati traggono da Maria tutto il loro cibo spirituale e tutta la loro forza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Perché Maria deve abitare nei predestinati&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;15. 9 -&lt;/strong&gt; A Maria Dio Padre ha detto: "Figlia mia, abita in Giacobbe", cioè nei miei predestinati, di cui Giacobbe è la figura. A Maria il Figlio di Dio ha detto: "Mia cara Madre, abbi la tua eredità in Israele, cioè nei predestinati". A Maria infine lo Spirito Santo ha detto: "Mia fedele Sposa, getta le radici nei miei eletti". Perciò, chiunque è eletto e predestinato, ha la Santa Vergine che dimora dentro se stesso, cioè nella sua anima, e lascia che Ella vi metta le radici di una profonda umiltà, di una carità ardente e di tutte le virtù.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Perché Maria è il "modello vivente" di Dio e dei Santi&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;16. 10 -&lt;/strong&gt; Maria è chiamata da Sant'Agostino, e di fatto lo è, il modello vivente di Dio, "forma di Dio"; vale a dire che in Lei sola un Dio fatto Uomo è stato formato al naturale, senza che gli mancasse alcun lineamento della divinità, e in Lei sola altresì può essere formato l'uomo in Dio al naturale, per quanto ne è capace l'umana natura, attraverso la grazia di Gesù Cristo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In due modi uno scultore può fare una statua o un ritratto al naturale:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1) - servendosi della sua capacità, della sua forza, della sua scienza e della bontà dei suoi strumenti per scolpire questa statua o ritratto in una materia dura ed informe;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;2) - gettandola nello stampo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il primo modo è lungo e difficile, e soggetto a molti pericoli: spesso basta un colpo di cesello o di martello dato male, per guastare tutta l'opera. Il secondo modo è pronto, facile e dolce, quasi senza fatica e senza spesa, purché lo stampo sia perfetto e rappresenti l'originale, e la materia di cui lo scultore si serve, sia maneggevole, e non resistente alla sua mano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Modello perfetto in se stesso e che ci tende perfetti in Gesù Cristo&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;17.&lt;/strong&gt; Maria è il grande modello di Dio, fatto dallo Spirito Santo, per formare al naturale un Uomo-Dio per mezzo dell'unione ipostatica e per formare un Uomo-Dio per mezzo della grazia. A questo stampo non manca nessun lineamento della divinità: chiunque vi è gettato e si lascia maneggiare, riceve tutti i lineamenti di Gesù Cristo vero Dio, in modo soave e proporzionato all'umana debolezza, senza tanta agonia, né tanto travaglio; in modo sicuro, cioè senza timore di illusioni, dato che il demonio non ha mai avuto, né avrà mai accesso in Maria, santa ed immacolata, senza ombra della minima macchia di peccato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;In una maniera pura e divina&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;18.&lt;/strong&gt; O anima cara, quale differenza tra un'anima formata in Gesù Cristo con i metodi ordinari di coloro che, come gli scultori, si fidano della loro abilità e si appoggiano sulla loro capacità, e un'anima molto docile, distaccata da tutto, ben fusa, e che, senza confidare affatto in se stessa, si getta in Maria Santissima e si abbandona all'operazione dello Spirito Santo! Quante macchie, quanti difetti, quante oscurità, quante illusioni, quanto di troppo naturale e di umano c'è nella prima, e quanto la seconda è pura, divina, simile a Gesù Cristo!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Perché Maria è il Paradiso e il mondo di Dio&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;19.&lt;/strong&gt; Non c'è, né ci sarà mai creatura alcuna in cui Dio sarà più grande, al di fuori di Lui stesso e in Lui stesso, che nella divina Maria, senza eccettuare i Beati, i Cherubini e i più alti Serafini, nel Paradiso stesso. Maria è il Paradiso di Dio e il suo mondo ineffabile, dove il Figlio di Dio è entrato per operarvi meraviglie, per custodirlo, per compiacervisi. Egli ha creato un mondo per l'uomo pellegrino, ed è questo che abitiamo; ha creato un mondo per l'uomo beato, ed è il Paradiso; ma ne ha creato un altro per Lui stesso e gli ha dato nome Maria: mondo, questo, sconosciuto a quasi tutti i mortali qui in terra, e incomprensibile anche a tutti gli Angeli, i Beati Comprensori del Cielo, i quali, meravigliati di vedere Dio così alto e così distante da tutti loro, così separato e così nascosto nel suo mondo, la divina Maria, esclamano giorno e notte: "Santo, Santo, Santo!".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Paradiso dove lo Spirito santo fa entrare la nostra anima perché vi trovi Dio&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;20.&lt;/strong&gt; Beata, mille volte beata è quaggiù quell'anima, a cui lo Spirito Santo rivela il segreto di Maria, perché lo conosca; a cui apre questo giardino chiuso perché vi entri; questa fonte suggellata perché vi attinga e beva a gran sorsi le acque vivificatrici della grazia! Quest'anima non troverà che Dio solo, senza creatura, in quest'amabile creatura: ma Dio nello stesso tempo infinitamente santo ed elevato, infinitamente condiscendente e proporzionato alla propria debolezza. Dio, essendo dappertutto, si può trovare dappertutto, perfino nell'inferno; ma non vi è luogo in cui la creatura possa trovarlo più vicino a sé e più proporzionato alla propria debolezza quanto in Maria, poiché appunto per questo Dio si incarnò in Lei. Dovunque egli è il pane dei forti e degli Angeli, ma in Maria è il Pane dei figli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Perché Maria, lontano dall'esserci di ostacolo, getta la nostra anima in Dio e la unisce a Lui&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;21.&lt;/strong&gt; Non si creda, dunque, come alcuni falsi illuminati, che Maria, perché creatura, sia di impedimento all'unione con il Creatore; non è più Maria che vive, ma Gesù Cristo solo, Dio solo che vive in Maria. La sua trasformazione in Dio supera quella di San Paolo e degli altri Santi, molto più che il Cielo non superi in altezza la terra. Maria è stata creata solo per Dio, e quindi, ben lontano dal ritenere per se stessa un'anima, la getta in Dio e la unisce a Lui tanto più perfettamente quanto più questa anima è unita a Lei. Maria è l'eco meravigliosa di Dio, che non risponde che: "Dio", quando le si grida: "Maria"; che glorifica soltanto Dio, quando, con Sant'Elisabetta, viene chiamata beata. Se i falsi illuminati, così miseramente ingannati dal demonio perfino nell'orazione avessero saputo trovare Maria, e per mezzo di Maria, Gesù e, per mezzo di Gesù, Dio, non sarebbero caduti così miseramente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando si è trovata Maria e, per mezzo di Maria, Gesù e, per mezzo di Gesù, Dio Padre, si è trovato ogni bene - dicono le anime sante -, e chi dice ogni bene. non eccettua nulla: ogni grazia ed ogni amicizia presso Dio, ogni sicurezza contro i nemici di Dio, ogni verità contro la menzogna, ogni facilità ed ogni vittoria contro le difficoltà di salvarsi, ogni soavità ed ogni gioia nelle amarezze della vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Perché Maria ci dà la grazia di portare con pazienza e con gioia le croci&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;22.&lt;/strong&gt; Non è detto che colui, che per mezzo di una vera devozione ha trovato Maria, sia libero da croci e da patimenti; al contrario! Egli, anzi, ne è assalito più di chiunque altro, perché Maria, essendo Madre dei viventi, dà a tutti i suoi figli pezzi dell'Albero di Vita, che è la Croce di Gesù; bensì, se da una parte Maria taglia loro delle buone croci, dall'altra ottiene loro la grazia di portarle con pazienza e perfino con gioia; di modo che le croci che Ella dà a quanti le appartengono, sono piuttosto canditi o croci candite anziché croci amare; ovvero, se per qualche tempo sentono l'amarezza del calice che bisogna bere necessariamente per essere amici di Dio, la consolazione, poi, e la gioia che questa buona Madre fa seguire alla tristezza, li anima incredibilmente a portare croci ancor più pesanti e più amare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Conclusione di questa prima parte&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Per diventare santi, bisogna dunque saper trovare Maria, la Mediatrice delle grazie, e ciò per mezzo di una vera devozione alla Santissima Vergine&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;23.&lt;/strong&gt; La difficoltà è quindi di saper trovare realmente la divina Maria, per trovare ogni grazia in abbondanza. Dio, perché assoluto padrone, può comunicare egli stesso direttamente ciò che in via ordinaria non comunica se non per mezzo di Maria, né senza temerarietà si può negare che qualche volta, anzi, lo faccia; però, nell'ordine della grazia - come dice San Tommaso - Dio, visto l'ordine stabilito dalla sua divina Sapienza, ordinariamente non si comunica agli uomini che per mezzo di Maria. Per salire fino a Lui e unirsi a Lui, è necessario servirsi dello stesso mezzo di cui Egli si servì per scendere fino a noi, per farsi uomo e per comunicarci le sue grazie: questo mezzo è una vera devozione a Maria Vergine&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Seconda parte&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;LA VERA DEVOZIONE A MARIA O LA SANTA SCHIAVITÙ D'AMORE&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Scelta della vera o perfetta devozione&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Ci sono parecchie vere devozioni a Maria&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;24.&lt;/strong&gt; Ci sono, infatti, parecchie devozioni vere a Maria: vere, dico, perché qui non parlo delle false.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;La devozione senza pratiche speciali&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;25.&lt;/strong&gt; La prima devozione consiste nel compiere i doveri di cristiano, evitando il peccato mortale, operando più per amore che per timore, pregando di quando in quando la Vergine ed onorandola come Madre di Dio, senza farla oggetto di particolare devozione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;La devozione che comporta pratiche speciali&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;26.&lt;/strong&gt; La seconda devozione consiste nel nutrire per la Vergine sentimenti più perfetti di stima, d'amore, di confidenza e di venerazione. Essa porta ad entrare nelle Confraternite del Rosario, dello Scapolare, a recitare la Corona o il Rosario, ad onorare le immagini e gli altari di Maria, ad esaltarne le grandezze e ad iscriversi nelle sue Congregazioni. E questa devozione, se si sta lontani dal peccato, è buona. santa e lodevole: però non è tanto perfetta e tanto capace di ritirare le anime dalle creature e di distaccarle da se stesse per unirle a Gesù Cristo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;La devozione perfetta: la Santa Schiavitù d'amore&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;27.&lt;/strong&gt; La terza devozione a Maria Santissima, conosciuta e praticata da ben poche persone, è questa che sto per rivelarti, o anima predestinata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;NATURA E PORTATA DELLA VERA DEVOZIONE A MARIA, DELLA SANTA SCHIAVITÙ D'AMORE&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Natura di questa devozione: Consacrazione a titolo di Schiavo d'amore, e Vita d'unione a Maria&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;28.&lt;/strong&gt; Essa consiste nel darsi interamente, come schiavo, a Maria e, per mezzo di Maria, a Gesù: poi, nel far tutto con Maria, in Maria, per mezzo di Maria e per Maria. Mi spiego:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Portata di questo sacrificio: è il totale abbandono di sé fra le mani di Maria&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;29.&lt;/strong&gt; Bisogna scegliere un giorno importante per darsi, consacrarsi e sacrificare volontariamente e per amore, non per forza, interamente, senza riserva alcuna, il proprio corpo e la propria anima; i propri beni esterni di fortuna, come la casa, la famiglia, le rendite; i propri beni interni dell'anima, cioè i meriti, le grazie, le virtù e le soddisfazioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qui è il caso di notare che con questa devozione si sacrifica a Gesù per mezzo di Maria tutto quanto un'anima ha di più caro e di cui nessun Ordine religioso esige il sacrificio, cioè il diritto che abbiamo di disporre di noi stessi e del valore delle proprie preghiere, elemosine, mortificazioni e soddisfazioni; di modo che se ne lascia l'intera disposizione alla Santissima Vergine, perché l'applichi a suo piacere e alla maggior gloria di Dio, che Ella sola conosce in modo perfetto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Maria diventa padrona del valore delle nostre opere&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;30.&lt;/strong&gt; Lasciato così a disposizione de Lei ogni valore soddisfattorio ed impetratorio delle nostre buone opere, fatta cioè una tale offerta, sebbene non legati da alcun voto, non si è più padroni di tutto il bene che compiamo; e la Santissima Vergine può applicarlo, ora ad un'anima del Purgatorio, per suffragarla o liberarla, ora ad un misero peccatore per convertirlo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;31.&lt;/strong&gt; Con questa devozione, si mettono i propri meriti nelle mani della Vergine, ma solo perché Lei li custodisca, li aumenti, li abbellisca, non potendo noi comunicarci a vicenda, né i meriti della grazia santificante, né quelli della gloria. Le si danno invece tutte le preghiere e buone opere, in quanto sono impetratorie e soddisfattorie, affinché le distribuisca e applichi a chi le piacerà. Che se, dopo esserci in tal modo consacrati alla Santissima Vergine, vorremo sollevare qualche anima dal Purgatorio, salvare qualche peccatore, sostenere con le nostre preghiere, le nostre elemosine, le nostre mortificazioni, i nostri sacrifici qualche nostro amico, dovremo chiederglielo umilmente e rimetterci alla sua determinazione, senza volerla conoscere; essendo ben convinti che il valore delle nostre azioni, distribuito dalla stessa mano di cui Dio si serve per dispensarci le sue grazie ed i suoi doni, non potrà non essere applicato alla sua maggior gloria.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Tre tipi di schiavitù: la Schiavitù d'amore è 1a più perfetta consacrazione a Dio&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;32.&lt;/strong&gt; Ho detto che questa devozione consiste nel darsi a Maria come schiavo. Bisogna notare che ci sono tre tipi di schiavitù.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La prima è la schiavitù di natura: gli uomini buoni e cattivi, sono schiavi di Dio in questa maniera.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La seconda è la schiavitù per forza; e schiavi di Dio in questo modo sono i demoni e i dannati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La terza è la schiavitù d'amore e di volontà; ed è quella con cui noi dobbiamo consacrarci a Dio per mezzo di Maria, cioè nel modo più perfetto con il quale una creatura possa darsi al suo Creatore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Differenza tra un semplice servo e uno schiavo&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;33.&lt;/strong&gt; Osserva anche che c'è una grande differenza tra un servo e uno schiavo:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- un servo esige un salario per i suoi servizi; uno schiavo non ne può esigere;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- un servo è libero di lasciare il padrone quando gli piace, perché non lo serve che per qualche tempo; lo schiavo non può giustamente abbandonarlo, appartenendogli per sempre;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- il servo non dà al padrone diritto alcuno di vita e di morte sulla propria persona; lo schiavo invece gli si dà così interamente che il padrone potrebbe farlo morire senza essere molestato dalla giustizia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da qui si vede facilmente come lo schiavo forzato si trova, rispetto al proprio padrone, in quella assoluta dipendenza in cui l'uomo non può trovarsi che rispetto al suo Creatore; questo spiega perché i cristiani non ammettono simili schiavi: soltanto i Turchi e gli idolatri possono averne di tale specie.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Felicità delle anime schiave d'amore&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;34.&lt;/strong&gt; Beata, mille volte beata l'anima generosa, che si consacra come schiava d'amore a Gesù per mezzo di Maria, dopo aver scosso con il Battesimo la tirannica schiavitù del demonio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;ECCELLENZA DELLA SANTA SCHIAVITU': PERCHÉ FA PASSARE TUTTA LA NOSTRA VITA SPIRITUALE PER MARIA, LA MEDIATRICE&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Passare per Maria è imitare le tre Persone divine&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;35.&lt;/strong&gt; Quanta luce dovrei avere per esporre a dovere l'eccellenza di questa devozione! Dirò soltanto rapidamente: darci così a Gesù per mezzo dì Maria è imitare Dio Padre, il quale ci ha dato il suo Figlio solo per mezzo di Maria, e solo per mezzo di Lei ci comunica le sue grazie. E' imitare Dio Figlio, il quale è venuto a noi solo per mezzo di Maria, e, avendoci dato l'esempio affinché facessimo come Egli ha fatto, ci ha sollecitati ad andare a Lui per lo stesso mezzo con cui Egli è venuto a noi, cioè Maria. E' imitare lo Spirito Santo, il quale soltanto per mezzo di Maria ci elargisce le sue grazie e i suoi doni. Non è forse giusto, dice San Bernardo, che la grazia ritorni al suo Autore dallo stesso canale per il quale è venuta a noi?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;E' onorare Gesù&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;36. 2 - &lt;/strong&gt;Andare a Gesù per mezzo di Maria è onorare veramente Nostro Signore Gesù Cristo, perché è riconoscere che non siamo degni di accostarci direttamente da noi stessi alla sua infinita santità, a causa dei nostri peccati, e insieme che abbiamo bisogno di Maria, sua santa Madre, perché sia nostra Avvocata e nostra Mediatrice presso di Lui, che è nostro Mediatore. E' nello stesso tempo accostarci a Lui come a Mediatore nostro ed a nostro Fratello, ed umiliarci davanti a Lui come davanti al nostro Dio ed il nostro Giudice: in una parola, è praticare l'umiltà che rapisce sempre il cuore di Dio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;E' il mezzo di purificare e di abbellire le nostre buone azioni&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;37. 3 -&lt;/strong&gt; Consacrarci così a Gesù per mezzo di Maria, è mettere nelle mani di Maria le nostre buone opere, le quali, benché sembrino buone, sono spesso macchiate e indegne degli sguardi e del compiacimento di quel Dio, davanti al quale le stelle stesse non sono pure. Preghiamo questa buona Madre e Padrona affinché, avendo accettato il nostro misero dono, lo purifichi, lo santifichi, lo nobiliti e l'abbellisca in modo da renderlo degno di Dio. Davanti a Dio, il Padre di famiglia, tutti i frutti della nostra anima hanno meno valore per attirarci la sua amicizia e la sua grazia, di quanto non ne avrebbe davanti al re la mela bacata di un povero contadino, colono di Sua Maestà, per pagare il proprio affitto. Che cosa farebbe il meschino, se fosse intelligente e sapesse di essere ben voluto dalla regina? Non metterebbe forse la sua mela nelle mani di lei? e questa, sia per bontà verso il povero contadino, sia per rispetto verso il re, non toglierebbe forse dalla mela quello che vi fosse di difettoso e di guasto, mettendola poi sopra un vassoio d'oro, ornato di fiori? E il re potrebbe non accettarla, anche con gioia, dalle mani della regina, che vuole così bene a quel contadino? Se vuoi offrire qualche piccolo dono a Dio, - dice San Bernardo mettilo nelle mani di Maria, a meno che non t'importi di essere respinto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Perché senza Maria le nostre azioni valgono ben poco&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;38.&lt;/strong&gt; Dio mio! com'è poca cosa quello che facciamo! Ma mettiamolo in mano a Maria con questa devozione; e quando ci saremo dati interamente a Maria, tanto quanto è possibile, spogliandoci di tutto in suo onore, Ella sarà infinitamente più generosa verso di noi, poiché "per un uovo ci darà un bove" comunicandosi a noi con tutti i suoi meriti e tutte le sue virtù, mettendo i nostri meschini doni nel piatto d'oro della sua carità, rivestendoci, come Rebecca fece con Giacobbe, dei begli abiti del suo Primogenito ed unico Figlio, Gesù Cristo, cioè dei meriti di Lui, che Ella tiene a sua disposizione; e così, dopo esserci, spogliati di tutto per onorarla quali suoi domestici e suoi schiavi, avremo doppia veste: "Tutti i suoi familiari hanno doppia veste": vesti, ornamenti, profumi, meriti e virtù di Gesù e di Maria nell'anima di uno schiavo di Gesù e di Maria, spoglio di se stesso e fedele nel suo spogliamento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;E' esercitare meravigliosamente la carità verso il prossimo&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;39. 4 -&lt;/strong&gt; Darsi così alla Santissima Vergine è praticare nel suo più alto grado possibile la carità verso il prossimo; poiché è dare a Maria tutto ciò che si ha di più caro, affinché ne disponga a suo piacimento a favore dei vivi e dei morti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;E' il mezzo di conservare e di aumentare la grazia di Dio in noi&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;40. 5 -&lt;/strong&gt; Con questa devozione si mettono al sicuro le proprie grazie, i propri meriti e le proprie virtù, facendone depositaria Maria e dicendole: "Ecco, mia cara Signora, ciò che, per grazia di tuo Figlio, ho potuto fare di bene; tienitelo, perché purtroppo, a causa della mia debolezza ed incostanza, a causa del numero stragrande e della malizia dei miei nemici, insorgenti contro di me giorno e notte, io non mi sento capace di conservarlo. Si vedono, ahimè! tutti i giorni cadere nel fango cedri del Libano, e diventare uccelli notturni aquile che si innalzavano fino al sole; io vedo altresì mille giusti cadere alla mia sinistra e diecimila alla mia destra. Ma Tu, o mia potente e grandissima Principessa, sorreggimi, perché non cada; custodisci ogni mio bene, perché non mi sia rubato. a Te affido in deposito tutto quanto posseggo. so bene chi sei, perciò tutto mi abbandono a te. Tu sei fedele a Dio ed agli uomini, non lascerai quindi perire nulla di quanto ti ho affidato; Tu sei potente, e nulla può nuocerti, né rapirti ciò che tieni nella tua mano".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Se la segui non ti smarrisci, se la preghi non disperi, se pensi a lei non sbagli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sostenuto da lei non cadi, protetto da lei non temi, guidato da lei non ti stanchi, con la sua benevolenza giungerai ... " (San Bernardo, inter flores, cap. 135; De Maria Virgine, pag. 2150).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ed altrove aggiunge: "Maria trattiene il Figlio perché non colpisca, il diavolo perché non nuoccia, le virtù perché non fuggano, i meriti perché non spariscano, le grazie perché non vengano meno". Parole di San Bernardo, che esprimono in sostanza quanto ho detto. Se anche ci fosse solamente questo motivo per invogliarmi a questa devozione, che mi offre il mezzo sicuro di conservarmi anzi di crescere nella grazia di Dio, io non dovrei spirare per essa che fuoco e fiamme.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;É la vera liberazione della nostra anima&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;41. 6 -&lt;/strong&gt; Questa devozione rende un'anima veramente libera della libertà dei figli di Dio. Siccome noi, per amore di Maria, ci riduciamo volontariamente in schiavitù, questa cara Padrona, per riconoscenza, allarga e dilata il nostro cuore e ci fa camminare a passi da gigante nella via dei comandamenti del Signore. Ella scaccia la noia, la tristezza e lo scrupolo. Nostro Signore stesso fece conoscere alla Madre Agnese di Langeac, morta in concetto di santità, questa devozione, quale sicuro mezzo per uscire dalle grandi pene e perplessità in cui si trovava: "Fatti schiava di mia Madre e mettiti la catenella", - le disse; Agnese acconsenti e nel momento stesso ogni pena scomparve.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;E' seguire il consiglio della Chiesa e l'esempio dei Santi&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;42. &lt;/strong&gt;Per autorizzare questa devozione, bisognerebbe ricordare tutte le Bolle e le Indulgenze accordate dai Papi, le Pastorali dei Vescovi, le Confraternite fondate in suo onore, l'esempio di parecchi Santi e di grandi personaggi che l'hanno praticata; ma tutto questo lo lascio da parte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;PRATICHE INTERIORI DELLA SANTA SCHIAVITU': SUO SPIRITO E SUOI FRUTTI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1) - La sua formula "unica" di attività spirituale e il suo spirito&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La formula&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;43. &lt;/strong&gt;Ho detto, poi, che questa devozione consiste nel fare tutte le proprie azioni con Maria, in Maria, per mezzo di Maria e per Maria.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Lo spirito di dipendenza interiore da Gesù e da Maria. Prendere questo spirito e perseverarvi&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;44.&lt;/strong&gt; Non basta essersi dato una volta a Maria, in qualità di schiavo; nemmeno basta ripetere ciò tutti i mesi, tutte le settimane: sarebbe questa una devozione troppo passeggera e non potrebbe innalzare l'anima a quella santità a cui può elevarla. Non vi è certo grande difficoltà ad iscriversi in una confraternita, e neanche ad abbracciare questa devozione, e a recitare ogni giorno qualche preghiera vocale, come essa prescrive: la grande difficoltà è di entrare nello spirito di questa devozione, che è di rendere un'anima interiormente dipendente e schiava della Santissima Vergine e di Gesù per mezzo di Lei. Ho trovato molte persone che, esternamente si sono poste con mirabile ardore in questa schiavitù; poche invece ne ho trovate che ne abbiano preso lo spirito, e, meno ancora che vi abbiano perseverato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;2) - Le quattro direttive della formula&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Operare con Maria&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;45. 1) -&lt;/strong&gt; La pratica essenziale di questa devozione consiste nel fare tutte le proprie azioni con Maria, cioè nel prendere la Santissima Vergine come modello perfetto di tutto ciò che si deve fare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Condizioni preliminari: rinuncia e unione di intenzione che consegna l'anima all'azione di Maria&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;46.&lt;/strong&gt; Prima dunque di dare inizio a qualsiasi cosa, è necessario rinunciare a se stessi e ai propri progetti per quanto eccellenti; bisogna annientarsi davanti a Dio riconoscendosi incapaci da se stessi di alcun bene soprannaturale e di qualsiasi azione utile alla salvezza; bisogna ricorrere alla Santissima Vergine e unirsi a Lei e alle sue intenzioni, benché sconosciute; bisogna unirsi per mezzo di Maria alle intenzioni di Gesù Cristo, mettersi, cioè come uno strumento nelle mani di Lei, affinché Ella faccia in noi, di noi e per noi, come le sembrerà meglio, alla maggior gloria di suo Figlio e, per mezzo di suo Figlio Gesù Cristo, alla maggior gloria del Padre; di modo che non si compiano atti di vita interiore ed operazioni spirituali se non dipendentemente da Lei.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Operare in Maria&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;47. 2 -&lt;/strong&gt; Bisogna fare ogni cosa in Maria; bisogna cioè abituarsi, a poco a poco, a raccogliersi in se stessi, per formarvi una piccola idea od immagine spirituale di Maria. Ella sarà per l'anima l'Oratorio per potervi fare tutte le sue preghiere a Dio, senza timore di essere respinta; la Torre di Davide dove mettersi al sicuro contro tutti i suoi nemici; la Lampada accesa per illuminare tutto il suo interiore e infiammarlo di amore divino; il sacro Tabernacolo per vedere Dio con Lei; Maria, finalmente sarà per quest'anima il suo unico Tutto presso Dio e il suo rifugio universale. Se prega, pregherà in Maria; se riceve Gesù nella Santa Comunione, lo deporrà in Maria perché vi si compiaccia; se opera, opererà pure in Maria, e dappertutto e in tutto farà atti di rinuncia di se stessa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Operare per mezzo di Maria&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;48. 3 -&lt;/strong&gt; Non bisogna mai andare a Nostro Signore se non per mezzo di Maria, per mezzo della sua intercessione e del suo credito presso di Lui, non trovandosi mai soli nel pregarlo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Operare per Maria&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;49. 4 -&lt;/strong&gt; Infine, tutte le azioni devono essere fatte per Maria: divenuti, cioè, schiavi di questa augusta Sovrana, non si lavori più che per Lei, per il Suo profitto e alla Sua gloria come fine prossimo, alla gloria di Dio come fine ultimo. Si deve rinunciare, in tutto quello che si fa, all'amor proprio, che impercettibilmente si prende quasi sempre come fine, e ripetere spesso dal profondo del cuore: "O Mia cara Madre, per Te vado qua e là, faccio questa o quella cosa, soffro questa pena o questa ingiuria!".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;3) - Tre avvenimenti importanti che riguardano lo spirito della Santa Schiavitù&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Non credere cosa più perfetta l'andare direttamente a Gesù senza passare da Maria&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;50. &lt;/strong&gt;Bada di non credere, o anima predestinata, che sia cosa più perfetta andare direttamente a Gesù, direttamente a Dio con la tua opera e la tua intenzione: la tua opera, la tua intenzione sarebbero di poco valore; se invece ci vai per mezzo di Maria, allora è l'operazione di Maria in te, e quindi essa sarà sublime e degnissima di Dio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Non farsi violenza per sentire e gustare L'Amen dell'anima&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;51.&lt;/strong&gt; Stai anche attento a non farti violenza per sentire e gustare ciò che dici o che fai: ma dì tutto e fa' tutto in quella pura fede che Maria ebbe quaggiù, e che Ella con il tempo ti comunicherà. Lascia, o povera piccola schiava, lascia alla tua Sovrana la chiara visione di Dio, i trasporti, le gioie, i piaceri, le ricchezze, e prendi per te soltanto la fede pura, piena di svogliatezze, di distrazioni, di noie, di aridità; e dille: "Amen, Così sia, a tutto quello che Tu, mia Padrona, fai in Cielo: per ora è ciò che posso fare di meglio".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Non inquietarsi se non si gode tanto presto della presenza di Maria&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;52.&lt;/strong&gt; Guardati inoltre dall'affliggerti se non godi così presto della dolce presenza della Vergine nel tuo intimo. Questa grazia non è concessa a tutti; e quando Dio, nella sua grande misericordia, ne favorisce un'anima, questa può benissimo perderla se non è fedele a raccogliersi spesso; qualora però ti cogliesse tanta sciagura, ritorna dolcemente alla tua Sovrana e chiedile umilmente perdono.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;4) - Frutti meravigliosi di questa pratica interiore della Santa Schiavitù&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Li insegnerà soprattutto l'esperienza&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;53.&lt;/strong&gt; L'esperienza ti farà conoscere infinitamente più di quanto io ti dico, e tu troverai, qualora sia fedele al poco che ti ho insegnato, tante ricchezze e tante grazie nella pratica di questa devozione, che ne resterai meravigliata e la tua anima ne sarà colma di gioia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Bisogna dunque procurare, con una pratica fedele, di avere in sé l'anima e lo spirito di Maria&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;54.&lt;/strong&gt; Lavoriamo quindi, anima cara, e per mezzo di questa devozione fedelmente praticata, facciamo in modo che l'anima di Maria sia in noi per glorificare il Signore, lo spirito di Maria sia in noi per rallegrarsi in Dio, suo Salvatore. Sono queste le parole di Sant'Ambrogio: "Sia in ciascuno di noi l'anima di Maria per proclamare la grandezza del Signore, sia in ciascuno di noi lo spirito di Maria per gioire in Dio Salvatore". E non crediamo che vi sia stata più gloria e più felicità a dimorare nel seno di Abramo, chiamato Paradiso, che nel seno di Maria, perché Dio vi pose il suo trono. Così dice il dotto abate Guerrico: "Non credere che il Paradiso, raffigurato dal seno di Abramo, sia più felice del grembo di Maria, nel quale il Signore ha posto il suo trono".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;La Santa Schiavitù stabilisce soprattutto la vita di Maria nella nostra anima&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;55.&lt;/strong&gt; Questa devozione, fedelmente praticata, produce nell'anima effetti innumerevoli. Il principale - vero dono dell'anima - è quello di stabilirvi la vita di Maria, in modo che non è più l'anima che vive, ma la Vergine che vive in lei, poiché l'anima di Maria diviene, per così dire, la sua anima. Ora, quando per una grazia ineffabile, ma vera, la divina Maria è Regina in un'anima, quali meraviglie non vi opera! Siccome Ella è l'artefice delle grandi meraviglie, specialmente nel nostro intimo, perciò vi lavora in segreto, all'insaputa dell'anima stessa, la quale se ne avesse conoscenza, guasterebbe la bellezza delle sue opere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Maria fa sì che, di continuo, la nostra anima viva in Gesù, e Gesù viva nella nostra anima&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;56.&lt;/strong&gt; E nello stesso modo, siccome Ella è dappertutto la Vergine feconda, così porta in tutto l'intimo dove si trova, la purezza del cuore e del corpo, la rettitudine delle intenzioni, la fecondità delle buone opere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non credere anima cara, che Maria, la più feconda di tutte le creature, tanto che giunse a produrre un Dio, rimanga oziosa in un'anima fedele. Ella farà vivere incessantemente quest'anima per Gesù, e Gesù in lei: "Figli miei, per voi io soffro di nuovo i dolori del parto, finché non sarà chiaro che Cristo è in mezzo a voi" (Gal. 4, 19), e se Gesù Cristo è così veramente frutto di Maria per ogni anima in particolare, come lo è per tutti quanti in generale, è certo che in modo specialissimo Egli è frutto di Maria e suo capolavoro nell'anima dove Lei risiede.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Maria diventa ogni cosa per la nostra anima presso Gesù&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;57. &lt;/strong&gt;Infine, Maria, per quest'anima diviene ogni cosa presso Gesù Cristo: Ella ne illumina lo spirito con la sua pura fede, le approfondisce il cuore con la sua umiltà, glielo dilata ed infiamma con la sua carità, glielo purifica con la sua purezza, glielo nobilita ed arricchisce con la sua maternità. Ma per che motivo insistere? Solo l'esperienza può rivelarci queste meraviglie di Maria, meraviglie incredibili alle persone dotte ed orgogliose, anzi al comune dei devoti e devote.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;5) - La santa schiavitù alla fine dei tempi&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Per mezzo di Maria il Regno di Gesù arriverà alla fine dei tempi&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;58.&lt;/strong&gt; Poiché per mezzo di Maria Santissima Dio venne la prima volta al mondo, nell'umiliazione e nell'annientamento, non potrebbe pur dirsi altresì per mezzo di Maria Santissima, che Egli verrà un'altra volta, come l'attende tutta la Chiesa, per regnare dovunque e per giudicare i vivi e i morti? Ma chi può sapere come e quando ciò avverrà? So bene però che Dio, i cui pensieri distano dai nostri più che non disti il cielo dalla terra, verrà nel tempo e nel modo meno atteso dagli uomini, anche i più dotti e i più versati nella Sacra Scrittura, che a questo riguardo è molto oscura.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Per mezzo della Santa Schiavitù, praticata dai suoi grandi santi, Maria farà che arrivi il regno definitivo di Gesù&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;59.&lt;/strong&gt; Allo stesso modo, si deve credere che verso la fine dei tempi, e più presto forse che non si pensi, Dio susciterà grandi uomini ripieni dello Spirito Santo e di quello di Maria, per mezzo dei quali Ella, questa divina Sovrana, opererà nel mondo grandi meraviglie per distruggervi il peccato e stabilire il Regno di Gesù Cristo, suo Figlio, sulle rovine di quello del mondo corrotto; e che per mezzo di questa devozione alla Vergine, di cui non so dare che una traccia, e ben pallida anche questa, a causa della mia pochezza, quei santi personaggi verranno a capo di tutto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;PRATICHE ESTERIORI DELLA SANTA SCHIAVITÙ&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Loro importanza&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;60.&lt;/strong&gt; Oltre alla pratica interiore di questa devozione, di cui abbiamo ora parlato, ce ne sono altre che non bisogna omettere, né trascurare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;La consacrazione e la sua rinnovazione&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;61.&lt;/strong&gt; La prima è di darsi a Gesù Cristo, in qualche giorno importante, per le mani di Maria, di cui ci facciamo schiavi; di comunicarsi in tal giorno con questa intenzione e di passarlo in preghiera: si rinnoverà questa consacrazione almeno ogni anno, nello stesso giorno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;L'offerta di un tributo alla Santissima Vergine&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;62.&lt;/strong&gt; La seconda è di pagare ogni anno, nello stesso giorno, un piccolo tributo alla Vergine, quale prova di servitù e di dipendenza; tale fu sempre l'omaggio degli schiavi verso i loro padroni. Ora questo tributo consiste o in qualche mortificazione, o in qualche elemosina, o in qualche pellegrinaggio, o in qualche preghiera. Il Beato Marino, secondo quanto racconta suo fratello, San Pier Damiano, si disciplinava pubblicamente tutti gli anni, nello stesso giorno, davanti ad un altare della Vergine. Non si domanda, né si consiglia tanto fervore, ma se non si può dar molto a Maria, si deve però offrirle con cuore umile e riconoscente quello che le si dà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;La celebrazione speciale della festa dell'Annunciazione&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;63.&lt;/strong&gt; La terza è di celebrare ogni anno, con devozione speciale la festa dell'Annunciazione che è la festa principale di questa devozione, stabilita appunto per onorare ed imitare la dipendenza in cui si pose il Divin Verbo, in tal giorno, per amore nostro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;La recita della "Coroncina" e del "Magnificat"&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;64.&lt;/strong&gt; La quarta pratica esteriore è quella di recitare ogni giorno, senza però obbligarvici sotto pena di peccato, qualora vi si manchi, la Coroncina alla Santissima Vergine, composta da tre Padre Nostro e da dodici Ave Maria; di recitare spesso il Magnificat, che è l'unico cantico che abbiamo di Maria, per ringraziare Dio dei benefici ricevuti ed attirarne altri; soprattutto non bisogna smettere di recitarlo dopo la S. Comunione, quale ringraziamento, come soleva fare la Santissima Vergine stessa, secondo il dotto Gersone.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;La catenella&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;65.&lt;/strong&gt; La quinta è di portare una catenella benedetta al collo, o al braccio, o al piede, o attraverso il corpo. Questa pratica si può senza dubbio omettere, senza che ne soffra l'essenziale di questa devozione: tuttavia, sarebbe male disprezzarla e condannarla, nonché pericoloso volerla trascurare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco le ragioni che consigliano questa pratica esteriore:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1 - per opporsi alle funeste catene del peccato originale ed attuale, dal quale siamo stati avvinti;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;2 - per onorare le corde ed i ceppi amorosi dalle quali Nostro Signore si compiacque di essere strettamente legato, per renderci veramente liberi;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;3 - per farci ricordare che dobbiamo agire solo per l'impulso di questa virtù, dato che questi vincoli sono vincoli di carità: "Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d'amore" (Os 11, 4);&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;4 - infine, si usa portare simili catene perché abbiamo ognora presente la nostra doverosa dipendenza da Gesù e da Maria, in qualità di schiavi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Molti grandi personaggi, che si erano fatti schiavi di Gesù e di Maria, stimarono talmente queste catenelle, che si lamentavano perché non era loro concesso di trascinarle pubblicamente ai piedi, come gli schiavi dei Turchi. Oh, catene più preziose e più gloriose delle collane d'oro e delle pietre preziose di tutti gli imperatori, poiché ci avvincono a Gesù Cristo e alla sua santa Madre, e ne sono le illustri insegne e livree!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' conveniente che queste catene, se non d'argento, siano almeno di ferro, per la facilità di procurarsele. Non si dovrà mai deporle durante la vita, perché ci possano accompagnare fino al giorno del giudizio. Quale gioia, quale gloria, quale trionfo per un fedele schiavo, nel giorno del giudizio, se al suono della tromba, le sue ossa si leveranno da terra, tuttora strette dalla catena della schiavitù, evidentemente non consumata. Questo solo pensiero deve stimolare molto un devoto schiavo a non togliersi mai la catena, per quanto scomoda possa tornare alla natura.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Preghiera a Gesù&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;66.&lt;/strong&gt; Amabile mio Gesù, lascia che io mi rivolga a Te per attestarti la mia riconoscenza per la grazia concessami, nel darmi alla tua santa Madre con la devozione di questa schiavitù, perché Ella sia mia avvocata presso la tua Maestà, e mio supplemento universale nella mia grandissima miseria.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ahimè! mio Dio, io sono tanto miserabile che, senza questa buona Madre, di certo sarei irrimediabilmente perduto. Sì! Maria mi è necessaria presso di te, in tutto: necessaria, per calmarti nel tuo giusto sdegno, poiché ti ho tanto offeso ed ogni giorno ti offendo ancora tanto; necessaria, per trattenere gli eterni castighi della tua giustizia da me meritati; necessaria, per guardarti, per parlarti, per pregarti, per accostarmi a Te, per piacerti; necessaria, per salvare la mia anima e quella degli altri; necessaria, in una parola, per fare sempre la tua santa volontà e cercare in tutto la tua maggior gloria. Perché non posso io manifestare nel mondo intero questa misericordia che mi hai usato? Perché tutto il mondo non conosce che senza Maria io sarei già dannato? Perché non posso mostrare una degna riconoscenza per un così grande beneficio? Maria è in me. Oh, quale tesoro! Oh, quale consolazione! E dopo di ciò non sarò io tutto di Maria? Oh, quale ingratitudine sarebbe mai questa, mio caro Salvatore! Oh, mandami piuttosto la morte prima che mi colga tanta sventura, perché preferisco morire che vivere senza essere di Maria.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io l'ho mille e mille volte presa come ogni mio bene con San Giovanni Evangelista ai piedi della Croce, e mille e mille volte a Lei mi sono consacrato; ma se ancora non l'ho fatto come Tu desideri. Gesù mio caro, adesso voglio farlo nel modo che a TE piace; e se mai scorgi nella mia anima e nel mio corpo qualche cosa che non appartiene a questa augusta Principessa, strappamela, te ne prego, e gettala lontano da me, poiché non appartenendo a Maria, è indegna di Te.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Invocazione finale allo Spirito Santo&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;67.&lt;/strong&gt; O Spirito Santo! Concedimi tutte queste grazie e pianta, innaffia e coltiva nella mia anima l'amabile Maria, vero Albero di Vita, perché cresca, fiorisca e rechi frutti di vita in abbondanza. O Spirito Santo! Dammi una grande devozione ed una grande appoggio sul suo seno materno ed un continuo ricorso alla sua misericordia, affinché in Lei Tu formi nella mia anima Gesù Cristo al naturale, grande e potente, fino alla pienezza della sua età perfetta. Amen.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Preghiera a Maria per i suoi fedeli schiavi&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;68.&lt;/strong&gt; Io ti saluto, o Maria, Figlia diletta dell'Eterno Padre; io ti saluto, o Maria, Madre ammirabile del divin Figlio; io ti saluto, o Maria, Sposa fedelissima dello Spirito Santo: io ti saluto, o Maria, mia cara Madre, mia amabile padrona e mia potente Sovrana; io ti saluto, mia gioia, mia gloria, cuore mio ed anima mia! Tu sei tutta mia per misericordia e io sono tutto tuo per giustizia, però non lo sono ancora abbastanza; a Te, dunque, di nuovo interamente mi dono, come eterno schiavo, senza riserva alcuna, né per me né per gli altri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se scorgi in me qualche cosa che non è ancora tua prenditela, te ne supplico, in questo momento, e sii la Padrona assoluta di tutto quanto possiedo; distruggi in me, sradica, annienta tutto ciò che spiace a Dio, e in me pianta, innalza, opera tutto ciò che gli piacerà. La luce della tua fede diradi le tenebre del mio spirito; la tua profonda umiltà si sostituisca al mio orgoglio; la tua sublime contemplazione ponga un freno alle distrazioni della mia immaginazione vagabonda; la tua vista ininterrotta di Dio riempia la mia mente della sua presenza; l'incendio della carità del tuo Cuore dilati ed infiammi il mio, così tiepido e freddo; le tue virtù prendano il posto dei miei peccati; i tuoi meriti siano mio ornamento e mio supplemento presso Dio. Infine, o mia carissima e diletta Madre, fa', se è possibile, che io non abbia altro spirito che il tuo per conoscere Gesù Cristo e i suoi divini voleri; che io non abbia altra anima che la tua per lodare e glorificare il Signore; che io non abbia altro cure che il tuo per amare Dio con puro ed ardente amore come Te.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;69. &lt;/strong&gt;Io non ti chiedo né visioni, né rivelazioni, né gusti, né piaceri anche spirituali. A te si addice di vedere chiaramente senza tenebre; a Te di gustare pienamente senza amarezze; a Te di trionfare gloriosamente alla destra di tuo Figlio in Cielo, senza umiliazioni di sorta; a Te di comandare in modo assoluto agli angeli, agli uomini e ai demoni senza resistenza alcuna, e infine di disporre, a tuo piacere, di tutti i beni di Dio, senza eccezione alcuna. Ecco, o divina Madre, l'eccellente porzione che il Signore ti ha fatto e che mai ti sarà tolta, ciò che mi causa grandissima gioia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per mia porzione quaggiù, altro non voglio se non quella che Tu avesti nel mondo, e cioè: credere puramente, senza nulla gustare e vedere; soffrire con gioia, senza consolazione di creature; morire, continuamente e senza tregua, a me stesso; lavorare molto per Te, fino alla morte, senza alcun interesse, come il più vile dei tuoi schiavi. La sola grazia che per pura misericordia ti chiedo, e che, tutti i giorni e i momenti del mio vivere, io dica tre volte: "Amen: Così sia", a tutto quello che tu facesti sulla terra durante la tua vita mortale; "Così sia", a tutto quello che adesso fai in Cielo; "Così sia", a tutto quello che fai nella mia anima, perché ci sia Tu sola a glorificare pienamente Gesù in me nel tempo e nell'eternità. Amen.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;LA COLTURA E L'ACCRESCIMENTO DELL'ALBERO DELLA VITA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Cioè il modo di far vivere e regnare Maria nelle nostre anime&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;La Santa Schiavitù d'amore è il vero "Albero della Vita"&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;70. &lt;/strong&gt;Anima predestinata, con la luce dello Spirito Santo hai capito quanto sono venuto a dirti? Ringrazia Dio: è un segreto quasi a tutti sconosciuto. Se hai trovato il tesoro nascosto nel campo di Maria, la perla preziosa del Vangelo, devi vendere tutto per farne acquisto; devi fare un sacrificio di te stessa nelle mani di Maria e perderti felicemente in Lei per trovarvi Dio solo. Se lo Spirito Santo ha piantato nella tua anima il vero Albero della Vita, che è la devozione che ti ho esposto, devi porre ogni cura nel coltivarlo, perché ti dia il suo frutto a tempo opportuno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa devozione assomiglia al grano di senape, di cui parla nel Vangelo, il quale, mentre è, a quanto pare, il più piccolo di tutti i grani, diviene però molto grande ed erge così alto il fusto che gli uccello del cielo, cioè i predestinati, nidificano sui suoi rami, e vi nascondono al sicuro dalle bestie feroci.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Il modo di coltivarlo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Eccoti, o anima predestinata, il modo di coltivarlo: Nessun appoggio umano&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;71. 1&lt;/strong&gt; Quest'Albero, essendo piantato in un cuore assai fedele, ama restare all'aria libera, senza alcun appoggio umano: quest'Albero, essendo divino, rifugge sempre da qualsiasi creatura che potrebbe impedirgli di innalzarsi verso il suo principio, Dio. Pertanto, non bisogna appoggiarsi sulla sua propria industria, o sui propri doni di natura, o sul credito e l'autorità degli uomini: bisogna invece ricorrere a Maria e contare sul suo aiuto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Continuo sguardo dell'anima&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;72. 2&lt;/strong&gt; Bisogna che l'anima, dove quest'Albero è piantato, sia occupata senza tregua, a guardarlo e riguardarlo, come un buon giardiniere. Poiché quest'albero, essendo vivente e dovendo dare frutto di vita, vuole essere coltivato e reso rigoglioso da un continuo sguardo e contemplazione dell'anima; è proprio infatti di un'anima, che aspiri a diventare perfetta, di pensarvi di continuo, di farne la principale occupazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Violenza a se stesso&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;73. 3&lt;/strong&gt; Bisogna sradicare e troncare i cardi e le spine, che potrebbero soffocare questo Albero o impedirgli di produrre il suo frutto: bisogna, cioè, essere fedele a tagliare e troncare, con la mortificazione e la violenza a se stesso, tutti i piaceri inutili e le occupazioni vane con le creature; in altre parole, crocifiggere la carne, osservare il silenzio, mortificare i sensi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Niente amor proprio&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;74. 4&lt;/strong&gt; Bisogna che i bruchi non lo danneggiano. Questi bruchi sono l'amore di se stesso e delle proprie comodità; essi mangiano le foglie verdi e distruggono le belle speranze che l'Albero dava di produrre frutti: poiché l'amor proprio e l'amor di Maria non si accordano affatto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Orrore del peccato&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;75. 5&lt;/strong&gt; Bisogna tenere lontano le bestie, che sono i peccati, i quali potrebbero seccare l'Albero della Vita con il solo loro contatto; bisogna che nemmeno lo sfiori il loro alito, cioè i peccati veniali, che sono sempre pericolosissimi, qualora non se ne abbia dispiacere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Facoltà agli esercizi&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;76. 6&lt;/strong&gt; Bisogna innaffiare continuamente quest'Albero divino con Messe, Comunioni ed altre preghiere pubbliche o private, altrimenti esso non darebbe più frutti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Pace nelle prove&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;77. 7&lt;/strong&gt; Non bisogna crucciarsi se quest'Albero è agitato e scosso dal vento; perché occorre che il vento delle tentazioni lo investa per farlo cadere, e le nevi ed i ghiacci lo circondino per farlo morire; il che significa; il che significa che questa devozione a Maria Vergine sarà necessariamente combattuta e contraddetta; ma purché si sia costanti nel coltivarlo, nulla si deve temere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Il frutto dell'Albero della vita è l'amabile ed adorabile Gesù&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;78.&lt;/strong&gt; Anima predestinata, se coltiverai in tal modo il tuo Albero della Vita, di recente piantato nella tua anima dallo Spirito Santo, io ti assicuro che in poco tempo esso crescerà così in alto, che gli uccelli del cielo vi abiteranno, e diverrà così perfetto, che infine a tempo opportuno darà il suo frutto di onore e di grazia, cioè l'amabile ed adorabile Gesù, che fu e sarà sempre l'unico frutto di Maria.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Felice l'anima in cui è piantata Maria, l'Albero della Vita; più felice quella in cui Maria ha potuto crescere e fiorire; felicissima quella in cui Maria produce il suo frutto: ma fra tutte felicissima quella che gusta e conserva questo frutto fino alla morte e nei secoli dei secoli. Amen.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Qui tenet, teneat.&lt;br /&gt;DIO SOLO&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Approfondimenti:&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://orantidistrada.blogspot.com/2012/01/saint-louis-marie-grignion-de-montfort.html"&gt;&lt;em&gt;Saint Louis Marie Grignion de Montfort: profilo biografico ...»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-5345213078062677694?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/5345213078062677694'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/5345213078062677694'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/01/s-luigi-maria-grignon-di-monfort-il.html' title='S. Luigi Maria Grignon di Monfort: Il Segreto di Maria'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-ZyZyS3zhZ5A/TwY34_lATWI/AAAAAAAADn4/kyhesxoQ9sc/s72-c/St-+Louis-Grignion-de-Montfort.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-3451941673090126174</id><published>2012-01-05T23:11:00.005+01:00</published><updated>2012-01-13T23:39:23.385+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='S. L. M. Grignon di Montfort'/><title type='text'>Saint Louis Marie Grignion de Montfort: profilo biografico</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Luigi Maria Grignion da Montfort nasce in Francia il 31 gennaio 1673 nella piccola città di Montfort-sur Meu, che sorge a ovest di Rennes in Bretagna.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/--lDywLwrZkQ/TwY3c1L-D7I/AAAAAAAADns/7rDxnjTCcRE/s1600/S.-Luigi-M.-Grignon-de-Montfort.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" rea="true" src="http://2.bp.blogspot.com/--lDywLwrZkQ/TwY3c1L-D7I/AAAAAAAADns/7rDxnjTCcRE/s200/S.-Luigi-M.-Grignon-de-Montfort.jpg" width="141" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Luigi Maria trascorre quasi tutti i primi anni e la breve infanzia a Iffendic, a pochi chilometri da Montfort. Secondo le persone che lo hanno conosciuto in questo primo periodo di vita, egli dà già prova di una maturità spirituale poco comune.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;All’età di 12 anni entra nella scuola dei Gesuiti di S. Tommaso Becket a Rennes. Oltre a manifestarsi uno studente solerte, rafforza ora quei principi che segneranno tutta la sua vita. Un sacerdote del luogo, Julien Bellier, che racconta la propria vita di missionario itinerante, lo entusiasma alla predicazione delle missioni.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;Guidato da alcuni sacerdoti, incomincia a praticare una profonda devozione alla Madonna. Nello stesso tempo, sperimenta le privazioni dei poveri, manifestando un crescente affetto e una speciale attenzione per loro, in forma molto condivisa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Durante questi anni, sente la chiamata al sacerdozio e, terminati gli studi normali, inizia la filosofia e la teologia nella stessa scuola di San Tommaso Becket a Rennes. Però, grazie a un benefattore, può completare gli studi nel celebre seminario di San Sulpizio a Parigi. Ed è per questo che sul finire del 1693, si mette in viaggio verso la capitale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Arrivando a Parigi, si accorge che il suo benefattore non aveva depositato la somma che gli avrebbe permesso di entrare almeno nella comunità chiamata "Piccolo San Sulpizio", comunità unita al seminario principale, ma nelle stesso tempo separata e destinata ad accogliere gli studenti poveri. Deve perciò alloggiare in diverse pensioni familiari dirette dai Sulpiziani: il cibo è mediocre e molto scarso, può tuttavia seguire i corsi di teologia alla Sorbona. Mosso dal desiderio, forse esagerato, di penitenza, aggiunge mortificazioni proprie a quelle di una vita già austera. Ma dopo meno di due anni, cade ammalato piuttosto gravemente, e dev’essere ricoverato all’ospedale. Ne esce quasi per miracolo. Ma ciò che sembra ancor più miracoloso, è che, all’uscita dall’ospedale, trova riservato per lui un posto nel Piccolo Seminario di San Sulpizio, dove entra nel luglio del 1695.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;San Sulpizio era stato fondato da Gian Giacomo Olier, uno dei maggiori rappresentanti della "Scuola francese di spiritualità", nella quale si metteva l’accento soprattutto sul mistero dell’Incarnazione, e sul posto di Maria nel piano divino della salvezza. Per Luigi Maria, questo è il posto ideale perché può approfondire i temi della sua spiritualità personale. A parte questo, il tempo trascorso a San Sulpizio, gli offre l’occasione di studiare la maggior parte delle opere di spiritualità conosciute, specialmente quelle riguardanti il posto di Maria nella vita cristiana; una ancor migliore opportunità di consultare libri gli viene offerta quando è nominato bibliotecario. In questo periodo trova anche il tempo di perfezionare l’insegnamento del catechismo, specialmente tra i giovani emarginati della parrocchia di San Sulpizio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Finalmente arriva anche per lui il momento di essere ordinato sacerdote: giugno 1700, e di celebrare, alcuni giorni dopo, la prima messa all’altare della Madonna nella Chiesa di San Sulpizio. Ma, prima di lanciarsi nell’apostolato, rimane ancora qualche mese a Parigi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chiede di essere accolto in un gruppo di missionari guidato da uno dei più celebri apostoli bretoni del tempo, il sacerdote Leuduger. Lo raggiunge a Dinan e ne diviene membro. Per alcuni mesi predica numerose missioni con il gruppo, nelle diocesi di Saint-Malo e Saint-Brieuc, una anche nella sua città natale, Montfort-sur-Meu, e altre a Plumieux La Chèze (dove restaura un’antichissima cappella in rovina dedicata alla Madonna della Pietà). Nelle città dove si svolgono le missioni, i più poveri sono sempre i preferiti e, per loro, anima numerose iniziative a fine di soccorrerli, come, ad esempio, il pranzo popolare a Dinan.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non riesce tuttavia ad adattarsi pienamente alle abitudini poco dinamiche del gruppo e decide di lasciarlo per andare a Saint-Lazare, appena fuori di Montfort-sur-Meu, in compagnia di due Fratelli coadiutori che si erano uniti a lui. Vi trascorre quasi un anno, intento all’insegnamento del catechismo alle persone che visitano l’antico priorato e alla formazione dei due Fratelli alla vita comunitaria. Passato l’anno parte per lavorare nella diocesi di Nantes.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Predica missioni in città e dintorni per due anni, e quasi tutte hanno un grande successo e numerose conversioni. La fama del missionario si propaga ovunque e la gente semplice comincia a chiamarlo "il buon Padre di Montfort". Per prolungare i frutti spirituali del suo lavoro e incoraggiare le persone a rimanere fedeli alla rinnovazione delle promesse battesimali, fonda confraternite e associazioni, e costruisce memorie tangibili delle missioni stesse: grandi crocifissi o, come a Pontchâteau, un calvario gigante, monumento all’amore di Dio, al quale hanno collaborato migliaia di persone.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Frattanto il vescovo non faceva altro che frenare gli "eccessi" di questo prete straordinario,fino a proibirgli anche di predicare nella sua diocesi. Benché non sia l’unico, questo avvenimento è forse il più incomprensibile e duro per Luigi Maria, che però scorge anche qui un invito a condividere la Croce di Cristo. Non si lascia scoraggiare da questa prova, al contrario, si sente stimolato alla riflessione e alla meditazione, e consegna i suoi sentimenti a un piccolo scritto: La "Lettera agli Amici della Croce".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non gli era stato proibito ogni ministero nella Diocesi di Nantes, tuttavia era evidente che se voleva continuare a predicare doveva rivolgersi altrove. Invitato dal vescovo di La Rochelle, lascia Nantes nel 1711 e inizia l’ultimo periodo della sua vita, in cui predicherà missioni nelle diocesi di La Rochelle e Luçon nella regione chiamata "Vandea Militare".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I cinque anni prima della morte, avvenuta nel 1716, sono molto intensi per Luigi Maria. Costantemente occupato a predicare missioni, si sposta a piedi da un luogo all’altro. Nonostante ciò, trova il tempo per scrivere: il "Trattato della vera devozione alla Santissima Vergine", il "Segreto di Maria", le "Regole della Compagnia di Maria" e delle "Figlie della Sapienza" e numerosi "Cantici" , che usava nelle missioni facendoli cantare al popolo su melodie dell’epoca. Intraprende due lunghi viaggi, uno a Parigi e l’altro a Rouen, tentando di trovare dei candidati per la sua "Compagnia di Maria" che, mentre la sua vita volge al termine, sogna sempre più spesso. Ogni tanto si ritira in luoghi tranquilli e isolati, o nella Foresta di Mervent o nel piccolo "eremo" di Sant’Elia vicino a La Rochelle.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le sue missioni hanno una grande influenza, soprattutto in Vandea. Si è detto che una delle ragioni, che hanno mantenuto gli abitanti di questa regione fortemente opposti alle tendenze antireligiose e anticattoliche della Rivoluzione Francese, 80 anni più tardi, è stata la loro fede illuminata dalla predicazione di san Luigi Maria. Trova però molte difficoltà a persuadere altri sacerdoti a unirsi a lui per lavorare con lui come membri della Compagnia di Maria. Finalmente, durante l’ultimo anno, due sacerdoti, René Mulot e Adrien Vatel, si uniscono a lui, più tardi anche alcuni Fratelli, che l’aiuteranno durante la missione, faranno parte del gruppo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il vescovo di La Rochelle, Mons. Etienne de Champflour, rimarrà sempre un grande amico per il Montfort anche quando molte persone continueranno ad opporsi o, peggio, attenteranno alla sua stessa vita. Con l’appoggio del vescovo fonda le scuole di carità per i bambini poveri di La Rochelle e invita Maria Luisa Trichet e Caterina Brunet, che da dieci anni aspettavano pazientemente a Poitiers, a venirgli in aiuto. Finalmente anche loro fanno la professione religiosa e cosi nasce la congregazione delle "Figlie della Sapienza". Ben presto molte altre sorelle si uniranno a loro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nell’aprile 1716, sfinito dal lavoro e dagli stenti, Luigi Maria, arriva a Saint-Laurent-sur-Sèvre per iniziare la predicazione di una missione: sarà l’ultima. Cade ammalato durante la missione e muore il 28 aprile. Le sue ultime parole furono: "Invano mi tenti! Sono tra Gesù e Maria. Deo gratias et Mariae! Non peccherò più". Migliaia di persone accorrono ai suoi funerali nella chiesa parrocchiale e poco dopo si sparge la voce che sulla sua tomba accadono miracoli. I due sacerdoti della Compagnia di Maria, i padri Mulot e Vatel, si ritirano a Sain-Pompain insieme con alcuni Fratelli e solo due anni più tardi riprenderanno l’opera tanto cara a Luigi Maria: la predicazione delle missioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel 1888 Luigi Maria viene beatificato da Leone XIII, e nel 1947 è canonizzato dal papa Pio XII. Le Congregazioni che ha dato alla Chiesa, la Compagnia di Maria, le Figlie della Sapienza e i Fratelli di San Gabriele (congregazione che si è sviluppata dal gruppo di Fratelli riuniti da San Luigi Maria), crescono e si propagano prima in Francia e poi in tutto il mondo. Esse continuano a testimoniare il carisma di San Luigi Maria, prolungando la sua missione, che è di stabilire il Regno di Dio, il Regno di Gesù per mezzo di Maria.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Tratto da: &lt;em&gt;www.monasterovirtuale.it &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.monasterovirtuale.it/" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;»»»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Approfondimenti:&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://orantidistrada.blogspot.com/2012/01/s-luigi-maria-grignon-di-monfort-il.html"&gt;&lt;em&gt;Saint S. Luigi Maria Grignon di Monfort: Il Segreto di Maria ...»&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8619950328114267614-3451941673090126174?l=orantidistrada.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/3451941673090126174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8619950328114267614/posts/default/3451941673090126174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://orantidistrada.blogspot.com/2012/01/saint-louis-marie-grignion-de-montfort.html' title='Saint Louis Marie Grignion de Montfort: profilo biografico'/><author><name>Franco Losi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05461031675564163796</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-cjIq8tyUJNo/Th8kTcFuqaI/AAAAAAAACeg/_POfaRNJOXE/s220/avatarmidi%2Bcm.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/--lDywLwrZkQ/TwY3c1L-D7I/AAAAAAAADns/7rDxnjTCcRE/s72-c/S.-Luigi-M.-Grignon-de-Montfort.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8619950328114267614.post-5055386882675256920</id><published>2012-01-05T21:05:00.014+01:00</published><updated>2012-01-14T17:24:00.115+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vangelo di Matteo'/><title type='text'>Dal Vangelo secondo Matteo (2,1-12)</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Il Vangelo del giorno:&amp;nbsp;venerdì 6&amp;nbsp;gennaio 2012&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Epifania del Signore Gesù Cristo&amp;nbsp;- Solennità.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-QEej_ENuv6c/TvaEmyF7irI/AAAAAAAADgA/d7EuX3DEvNs/s1600/Adorazione-dei-magi.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="128" kba="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-QEej_ENuv6c/TvaEmyF7irI/AAAAAAAADgA/d7EuX3DEvNs/s200/Adorazione-dei-magi.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: &lt;/em&gt;&lt;em&gt;Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Gli risposero: A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: &lt;/em&gt;&lt;em&gt;E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella &lt;/em&gt;&lt;em&gt;e li inviò a Betlemme esortandoli: Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;hr style="border-bottom: #ffffff 1px dotted; border-top: #cccccc 2px dotted;" /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Epifania del Signore.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono due le feste nella liturgia della Chiesa la cui luce è messa in risalto in modo tutto speciale: l’Epifania e la Presentazione del Signore al Tempio; conosciuta anche col nome di candelora.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Feste di luce, che richiamano la stessa verità, mettendo in risalto lo stesso significato profondo. Il Verbo incarnandosi si mostra, ma per vederlo ci vuole “luce”; non una luce qualsiasi, bensì la sua stessa luce. Potrà sembrare un sciocco gioco di parole o un ragionamento privo di significato, ma è una realtà più profonda di quanto si pensi. Per vedere la luce ci vuole luce, per riconoscere Dio ci vuole Dio. L’Epifania del Signore Gesù, è luce che dà luce, la manifestazione della manifestazione stessa, ovvero quel chiarore che preannunzia l’imminente nascita del sole.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le Sacre Scritture c’insegnano che Dio a un certo punto della storia s'impone all’essere umano con la sua presenza, però velata dalla carne. Vale a dire che per riconoscere Gesù come Dio occorre volerlo come Dio, occorre desiderarlo, attenderlo come si attende un Dio. Voi mi direte: il sole sorge sui giusti e sugli ingiusti, e la pioggia scende sui santi e sui peccatori… senza distinzione alcuna.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Sì è vero, ma &lt;u&gt;la differenza è abissale per chi si accorge del miracolo in atto, per chi ha coscienza di ricevere una benedizione per nulla scontata, una vocazione alla gioia senza alcun merito&lt;/u&gt;. L’Epifania di Gesù è sicuramente una grazia per tutti… quelli che se ne accorgono. Il Vangelo di oggi “manifesta” proprio questa realtà.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Santo Bambino irrompe nella vita di noi cristiani semi-addormentati nella speranza di destarci col suo vagito, d’intenerirci col suo bisogno di cure, e di responsabilizzarci con la sua fragilità di neonato. Non sempre purtroppo ci riesce. Un po’ perché non comprendiamo fino in fondo il senso della sua incarnazione; non ne vediamo il motivo e la necessità; un po’ perché si è perduto il valore della vita altrui. A dire il vero, il primo motivo genera il secondo: se non abbiamo il desiderio della luce per vedere e comprendere la bellezza dell’incarnazione di Dio, ogni altra manifestazione di carne lascia il tempo che trova…&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sappiamo che la sua è un’epifania per amore, per mostrare "fisicamente" quanto ci ama. Ma se quest'amore in noi non si incarna, presto si spegne, si estingue, con la drastica conseguenza che ogni altra manifestazione dell'amore di Dio si svuota di significato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non è uno scherzo! Se la vita dell’altro perde di valore ai miei occhi vuol dire che egli, per me, non è più portatore (significante) dell'amore di Dio; diventa piuttosto un rivale, se non addirittura una minaccia per la mia manifestazione, per la mia vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo è ciò che sperimentò Erode nel momento in cui venne a sapere della nascita del Messia. Nel Santo Bambino vide una minaccia, vide la sua rovina, il suo tramonto come uomo e governatore...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Erode in realtà non avrebbe avuto niente da temere, perché la gloria degli altri non potrà mai offuscare la nostra gloria, s'è ricevuta da Dio; proprio come la luce non può oscurare la luce, tutt'al più si somma ad essa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'Epifania di Dio quindi è il segno matematico del "più", è il segno positivo che offre al genere umano la possibilità di addizionare luce a quella luce di cui è già rivestito per adozione, e di intravedere così in ogni vita (anche la più disgraziata) una scintilla del bagliore divino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Isaia nel descrivere Gerusalemme e la dignità che le spetta, la personifica; come spesso usa fare la letteratura profetica e sapienziale della Bibbia: Alzati, rivestiti di luce, perché viene la sua luce, la gloria del Signore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come non vedere nella Gerusalemme spogliata di ogni ricchezza e devastata su ogni fronte l’attuale condizione morale di un'umanità lontana da Dio? L'imperativo del profeta è forte, e scuote ogni coscienza degna di questo nome: Alzati! Rivestiti di luce! Non rimetterti addosso gli abiti sudici e logori delle tue false sicurezze; rivestiti della gloria di Dio, e scoprirai di poter essere anche tu Epifania dell'Altissimo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il profeta infatti continua dimostrando che nel momento in cui la gloria del Signore si posa sulla Città Santa, le genti di ogni luogo e nazione si muovono verso di essa, portando con loro ricchezze, doni, ed ogni altro bene fino a quel momento occultato dall'oscurità del sospetto, dell'egoismo e forse anche del razzismo…&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dio dunque splende come una stella, per tutti quelli che hanno il coraggio di alzare lo sguardo all’orizzonte e credere che la sua salvezza possa arrivare anche da molto lontano. E qualora non c'accorgessimo del suo bagliore abbiamo sempre i nuovi Magi ad indicarcela; uomini e donne che vengono a noi dai luoghi più remoti della pianeta... almeno in loro cerchiamo di non spengere il chiarore di questa stella! Il nostro consumismo e la nostra malvagità erodiana potrebbero infatti sopprimerla; ieri con la strage degl’innocenti nelle campagne di Betlemme, oggi freddandoli a colpi di pistola sui marciapiedi dei nostri mercati, e davanti alle luci colorate delle vetrine dei nostri negozi: Epifania sempre più evidente dell'assenza di Dio dai nostri cuori e dai nostri affari quotidiani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pensiamoci, magari sono proprio questi nuovi Magi a salvarci dal vuoto di fede in cui siamo precipitati “noi occidentali”. Saranno loro ad indicarci la direzione verso cui volgere lo sguardo per riappropriarci di una dignità che nascondiamo per vergogna, al punto da non riconoscerla più neanche negli altri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Volesse Dio che in questa Epifania ritrovassimo la gioia e l’entusiasmo di “scartare” il nostro cuore come fosse un pacco regalo, e trovarvi in esso il Suo volto, esattamente somigliante al nostro, e a quello di ogni altra individuo, diverso da noi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sia lodato Gesù Cristo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;(Don Maurizio Roma)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;www.pievedilubaco.blogspot.com &lt;/em&gt
